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Notizie di Gen 2018
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
ProMED 29/01/2018 Kenya
CONTEA DI MERU, subcontea di Tigania West: il 26 dicembre nelle località di Kianjai e Mbeu sono stati segnalati un decesso e altri 29 ricoveri per un a grave forma di gastroenterite che si sospettava dovuta al colera. Tuttavia le autorità sanitarie del paese hanno escluso che si tratti di colera e sostengono che secondo le analisi di laboratorio, l'infezione sarebbe dovuta al parassita Entamoeba histolytica, anch'esso potenziale contaminante di acqua ed alimenti.
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ProMED 03/01/2018 India
STATO DI KARNATAKA, città di Bangalore: segnalati 32 casi di colera, inclusi 2 decessi tra i lavoratori addetti ad un sito in costruzione. Si ritiene che il contagio sia dovuto al consumo di acqua contaminata.
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WHO 12/01/2018 Africa
ANGOLA: dal 21 dicembre 2017 al 10 gennaio 2018 segnalati 310 casi, inclusi 4 casi confermati e 9 decessi. Trend in crescita.
BURUNDI: dal 15 agosto al 6 dicembre 2017 segnalati 167 casi, inclusi 14 casi confermati.nei distretti di Nyanza lac (30), Mpanda (3), Cibitoke (35), Isare (33) , Bubanza (31) e B M Nord (6).
CIAD:dal 14 agosto al 10 dicembre 2017 riportati 1.250 casi, compresi 9 casi confermati e 81 decessi con trend in diminuzione dalla settimana 41/2017. Le regioni colpite includono quelle di Salamat e di Sila.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: dall'1 gennaio 2017 al 7 gennaio 2018 si sono registrati 55.000 casi, inclusi 841 casi confermati e 1.190 decessi. Il trend continua a diminuire a livello nazionale, ma un aumento dell'incidenza si è osservato nella settimana 52/2017, nelle province di South Kivu, Tanganyka e soprattutto Kinshasa. Dal 4 al 7 gennaio 2018 un'inondazione ha colpito l'area di Kinshasa e sta causando numerosi casi (all'11 gennaio, 697 casi e 53 decessi in 21 distretti sanitari).
ETIOPIA: dall'1 gennaio al 3 dicembre 2017 sono stati riportati 48.617 casi di diarrea acquosa acuta, inclusi 880 decessi in 9 regioni. La più colpita è Somali con il 77% dei casi totali.
KENYA: dall'1 gennaio al 7 dicembre 2017 segnalati 4.079 casi, compresi 724 casi confermati e 76 decessi.
MALAWI: dal 20 novembre 2017 all'8 gennaio 2018 riportati 199 casi, inclusi 5 casi confermati e 4 decessi. I distretti colpiti finora sono quelli di Karonga (155), Nkhatabay (18), Lilongwe (18), Salima (5), Dowa (7) e Kasungu (1).
MOZAMBICO: dal 12 agosto al 15 dicembre 2017 il paese ha registrato 1.252 casi, incluso un decesso, nei distretti di Memba, Erati e Nacoroa, provincia di Nampula.
NIGERIA: dall'1 gennaio al 10 dicembre 2017 sono stati riportai 3.714 casi in 20 stati, inclusi 43 casi confermati e 84 decessi, rispetto ai 727 casi e 32 decessi registrati nello stesso periodo del 2016.
SUD-SUDAN: dal 18 giugno al 29 dicembre 2017 i casi riportati sono stati 20.438, compresi 512 casi confermati e 436 decessi. Dalla settimana 47/2017 la trasmissione del colera è confinata ai distretti di Juba e Budi.
TANZANIA: dall'1 gennaio 2017 al 7 gennaio 2018 segnalati 5.112 casi, inclusi 113 decessi. Nella prima settimana di gennaio 2018 i nuovi casi sono stati riportati dalle regioni di Rukwa (48 casi e un decesso), Kigoma (22 casi), Songwe (20 casi),Ruvuma (18 casi), Dodoma (10 casi e 3 decessi) e Manyara (9 casi).
