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Febbre= Malaria, sino a
prova contraria !

Come
ci si può proteggere dall'infezione ?
Due sono i cardini
della protezione dall'infezione: la chemioprofilassi e
la protezione nei confronti del vettore. E’ essenziale
che ogni viaggiatore sappia che non esiste nessuna
profilassi farmacologica che offre una protezione
completa. Tutti i farmaci
disponibili hanno effetti collaterali di vario grado che
ne diminuiscono la tolleranza e di conseguenza riducono
la aderenza al trattamento. La
protezione nei confronti delle zanzare resta
tuttora la pietra miliare nelle difese contro
l'infezione malarica. Una adeguata protezione nei
confronti delle punture di insetto consente di ridurre
del 90% il rischio di malaria. Nella maggior parte dei
casi le zanzare tendono a pungere all’imbrunire quando
l’intensità dei raggi solari si riduce. E’ soprattutto
in questi momenti che è essenziale che i viaggiatori
mettano in atto tutte le misure per impedire il contatto
con l’insetto. Una
recente e approfondita analisi sullo stato dell'arte in
tema di profilassi può essere letta sui recenti numeri
del Clinical Infectious Diseases: 2001;33:226-234 e
2001;33:381-385.
Esistono
farmaci in grado di ridurre il rischio di malattia ?
Diverse sostanze sono
attive allo scopo ma, come detto prima, nessuna è attiva
al 100%. La scelta del farmaco da impiegare deve tenere
conto soprattutto della distribuzione geografica della
malattia, delle diverse specie di plasmodi e soprattutto
della distribuzione geografica del P.falciparum
resistente alla clorochina.
La resistenza del P.falciparum alla clorochina è
ormai molto estesa in Asia, Africa e Sud America;
resitenza ad altri antimalarici come la meflochina (Lariam),
i sulfamidici (Fansidar, Metakelfin), l'alofantrina (Halfan)
ed il chinino è descritta in molti paesi del Sud Est
asiatico, dell'Africa e del Sud America.
Ciò è particolarmente grave in
quanto la malaria da P.falciparum può essere
rapidamente fatale. La
clorochina è
attualmente ancora attiva per sopprimere i ceppi di
P.vivax, ma in alcuni paesi sono state descritte
resistenze anche da parte di questo plasmodio (Papua New
Guinea, Indonesia, Thailandia e India). Le aree dove la
resistenza agli antimalarici è presente non sono tutte
conosciute e il processo è in continua evoluzione.
In
tutti i casi è pertanto necessario che i farmaci
utilizzati raggiungano livelli ematici adeguati a
bloccare i parassiti rilasciati dal fegato per tutto il
periodo più comune di incubazione (almeno fino a 4
settimane dal rientro dal viaggio). Nonostante ciò i
viaggiatori possono manifestare l’infezione mesi dopo il
viaggio anche se hanno effettuato una chemioprofilassi
corretta (in genere da specie diverse da P.falciparum).
Il medico del Centro di Medicina dei Viaggi potrà
indicare il migliore schema di profilassi considerando
tutte le variabili individuali di ogni singolo
viaggiatore (età, malattie concomitanti, trattamenti
farmacologici contemporaneamente assunti, località di
destinazione, durata del soggiorno, modalità di
viaggio).
Al momento sono
disponibili sei schemi di profilassi. La loro
indicazione su un piano generale dipende da molteplici
elementi: la distribuzione geografica delle specie di
plasmodi, la prevalenza dell'infezione nella regione
visitata, la resistenza ai farmaci da parte di
P.falciparum, le caratteristiche individuali del
viaggiatore e la possibilità
di adottare misure di protezione dalla puntura
dell'insetto vettore). Sul piano individuale le
indicazioni devono essere valutate sulla base dei
benefici e dei potenziali rischi e delle specifiche
controindicazioni di ogni farmaco.
