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NIPAH VIRUS





























































Che cosè?

Il Nipah virus è un virus di recente identificazione, 1999, responsabile di una zoonosi (malattia che colpisce gli animali e l’uomo). Appartiene alla famiglia dei Paramixoviridae. Benché l’infezione sia per il momento rara costituisce un possibile pericolo per l’uomo a causa del gran numero di animali potenzialmente vittime e per la sua potenziale gravità. Il virus è stato isolato per la prima volta in occasione di una epidemia di encefalite e infezione respiratoria in Malesia e Singapore. Il nome deriva dalla località dove è stato identificato.
Gli ospiti naturali del virus sono i pipistrelli della frutta (i più grandi tra questi animali:
http://www.thewildones.org/Animals/fruitBat.html o http://www2r.biglobe.ne.jp/~fruitbat/english.htm ). Questi pipistrelli vivono in un’area molto vasta che comprende l’Australia, la Malesia, l’Indonesia, Le Filippine ed alcune isole del Pacifico.
Non è ben chiaro come avvenga la trasmissione agli animali. La trasmissione all’uomo richiede uno stretto contatto con i tessuti o le secrezioni degli animali malati (il maiale, in particolare); altri animali possibile origine di infezione umana sono i cani ed i gatti; la trasmissione dai pipistrelli all’uomo sembra improbabile. Non è descritta la trasmissione interumana.

Come si manifestano le malattie?

Il periodo di incubazione varia tra 4 e 18 giorni. In molti casi l’infezione decorre in apparente o in forma lieve. I sintomi sono simili a quelli dell’influenza, brividi, febbre, cefalea, dolori muscolari. In qualche caso si verifica encefalite con stato di confusione, sonnolenza, disorientamento, convulsioni e progressione al coma in 24-48 ore. La letalità dei casi sintomatici può essere anche molto alta, fino al 50%. Non esiste un trattamento, se si escludono le cure di supporto. L’efficacia della ribavirina non è accertata.
Cosa si può fare?

Il rischio di malattia da contatto con gli animali sembra basso. La trasmissione interumana non è stata descritta, neppure in ambito ospedaliero, tuttavia non è esclusa la possibilità di trasmissione per via ematica e aerea dal momento che il virus è eliminato attraverso le vie aeree.
La malattia può essere prevenuta evitando contatti con animali potenzialmente infetti ed utilizzando appropriati dispositivi di protezione in caso di contatto con animali infetti.
Epidemie

La prima epidemia è stata descritta tra il settembre 1998 e l’aprile del 1999, in Malesia: 265 persone infette, con 105 decessi. La maggior parte degli infetti erano personale adibito all’allevamento dei maiali.
A Singapore si verificò analogo episodio nel marzo 1999 con 11 casi ed 1 decesso.

Bangladesh

12 febbraio 2004: 42 casi e 14 decessi a Manikganj (7 casi, 4 decessi) e province del Rajbari (35 casi, 10 decessi). Altri 45 casi sono in fase di studio.
26 Febbraio 2004: sono 22 casi (17 decessi) di cui la OMS ha ricevuto un report; 11 casi sono confermati dal laboratorio. Altri 51 casi sono in fase di studio e devono ancora essere confermati.

Le infezioni sono segnalate in 5 distretti: Rajbari, Manikganj, Jaipurhat, Naogang e Faridpur.
 

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