UGANDA: dal 25 settembre al 29 novembre 2017 sono stati segnalati 225 casi, di cui 17 confermati e 4 decessi. L'outbreak che ha colpito il distretto di Kasese è ancora in corso e sempre nuove contee riportano casi di colera, soprattutto quella di Nyakiyumbu. Un altro focolaio è stato identificato nel distretto di Kisoro, con 3 casi segnalati incluso uno confermato.
ZAMBIA: dal 4 ottobre 2017 all'8 gennaio 2018 riportai 2.672 casi, compresi 238 casi confermati e 63 decessi. Il distretto più colpito è quello di Lusaka con 2.558 casi e 58 decessi.
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WHO 12/01/2018 Tanzania
Dal 15 agosto 2015 al 7 gennaio 2018, sono stati segnalati 33.421 casi, inclusi 542 decessi (tasso di mortalità = 1,62%) in 26 regioni della Repubblica Unita di Tanzania (Tanzania continentale e Zanzibar). La Tanzania continentale ha notificato l’86% dei casi totali di questa epidemia. I bambini di età inferiore ai 5 anni hanno rappresentato l’11,4% dei casi. Dall’inizio dell’epidemia sono stati analizzati per colera oltre 7.000 campioni e il 47% è risultato positivo per Vibrio cholerae all’esame colturale.
Dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre, sono stati segnalati in Tanzania continentale e Zanzibar 4.985 casi inclusi 99 decessi. Il numero dei casi e la diffusione geografica del colera si sono notevolmente ridotti rispetto ai due anni precedenti. Nello stesso periodo del 2016, erano stati segnalati dalla Tanzania continentale e Zanzibar 14.547 casi e 225 decessi. Nel 2017, il maggior numero di casi è stato segnalato nella Regione di Mbeya nella settimana 31 (settimana iniziata il 31 luglio 2017) e dalla Regione di Songwe nella settimana 43 (settimana iniziata il 23 ottobre 2017). Nelle settimane 49-52 i distretti di Uvinza, Songwe e Nyasa hanno segnalato il più alto numero di casi.
La comparsa di nuovi casi nelle regioni Kigoma, Manyara, Dodoma, Mbeya e Dar es Salam, e la notifica per la prima volta di casi dall’inizio dell’epidemia nelle regioni Ruvuma e Rukwa riflette la persistenza del rischio di aumento del colera in molte altre regioni. Zanzibar non ha segnalato alcun nuovo caso dall’ultimo caso notificato l’11 luglio 2017, tuttavia l’elevata mobilità della popolazione da e per la Tanzania continentale continua a mettere Zanzibar a rischio di diffusione.
Interventi di sanità pubblica
Le seguenti misure di sanità pubblica sono in corso di implementazione:
-- Il Ministero della Salute (MoH) sta collaborando con l’OMS e altri partner (UNICEF e Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti (CDC)) per implementare e monitorare le attività di controllo del colera tramite la Task Force Nazionale.
-- Il 15 dicembre 2017, è stato rivisto e validato dal MoH e dagli stakeholders il Piano Nazionale di Risposta al Colera.
-- Venerdì 29 dicembre 2017 si è tenuto un incontro della Task Force Nazionale sul Colera durante il quale si è deciso di inviare un team per assistere il Distretto di Uvinza nelle attività di risposta all’aumento improvviso di casi di colera.
-- Il MoH ha inviato un team nazionale di risposta rapida nella Regione Ruvuma che per la prima volta ha segnalato casi alla fine di novembre 2017.
-- Si sta conducendo la sensibilizzazione e l'informazione delle comunità utilizzando radio, televisione e social media.
-- L’UNICEF sta supportando la promozione e distribuzione di tavolette da utilizzare per la potabilizzazione dell’acqua a livello familiare e il suo stoccaggio sicuro nelle famiglie colpite.
-- Zanzibar sta progredendo nella predisposizione di un piano decennale di eliminazione del colera.
-- Sono cominciati gli scambi per rafforzare le azioni di preparazione e risposta transfrontaliere.
