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Notizie di Apr 2017
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
ECDC 13/04/2017
Batteri patogeni
Germania
Le autorità sanitarie tedesche hanno rilevato la presenza di batteri patogeni potenzialmente pericolosi nei kit CRISPR prodotti da un'azienda americana e venduti via internet in tutto il mondo. Tali kit dovrebbero permettere di ingegnerizzare genomi batterici in casa, garantendo condizioni di sicurezza, ma il ritrovamento di agenti patogeni li rende ora rischiosi per la salute umana.
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ECDC 21/04/2017
Batteri patogeni
Germania
Le autorità sanitarie tedesche hanno rilevato la presenza di batteri patogeni potenzialmente pericolosi e con un profilo di farmaco-resistenza, nei kit CRISPR insieme ai ceppi non patogeni di E.coli dichiarati dal produttore. I kit sono prodotti da un'azienda americana e venduti via internet in tutto il mondo, destinati a microbiologi non professionisti. Tali kit dovrebbero permettere di ingegnerizzare genomi batterici in casa, garantendo condizioni di sicurezza, ma il ritrovamento di agenti patogeni, durante i controlli delle autorità sanitarie locali, li rende ora rischiosi per la salute umana.
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ProMED 02/04/2017 Asia
NEPAL: secondo il Sukraraj Tropical and Infectious Disease Hospital, nei primi 3 mesi del 2017, circa 12 dei campioni testati sono risultati positivi per la chikungunya, il cui virus continua a circolare anche nei mesi invernali.
PAKISTAN: dal 19 dicembre 2016 al 24 marzo 2017, sono stati riportati 960 casi sospetti di chikungunya. Su 157 campioni testati in laboratorio, 121 sono risultati positivi.
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ECDC 13/04/2017 America
Secondo PAHO, dall'1 gennaio al 31 marzo 2017, nella regione delle Americhe e dei Caraibi sono stati riportati 12.969 casi sospetti o confermati. La maggior parte dei casi è stata riportata da Brasile (10.294), Paraguay (672), Colombia (358), Panama (317) e Perù (350).
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ECDC 13/04/2017 Asia
INDIA, città di Delhi: secondo i mass media che citano le autorità sanitarie, dall'1 gennaio al 23 marzo 2017 sono stati segnalati 60 casi.
NEPAL: da dicembre 2016 a marzo 2107 ha riportato circa 12 casi.
PAKISTAN, provincia di Sindh, distretto di Karachi: dal 19 dicembre 2016 al 12 marzo 2017, sono stati riportati 885 casi, ma secondo l'Associazione dei Medici Pakistani, i casi reali sarebbero molti di più. Provincia del Belucistan, distretto di Gwadar: dall'1 gennaio al 17 marzo 2017 si sono registrati 472 casi.
TAIWAN: dall'1 gennaio al 2 aprile 2017 segnalati 3 casi.
THAILANDIA: dall'1 gennaio al 20 marzo 2017 segnalati 4 casi da 2 province.
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ECDC 21/04/2017 Haiti
Dall'inizio dell'anno alla settimana 15/2017 le autorità sanitarie hanno riportato 5.095 casi, inclusi 69 decessi. Nella settimana 15, le province più colpite sono state Port-au-Prince e Artebonite. Secondo l'MSPP il numero di casi settimanali riportai dall'inizio del 2017 è molto più basso di quello registrato nello stesso periodo degli ultimi due anni.
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ECDC 21/04/2017 Yemen
Da ottobre 2016 al 21 marzo 2107, sono stati riportai 23.506 casi, inclusi 108 decessi, con un tasso di mortalità dello 0.46%. Tra i casi segnalati, 198 da 15 governatorati sono stati confermati in laboratorio mediante l'isolamento di V.cholerae O1 nelle feci del paziente. Un terzo dei casi sospetti è rappresentato da bambini di età inferiore ai 5 anni.
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ECDC 13/04/2017 America
Secondo PAHO, dall'1 gennaio al 27 marzo 2017, nella regione delle Americhe e dei Caraibi sono stati riportati 50.172 casi sospetti o confermati, inclusi 17 decessi. La maggior parte dei casi è stata riportata da Nicaragua (12.169), Colombia (7.900) e Perù (6.362).
Il 2 aprile 2017 il Perù ha riportato 1.210 casi e, secondo i mass media che citano il Ministero della Salute, dall'1 gennaio all'11 marzo 2017 il Brasile ha registrato 70.843 casi.
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ECDC 13/04/2017 Asia
Nel 2017 finora i paesi più colpiti sono stati Malesia e Sri Lanka. Sri Lanka e Laos hanno riportato più casi di quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno, mentre Cambogia, Malesia, Singapore e Vietnam ne hanno riportati un numero inferiore.
CAMBOGIA: dall'1 gennaio al 2 marzo 2017 ha segnalato 138 casi sospetti.
CINA: dall'1 gennaio al 28 febbraio 2017 ha riportato 54 casi.
LAOS: dall'1 gennaio al 17 marzo 2017 ha segnalato 489 casi.
MALESIA: dall'1 gennaio al 26 marzo 2017 sono stati riportati 21.946 casi.
ARABIA SAUDITA, città di Jeddah: il 20 marzo 2107 è stato segnalato un aumento dell'incidenza della dengue, con circa 500 casi riportati in 10 settimane.
SINGAPORE: dall'1 gennaio all'1 aprile 2017 ha registrato 736 casi.
SRI LANKA: dall'1 gennaio all'1 aprile 2017 sono stati segnalati circa 26.000 casi, inclusi 53 decessi. Il 50% dei casi proviene dalla Provincia Occidentale.
TAIWAN: dall'1 gennaio al 2 aprile 2017 riportati 69 casi.
THAILANDIA: dall'1 gennaio al 3 aprile 2107 riportati 3.685 casi da 75 province.
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ECDC 13/04/2017 Australia
Dall'1 gennaio al 28 marzo 2017 il paese ha riportato 333 casi confermati in laboratorio. Nel mese di marzo lo stato del Queensland ha segnalato un focolaio nell'isola di Yorke, con un caso autoctono confermato di DENV-1.
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ECDC 13/04/2017 Kenya
L'Unicef ha segnalato casi confermati nella città di Mandera.
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ECDC 13/04/2017 Pacifico
POLINESIA FRANCESE: tra il 27 febbraio e il 12 marzo ha riportato 43 casi confermati, 11 dei quali sono stati tipizzati come DENV-1.
NUOVA CALEDONIA: da settembre 2016 al 6 aprile 2017 sono stati riportati 2.404 casi di DENV-1, 2 e 3, inclusi 3 decessi.Sono stati colpiti 31 dei 33 comuni della nuova Caledonia.
VANUATU: da novembre 2016 è in corso un focolaio di DENV-2, che al 6 aprile 2017 ha causato 2.591 casi, inclusi 104 ricoveri. Di recente il numero dei nuovi casi settimanali ha cominciato a scendere.
FIJI: tra l'1 e il 7 aprile 2017 la Nuova Zelanda ha segnalato un caso di dengue importato dalle Fiji. ISOLE SALOMONE:da agosto 2016 al 19 marzo 2107, sono stati riportati 11.875 casi sospetti, inclusi 12 decessi. I casi confermati sono stati tipizzati come dENV-2. Sono state colpite tutte le 10 province, ma la maggior parte dei casi è stata segnalata da Honiara (77%) e da Guadalcanal (19%). Dalla metà di gennaio 2017, il numero di nuovi casi settimanali ha cominciato a diminuire.
