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SC Malattie Infettive e Tropicali I, osp. Amedeo di Savoia, Torino SS Medicina dei Viaggi
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Notizie di Lug 2019
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
ProMED 13/07/2019 Africa
Costa d'Avorio: riportato un vasto focolaio nella città di Abidjan.
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ProMED Mail 13/07/2019 Asia
RIPORTATI IMPORTANTI FOCOLAI NEI SEGUENTI PAESI:
Nepal.
Sri Lanka: Western Province, South Central.
Bangladesh: (Dhaka).
Pakistan: ICT (Islamabad), Punjab (Rawalpindi).
India: Maharashtra (Pune), Jamshedpur, New Delhi, Karnataka, Kerala.
Thailandia.
Malesia: Selangor (Ampang Jaya).
Singapore.
Filippine: Bacolod City, Iloilo Province, Western Visayas, Negros Occidental, Cagayan Valley.
Taiwan: Kaohsiung.
Viet Nam: Hanoi.
Cambogia.
Laos.
La Mayotte (France).
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ProMED 13/07/2019 Australia
Queensland: riportati casi.
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ProMED 13/07/2019 Europa
Spagna: Leon. Due casi importati in viaggiatori provenienti da Tabasco, Messico.
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ProMED 13/07/2019 Pacifico
RIPORTATI FOCOLAI NELLE SEGUENTI ISOLE:
Tuvalu
Reunion Island
French Polynesia
Tahiti
Cook Islands
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OMS 03/07/2019 Pakistan
Il 25 aprile 2019, l’amministrazione locale nel distretto di Larkana è stata allertata dalle notizie dei media relative a un aumento improvviso dei casi di infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) nei bambini a Ratodero Taluka, distretto di Larkana, provincia di Sindh, Pakistan. Inizialmente sono state implementate attività di screening presso il principale ospedale di Taluka.
Successivamente, lo screening è stato esteso ad altre strutture sanitarie fra cui alcuni Centri Sanitari Rurali (RHC) e Unità Sanitarie di Base (BHU). I kit per il test rapido per HIV utilizzati inizialmente sono stati sostituiti con kit diagnostici pre qualificati dall’OMS.
Dal 25 aprile al 28 giugno 2019, sono stati sottoposti a screening per HIV in totale 30.192 persone, 876 delle quali sono risultate positive. L’ottantadue per cento (719/876) di questi avevano un’età inferiore a 15 anni. Durante lo screening, sono stati identificati diversi fattori di rischio, fra cui: iniezioni endovenose non sicure durante le procedure mediche, procedure non sicure durante i parti, procedure non sicure nelle banche del sangue, programmi di controllo delle infezioni implementati in modo non adeguato e inadeguata raccolta, immagazzinamento, separazione ed eliminazione dei rifiuti ospedalieri.
Si tratta del quarto focolaio di HIV segnalato nel distretto di Larkana dal 2003. Il primo focolaio nel 2003 si è verificato fra utilizzatori di droghe per via endovenosa (PWID), il secondo fra 12 pazienti pediatrici in un ospedale pediatrico nel 2016, e il terzo, sempre nel 2016, fra 206 pazienti in un’unità di dialisi.
Prima di questo evento, il distretto di Larkana era dotato di una sola clinica per la terapia antiretrovirale (ART), esclusivamente per adulti (2.568 casi registrati a maggio 2019).
Attività di sanità pubblica
Le attività di risposta a questo evento sono state organizzate dal Dipartimento Sanitario Provinciale (DOH) e dal Programma di Controllo dell’AIDS di Sindh (SACP). Le attività di risposta sono state supportate dai partner delle Nazioni Unite (NU), dal Programma Pakistano di Formazione in Epidemiologia di Campo e Laboratorio (FELTP), dall’Università Aga Khan e da altri partner. È stato attivato un nuovo Centro Pediatrico di Trattamento ART per HIV/AIDS presso l’Ospedale Pediatrico di Shaikh Zaid. Sono stati chiusi i laboratori, le banche del sangue e le cliniche non autorizzati.
È stata effettuata una visita coordinate dal Ministero Federale della Salute (MOH) e dall’OMS, supportata da altri partner delle NU e dalle università nella prima metà di giugno. Gli obiettivi consistevano nell’identificare le fonti e le catene di trasmissione dell’HIV, mappare le aree ad alto rischio, e identificare i problemi esistenti nella diagnosi, nell’assistenza e nel trattamento dell’HIV.