Meflochina
Questo farmaco è stato largamente impiegato in tutto
il mondo con ottimi risultati. Secondo l’Organizzazione
Mondiale della Sanità
ed i
CDC
di Atlanta (USA) è tuttora il farmaco di riferimento per
tutte le zone dove prevale P.falciparum
resistente alla clorochina (in pratica quasi tutte le
zone malariche). L’efficacia ( > 90%) e la facilità di
impiego ne hanno fatto il farmaco di scelta nella
maggior parte delle occasioni. Assumendola una volta
alla settimana fornisce una protezione nei confronti
della malaria nella maggior parte delle regioni a
rischio.
Benché vi sia una sostanziale convergenza di opinioni
sulla efficacia del farmaco alcune perplessità
riguardanti la tollerabilità derivano da alcuni studi e
soprattutto da osservazioni aneddotiche; alcuni
viaggiatori riferiscono reazioni avverse
neuropsicologiche (vertigini, ansia, insonnia, fobie,
depressione, incubi, cefalea) e gastroenteriche
(diarrea, nausea) che possono limitarne l'uso. Gli studi
più approfonditi hanno tuttavia dimostrato che la
meflochina è in genere ben tollerata (Lobel HO et al.
Jama 1997;278:1767; Schlagenhanf P, J Travel Med
1999;6:122; Croft AMJ BMJ 1997;315:1412; Croft AMJ,
Cochrane review, 2001). E’ vero che taluni non
tollerano il farmaco, ma è anche vero che molti lo
prendono con beneficio senza disturbi. Gli studi sopra
citati hanno dimostrato che l’85% delle persone non ha
effetti collaterali. Nel restante 15% vengono segnalati
cefalea, vertigini che si risolvono senza problemi con
acetaminofene o tachipirina. Più comuni sono i disturbi
del sonno. Soltanto una piccola percentuale di
viaggiatori (tra lo 0,2 ed il 3,9% secondo gli studi)
sospende il trattamento. Le reazioni avverse gravi si
verificano in rari casi (1/10.000).
Benché rari questi effetti collaterali devono essere
attentamente considerati. La principale osservazione è
che l’ansia e la depressione possono perdurare per mesi
dopo il viaggio.
La maggior parte dei sintomi compare dopo le prime dosi,
mentre se il farmaco è ben tollerato può essere assunto
senza problemi per mesi. Non c'è evidenza che l'uso
prolungato (anche 6-12 mesi) sia associato a maggiore
incidenza di effetti collaterali. Le donne possono
soffrire maggiormente di effetti collaterali rispetto
agli uomini. E' anche da sottolineare che l’uso di
alcolici nelle 24 ore che precedono e seguono la
somministrazione può essere una delle cause principali
di cattiva tolleranza del farmaco.
Devo quindi
prendere la meflochina?
Non è sempre semplice
rispondere.
I fatti sono che la malaria uccide milioni di persone
ogni anno, che l’infezione da P.falciparum ha una
letalità del 2-3% e che il rischio di esposizione non è
sempre evidente. D’altra parte, in alcune zone malariche
la trasmissione è sporadica e minima, e l’esposizione
può essere prevenuta con misure diverse come le
zanzariere o i repellenti per insetti.
La decisione dipende da una serie
di elementi che devono essere discussi con il Medico del
Centro di Medicina dei viaggiatori e consistono in
particolare: destinazione esatta (zone urbane, rurali),
escursioni, durata del soggiorno in zona malarica,
modalità di soggiorno, alloggiamento.
Posso fare qualcosa per adattarmi nel miglior modo
possibile alla chemioprofilassi ?
Se la meflochina è la prima scelta per una corretta
profilassi si possono adottare delle strategie per
verificare in anticipo la tolleranza e
contemporaneamente raggiungere concentrazioni efficaci
di farmaco. Si può anticipare l'assunzione nelle 2-3
settimane prima della partenza; in tal modo si può
verificare la tollerabilità in condizioni ottimali,
senza lo stress del viaggio e de eventualmente stabilire
in caso di intolleranza un regime alternativo se
disponibile (clorochina
+ proguanile,
atovaquone +
proguanile).
Per ridurre al minimo i problemi
di sonno, si può assumere il farmaco al mattino con il
cibo; le donne ed i bambini potrebbero frammentare la
dose e assumerla in due somministrazioni settimanali.
Importante non assumere alcolici nelle 24 ore che
precedono e seguono la somministrazione del farmaco.