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ProMED 02/04/2017 Portogallo
CITTA' DI LISBONA: dall'1 gennaio 2017 il Portogallo ha registrato 105 casi di epatite A, la maggior parte dei quali nella città di Lisbona e tra gli omosessuali maschi. L'aumento dei casi di epatite A, cominciato nel 2016, riguarda 13 paesi europei e sembra associato a una trasmissione del contagio per via sessuale.
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ECDC 07/04/2017 Europa
Da febbraio 2016 al 6 aprile 2017 Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito hanno riportato 331 casi di epatite A raggruppati in 3 cluster simultanei.
Il primo evento è stato segnalato dal Regno Unito tramite il sistema di sorveglianza EPIS-FWD il 6 dicembre 2016. Al 6 aprile 2017 10 stati membri dell'UE hanno riportato 115. Di questi 107 (93%) sono maschi e 54 si sono definiti omosessuali (MSMs).
Il secondo evento è stato riportato dall'Olanda tramite il sistema di sorveglianza EWRS il 14 ottobre 2016 e attraverso il sistema EPIS-FWD il 31 gennaio 2017. I primi due casi olandesi segnalati hanno riferito di avere partecipato all'EuroPride festival di Amsterdam tra il 23 luglio e il 7 agosto 2016. Al 6 aprile 2017, 9 stati membri dell'UE hanno segnalato 146 casi con un'identica sequenza del genoma virale definita RIVM-HAV16-090. Di questi, 142 casi (97%) sono maschi e 90 si sono definiti omosessuali (MSMs).
Il terzo evento è stato segnalato dalla Germania attraverso il sistema di sorveglianza EPIS-FWD l'11 gennaio 2017. Al 6 aprile 2017, 8 stati membri dell'UE hanno riportato 36 casi con un'identica sequenza del genoma virale definita V16-25801. Di questi, 32 casi sono maschi e 13 si sono definiti omosessuali (MSMs).
Due stati, Belgio e Portogallo, attraverso il sistema Early Warning and Response System, hanno segnalato ulteriori casi tra gli omosessuali maschi, per i quali la sequenza genetica non è ancora disponibile.
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ProMED 10/04/2017 USA
MICHIGAN: nell'ultimo anno è stato osservato un aumento dell'incidenza dell'epatite A, con 107 casi confermati tra l'1 agosto 2016 e il 21 marzo 2017 nelle contee di Macomb, Oakland e Wayne, oltre che nella città di Detroit.
CALIFORNIA; contea di San Diego: segnalati 36 ricoveri per epatite A, inclusi 2 decessi. Tra questi, 29 casi hanno una storia di abuso di sostanze e 27 sono senza fissa dimora.
OREGON, contea di Multnomah:
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ProMED 06/04/2017
Escherichia coli
Canada
I casi di infezione da E. coli O121 con identico profilo genetico sono arrivati a 25 nelle province di British Columbia (12), Alberta (4), Saskatchewan (4) e Newfoundland e Labrador (5). Diversi casi hanno riferito di avere avuto contatti con uno specifico lotto della farina Robin Hood, che potrebbe essere la fonte del focolaio ed è quindi stato ritirato dal commercio.
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ProMED 04/04/2017 Nigeria
Nuovi casi di febbre emorragica di Lassa sono stati riportati nello stato di Kano (8 casi sospetti fatali nel villaggio di Taka-Lafiya, LGA di Tudun-Wada) e in quello di Koji (un caso nella comunità di Angwan Kura, città di Lokoja).
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WHO 04/04/2017 Brasile
Aggiornamento sulle raccomandazioni per la vaccinazione contro la febbre gialla per i viaggiatori internazionali, in relazione alla situazione attuale in Brasile.
Aggiornamento delle raccomandazioni dell’OMS pubblicate fra le notizie relative ai focolai di malattia nelle date 27 gennaio 2017, 6 marzo 2017 e 20 marzo 2017 e sul sito web dell’OMS dedicato a viaggi internazionali e salute il 31 gennaio 2017, 14 febbraio 2017, 6 marzo 2017 e 17 marzo 2017.
Al 3 aprile 2017, la trasmissione del virus della febbre gialla continua ad espandersi verso la costa atlantica del Brasile, in aree precedentemente non ritenute a rischio di trasmissione di febbre gialla.
Al 3 aprile 2017, sono in corso di investigazione epizoozie e casi umani per infezione da virus della febbre gialla, nello Stato di Bahia lungo l’area costiera settentrionale, inclusa l’area urbana di Salvador, con un’epizoozia in cui è stata confermata l’infezione da virus della febbre gialla nella municipalità di Feira de Santana; sono state confermate epizoozie associate con l’infezione da virus della febbre gialla in prossimità dell’area urbana di Campinas, nello Stato di São Paulo, con ulteriori epizoozie nella stessa area, in corso di investigazione; nello Stato di Rio de Janeiro, sono in corso gli accertamenti per infezione da virus della febbre gialla in epizoozie in prossimità delle aree urbane della Città di Rio de Janeiro e Niterói. Queste segnalazioni sono in linea con l’aumentata attività della febbre gialla osservata nelle aree meridionali dello Stato di Bahia, ai confini con gli Stati di Espírito Santo e Minas Gerais, e in aree degli Stati di Rio de Janeiro e São Paulo, che condividono lo stesso ecosistema – foresta tropicale e sub-tropicale umida di latifoglie. Al 3 aprile 2017, non vi è evidenza di casi umani di infezione da virus della febbre gialla trasmessi da Aedes aegypti, il vettore che può sostenere la trasmissione urbana della febbre gialla.
Pertanto, il Segretariato dell’OMS, ha stabilito che dovrebbero essere considerate a rischio di trasmissione di febbre gialla anche le seguenti aree degli Stati di Bahia, Rio de Janeiro, e São Paulo:
Stato di Bahia : Municipalità di Agua Fria, Acajutiba, Aiquara, Alagoinhas, Amelia Rodrigues, Amargosa, Anguera, Antonio Cardoso, Apora, Apuarema, Aracas, Aracatu, Aramari, Aratuipe, Aurelino Leal, Barra da Estiva, Barra do Rocha, Barrocas, Biritinga, Boa Nova, Boa Vista do Tupim, Bom Jesus da Serra, Breoes, Cabaceiras do Paraguacu, Cachoeira, Caetanos, Cairu, Camacari, Camamu, Candeal, Candeias, Caraibas, Cardeal da Silva, Castro Alves, Catu, Conceicada Feira, Conceicado Almeida, Conceicado Jacuipe, Conde, Contendas do Sincora, Coracade Maria, Cravolandia, Cruz das Almas, Dario Meira, Dias d'Avila, Dom Macedo Costa, Elisio Medrado, Entre Rios, Esplanada, Feira de Santana, Gandu, Gongogi, Governador Mangabeira, Guajeru, Iacu, Ibirapitanga, Ibirataia, Igrapiuna, Iguai, Inhambupe, Ipecaeta, Ipiau, Ipira, Irajuba, Iramaia, Irara, Itaberaba, Itagi ,Itagiba, Itamari, Itanagra, Itaparica, Itaquara, Itatim, Itirucu, Itubera, Jacaraci, Jaguaquara, Jaguaripe, Jandaira, Jequie, Jiquirica, Jitauna, Lafaiete Coutinho, Laje, Lajedo do Tabocal, Lamarao, Lauro de Freitas, Licinio de Almeida, Madre de Deus, Maetinga, Manoel Vitorino, Marau, Maracas, Maragogipe, Marcionilio Souza, Mata de Sao Joao, Milagres, Mirante, Mortugaba, Muniz Ferreira, Muritiba, Mutuipe, Nazare, Nilo Pecanha, Nova Ibia, Nova Itarana, Ouricangas, Pedrao, Pindai, Pirai do Norte, Planaltino, Pojuca, Presidente Janio Quadros, Presidente Tancredo Neves, Rafael Jambeiro, Riachao do Jacuipe, Rio Real, Sao Felix, Sao Felipe, Sao Francisco do Conde, Sao Goncalo dos Campos, Sao Miguel das Matas, Sao Sebastiao do Passe, Salinas da Margarida, Salvador, Santa Barbara, Santa Ines, Santa Teresinha, Santanopolis, Santo Amaro, Santo Antonio de Jesus, Santo Estevao, Sapeacu, Saubara, Sebastiao Laranjeiras, Serra Preta, Serrinha, Simoes Filho, Tanhacu, Tanquinho, Taperoa, Teodoro Sampaio, Teofilandia, Teolandia, Terra Nova, Ubaira, Ubaitaba, Ubata, Urandi, Valenca, Varzedo, Vera Cruz, Wenceslau Guimaraes;
Stato di Rio de Janeiro: aree urbane della Città di Rio de Janeiro e Niterói. L’inclusione di queste aree urbane rende l’intero Stato di Rio de Janeiro a rischio di trasmissione di febbre gialla;
Stato di São Paulo: area urbana di Campinas.
