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Nei paesi
tropicali è necessario porre molta attenzione nel
consumare pesce e frutti di mare. Accanto alle possibili
infezioni trasmesse da questi cibi quando crudi o poco
cotti, questi alimenti sono a rischio anche per la
trasmissione di malattie non infettive ma potenzialmente
gravi soprattutto per l’interessamento neurologico che le
contraddistingue. La maggior parte di queste
intossicazioni sono conseguenti alla presenza nelle carni
di tossine prodotte da alghe marine. Le principali
manifestazioni prodotte dalle tossine derivate da alghe
sono:
Le sindromi
causate da alghe tossiche sono la conseguenza della
proliferazione nelle acque costiere delle alghe
produttrici di tossina a seguito di eventi atmosferici
naturali (es. El Niño, stagione più calda) o modificazioni
ambientali causate dall'uomo (costruzione di barriere,
porti) o dall'inquinamento (fosforo, nitrati); di
conseguenza i pesci che si nutrono del fitoplancton
accumulano nelle loro carni e nelle loro viscere la
tossina. A loro volta i pesci carnivori vengono
contaminati dai pesci più piccoli che entrano nella catena
alimentare.
La crescita del plancton in molti casi può intorbidire
l'acqua e modificarne il colore (maree rosse); si deve
ricordare tuttavia che numerose specie di fitoplancton
possono causare maree rosse ma soltanto poche producono
tossine. Alcune intossicazioni sono maggiormente associate
alla presenza delle maree rosse (l'avvelenamento
neurotossico, quello paralitico e quello amnesico), mentre
altre, come la ciguatera, sono sovente ritardate rispetto
all'evento marino in quanto la tossina deve passare nella
catena alimentare.
Non è possibile dare indicazioni assolute, ma è
consigliabile non consumare alcuni tipi di pesce come il
pesce palla o le murene, non mangiare interiora o la pelle
dei pesci ed è prudente eliminare il brodo di cottura. E'
anche consigliabile non mangiare crostacei, molluschi e
pesci di scoglio in occasione di maree rosse o in zone
dove siano evidenti opere di scavo o costruzione,
specialmente nei mesi più caldi; occorre ricordare che
molte maree rosse non sono pericolose e che talora le
intossicazioni si verificano anche in assenza di queste
maree. Non esistono trattamenti specifici ed in tutti i
casi, anche quando i sintomi sembrano lievi, è
consigliabile sottoporsi a visita medica in quanto questi
casi possono essere gravi e richiedere interventi medici
di tipo intensivo.
Ciguatera:
La Ciguatera è
l’avvelenamento non batterico
da pesci più comune ai tropici. Le storie di mare sono
piene di racconti di avvelenamenti e già nel 16° secolo
Peter Martyr e il Capitano Cook descrivevano strane
malattie dopo il consumo di pesce. I pesci carnivori della
barriera sono generalmente i responsabili della Ciguatera;
tipicamente la malattia si verifica dopo il consumo di
pesce pescato tra il 35° di latitudine nord ed il 36° di
latitudine sud, ma sporadici casi sono stati descritti
dopo il consumo di carni pescate anche al di fuori di
queste coordinate. I pesci che più comunemente sono
associati alla intossicazione sono i groupers (Mycteroperca
venenosa), i barracuda, gli snappers (Lutianidi), i
jacks (Amberjack o Seriola ialandi), il mackerel,
ed il triggerfish (Pesce balestra, Balistes
carolinensis). La tabella elenca alcune delle specie
più comunemente associate alla ciguatera; maggiori
informazioni possono essere ottenute al sito
www.fishbase.org.
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Sphyraena barracuda
(per cortesia di Robbie
N. Cada
da
www.fishbase.org)
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Murena:
Isole Azzorre.
(Per cortese
concessione di
Pedro Niny Duarte©ImagDOP:
pedro_niny@runbox.com)
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Balistes carolinensis
(per
cortesia di Dr. Robert A. Patzner
Institute of Zoology,
University of Salzburg
da
www.fishbase.org)
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Mycteroperca velenosa
(per
cortesia di Dr. Robert A. Patzner
Institute of Zoology,
University of Salzburg
da
www.fishbase.org) |
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Sphyraena barracuda
(per cortesia di Dr.
Robert A. Patzner
Institute of Zoology,
University of Salzburg
da
www.fishbase.org)
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Elenco di
alcune delle principali specie di pesci associati
alla ciguatera
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Da Frese R e Pauli D Fishbase,
www.fishbase.org
adattato da D.J. Farstad a T. Chow in A brief case
report and review of ciguatera poisoning. Wilderness
and Environmental Medicine: Vol. 12, No. 4, pp.