Controindicazioni:
esistono alcune
controindicazioni al trattamento con
meflochina:
precedenti malattie psichiatriche, convulsioni, o
conosciute reazioni avverse gravi alla
meflochina.
Anche la coesistenza di alterazioni del ritmo cardiaco o
il concomitante trattamento con antiaritmici deve far
considerare con particolare cautela l'impiego del
farmaco. Dal momento che la
meflochina
può avere una influenza sulle attività che richiedono
particolare livello di attenzione e di reattività e fine
coordinazione motoria se ne sconsiglia l'uso in soggetti
che devono compiere attività delicate o pericolose (es.
piloti d'aereo). Il farmaco non è indicato in
gravidanza, tuttavia non sono stati segnalati eventi
avversi anche quando assunto durante il I° trimestre.
Altri
antimalarici impiegati in profilassi
Clorochina +
Proguanile:
la clorochina da sola trova ormai poche indicazioni
a causa della diffusione dei ceppi resistenti in quasi
tutte le aree endemiche per P.falciparum.
L'associazione clorochina + proguanile offre una
alternativa a coloro che per varie ragioni non possono
assumere la meflochina, l'atovaquone + proguanile o la
doxiciclina. L'associazione è di solito ben tollerata
con una percentuale di efficacia soltanto di poco
superiore al 70% per i viaggiatori non immuni (Hogh B
et al, Lancet 2000;356:1888) diretti in Africa.
Probabilmente presenta maggiori percentuali di efficacia
in regioni a maggiore prevalenza di P.vivax. Gli effetti
collaterali sono di solito di lieve entità
(gastroenterici) tali da non impedire la prosecuzione
del trattamento. Non è controindicata in gravidanza. Da
ricordare che i soggetti di origine africana presentano
molto spesso allergia alla clorochina. La
somministrazione quotidiana del proguanile rende questa
associazione meno pratica della meflochina.
Doxiciclina:
questo antibiotico
trova indicazione in circostanze particolari: è
probabilmente il miglior farmaco in profilassi
antimalarica per le zone ad alto rischio del Sud Est
Asia. Il farmaco deve essere assunto quotidianamente. La
doxiciclina alla dose di 100 mg/die può essere una
valida alternativa alla meflochina. La doxiciclina ha
una efficacia pari alla meflochina (>90%) (Ohrt C, Am
Intern Med 1997;126:963; Andersen SL et al Clin Infect
Dis 1998;26:146) mantenendo questa efficacia anche
in presenza di ceppi di P.falciparum multi
resistenti. I più comuni effetti collaterali sono la
fotosensibilizzazione, (dermatiti in caso di esposizione
al sole) la vaginite (nelle donne) e le vertigini. Non
può essere somministrata in gravidanza, né a bambini di
età inferiore ai 10 anni; infine, può causare una
riduzione di efficacia della pillola anticoncezionale.
Non è accertata la sicurezza per l'impiego a lungo
termine (>3 mesi).
Atovaquone
+ proguanile:
il farmaco è
distribuito come una combinazione fissa di atovaquone
(259 mg) e proguaniole (100 mg) sotto il nome di
Malarone. Il farmaco ha un meccanismo d'azione di verso
dagli altri ed una attività casuale (blocca i parassiti
già nel fegato). Questa caratteristica permette una
somministrazione per un tempo inferiore al rientro dalla
zona endemica (pochi giorni rispetto alle sei settimane
tradizionali). L'efficacia in soggetti semi immuni è
molto alta (98%) (Kain KC et al, CID 2001;33:226-234;
Sukua TY et al Am J Trop Med Hyg 1998;60:521), così
come quella in soggetti non immuni (>96%)(Hogh B et
al, Lancet 2000;356:1888; Overbosch D et al, CID
2001 in press). L'efficacia profilattica nei
confronti del'infezione da P.vivax sembra essere
del 84% (Baird K et al, Am J Trop Med Hyg 2000;62:138).