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WHO 04/04/2017 Brasile
RACCOMANDAZIONI RELATIVE ALLA VACCINAZIONE ANTI FEBBRE GIALLA.
Si raccomanda la vaccinazione contro la febbre gialla ai viaggiatori internazionali che si rechino nelle aree ritenute a rischio degli Stati di Rio de Janeiro e São Paulo. Nell’analisi rischi-benefici per decidere se la singola persona debba essere vaccinata contro la febbre gialla, si dovrebbe tenere in considerazione la tipologia di attività che i viaggiatori internazionali indicano di voler svolgere durante le loro visite nelle aree a rischio di trasmissione della febbre gialla. Non sono state apportate ulteriori modifiche alle altre aree del Brasile considerate a rischio di trasmissione della febbre gialla nel 2013 e pubblicate dall’OMS nei comunicati del 27 gennaio 2017, 6 marzo 2017 e 20 marzo 2017.
La determinazione di nuove aree considerate a rischio per la trasmissione della febbre gialla deve essere considerata provvisoria e sarà aggiornata regolarmente.
Le raccomandazioni attuali del Segretariato dell’OMS, rivolte ai viaggiatori internazionali diretti in aree del Brasile considerate a rischio, sono le seguenti:
 vaccinazione contro la febbre gialla almeno 10 giorni prima della partenza. In base all’allegato 7 del Regolamento Sanitario Internazionale (2005), una singola dose di vaccino contro la febbre gialla è sufficiente a conferire un’immunità costante e una protezione che dura per tutta la vita contro la febbre gialla. Si raccomanda di consultare un medico se esistano controindicazioni alla somministrazione del vaccino contro la febbre gialla (bambini di età inferiore ai 9 mesi, donne in gravidanza o che allattano, persone con grave ipersensibilità agli antigeni delle uova, grave immunodeficienza), o ai viaggiatori di età superiore ai 60 anni;
 adozione di misure per evitare le punture di zanzara;
 conoscenza dei sintomi causati dalla febbre gialla;
 rivolgersi ad un medico in caso di insorgenza di sintomi compatibili con la febbre gialla, durante il viaggio o al ritorno a casa, essendosi recati in aree a rischio di trasmissione della febbre gialla.
Sono disponibili sul sito web dell’OMS "Viaggi Internazionali e Salute" gli aggiornamenti per il 2017 rispetto ai requisiti per il Certificato Internazionale di Vaccinazione, con prova dell’effettuata vaccinazione contro la febbre gialla, e le raccomandazioni dell’OMS sulla vaccinazione per i viaggiatori internazionali: allegato 1 e lista dei paesi. Informazioni più specifiche sui requisiti per il Certificato Internazionale di Vaccinazione, con prova dell’effettuata vaccinazione contro la febbre gialla, implementate dai Paesi Membri nella Regione delle Americhe, sono disponibili sul sito web dell’OPS sulla febbre gialla.
Per approfondire:
http://www.who.int/csr/don/04-april-2017-yellow-fever-brazil/en/
http://www.who.int/csr/disease/yellowfev/en/
http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs100/en/
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Ministero della Salute del Brasile 07/04/2017 Brasile
Al 6 aprile 2017 le autorità sanitarie del Brasile hanno riportato 1.156 casi di febbre gialla, inclusi 604 casi confermati e 250 decessi.
Cinque stati hanno segnalato casi sospetti e confermati.
MINAS GERAIS: 698 casi (260 sospetti e 438 confermati, con 185 decessi).
ESPIRITO SANTO: 365 casi (219 sospetti e 146 confermati, con 52 decessi).
SAN PAOLO: 13 casi (8 sospetti e 5 confermati, con 5 decessi).
RIO DE JANEIRO: 49 casi (38 sospetti e 11 confermati, con 3 decessi).
PARA': 7 casi (3 sospetti e 4 confermati, con 4 decessi).
Inoltre i seguenti stati hanno riportato casi sospetti: Bahia (8), Goiás (1), Paraná (9), Tocantins (1 fatale), Rio Grande do Sul (4) e Distrito Federal (1).
Inoltre sono stati riportati al Ministero della Salute 2871 casi sospetti nei primati di cui 77 sono stati esclusi, 474 confermati e 997 rimangono in corso di investigazione.
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ECDC 07/04/2017 Sud America
Dalla settimana 1 alla settimana 13/2017, casi confermati o sospetti di febbre gialla, oltre che dal Brasile, sono stati riportati da Bolivia (1), Colombia (1), Ecuador (1), Perù (9) e Suriname (1).
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Ministero della Salute del Brasile 13/04/2017 Brasile
Al 12 aprile 2017 le autorità sanitarie del Brasile hanno riportato 1.294 casi di febbre gialla, inclusi 623 casi confermati e 273 decessi.
Cinque stati hanno segnalato casi sospetti e confermati.
MINAS GERAIS: 754 casi (305 sospetti e 449 confermati, con 188 decessi).
ESPIRITO SANTO: 469 casi (314 sospetti e 155 confermati, con 72 decessi).
SAN PAOLO: 13 casi (8 sospetti e 5 confermati, con 5 decessi).
RIO DE JANEIRO: 32 casi (22 sospetti e 10 confermati, con 3 decessi).
PARA': 7 casi (3 sospetti e 4 confermati, con 4 decessi).
Inoltre i seguenti stati hanno riportato casi sospetti: Bahia (12), Goiás (1), Amapà (1), Tocantins (1 fatale) e Rio Grande do Sul (4).
Inoltre sono stati riportati al Ministero della Salute 2.949 casi sospetti nei primati di cui 82 sono stati esclusi, 473 confermati e 1.041 rimangono in corso di investigazione.
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PAHO 17/04/2017 America Meridionale
Dalla settimana epidemiologica (EW) 1 alla EW 11 del 2017, Brasile, Colombia, Ecuador, Perù, Stato Plurinazionale della Bolivia e Suriname hanno riportato casi sospetti e confermati di febbre gialla.
Di seguito un riassunto della situazione in Brasile e Perù.