263-269. |
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Specie
(nome inglese) |
Distribuzione geografica |
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Acanthurus
lineatus (Lined
surgeofish) |
Indo-pacifico |
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Ambula
vulpes (Bonefish) |
Ubiquitario
nei climi caldi |
|
Balistes
carolinensis (Grey
triggerfish) |
Atlantico,
Golfo del Messico |
|
Calamus
calamus (Saucereye
porgy) |
Atlantico
occidentale |
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Caranx
latus (Horse-eye
jack |
Atlantico |
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Carcharhinus longimanus
(Whitetip shark) |
Ubiquitario |
|
Cheilinus undulates
(Humphead wrasse) |
Indo-pacifico |
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Chlorus
gibbus (Heavybeak
parrotfish) |
Indo-pacifico |
|
Epinephelus
morio (Red grouper) |
Atlantico
occidentale |
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Gymnothorax
javanicus (Gian
moray) |
Indo-pacifico |
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Lachnolaimus maximus
(Hogfish) |
Atlantico
occidentale |
|
Lutianus
campechanus (Northern
red snapper) |
Atlantico occidentale, Golfo
del Messico |
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Megalops
atlanticus (Tarpon) |
Atlantico
orientale |
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Mugil
capurrii (Narrowhead
grey murred) |
Atlantico
centro orientale |
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Ocyrus
chrysurus (Yellowtail
snapper) |
Atlantico
occidentale |
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Plectropomus maculatus
(Spotted coral grouper) |
Pacifico
occidentale |
|
Scarus
coeruleus (Blue
parrotfish) |
Atlantico
occidentale |
|
Scomberomorus maculates
(Spanish mackerel) |
Atlantico
occidentale |
|
Seriola
fasciata (Lesser
amberjack) |
Atlantico
occidentale |
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Sphyraena
barracuda (Great
barracuda) |
Atlantico
occidentale; Indo-pacifico |
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Symphorus
nematophorus (Chinamanfish) |
Pacifico
occidentale |
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Xiphias
gladius (Swordfish) |
Atlantico, Indo-pacifico,
Mediterraneo |
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Sono conosciute molte altre
specie in grado di causare la ciguatera. Maggiori
informazioni possono essere desunte al sito di
Fishbase:
www.fishbase.org) |
Una
lista ulteriore dei principali pesci e granchi causa di
intossicazione è reperibile al sito dell’Organizzazone
Mondiale della Sanità:
http://www.who.int/fsf/fish/index.html.
La tossina, ciguatossina, si forma a partire da microalghe
presenti in mare; alcune specie di queste microalghe,
Gambierdicus toxicus and Ostreopsis lenticularis,
producono la tossina che viene elaborata da pesci più
grandi che entrano nella catena alimentare fino a
trasmettere la tossina ai pesci carnivori implicati nella
trasmissione all’uomo. La tossina è concentrata nelle
viscere del pesce (fegato, cervello, gonadi).
La tossina comprende un gruppo di eteri policiclici
particolarmente tossici; la molteplicità dei componenti è
la causa di differenti espressioni cliniche. Le tossine
possono anche differire da regione a regione e così le
manifestazioni cliniche. La ciguatossina è incolore,
inodore, liposolubile, stabile al calore, inalterata dal
congelamento e non modifica né il gusto né la consistenza
della carne. L’azione si svolge a livello dei canali del
calcio causando un aumento dei livelli di calcio e sodio
intracellulare; la persistenza della apertura dei canali
del calcio rallenta e riduce l’ampiezza degli impulsi
nervosi; il risultato è la depolarizzazione della membrana
e il blocco degli impulsi nervosi.
Non tutti coloro che consumano la carne contaminata
manifestano i sintomi: questi sono quanti mai variabili e
dipendono da molti fattori tra i quali l'età, la dose
ingerita, la suscettibilità individuale, e la
sensibilizzazione dovuta a una precedente esposizione;
esistono inoltre differenze regionali; altre tossine
possono coesistere nelle carni e contribuire ai sintomi o
modificarli.
Le manifestazioni cliniche dell’intossicazione possono
essere schematicamente distinte in tre fasi:
gastrointestinale, neurologica e cardiovascolare. La
letalità può raggiungere in qualche episodio epidemico il
5%, ma di norma è calcolata intorno allo 0,1%. I sintomi
gastrointestinali sono i primi a comparire: diarrea
acquosa entro 2-12 ore per una durata di circa 2 giorni.