Valutazione del rischio dell’OMS
Il Pakistan è uno dei paesi della Regione mediterranea orientale dell’OMS in cui le infezioni da HIV sono in aumento ad un livello allarmante dal 19871. L’attuale epidemia di HIV in Pakistan viene definita come un’epidemia concentrata. Sebbene la prevalenza totale sia ancora inferiore all’1% nella popolazione adulta, l’ultima stima (2017) relativa alle persone che vivono con HIV (PLHIV) ammontava a 150.0002. Nel 2018, sono stati registrati ulteriori 21.000 casi di PLHIV.
Rispetto a questo evento, il rischio di diffusione della malattia nel distretto di Larkana è considerato alto a causa di:
 non disponibilità di sufficienti informazioni per determinare la completa estensione e dimensione dell’evento;
 numero di casi pediatrici (principalmente nella classe d’età inferiore a 5 anni);
 la data/periodo di esposizione dei casi all’HIV sono sconosciuti;
 mancanza di informazioni su tutte le possibili fonti di esposizione;
 insufficienti opzioni terapeutiche per mancanza di farmaci ARV appropriati;
 verificarsi di ripetuti focolai di HIV nella stessa area geografica.
Ulteriori indagini epidemiologiche aiuteranno a determinare le dimensioni dell’evento, e se questo sia un evento acuto ed isolato o una situazione di più lunga durata in cui questi casi (diagnosticati accidentalmente) rappresentano la punta dell’iceberg di una più vasta epidemia.
Il rischio a livello regionale e globale è considerato molto basso per le modalità di trasmissione dell’HIV che sono molto specifiche e limitate alla trasmissione da madre a figlio, tramite contatto con sangue contaminato attraverso siringhe contaminate o altri strumenti chirurgici, per trasfusione di sangue o per rapporti sessuali con PLHIV. La situazione viene monitorata attentamente ed il rischio sarà rivalutato in base ai risultati delle indagini preliminari.
Raccomandazioni dell’OMS
Questo evento evidenzia l’importanza di usare interventi ad alto impatto per ridurre la vulnerabilità e prevenire la trasmissione principalmente in ambiente sanitario. Prende inoltre in considerazione la prevenzione della trasmissione per via sessuale in gruppi ad alto rischio, la trasmissione per assunzione di droghe per via endovenosa e la trasmissione madre-bambino.
L’OMS raccomanda che nelle persone d’età superiore a 18 mesi possano essere richieste tre diverse analisi per stabilire la diagnosi di infezione da HIV. Tuttavia, nei bambini d’età inferiore a 18 mesi nati da madri infette da HIV la diagnosi dovrebbe essere fatta col test dell’acido nucleico (NAT)3.
L’OMS enfatizza l’importanza di collegare immediatamente tutte le persone diagnosticate infette da HIV al trattamento antiretrovirale (ART), dove il test deve essere ripetuto per escludere errori diagnostici (nel caso che il secondo test sia negativo4) e, pertanto, l’ART deve essere iniziata senza alcun ritardo.
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OMS 11/07/2019 Repubblica Democratica del Congo
L’epidemia di malattia da virus Ebola (EVD) nelle province di Nord Kivu e Ituri, Repubblica Democratica del Congo questa settimana è continuata con un’intensità di trasmissione simile a quella della settimana precedente. Mentre il numero di nuovi casi continua a diminuire nei precedenti hotspot, quali le zone sanitarie di Butembo, Katwa e Mandima, si è avuto un aumento dei casi a Beni, e continua un’elevata incidenza di casi in parti della zona sanitaria di Mabalako. Oltre alla riemergenza di questi hotspot, vi sono un gran numero di persone con infezione probabile e confermata che si spostano in altre zone sanitarie, con il maggior numero proveniente dalla zona sanitaria di Beni. Lo spostamento dei casi provoca la diffusione dell’epidemia a nuove zone sanitarie e la riemergenza in zone sanitarie in cui l’infezione era stata precedentemente controllata. In genere, ciò sottolinea l’importanza di forti meccanismi di registrazione e follow-up dei contatti e di comprendere le motivazioni sottostanti alle decisioni delle persone di spostarsi.
Dopo un primo caso segnalato nella zona sanitaria di Ariwara il 30 giugno, nessun nuovo caso è stato osservato in questa zona sanitaria. Un’equipe di risposta inviata in tale zona continua a identificare i contatti, favorire la partecipazione comunitaria, e vaccinare le persone a rischio. Il personale di risposta dei paesi confinanti Uganda e Sud Sudan continua a supportare le attività di preparazione operativa. Le risorse sono dedicate al monitoraggio del confine fra Uganda e Repubblica Democratica del Congo in quell’area.