BRASILE
In Brasile, dall'inizio dell'epidemia nel dicembre 2016 al 17 marzo 2017, segnalati 1.561 casi, di cui 28.7% confermati in laboratorio (n=448), 16.9% scartati (n=263), 54.4% sospetti (n=850); 264 i decessi (144 confermati, 10 scartati e 110 in corso di investigazione). Tasso di fatalità (CFR) 32% tra i casi confermati.
I casi sono stati riportati in 188 municipalità, di cui il 49.4% nello stato del Minas Gerais. Questo stato riporta la maggioranza dei casi sospetti e confermati (1.016), seguito da Espírito Santo (243), São Paulo (15), Bahia (8), Tocantins (6), Goías (3), Rio de Janeiro (3).
I casi confermati sono distribuiti in quattro stati: Minas Gerais (349), Espírito Santo (93), São Paulo (4), Rio de Janeiro (2).
I casi riportati nello stato di Rio de Janeiro sono 3 soggetti residenti nell'area rurale della municipalità di Casimiro de Abreu e non hanno storia di viaggi in stati con casi confermati di febbre gialla.
PERU'
In Perù, alla EW 10 del 2017, sono stati riportati 14 casi di febbre gialla, di cui 3 confermati, 5 classificati come probabili, 6 scartati; i decessi sono 2.
I casi confermati sono stati riportati dal dipartimento di Ayacucho, i 5 probabili dai dipartimenti di Amazonas (2), San Martin (1), Madre de Dios (1), Pasco (1).
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PAHO WHO 17/04/2017 America Meridionale
Data l'attuale situazione della febbre gialla in Brasile e la comparsa di casi in aree in cui da numerosi anni non vengono segnalati casi, Pan American Health Regional Office of the World Health Organization (PAHO/WHO) esorta gli Stati Membri a continuare gli sforzi per identificare, confermare e trattare tempestivamente i casi di febbre gialla. PAHO/WHO incoraggia gli Stati Membri ad intraprendere le azioni necessarie volte ad informare e vaccinare i viaggiatori.
Vaccinazione La misura più importante per prevenire la febbre gialla è rappresentata dalla vaccinazione. Il vaccino contro la febbre gialla è sicuro e fornisce un'immunità efficace contro la malattia in un range tra l'80 ed il 100% dei vaccinati, dopo 10 giorni, e del 99% dopo 30 giorni. Una singola dose è sufficiente per conferire immunità e protezione per la vita, senza la necessità di dosi booster. Effetti collaterali severi sono estremamente rari.
LINK CORRELATI
 PAHO/WHO Yellow Fever. Available at:
http://www.paho.org/hq/index.php?option=com_topics&view=rdmore&cid=5514&Ite mid=40784&lang=en
 PAHO/WHO Guidance on Laboratory Diagnosis of Yellow Fever Virus Infection, February 2017, Available at:
http://www.paho.org/hq/index.php?option=com_docman&task=doc_download&Item id=270&gid=38104&lang=en
 Brazil Ministry of Health, Situation report on the yellow fever outbreak. Available at:
http://portalsaude.saude.gov.br/index.php/o-ministerio/principal/leia-mais-oministerio/619-secretaria-svs/l1-svs/27300-febre-amarela-informacao-e-orientacao.
 PAHO/WHO, Requirements for the International Certificate of Vaccination or Prophylaxis (ICVP) with proof of vaccination against yellow fever. Available at:
http://www.paho.org/hq/index.php?option=com_topics&view=article&id=69&Itemid=4 0784&lang=en
 WHO. Updates on yellow fever vaccination recommendations for international travellers related to the current situation in Brazil. Available at:
http://www.who.int/csr/don/20-march-2017-yellow-fever-brazil/en/#
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WHO 03/04/2017 Cina
Il 24 marzo 2017, la Commissione Nazionale Cinese per la Salute e la Pianificazione Familiare (NHFPC) ha notificato all’OMS 18 ulteriori casi confermati dal laboratorio di infezione umana da virus dell’influenza aviaria A(H7N9) nella Cina continentale.
Informazioni sui casi.
La data d’insorgenza varia dal 9 marzo al 15 marzo 2017. Di questi 18 casi, sette erano di sesso femminile. L’età mediana è di 68 anni (l’età dei casi varia da 37 a 86 anni). I casi provengono da: Anhui (1), Fujian (1) Guangxi (5), Guizhou (1), Henan (1), Hubei (2), Hunan (4), Jiangxi (1), e Zhejiang (2).
All’epoca della notifica, si erano verificati due decessi, e 16 casi erano stati diagnosticati come polmonite (2) o polmonite grave (14). È stato segnalato che sedici casi erano stati in contatto con pollame o mercati di pollame vivo. Per un caso erano ancora in corso gli accertamenti. Non sono stati segnalati cluster.
Sinora, dall’inizio del 2013, sono stati notificati in totale 1.347 casi umani confermati dal laboratorio di infezione da virus dell’influenza aviaria A(H7N9) tramite il sistema di notifica del RSI.
Per ulteriori informazioni consultare:
http://www.who.int/csr/don/03-april-2017-ah7n9-china/en/
http://www.who.int/mediacentre/factsheets/avian_influenza/en/
http://www.who.int/influenza/human_animal_interface/en/
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WHO 07/04/2017 Cina
Il 31 marzo 2017, la Commissione Nazionale Cinese per la Salute e la Pianificazione Familiare (NHFPC) ha notificato all’OMS 17 ulteriori casi confermati dal laboratorio di infezione umana da virus dell’influenza aviaria A(H7N9) nella Cina continentale.
Informazioni sui casi.
La data d’insorgenza varia dal 6 marzo al 24 marzo 2017. Di questi 17 casi, tre erano di sesso femminile. L’età mediana è di 53 anni (l’età dei casi varia da 35 a 81 anni). I casi provengono da: Fujian (2), Guangxi (3), Guizhou (2), Hunan (6), Jiangsu (3) e Zhejiang (1).
All’epoca della notifica, si erano verificati tre decessi, e 14 casi erano stati diagnosticati come polmonite (4) o polmonite grave (10). È stato segnalato che sedici casi erano stati in contatto con pollame o mercati di pollame vivo. Per un caso non risultava all’anamnesi alcuna esposizione al pollame. Non sono stati segnalati cluster.
Sinora, dall’inizio del 2013, sono stati notificati in totale 1.364 casi umani confermati dal laboratorio di infezione da virus dell’influenza aviaria A(H7N9) tramite il sistema di notifica del RSI.
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ECDC 07/04/2017 Cina
Secondo l'Avian Influenza Report del Centre for health protection of the Department of Health di Hong kong, da marzo 2013 al 6 aprile 2017, sono stati notificati in tutto 1.364 casi confermati in laboratorio di infezione umana da virus dell'influenza A(H7N9), inclusi almeno 497 decessi. I casi sono stati riportati dalle province cinesi di Zhejiang (302 casi), Shangai (56), Jiangsu (241), Henan (18), Anhui (93), Beijing (11), Shangdong (14), Fujian (104), Hunan (81), Jiangxi (49), Hebei (4), Hubei (28), Guangdong (256), Guangxi (28), Guizhou (16), Jilin (2), Xinjiang Uygur (10), Tianjin (2), Liaonin (3), Sichuan (11), Yunnan (2), Chongqing (2), Hong Kong (21), Taiwan (5) e Macau (2). I casi segnalati da Hong Kong, Taiwan e Macao sono tutti importati dalla Cina continentale. Inoltre sono stati segnalati un caso dalla Malesia e due casi dal Canada, tutti importati dalla Cina. La maggior parte dei pazienti ha sviluppato una malattia respiratoria grave.
