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FEBBRE EMORRAGICA CON SINDROME RENALE (HFRS)




























































Che cos’è?

Il termine di febbre emorragica con sindrome renale (HFRS) comprende un gruppo di malattia causate da virus della famiglia dei Bunyaviridae: Korean hemorrhagic fever, febbre emorragica epidemica, nefropatia epidemica. I virus comprendono Hantaan, Dobrava-Belgrade, Seoul, e Puumala.

L’epidemiologia

Gli Hantavirus sono portati e trasmessi dai roditori. L’infezione è acquisita per contatto con secrezioni dei roditori (urine, saliva) o aerosol di polvere contaminata dagli stessi animali. L’infezione può avvenire anche per contatto diretto cutaneo con urine o saliva.  Infine, il contagio può avvenire anche per morso dell’animale. I principali recervoir del virus sono topi e ratti: Apodemus agrarius,  Rattus norvegicus Clethrionomys glareolus  Apodemus flavicollis   

Gli Hantaan virus sono quasi ubiquitari: prevalgono in Asia nord-orientale: Cina, Russia e Corea; Il virus Puumala è presente in Scandinavia, in Europa centro-orientale, nei Balcani ed in Russia; il Dobrava viene abitualmente isolato nei Balcani, mentre il Seoul è ubiquitario.  Nel Continente americano prevalgono altri hantaanvirus che causano febbre ed insufficienza respiratoria (Sin Nombre virus e molti altri).
Come si manifesta la malattia?

Incubazione di 1-2 settimane (raramente fino a 8). L’esordio è acuto con cefalea, dolori lombari e addominali, febbre, brividi, nausea, offuscamento della vista; possono manifestarsi arrossamento al volto, congiuntivite o esantema; successivamente si manifestano ritenzione idrica, aumento della pressione, insufficienza renale e shock. Le infezioni da Hantaan e Dobrava sono più gravi, quelle da Seoul e Puumala più benigne. La letalità si aggira intorno all’1%; Hantaan e Dobrava possono avere tassi di letalità fino al 15%, mentre in corso di infezioni da Puumala la letalità è inferiore all’1%.  La guarigione avviene in alcune settimane o mesi.
Diagnosi

La diagnosi si ottiene con esami sierologici (ricerca anticorpi); esistono test che permettono di identificare i virus nei tessuti o nei liquidi biologici (coltura, PCR, immunoistochimica).
Cosa si può fare?

La terapia è di supporto: idratazione corretta, correzione del bilancio elettrolitico, sostegno della funzione renale (fino alla dialisi), e della funzione respiratoria (ossigeno, ventilazione). In qualche caso si può ipotizzare l’impiego di ribavirina (in centri altamente specializzati).   

La prevenzione delle infezioni si basa sul controllo dei roditori, che non dovrebbero entrare mai in contatto con l’uomo. E’ particolarmente importante evitare il contatto con il loro habitat: l’infezione infatti si acquisisce per contatto con urine, saliva, secrezioni respiratorie, di cui possono essere ricche le tane. In caso di possibile contatto con ambiente contaminato da roditori si consiglia di utilizzare guanti monouso in vinile, evitare il contatto con polvere potenzialmente contaminata (indossare una mascherina FP3), e disinfettare l’ambiente con ipoclorito (attenzione nell’uso, seguire le istruzioni!): inumidire le superfici, rimuovere il materiale inumidito con un panno, quindi passare uno spazzolone inumidito con nuovo disinfettante.  Eliminare tutto ciò che può essere contaminato in sacchi ermetici. Lavarsi sempre le mani con soluzione disinfettante (alcool, clorexidina).
 

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