Nei 21 giorni fra il 19 giugno e il 9 luglio 2019, 72 aree sanitarie in 22 zone sanitarie hanno segnalato nuovi casi, che rappresentano l’11% delle 664 aree sanitarie nelle province di Nord Kivu e Ituri. In questo periodo sono stati segnalati in totale 247 casi confermati, la maggioranza dei quali proveniva dalle zone sanitarie di Beni (41%, n=101), Mabalako (19%, n=48), Lubero (6%, n=16), e Mandima (5%, n=13). Al 9 luglio 2019, sono stati segnalati in totale 2437 casi di EVD, di cui 2.343 confermati e 94 probabili. In totale sono stati segnalati 1646 decessi (tasso di mortalità del 68%), di cui 1.552 in casi confermati. Dei 2.437 casi confermati e probabili in cui era disponibile il dato relativo a genere ed età, il 57% (1.384) erano di genere femminile e il 29% (704) erano bambini di età inferiore a 18 anni.
I casi continuano ad aumentare fra gli operatori sanitari, con il totale cumulativo degli infetti salito a 132 (5% dei casi totali). Dei 128 operatori sanitari per cui sono disponibili informazioni, la maggior parte delle infezioni si è verificata fra operatori sanitari dei posti sanitari [poste de santé] (20%, n = 26) e di strutture sanitarie private (35%, n = 45). La maggioranza (68%, n = 87) delle infezioni in operatori sanitari si è verificata fra gli infermieri.
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OMS 11/07/2019 Uganda
Non è stato segnalato nessun nuovo caso o decesso per EVD nella Repubblica dell’Uganda dal precedente comunicato dell’OMS, pubblicato il 13 giugno 2019 (pubblicato dal Ministero della Salute come comunicato n. 61 del 14 giugno 2019). Al 3 luglio, sono stati identificati 108 contatti potenzialmente esposti, e tutti hanno completato il periodo di follow-up di 21 giorni. Tutti i contatti erano asintomatici. Il distretto di Arua, situato nella parte nord-occidentale dell’Uganda vicino al confine fra Uganda e Repubblica Democratica del Congo, attualmente sta intensificando le attività di risposta per prevenire l’importazione di casi di Ebola dopo il caso deceduto il 30 giugno nella zona sanitaria di Ariwara nella confinante Repubblica Democratica del Congo, a 8 km dal confine con l’Uganda. Si sa che questo caso ha oltre 200 contatti, alcuni dei quali si trovano in comunità al confine col distretto di Arua. Al 9 luglio 2019, sono stati segnalati due casi sospetti nel distretto di Arua ed entrambi sono risultati negativi ai test. Al 9 luglio 2019, il numero cumulativo di individui vaccinati nel distretto di Arua è 811 rispetto a un target di 1092 operatori sanitari e di prima linea.
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OMS 16/07/2019 Arabia Saudita
Dal 1° al 31 maggio 2019, il Punto di Contatto Nazionale dell’Arabia Saudita per il Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) ha segnalato 14 ulteriori casi di infezione da Sindrome Respiratoria Medio-Orientale da Coronavirus (MERS-CoV), inclusi 5 decessi. Dei 14 casi segnalati, quattro erano associati a due cluster separati. Il cluster 1 riguarda 2 casi (caso n. 6 e caso n. 7) residenti nella stessa abitazione ad Alkharj, Riyadh, mentre il cluster 2 riguarda un paziente (caso n. 9) e un operatore sanitario (caso n. 11) a Riyadh.
Il link sottostante fornisce informazioni sui 14 casi segnalati:
 MERS-CoV cases reported from 1 through 31 May 2019 xls, 124kb
Dal 2012 al 31 maggio 2019, globalmente sono stati segnalati all’OMS in base al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) 2442 casi confermati dal laboratorio di MERS-CoV in totale e 843 decessi associati. I decessi associati segnalati all’OMS sono stati identificati tramite il follow-up con gli stati membri affetti.
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ProMED 13/07/2019
Sifilide
Europa
Il numero dei casi di sifilide è considerevolmente aumentato dal 2010. In totale sono stati riportati più di 260.000 casi confermati, da 30 paesi EU/EEA, dal 2007 al 2017, il maggior numero dei quali tra maschi omosessuali, nelle aree urbane. I casi annuali notificati nel 2017 sono stati più di 33. 000.
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