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ECDC 13/04/2017 Cina
Secondo l'Avian Influenza Report del Centre for health protection of the Department of Health di Hong kong, da marzo 2013 al 12 aprile 2017, sono stati notificati in tutto 1.378 casi confermati in laboratorio di infezione umana da virus dell'influenza A(H7N9), inclusi almeno 497 decessi. I casi sono stati riportati dalle province cinesi di Zhejiang (303 casi), Shangai (56), Jiangsu (243), Henan (19), Anhui (93), Beijing (14), Shangdong (15), Fujian (105), Hunan (83), Jiangxi (49), Hebei (4), Hubei (28), Guangdong (256), Guangxi (28), Guizhou (17), Jilin (2), Xinjiang Uygur (10), Tianjin (2), Liaoning (3), Sichuan (11), Yunnan (2), Chongqing (3), Hong Kong (21), Taiwan (5), Macau (2) e Tibet (1). I casi segnalati da Hong Kong, Taiwan e Macao sono tutti importati dalla Cina continentale. Inoltre sono stati segnalati un caso dalla Malesia e due casi dal Canada, tutti importati dalla Cina. La maggior parte dei pazienti ha sviluppato una malattia respiratoria grave.
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ECDC 21/04/2017 Cina
Secondo l'Avian Influenza Report del Centre for health protection of the Department of Health di Hong kong, da marzo 2013 al 12 aprile 2017, sono stati notificati in tutto 1.393 casi confermati in laboratorio di infezione umana da virus dell'influenza A(H7N9), inclusi almeno 499 decessi. I casi sono stati riportati dalle province cinesi di Zhejiang (304 casi), Shangai (56), Jiangsu (243), Henan (21), Anhui (94), Beijing (15), Shangdong (17), Fujian (105), Hunan (84), Jiangxi (49), Hebei (4), Hubei (28), Guangdong (256), Guangxi (28), Guizhou (17), Jilin (2), Xinjiang Uygur (10), Tianjin (3), Liaoning (3), Sichuan (13), Yunnan (2), Chongqing (3), Hong Kong (21), Taiwan (5), Macau (2), Tibet (3) e Gansu (1). I casi segnalati da Hong Kong, Taiwan e Macao sono tutti importati dalla Cina continentale. Inoltre sono stati segnalati un caso dalla Malesia e due casi dal Canada, tutti importati dalla Cina. La maggior parte dei pazienti ha sviluppato una malattia respiratoria grave.
Questa è la quinta stagione invernale consecutiva con casi umani di influenza aviaria A(H7N9) nell'emisfero settentrionale. Durante questa stagione il numero dei casi umani è stato più elevato rispetto alle precedenti. Questo è molto probabilmente dovuto ad una maggiore contaminazione ambientale nei mercati di uccelli vivi e ad una più intensa circolazione del virus tra il pollame.
A febbraio 2017, un nuovo virus A(H7N9) con una mutazione del gene per la emoagglutinina associata ad un'elevata patogenicità tra i polli, è stato individuato in 3 casi umani nella provincia di Guangdong e in campioni ambientali e aviari. Al momento non è chiaro se il nuovo virus altamente patogeno sostituirà quello a bassa patogenicità o se entrambi co-circoleranno nella popolazione degli uccelli. Sebbene le mutazioni genetiche nel virus A(H7N9) abbiano conseguenze sul pollame in termini di patogenicità, sorveglianza e strategie di controllo, finora non ci sono prove di una accresciuta trasmissibilità all'uomo o di una possibile trasmissione interumana sostenuta.
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ECDC 07/04/2017 Europa
Durante la settimana 13/2017, l'attività dell'influenza ha continuato a diminuire con tutti i paesi che hanno riportato una bassa intensità. La percentuale di campioni sentinella positivi è stata del 16%, leggermente più bassa della settimana precedente. Questa è la terza settimana consecutiva della stagione in cui la percentuale di virus B ha superato quella dei virus A nei campioni sentinella.
L'attività dell'influenza è cominciata presto questa stagione. La settimana 46 è la più precoce in cui sia stata raggiunta la soglia del 10% negli ultimi 7 anni.
Fin dalla settimana 40/2016 hanno predominato i virus di tipo A (94%) e la maggior parte di quelli sottotipizzati (99%) era A(H3N2). I casi confermati di influenza A segnalati dagli ospedali sono stati soprattutto tra gli adulti con più di 65 anni. Un eccesso di mortalità generale è stato osservato nella popolazione di età compresa tra i 14 e i 65 anni e soprattutto in quella di età uguale o superiore ai 65 anni, nella maggior parte dei 19 paesi segnalatori. Sebbene circa i 2/3 dei virus caratterizzati finora appartengano ad una nuova subclade denominata 3C.2a1, essi sono antigenicamente simili al ceppo vaccinale (clade3C.2a).
Stime recenti sull'efficacia del vaccino contro A(H3N2) che arrivano dal Canada (42%), dagli Stati Uniti (43%) e dall'Europa (38%) sono in linea con quelle ottenute in precedenza nella contea di Stoccolma (28%) e Finlandia (32%).
Tra i virus testati finora solo un virus A(H3N2) (<1%) ha mostrato una ridotta sensibilità ad oseltamivir in questa stagione.
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ECDC 21/04/2017 Europa
Durante la settimana 15/2017, l'attività dell'influenza ha continuato a diminuire, con 41 dei 43 paesi che hanno riportato una bassa intensità. La percentuale di campioni sentinella positivi è stata del 14%, più bassa della settimana precedente. La percentuale di virus B ha superato quella dei virus A nei campioni sentinella, ma nell'insieme il numero di identificazioni di virus B è rimasta bassa.
L'attività dell'influenza è cominciata presto questa stagione. La settimana 46 è la più precoce in cui sia stata raggiunta la soglia del 10% negli ultimi 7 anni.
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ECDC 21/04/2017
Legionellosi
Dubai
Al 20 aprile 2017, 11 paesi dell'UE hanno riportato 51 casi di legionellosi associata ai viaggi (TALD), incluso un decesso, tutti con storia di un viaggio a Dubai, Emirati Arabi Uniti, con esordio dei sintomi a partire da ottobre 2016. I casi, che includono anche un decesso, sono stati segnalati dai seguenti paesi: Regno Unito (24), Svezia (6), Olanda (6), Francia (3), Danimarca (4),Germania (3), Austria (1), Belgio (1), Ungheria (1), spagna (1) e Svizzera (1). Il caso più recente ha avuto l'esordio dei sintomi il 15 marzo.
Quattro casi sono stati sottoposti ad un'indagine completa di laboratorio e 3 di essi sono stati caratterizzati come L. pneumophila sierogruppo 1, con sequenza base tipo 616, che non è comune in Europa, ma già in precedenza era stata identificata in viaggiatori di ritorno da Dubai. Il quarto caso è stato caratterizzato come L. pneumophila sierogruppo 1, con sequenza base di tipo 2382, identificata per la prima volta al mondo e strettamente imparentata con il tipo 616.
Secondo le autorità sanitarie degli Emirati Arabi Uniti non è stato osservato un aumento dei casi di legionellosi a Dubai, nel periodo compreso tra ottobre e dicembre 2016.
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WHO 07/04/2017 Arabia Saudita
Fra il 23 febbraio e il 16 marzo 2017 il punto di contatto nazionale per il RSI dell’Arabia Saudita ha notificato ulteriori 18 casi di sindrome respiratoria medio-orientale (MERS), inclusi 2 decessi. Sono inoltre stati segnalati quattro decessi fra i casi di MERS riportati precedentemente.