Valutazione del rischio dell’OMS
La trasmissione attiva continua in Tanzania continentale, con maggior attività nelle Regioni Mbeya e Songwe. Il paese resta vulnerabile all’individuazione tardiva del colera a causa del debole sistema di sorveglianza. Le attività WASH, la gestione dei casi, la partecipazione comunitaria e i pilastri della sorveglianza necessitano ancora di essere rafforzati per una risposta ottimale all’epidemia e, in mancanza di interventi, si potrebbe assistere ad un ulteriore aumento di casi in tutto il paese. Il rischio a livello nazionale è pertanto elevato. La chiusura degli accampamenti per la pesca lungo il lago Rukwa ai confini con la Regione Songwe, hanno forzato i pescatori a spostarsi ulteriormente verso sud nel distretto di Kyela, ai confini col distretto Karonga del Malawi. Il Malawi ha segnalato recentemente un focolaio di colera a Karonga. I movimenti transfrontalieri della popolazione fra i due paesi possono ulteriormente aumentare il rischio di trasmissione in Malawi. Altri paesi confinanti, quali RDC, Burundi, Zambia e Kenya sono già affetti da grandi epidemie di colera. Il rischio a livello regionale è elevato.
Raccomandazioni dell’OMS
L’OMS raccomanda un’adeguata e tempestiva gestione dei casi nei Centri per il Trattamento del Colera. Le più efficaci misure per controllare il colera consistono nel migliorare l’accesso all’acqua potabile e alle infrastrutture igieniche, e migliori pratiche di igiene e sicurezza alimentare nelle comunità colpite. Dovrebbero essere rese disponibili le principali informazioni di sanità pubblica.
L’OMS non raccomanda alcuna restrizione dei viaggi o del commercio con la Tanzania continentale e Zanzibar, in base alle informazioni attualmente disponibili sull’epidemia.
Ulteriori informazioni sul colera sono disponibili nella scheda seguente: Cholera
Per ulteriori informazioni consultare:
http://www.who.int/csr/don/12-january-2018-cholera-tanzania/en/
http://www.who.int/cholera/en/
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ProMED 07/01/2018
Diarrea
India
STATO DI KERALA, città di Thiruvananthapuram: segnalato un focolaio di diarrea acquosa acuta che ha colpito 35 persone in 2 giorni. Si ritiene che l'infezione sia dovuta al consumo di acqua contaminata.
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ECDC 05/01/2018 Europa
Da giugno 2016 è in corso un'epidemia di epatite A, che al 22 dicembre 2017 ha causato 3.813 casi confermati, di cui 507 nel mese di marzo 2017.Tutti questi casi sono stati associati al focolaio mediante sequenziamento.
Da gennaio a novembre 2017, sono stati notificati a ECDC,15.040 casi di epatite A da 24 paesi dell'UE/EEA, rispetto alla media di 4.226 casi annui riportata nel periodo tra il 2012 e il 2015. Le informazioni sul genere sono disponibili per 15.022 casi, di cui 11.790 sono maschi e 3.232 sono femmine. Rispetto alla media dei casi riportati nel periodo 2012-2015 il numero dei casi registrati tra i maschi è aumentato di 6 volte, mentre tra le femmine di 1.9 volte. II più elevato rapporto maschi/femmine è stato di 4.9:1 nel mese di marzo. Da allora il numero dei casi nei maschi è diminuito progressivamente fino a novembre 2017 quando è arrivato a 2:1. Il più elevato numero di notifiche per un mese si è osservato a giugno.
La Polonia sta assistendo a un aumento dei casi. Da gennaio a ottobre 2017 ha riportato 2.206 casi, rispetto ai 26 dello stesso periodo del 2016. Al contrario, la Slovacchia da gennaio ad ottobre 2017 ha segnalato 503 casi rispetto ai 1.157 dell'anno precedente, con una diminuzione di 2.3 volte. Tuttavia nessun caso di questi due paesi può essere collegato all'outbreak in corso tra gli omosessuali maschi, poichè non sono disponibili dati sulla sequenza dei virus.