Gli effetti collaterali (cefalea, dolori addominali sono
di solito di lieve entità con tassi di sospensione
piuttosto bassi, dell'ordine del 1-2%. Il farmaco è
controindicato nei bambini di peso inferiore agli 11 Kg,
alle donne in gravidanza e durante l'allattamento. E'
inoltre controindicato in caso di insufficienza renale
con clearance creatininica inferiore a 30 ml/min.
Primachina:
si tratta di un farmaco
attivo anche sui parassiti ancora presenti nel fegato.
Possiede una efficacia in profilassi (30 mg/die negli
adulti e 0,5 mg/Kg) tra il 85 ed il 95% (in Indonesia e
Colombia dove + stato più estesamente studiato (Shanks
DG et al, CID 2001;33:381). Il farmaco ha potenziali
e gravi effetti collaterali in soggetti con deficit
della G6PDH (emolisi, metaemoglobinemia) e non deve
essere prescritto in assenza di un test che dimostri una
normale attività della G6PDH. Non sono tuttavia
disponibili ampi studi come quelli effettuati con altri
farmaci e pertanto la primachina resta al momento
attuale soltanto una opzione di seconda linea.
Recentemente sono stati pubblicati i risultati dei
primi studi condotti in Kenia sull'impiego del
Tafenoquine (G.D.Shanks Clin Infect Dis
2001;33:1968-1974) un derivato 8-aminochinoleinico
(simile alla primachina). I primi risultati sembrano
incoraggianti (efficacia tra 86 e 89%) ma occorrono
ancora altri studi in altre aree ed in sogetti senza
immunità intrinseca per stabilirne le indicazioni; si
tratta comunque di un potenziale prossimo candidato ad
entrare nell'armamentario terapeutico.

E' possibile non fare la profilassi e trattare la
malattia se questa si manifesta ? (stand by treatment)
Una alternativa alla chemioprofilassi, per viaggiatori
esperti e che possano seguire scrupolosamente le norme
per evitare la puntura della zanzara, può essere il
trattamento presuntivo
di episodi di verosimile natura malarica. Alcuni autori
suggeriscono un atteggiamento di questo genere per i
viaggiatori che si recano in regioni remote a basso
rischio malarico dove è presente P.falciparum e
specialmente se non si segue una profilassi. La ragione
di un simile atteggiamento si basa sul fatto che
trattandosi di aree a basso rischio i benefici dei
farmaci siano inferiori ai rischi di effetti
collaterali. La prima informazione che deve essere data
ai viaggiatori è che se si manifestano sintomi di
malattia è necessario consultare un medico che dovrà
stabilire la indicazione al trattamento empirico.
Soltanto se non è possibile accedere a cure mediche
entro le 12-24 ore successive le persone possono
assumere il trattamento senza visita medica. Un presidio
farmacologico di questo genere richiede che il
viaggiatore sia molto ben informato delle
caratteristiche della malaria e dell’uso del farmaco,
altrimenti è elevato il rischio di uso improprio con
possibilità di effetti collaterali indesiderati anche
gravi. Non è affatto facile fare una diagnosi clinica di
malaria ed anche i medici esperti possono avere delle
difficoltà nel riconoscimento della malattia.
Si potrebbe verificare il caso che vengano effettuati
trattamenti inutili e potenzialmente dannosi in assenza
di una reale indicazione in quanto le dosi degli
antimalarici in terapia sono molto superiori a quelle
della profilassi; ad esempio un trattamento con
meflochina richiede l'assunzione di 6 compresse
nell'arco di 24 ore contro la singola compressa
settimanale della profilassi. E' necessario ricordare
che l'iperdosaggio dei farmaci antimalarici può essere
fatale. I pazienti devono essere preventivamente
addestrati al riconoscimento di un possibile caso di
malaria ed all'uso dei farmaci. Le controindicazioni
devono essere ben conosciute così come le possibili e
non infrequenti allergie e interazioni con altri
farmaci. Sono oggi disponibili alcuni test che si
possono eseguire senza l'ausilio di strumenti di
laboratorio che possono consentire di diagnosticare la
malattia; anche in questo caso è necessario un adeguato
training.