Si è verificato un focolaio di MERS in un’unità di emodialisi in un ospedale a Riyadh. La ricerca dei contatti ha rivelato che sono associati a questo focolaio otto casi sintomatici e due casi asintomatici. Le informazioni dettagliate relative ai casi segnalati fra il 23 febbraio e il 16 marzo 2017 possono essere consultate in un documento separato, accessibile al link sottostante.
Globalmente, da settembre 2012, sono stati notificati all’OMS 1.935 casi confermati dal laboratorio di MERS-CoV, tra cui almeno 690 decessi correlati.
MERS-CoV cases reported between 23 February and 16 March 2017xlsx, 21kb
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WHO 20/04/2017 Arabia Saudita
Tra il 23 febbraio e il 16 marzo 2017 il punto di contatto nazionale per il RSI dell’Arabia Saudita ha notificato ulteriori 18 casi di sindrome respiratoria medio-orientale (MERS) inclusi 2 decessi. Sono inoltre stati segnalati quattro decessi fra i casi di MERS segnalati precedentemente. Si è verificato un focolaio di MERS in un’unità di emodialisi in un ospedale a Riyadh. La ricerca dei contatti ha rivelato che sono associati a questo focolaio otto casi sintomatici e due casi asintomatici.
Globalmente, da settembre 2012, sono stati notificati all’OMS 1.935 casi confermati dal laboratorio di MERS-CoV, tra cui almeno 690 decessi correlati.
Informazioni al link: MERS-CoV cases reported between 23 February and 16 March 2017 xlsx, 21kb
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ProMED 01/04/2017
Morbillo
Taiwan
Segnalato il terzo caso importato del 2017.
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ECDC 07/04/2017
Morbillo
Europa
AUSTRIA: dall'1 gennaio al 6 aprile 2017, l'Austria ha segnalato 72 casi di morbillo, un numero superiore al totale registrato nell'intero anno 2016.
BELGIO, regione di Wallonia: tra il 20 dicembre 2016 e il 31 marzo 2017 sono stati riportati 266 casi di morbillo. Tutte le province sono state colpite, esclusa quella di Lussemburgo. Sono anche colpiti tutti i gruppi di età e il 53% dei casi ha un'età superiore ai 15 anni. La maggior parte dei casi non è vaccinata o con stato di vaccinazione sconosciuto. Il 40% ha richiesto il ricovero, ma non è stato riportato alcun decesso. E' stato identificato lo stesso genotipo B3 simile al ceppo circolante in Romania, Austria e Italia alla fine del 2016. Il caso zero ha visitato la Romania durante il periodo di incubazione. Nelle Fiandre è stato riportato un caso importato, isolato nel mese di gennaio e un altro a marzo che invece potrebbe avere un legame con il focolaio della Wallonia. A febbraio, nella regione della capitale Bruxelles, è stato riportato un caso importato e a marzo sono stati segnalati altri 2 casi senza legame epidemiologico noto con il focolaio della Wallonia. I due casi importati hanno una storia di viaggio in Romania durante il periodo di incubazione e il centro nazionale di riferimento per il morbillo, parotite e rosolia (WIN-ISP) ha identificato il genotipo B3 dello stesso ceppo identificato in Wallonia.
BULGARIA: dal 15 al 7 aprile sono stati riportati 30 casi nella città di Plovdid.
DANIMARCA: il 15 marzo è stato segnalato un caso importato dall'Asia in un adulto non vaccinato.
FRANCIA: dall'inizio del 2017 sono stati riportati casi di morbillo in diversi dipartimenti del paese. Dall'1 gennaio al 28 febbraio sono stati riportati 79 casi, soprattutto legati ad un focolaio in Lorena, dove alla fine di febbraio sono stati segnalati più di 50 casi. Inoltre dall'inizio dell'anno sono stati riportati un caso di encefalite e 7 casi di polmonite. La circolazione del virus rimane attiva in molti dipartimenti. La Mosella e il Meurthe-et-Moselle sono attualmente le aree più colpite, con 61 casi segnalati al 13 marzo.
GERMANIA: secondo l'Istituto Nazionale della Salute Pubblica, dall'1 gennaio al 12 marzo 2017, il paese ha registrato 272 casi di morbillo, rispetto ai 18 riportati per lo stesso periodo dello scorso anno. Secondo i mass media, la città di Duisburg ha riportato 165 casi tra l'1 gennaio e il 31 marzo.
UNGHERIA: tra il 21 febbraio e l'8 marzo sono stati riportati 13 casi di morbillo in operatori sanitari. Secondo i mass media, al 13 marzo, i casi sospetti sono arrivati a 41.
ISLANDA: il 31 marzo ha riportato 2 casi di morbillo in 2 gemelli di 10 mesi non ancora vaccinati. I due casi sono stati diagnosticati a distanza di 10 giorni l'uno dall'altro e si tratta dei primi segnalati in Islanda negli ultimi 25 anni.
ITALIA: dall'1 gennaio al 4 aprile 2017, sono stati riportati 1.333 casi di morbillo, 131 dei quali sono operatori sanitari. I casi sono stati riportati da 19 delle 21 regioni, ma le regioni più colpite (93% dei casi) sono Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo e Sicilia. La maggior parte dei casi ha un'età superiore ai 15 anni e l'88% non è stato vaccinato.
PORTOGALLO: il 31 marzo è stato segnalato un caso importato dal Venezuela e un altro caso non correlato, in un bambino di 11 mesi, molto probabilmente infettato da un altro membro della famiglia residente in un altro paese dell'UE, venuto a visitare il Portogallo. In seguito, il 3 aprile, sono stati riportati altri 3 casi.
ROMANIA: tra l'1 gennaio 2016 e il 31 marzo 2017, sono stati riportati 4.025 casi, inclusi 18 decessi. Tutti questi casi sono stati confermati in laboratorio o hanno un legame epidemiologico con un caso confermato. La popolazione più colpita è quella dei bambini piccoli e molto piccoli. I casi sono stati segnalati da 37 dei 42 distretti, di cui il più colpito è quello di Caras Severin, con 854 casi. Sono in corso attività di vaccinazione nelle comunità con copertura sub-ottimale.
SPAGNA, città di Barcellona: al 10 marzo sono stati confermati 35 casi, la maggior parte dei quali in adulti non vaccinati o vaccinati in modo incompleto. I casi includono 6 ricoveri. Il focolaio ha avuto inizio nella prima settimana di gennaio 2017, da un caso importato dalla Cina. Un caso è stato identificato nelle isole Canarie, il primo dopo 3 anni di eradicazione.
SVEZIA, città di Stoccolma: al 21 marzo sono stati riportati 15 casi di morbillo, 3 dei quali importati.
SVIZZERA: dall'1 gennaio al 21 marzo 2017, il paese ha riportato 52 casi. A febbraio è stato riportato un decesso per morbillo in un uomo vaccinato sottoposto a un forte trattamento immunosoppressivo a causa di una leucemia. Si tratta del primo decesso per morbillo registrato in Svizzera del 2009.
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ProMED 08/04/2017
Morbillo
Africa
SOMALIA, area rurale di Buhodle: segnalati almeno 41 casi di morbillo, inclusi 32 bambini provenienti dai villaggi di Ged-dher, Belli-hara e Banyal.
NIGERIA, stato di Nasarawa: segnalati 5 casi di morbillo.