Questi sintomi, prevalenti rispetto a quelli neurologici
dominano il quadro della intossicazioni acquisite nei
Caraibi, contrariamente a quelle del pacifico dove
dominano i sintomi neurologici. I sintomi cardiovascolari
si manifestano precocemente e durano circa una settimana;
nel 10-15% dei casi si manifestano ipotensione e
bradicardia (rallentamento del battito) dovuta a blocco
della conduzione degli impulsi. I sintomi neurologici
caratterizzano l’avvelenamento e possono comparire da
immediatamente a alcune settimane dopo il consumo del
pesce. Si tratta di parestesie urenti al volto e alle
estremità, inversione nella sensibilità del caldo e del
freddo in bocca e sulla pelle (cibi o oggetti caldi
sembrano freddissimi e viceversa): sono descritti come
"ghiaccio secco" , "sensazione bruciante", "shock
elettrico". Il prurito è un sintomo frequentemente
descritto specie dopo esercizio fisico o assunzione di
alcool. Un elenco dei sintomi associati alla
intossicazione è riportato nella tabella sottostante. A
volte si manifestano esantemi, allucinazioni, ejaculazione
dolorosa, dispareunia, disuria. E’ riportata la
trasmissione della tossina in gravidanza e con il latte. I
sintomi durano in media 8-10 giorni e soltanto in qualche
caso durano più di 2 settimane.
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Sintomi
della Ciguatera
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Modificata da D.J. Farstad and T. Chow: A brief case
report and review of ciguatera poisoning
Wilderness and Environmental Medicine: Vol. 12,
No. 4, pp. 263-269) |
- Gastrointestinali
(frequenti, in genere della durata di 1-2 giorni)
Nausea, vomito, diarrea, dolore addominale,
ipersalivazione
- Cardiovascolari (poco
frequenti, precoci, possono durare fino ad una
settimana)
Ipotensione, bradicardia, tachicardia
- Neurologici (frequenti,
tardivi, di durata prolungata)
Mentali (delirio, coma, confusione, depressione)
Motori (atassia, spasticità, arresto respiratorio,
paralisi, convulsioni, debolezza, riflessi
ridotti, contrazioni toniche)
Sensitivi (parestesie, disestesie paradosse, gusto
metallico, cefalea, mialgie, artralgie, dolori
dentali, fotofobia, visione offuscata, cecità,
vertigini, prurito, dispareunia, ejaculazione
dolorosa, disuria)
- Altri (di insorgenza e
durata variabile)
Brividi, sudorazione, febbre, perdita di unghie e
capelli, congiuntivite, esantema, malessere, acne
|
Non esiste un
trattamento specifico; alcuni hanno riportato benefici sui
sintomi neurologici dell’impiego del mannitolo per
infusione ma non esistono ancora studi controllati al
riguardo; i casi in cui si verificano sintomi gravi
(cardiaci o neurologici) richiedono l’ospedalizzazione ed
eventualmente cure intensive specialistiche. In ogni caso
tutte le prescrizioni devono essere fatte da un medico
esperto. E’ consigliabile astenersi da esercizi fisici e
dal consumo di alcool; entrambi possono causare una
esacerbazione dei sintomi. I pazienti che hanno sofferto
di intossicazione da ciguatera sembrano più sensibili a
nuove intossicazioni (sensibilizzazione).
Non è disponibile un test per conoscere in anticipo se la
carne contiene la tossina o meno.
Avvelenamento
paralitico da molluschi (Paralytic
Shellfish Poisoning)
Questo
avvelenamento è causato dalla saxitossina prodotto da
alcune alghe delle specie Alexandrium spp.,Gymnodinium
catenatum, Pyrodinium bahamense. Ne sono causa i
molluschi bivalve (cozze, vongole, ostriche), più
raramente gamberi e aragoste (in qualche caso anche
pesci). Può essere una intossicazione molto pericolosa
(letalità fino al 8.5-9.5%, ed in qualche epidemia al
14%). I sintomi sono molto precoci: i più caratteristici
sono quelli neurologici che comprendono parestesie
(alterazioni della sensibilità) come pizzicore,
intorpidimento e bruciore della regione periorale che
insorgono da 5 a 30 minuti dall'ingestione e che si
estendono al volto ed al collo. A questi seguono atassia,
vertigini, sonnolenza, stordimento, difficoltà a deglutire
ed a parlare, senso di costrizione alla gola; non si ha
perdita di coscienza, né ipotensione. Nei casi gravi
nell'arco di 2-12 ore si può arrivare alla paralisi
respiratoria. Entro 12 ore in genere i sintomi iniziano a
regredire e la guarigione si ottiene in pochi giorni.
