La tubercolosi è una
malattia causata dal batterio Mycobacterium
tuberculosis, ubiquitario. L'infezione può essere
acquisita tanto nel proprio paese quanto durante un
viaggio.
Il rischio è
determinato dalla frequenza di esposizione e dalla
durata della stessa. Il problema si pone pertanto
soprattutto per i viaggiatori che soggiornano per lunghi
periodi ed in particolare stretto contatto con le
popolazioni locali in regioni in cui la malattia ha una
maggiore prevalenza (vedi cartina): in questi casi il
rischio è stato calcolato sovrapponibile a quello della
popolazione locale.
E' stato valutato nel corso degli ultimi anni anche il
rischio associato ai viaggi aerei: gli studi in
proposito hanno fatto concludere che i viaggi aerei sono
un fattore trascurabile sia da un punto di vista
individuale, sia dal punto di vista della sanità
pubblica (Rieder HL Clin Infect Dis 2001;33(8):1393-6).
Cosa si può fare?
Dal momento che il rischio di
contrarre la malattia è basso le possibili misure
preventive attive come la vaccinazione e la
chemioprofilassi non trovano indicazione in quanto gli
effetti collaterali superano al momento i benefici
potenziali. Una alternativa suggerita da alcuni è la
effettuazione di un test tubercolinico prima e dopo il
viaggio; si deve tuttavia ricordare che il test
tubercolinico ha molte problematiche dia di
applicazione, sia di interpretazione. Il test dovrebbe
comunque essere riservato a coloro che risiedono per
lunghi periodi in regioni ad alta endemia a stretto
contatto con la popolazione locale e potenzialmente
ammalata (operatori di volontariato, personale medico,
ecc.); anche in questo caso tuttavia rimangono forti
incertezze sulla specificità e sensibilità dell'esame e
deve essere molto cauta e riservata a personale esperto
la sua interpretazione. Maggiori informazioni in
proposito possono essere ottenute dal recente articolo:
Risk of travel associated tuberculosis di Rieder HL
su Clin Infect Dis 2001;33(8):1393-6.