GUINEA: secondo MSF dall'inizio del 2107 si sono registrati 3.468 casi confermati, inclusi 14 decessi. I distretti più colpiti sono Conakry e Nzérékoré. MSF, in collaborazione con il Ministero della Salute del paese, ha lanciato una nuova campagna di vaccinazione.
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ProMED 08/04/2017
Morbillo
Australia
STATO DEL NEW SOUTH WALES: dall'inizio dell'anno sono stati riportati 19 casi di morbillo. Dieci di questi fanno parte di un focolaio in corso nella regione di Western Sidney, in particolare nei distretti di Auburn and Bankstown, cominciato con un caso importato dall'Indonesia.
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ProMED 08/04/2017
Morbillo
Canada
PROVINCIA DELL'ONTARIO : segnalato un caso di morbillo in un bambino residente nella città di Missisauga, municipalità regionale di Peel e un caso importato dall'Asia meridionale, nella città di Kingston.
PROVINCIA DI NOVA SCOTIA: i casi di morbillo tra loro correlati sono arrivati a 13, compresi alcuni operatori sanitari.
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ProMED 08/04/2017
Morbillo
USA
NEBRASKA, contea di Douglas: segnalato un caso di morbillo in un passeggero del volo Delta Airlines da Minneapolis a Omaha del 12 marzo. Numerose persone sono state esposte al contagio.
MICHIGAN: è stato confermato il primo caso di morbillo del 2017. Il paziente che era di ritorno da un viaggio all'estero, ha dovuto essere ricoverato.
CALIFORNIA, contea di Orange: segnalato un caso di morbillo in uno studente non vaccinato della Laguna Beach High School che è stato posto in quarantena. Un'altro caso di morbillo nella stessa contea era stato riportato a gennaio in un adulto vaccinato di ritorno da un viaggio all'estero.
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ECDC 13/04/2017
Morbillo
Europa
BULGARIA: dal 15 marzo al 7 aprile sono stati riportati 45 casi nella città di Plovdid. Il 9 aprile è stato riportato il decesso di un bambino di 10 mesi non ancora vaccinato.
REPUBBLICA CECA, regione di Moravia-Slesia: al 9 aprile sono stati riportati 38 casi di morbillo, di cui 20 bambini di età inferiore a quella di vaccinazione e 18 adulti, compresi 6 operatori sanitari.
UNGHERIA: tra il 21 febbraio e il 22 marzo sono stati riportati 54 casi di morbillo.
ITALIA: dall'1 gennaio al 9 aprile 2017, sono stati riportati 1.473 casi di morbillo, 142 dei quali sono operatori sanitari. I casi sono stati riportati da 18 delle 21 regioni, ma le regioni più colpite (92% dei casi) sono Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. La maggior parte dei casi ha un'età superiore ai 15 anni e l'88% non è stato vaccinato. Nel mese di marzo 2017 si sono registrati 727 casi, rispetto ai 75 di marzo 2016.
ROMANIA: tra l'1 gennaio 2016 e il 7 aprile 2017, sono stati riportati 4.090 casi, inclusi 19 decessi. Tutti questi casi sono stati confermati in laboratorio o hanno un legame epidemiologico con un caso confermato. La popolazione più colpita è quella dei bambini piccoli e molto piccoli. I casi sono stati segnalati da 37 dei 42 distretti, di cui il più colpito è quello di Caras Severin, con 854 casi. Sono in corso attività di vaccinazione nelle comunità con copertura sub-ottimale. Secondo i mass media, un ospedale è stato posto in quarantena nella città di Craiova e due ulteriori casi sono deceduti.
SPAGNA, città di Barcellona: al 10 marzo sono stati confermati 44 casi, la maggior parte dei quali in adulti non vaccinati o vaccinati in modo incompleto. I casi includono 10 ricoveri. Il focolaio ha avuto inizio nella prima settimana di gennaio 2017, da un caso importato dalla Cina.
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ECDC 21/04/2017
Morbillo
Europa
AUSTRIA: dall'1 gennaio al 6 aprile 2017, l'Austria ha segnalato 71 casi di morbillo, un numero superiore al totale registrato nell'intero anno 2016.
BULGARIA: dal 15 marzo al 19 aprile sono stati riportati 61 casi, inclusi 26 casi confermati. la maggior parte dei casi sono stati segnalati dalla città di Plovdiv (30) seguita da quelle di Rodopi, Sadovo e Krichim. Il 9 aprile è stato riportato il decesso di un bambino di 10 mesi non ancora vaccinato.
FRANCIA: dall'1 gennaio al 31 marzo 2017 sono stati riportati 134 casi di morbillo, con un aumento di tre volte rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2016. La maggior parte dei casi è correlata ad un focolaio in Lorena, dove alla fine di febbraio sono stati segnalati 60 casi. Inoltre dall'inizio dell'anno sono stati riportati 2 casi di encefalite e 15 casi di pneumopatie severe.
GERMANIA: secondo l'Istituto Nazionale della Salute Pubblica, dall'1 gennaio al 2 aprile 2017, il paese ha registrato 410 casi di morbillo, rispetto ai 26 riportati per lo stesso periodo dello scorso anno.
ITALIA: dall'1 gennaio al 19 aprile 2017, sono stati riportati 1.603 casi di morbillo, 152 dei quali sono operatori sanitari. I casi sono stati riportati da 18 delle 21 regioni. La maggior parte dei casi ha un'età superiore ai 15 anni e l'88% non è stato vaccinato. Nel mese di marzo 2017 si sono registrati 727 casi, rispetto ai 75 di marzo 2016.
PORTOGALLO: dall'1 gennaio al 19 aprile 2017 il paese ha riportato 21 casi di morbillo, incluso il decesso di una ragazza di 17 anni, non vaccinata. Altri casi restano in corso di investigazione e si stanno ricercando i contatti dei casi.
ROMANIA: tra l'1 gennaio 2016 e il 14 aprile 2017, sono stati riportati 4.793 casi, inclusi 21 decessi. Tutti questi casi sono stati confermati in laboratorio o hanno un legame epidemiologico con un caso confermato. La popolazione più colpita è quella dei bambini piccoli e molto piccoli. I casi sono stati segnalati da 38 dei 42 distretti, di cui il più colpito è quello di Caras Severin, con 943 casi. Sono in corso attività di vaccinazione nelle comunità con copertura sub-ottimale. Secondo i mass media che citano il Ministero della Salute, un ulteriore caso è deceduto, portando a 22 il numero totale dei decessi.
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Global Polio Eradication 12/04/2017 Situazione Mondiale
ANNO 2016 -
Totale casi WPV: 37 - Pakistan 20 - Afganistan 13 - Nigeria 4 -
Totale casi cVDPV: 5 - Lao PDR 3 - Pakistan 1- Nigeria 1-
ANNO 2017 -
Totale casi WPV: 5 - Afghanistan 3 - Pakistan 2 -
Totale casi cVDPV: 0
LISTA DEI PAESI AGGIORNATA AL 12 APRILE 2017
AFGANISTAN: la scorsa settimana non è stato riportato nessun nuovo caso di poliomielite da WPV1 e il numero totale dei casi rimane pari a 3 per il 2017 e pari a 13 per il 2016. Il caso più recente ha avuto l'esordio della paralisi il 21 febbraio nella provincia di Kunduz. Molte aree del paese non hanno più segnalato casi di poliomielite, ma il virus selvaggio continua a circolare in aree geografiche definite, nelle regioni dell'est e del sud-est. Due aree ricoprono particolare importanza: il distretto di Bermel nella provincia di Paktika e quello di Sheegal nella provincia di Kunar, che nel 2016 hanno riportato 11 dei 13 casi di poliomielite.