Altri sintomi comprendono febbre, cefalea, esantemi e
sintomi gastrointestinali. Se si sospetta una
intossicazione da saxitossina può essere consigliabile la
lavanda gastrica con sodio bicarbonato al 2%.
Avvelenamento
neurotossico da molluschi (Neurotoxic Shellfish Poisoning)
Questo avvelenamento è causato dalle brevitossine
presenti nel plancton, prodotte dal Gymnodinium breve
(flagellato del Mar dei Caraibi e del Golfo del Messico) e
assorbita da alcuni molluschi. Più frequente nelle acque
temperate nei mesi freddi, può verificarsi dovunque; può
essere trasmesso anche da alcuni pesci. I sintomi sono
simili a quelli della ciguatera ma più lievi, e
coinvolgono l’apparato digerente, quello vascolare e
respiratorio (in qualche caso fino alla paralisi della
muscolatura respiratoria) e nervoso (parestesie), la cute
(irritazione). La cottura non inattiva la tossina.
La diarrea da molluschi (Diarrhetic Shellfish Poisoning)
In questo caso l'alga
responsabile della elaborazione della tossina (acido
Ocadico) appartiene alla specie Dinophysis. Questa
tossina causa sintomi gastrointestinali ad insorgenza
molto precoce (da 30 min. a poche ore): diarrea, vomito,
nausea, dolori addominali sono i sintomi più comuni. La
malattia è benigna e la guarigione avviene entro 3 giorni.
Trattamento sintomatico e di supporto. L'alga non produce
maree rosse.
L'avvelenamento
amnesico da molluschi (Amnesic Shellfish Poisoning)
L'alga causa dell'avvelenamento appartiene alla
Pseudo-nitzschia sp e produce una tossina: l'acido
domoico. Può essere una sindrome anche letale
caratterizzata da sintomi gastrointestinali precoci (entro
le 24 ore), come nausea, vomito, dolori addominali,
diarrea, e neurologici (in genere entro le 48 ore):
vertigini, cefalea, convulsioni, disorientamento, perdita
di memoria temporanea, difficoltà respiratorie, e anche
coma. Oltre ai molluschi possono contenere la tossina
anche granchi e alcuni pesci (in particolare le viscere).
La tossina, stabile al calore, è un potente
neurotrasmettitore eccitatore simile all'acido glutammico
con cui divide i recettori nel sistema nervoso centrale.
Intossicazione da tetrodotossina
La tetrodotossina è un noto
veleno marino identificato in molti pesci appartenenti
all'ordine dei Tetraodontoidea che comprende il pesce
palla,
il porcupine fish, lo starfish, e il blue ringed octopus
che vivono soprattutto nei mari dell'estremo oriente
(Cina, Giappone, Filippine, Taiwan) ed nel mare del
Messico; anche alcune rane e salamandre del Centro America
contengono la tossina. Questa è presente soprattutto nel
fegato, nelle gonadi, negli intestini e nella pelle. La
tossina è termostabile e blocca la trasmissione nervosa
nei muscoli scheletrici. I sintomi insorgono molto
precocemente e la progressione può essere molto rapida,
come nel caso dell'avvelenamento paralitico da molluschi.
Le parestesie iniziano 10-45 min. dopo l'ingestione del
pesce, con un pizzicore alla lingua ed alla mucosa orale;
si associano, vomito, vertigini, senso di oppressione,
debolezza. La paralisi ha carattere ascendente e nei casi
letali si arriva all'arresto respiratorio entro 6-24 ore.
Altri sintomi comprendono salivazione abbondante,
contrazioni muscolari, sudorazione, dolori pleuritici,
senso di costrizione in gola, afonia, convulsioni,
ipotensione, bradicardia. Il trattamento è di supporto e
può richiedere il trasferimento in reparto di cure
intensive. Se si sospetta una intossicazione da
tetrodotossina può essere consigliabile la lavanda
gastrica con sodio bicarbonato al 2%.
Avvelenamento da
sgombridi:
E’ detto anche
avvelenamento pseudoallergico dal momento che è dovuto
alla presenza di istamina ed altri composti vasoattivi
nella carne dei pesci; queste sostanze vengono formate a
causa della presenza di batteri che elaborano un enzima
che converte l'istidina presente nelle carni in istamina.
La cottura non distrugge la tossina. I pesci che ne
contengono grandi quantità possono avere un gusto pepato,
ma questo non è un criterio molto valido. Questa
intossicazione è stata associata in particolare al consumo
di tonni (es, skipjack e yellowfin), mahi mahi, bluefish,
sardine, mackerel, amberjack, e abalone.
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