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TRIPANOSOMIASI UMANA AFRICANA (Malattia del sonno)

























































































Che cos’è?

La tripanosomiasi umana africana è una malattia parassitaria causata da protozoi flagellati del genere Tripanosoma: T.brucei gambiense e T.brucei rhodesiense. La malattia è trasmessa all’uomo dalla mosca tse-tse che appartiene al genere Glossina.
 
Cliccare per l'ingrandimento.

Glossina spp

La malattia ha una distribuzione geografica molto irregolare; i focolai di endemia sono sparsi in regioni rurali, in prossimità di corsi d’acqua nei paesi illustrati nella figura. La malattia è stata considerata di secondaria importanza in sanità pubblica per decenni, tuttavia per diverse ragioni è ritornata ad essere un problema di primo piano. Si è infatti assistito ad una risorgenza della malattia a partire dalla metà degli anni '90 soprattutto a causa della instabilità politica ed economica che hanno portato ad una riduzione delle attività di sorveglianza e di prevenzione da parte dei paesi endemici.

Figura adattata e ridisegnata da: 
a) Epidemiology and Control of African Trypanosomiasis, 
Report of a WHO Expert Committee, Technical Report series, No 739, 1986; b)Trypanosomiasis Weekly Epidemiological Report, 1990, 50, 388-391.)

I maggiori focolai epidemici si sono recentemente verificati in Sudan (nel sud), in Chad, in Costa d’avorio, nella Repubblica Centro Africana e Repubblica del Congo. In questi paesi, soprattutto in Sudan e nella Repubblica del Congo il numero di casi è tornato ai livelli storici dell'inizio del secolo; nel Sudan il numero di casi è aumenta nell'ultimo decennio di 50 volte. Anche in Angola il numero di casi è aumentato in modo considerevole negli anni '90. La malattia sembra rara tra i viaggiatori, tuttavia negli ultimi anni si sono registrati più casi rispetto al passato (7 nuovi casi per anno negli USA) e la malattia deve essere considerata nei viaggiatori provenienti dalle zone di endemia. 
 

Come si manifesta la malattia?

Si distinguono classicamente due forme epidemiologicamente e clinicamente distinte: Tripanosomiasi dell’Africa occidentale (T.brucei gambiense) e T. dell’Africa orientale (T.brucei rhodesiense). Nella forma dell’Africa centro-occidentale l’infezione può manifestarsi già dopo 1-2 settimane dalla puntura infettante con una lesione ulcerosa (anche di alcuni centimetri) in sede di puntura da parte della glossina. Segue a distanza di tempo variabile, anche di molti mesi, una fase emolinfatica caratterizzata da periodi di febbre, da ingrandimento dei linfonodi, edemi, prurito, esantemi transitori. La successiva fase è detta meningoencefalitica ed è quella che ha dato il nome alla malattia (M. del sonno). Nella forma dell’Africa orientale il decorso è più acuto e rapido rispetto alla forma occidentale. Entrambe le forme, se non trattate tempestivamente, sono letali.

Cosa si può fare?

Non esiste un vaccino. Il solo mezzo di difesa consiste nell’applicazione delle misure di protezione dalle punture di insetti in modo particolare nelle aree rurali.

 

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