PAKISTAN: nessun nuovo caso di WPV1 è stato riportato la scorsa settimana. Il numero totale dei casi rimane quindi pari a 2 per il 2017 e pari a 20 per il 2016. Il caso più recente ha avuto l'esordio della paralisi il 13 febbraio nel distretto di Diamir, provincia di Gilgit Baltistan. Inoltre sono stati riportati 2 nuovi campioni ambientali positivi per WPV-1 prelevati l'11 e il 9 marzo nei distretti di Islamabad e Gadap, provincia del Sindh. Nel 2016 si è osservato il più basso numero di casi annuali mai registrato nel paese, ma il virus continua ad essere isolato mediante la sorveglianza ambientale su una vasta estensione geografica.
NIGERIA: nessun nuovo caso di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) è stato riportato durante la scorsa settimana. Il caso più recente ha avuto esordio della paralisi il 21 agosto 2016, nell'area governativa locale (LGA) di Monguno, stato del Borno, un distretto già precedentemente colpito. La Nigeria continua a mettere in atto le misure di emergenza, in seguito all'individuazione di ceppi di WPV1 e cVDPV2 circolanti nel paese.
SUB-REGIONE DEL LAGO CHAD: la recente identificazione di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) nello stato di Borno, in Nigeria, determina un rischio di diffusione per la confinante sub-regione del Lago Chad.
RACCOMANDAZIONI DELL'OMS INVARIATE.
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Global Polio Eradication 19/04/2017 Situazione Mondiale
b>ANNO 2016 -
Totale casi WPV: 37 - Pakistan 20 - Afganistan 13 - Nigeria 4 -
Totale casi cVDPV: 5 - Lao PDR 3 - Pakistan 1- Nigeria 1-
ANNO 2017 -
Totale casi WPV: 5 - Afghanistan 3 - Pakistan 2 -
Totale casi cVDPV: 0
LISTA DEI PAESI AGGIORNATA AL 12 APRILE 2017
AFGANISTAN: la scorsa settimana non è stato riportato nessun nuovo caso di poliomielite da WPV1 e il numero totale dei casi rimane pari a 3 per il 2017 e pari a 13 per il 2016. Il caso più recente ha avuto l'esordio della paralisi il 21 febbraio nella provincia di Kunduz. Poichè molte aree del paese non hanno più segnalato casi di poliomielite, gli sforzi sono focalizzati a rafforzare le operazioni in collaborazione con il Pakistan per eliminare la trasmissione a basso livello che continua nelle aree del comune corridoio Quetta-Kandahar.
PAKISTAN: nessun nuovo caso di WPV1 è stato riportato la scorsa settimana. Il numero totale dei casi rimane quindi pari a 2 per il 2017 e pari a 20 per il 2016. Il caso più recente ha avuto l'esordio della paralisi il 13 febbraio nel distretto di Diamir, provincia di Gilgit Baltistan. Nessun nuovo campione ambientale positivo è stato riportato la scorsa settimana. Nel 2016 si è osservato il più basso numero di casi annuali mai registrato nel paese, ma il virus continua ad essere isolato mediante la sorveglianza ambientale su una vasta estensione geografica.
NIGERIA: nessun nuovo caso di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) è stato riportato durante la scorsa settimana. Il caso più recente ha avuto esordio della paralisi il 21 agosto 2016, nell'area governativa locale (LGA) di Monguno, stato del Borno, un distretto già precedentemente colpito. La Nigeria continua a mettere in atto le misure di emergenza, in seguito all'individuazione di ceppi di WPV1 e cVDPV2 circolanti nel paese.
SUB-REGIONE DEL LAGO CHAD: la recente identificazione di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) nello stato di Borno, in Nigeria, determina un rischio di diffusione per la confinante sub-regione del Lago Chad.
RACCOMANDAZIONI DELL'OMS INVARIATE.
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ECDC 21/04/2017 Olanda
All'inizio di aprile 2107 è stata riportata una perdita in un impianto di produzione del vaccino anti-polio. Secondo il protocollo sono state immediatamente attuate delle misure per evitare un ulteriore diffusione del virus. Due dipendenti dell'impianto sono stati esposti e il poliovirus WPW 2 è stato isolato dalle feci di uno di essi. La perdita del virus è stata limitata all'area dell'impianto e sono state prese strette misure igieniche per minimizzare il rischio di un'ulteriore diffusione.
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ECDC 07/04/2017 Europa
A dicembre 2016 è stato notificato un cluster di tubercolosi multi-farmaco resistente (MDR-TB) che ha colpito i rifugiati provenienti da Somalia, Eritrea ed Etiopia. Al 31 marzo 2017 sono stati identificati, mediante Whole Genome Sequencing (WGS), 28 casi appartenenti al medesimo cluster, riportati da Germania (14), Svizzera (8), Austria (2), Francia (2), Finlandia (1) e Svezia (1). Tutti i casi hanno una storia di immigrazione recente da Somalia (24), Eritrea (2), Sudan (1) ed Etiopia (1).
Un'analisi preliminare delle interviste dei casi in Svizzera, indica che molti di essi erano già sintomatici all'arrivo, suggerendo che il contagio non è probabilmente avvenuto in Svizzera. Sei dei rifugiati avevano soggiornato a lungo nella città di Beni Ulid in Libia, dove le condizioni sembrano favorevoli alla trasmissione della tubercolosi. Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Ungheria, Grecia, Italia, Latvia, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo e Romania non hanno riportato casi con un profilo MIRU-VNTR (Mycobacterial interspersed repetitive unit-variable number of tandem repeat) 24 loci e/o un profilo DST (Drug susceptibility testing) appartenenti a questo cluster.
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ECDC 13/04/2017
Zika virus
Argentina
Nella settimana 11/2017 sono stati riportati i primi 5 casi nella provincia di Chaco; nella settimana 12/2017 le province di Formosa e Salta hanno segnalato rispettivamente 6 e 2 casi.
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ECDC 13/04/2017
Zika virus
Asia
SINGAPORE: dall'1 gennaio al 7 aprile 2017 sono stati riportati 11 casi.
INDIA: secondo i mass media, un caso di Zika virus è stato registrato a gennaio 2017 nello stato di Gujarat.
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ECDC 13/04/2017
Zika virus
Europa
A partire dalla settimana 26/2015 fino al 4 aprile 2017, 21 paesi (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Olanda, Norvegia, Slovenia, Slovacchia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Regno Unito e Ungheria) hanno riportato 2.142 casi associati ai viaggi, attraverso il Sistema di Sorveglianza Europeo (TESSy). Otto paesi hanno riportato 132 casi di infezione da Zika virus in donne in gravidanza.
La trasmissione del virus non legata alla puntura di zanzare è stata segnalata da 7 paesi: Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna e Regno Unito.
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ECDC 13/04/2017
Zika virus
Samoa Americana
Grazie all'efficiente sistema di sorveglianza implementato, il paese è stato classificato in categoria C3, ovvero un'area in cui la trasmissione del virus si è interrotta, ma dove potenzialmente potrebbe riprendere in futuro.
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ECDC 13/04/2017
Zika virus
USA
FLORIDA: il 20 marzo 2017 è stato segnalato un nuovo caso autoctono di infezione da Zika virus. Il soggetto era asintomatico ed ha riferito numerose esposizioni nella contea di Miami-Dade, avvenute nel corso del 2016.
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