Deve essere sempre ricordato che la malaria è una
malattia potenzialmente fatale e che i farmaci
antimalarici sono tutt'altro che maneggevoli e dotati di
potenzialmente gravi effetti collaterali. E' importante
ribadire inoltre che anche se è stato somministrato un
farmaco attivo deve sempre essere fatto il possibile per
accedere ad un servizio al più presto. I farmaci
antimalarici, specie se assunti per bocca, non sempre
hanno azione pronta e pertanto un trattamento può non
impedire le gravi conseguenze della malattia.
Per il trattamento possono essere indicati diversi
prodotti:
Meflochina,
Sulfamidico +
pirimetamina (Fansidar, Metakelfin),
Chinino,
Alofantrina,
derivati dell'artemesinina,
Atovaquone +
proguanile,
Arthemeter + lumefantrina (non tutti
disponibili nel nostro paese).
Il farmaco di scelta, secondo i CDC, è il Fansidar negli
individui non allergici ai sulfamidici e nelle regioni
in cui non sia documentata resistenza di P.falciparum
al sulfamidico (bacino del Rio delle Amazzoni, Sud-Est
asiatico, Africa (Kenia, Malawi, Tanzania, Uganda,
Mozambico). In queste regioni sono da considerare i
derivati dell'artemesinina,
il malarone, la
meflochina (attenzione azione lenta).
Un approccio di questo genere richiede pertanto una
attenta analisi dell'itinerario (attenzione che non sia
modificato visitando regioni ad alto rischio malarico
nelle quali è indicata la chemioprofilassi), una
valutazione delle caratteristiche degli individui che
partecipano al viaggio (età, precedenti patologici,
farmaci assunti abitualmente, allergie,
controindicazioni) ed una istruzione delle persone sul
riconoscimento della malattia e sull'impiego dei
farmaci.
Situazioni
particolari
-
soggiorni prolungati:
I farmaci comunemente
impiegati per la profilassi (clorochina + proguanile,
meflochina, atovaquone + proguanile) possono essere
assunti senza reazioni gravi anche per sei mesi.
Pertanto, coloro che si recano in zone malariche per
periodi prolungati (superiori ai tre mesi), dovrebbero
seguire le misure di profilassi farmacologica come gli
altri individui per il primo periodo di soggiorno (tre
mesi) e quindi valutare, possibilmente con un medico
locale esperto, le misure farmacologiche da
utilizzare. Ad esempio si può effettuare una
chemioprofilassi nei periodi di maggiore trasmissione
malarica, secondo le informazioni locali. Da tenere
presente che devono essere sempre messe in atto le
misure di protezione
individuale contro le punture di insetti.
-
viaggi brevi e
frequenti:
Coloro che per ragioni di lavoro
sono costretti a viaggi frequenti in zone malariche
non possono sempre sottoporsi ad una chemioprofilassi
continua. Accanto all'indicazione di utilizzare tutte
le misure di
protezione individuale contro le punture di insetti,
le indicazioni ad una chemioprofilassi devono essere
valutate caso per caso in base alla destinazione ed
alla durata del soggiorno.
Responsabilità
E’ essenziale che i
viaggiatori ricordino che la malaria è una malattia
grave. Questa infezione può uccidere anche rapidamente e
non è disponibile un vaccino. E’ responsabilità del
viaggiatore stesso proteggersi contro l’infezione. I
farmaci possono fornire un certo grado di aiuto ma non
offrono una protezione assoluta.

E' possibile contrarre la malaria nonostante si siano
seguite scrupolosamente tutte le indicazioni ?
E’ importante ricordare
che i viaggiatori possono contrarre la malaria
nonostante abbiano seguito scrupolosamente tutte le
precauzioni (chemioprofilassi,
protezione
contro gli insetti).
La malattia può esordire anche mesi (raramente dopo
anni) dopo il rientro dalla zona a rischio. Se si
sospetta di avere la malaria bisogna immediatamente fare
riferimento ad una clinica che abbia la possibilità e le
capacità di fare una diagnosi di certezza. Ricordare che
il test (striscio, goccia spessa, ricerca degli
antigeni) può non risultare positivo alla prima indagine
anche in mani esperte e che è consigliabile ripetere
l’indagine dopo 6-12 ore dal primo esame.

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