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ProMED 11/01/2018 USA
UTAH: continua il focolaio di epatite A che da agosto 2017 all'8 gennaio 2018 ha causato 133 casi e 68 ricoveri. Le aree colpite sono quelle di Salt Lake County (94), Utah County (26), Bear River (5), Southwest Utah (3), Central Utah (2) Tooele (1) e Weber-Morgan (2). I fattori di rischio associati sono la condizione di senzatetto e l'uso di sostanze illecite.
CALIFORNIA, contea di San Diego: da settembre 2017 al 3 gennaio 2018 il focolaio di epatite A in corso ha causato 577 casi, inclusi 396 ricoveri e 20 decessi. La maggior parte degli individui colpiti è rappresentata da senzatetto o utilizzatori di sostanze illecite.
MICHIGAN, regione del Sud-est: è in corso un focolaio di epatite A che da agosto 2017 al 10 gennaio 2018 ha causato 677 casi, inclusi 554 ricoveri e 22 decessi. Le località più colpite sono la città di Detroit (153 casi) e le contee di Macomb (198), Wayne (119) e Oakland (92). I principali fattori di rischio sono la condizione di senzatetto, l'uso di droghe iniettabili e la condizione di omosessuale maschio.
HAWAII: sono stati segnalati 2 casi di epatite A in residenti dell'isola di Kauai, che risalgono a novembre 2017. I casi non sembrano essere tra loro correlati e uno di essi ha una storia di viaggio in California.
WYOMING, contea di Natrona: segnalato un focolaio di 5 casi di epatite A tra i residenti della contea.
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ProMED 06/01/2018
Epatite E
Namibia
REGIONE DI KHOMAS: segnalato un focolaio di epatite E cominciato nel distretto di Windhoek nel mese di dicembre 2017. Al 5 gennaio 2018 sono stati riportati 152 casi, compreso il decesso di una donna in gravidanza. Le località colpite includono Havana, Goreangab Dam, Hakahana, Greenwell Matongo e Ombili.
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WHO 15/01/2018
Epatite E
Namibia
Nella settimana terminata il 13 ottobre 2017, il primo caso identificato è stato ospedalizzato in una struttura pubblica nel distretto di Windhoek, con segni e sintomi di epatite E. Nella settimana terminata l’8 gennaio 2018, sono stati visitati 237 casi totali probabili e confermati in varie strutture sanitarie, nel distretto di Windhoek con gli stessi segni e sintomi. Tutti i pazienti sospetti sono risultati negativi ai test per epatite A, B e C. Quarantuno dei 237 casi sono stati inviati per ulteriori analisi e l’8 gennaio 2018 i risultati hanno mostrato che 21 casi erano IgM positivi per epatite E. Il 19 novembre 2017, si è avuto il decesso di un caso confermato, una donna di 26 anni, che quattro giorni prima di morire aveva partorito. Non si conosce lo status del neonato. La maggioranza dei casi proveniva dal distretto di Windhoek, regione Khomas.
Raccomandazioni dell’OMS L’OMS raccomanda di migliorare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici in diversi modi, incluso l'utilizzo delle tecniche di purificazione dell’acqua presso la propria casa. La qualità dell’acqua dovrebbe essere regolarmente monitorata nelle aree colpite. Il numero di latrine nei diversi insediamenti dovrebbe essere aumentato per contrastare il fenomeno della defecazione all’aperto. Inoltre, dovrebbero essere migliorate la gestione dei rifiuti e le pratiche igieniche in generale.
Inoltre, gli interventi in corso dovrebbero essere diretti alla popolazione a rischio tramite l’attivazione di counselling prenatale per le donne in gravidanza, il miglioramento delle condizioni abitative per gli abitanti degli insediamenti informali e il supporto del miglioramento delle strutture sanitarie e della cura dei pazienti. Le capacità dei laboratori di riferimento nazionale e locali dovrebbero essere migliorate per la conferma tempestiva dei casi sospetti.
L’OMS non raccomanda alcuna restrizione ai viaggi o al commercio con la Namibia, in base alle informazioni attualmente disponibili sull’epidemia in corso. L’implementazione di misure generali d’igiene e delle altre misure preventive elencate precedentemente dovrebbe essere sufficiente a prevenire la malattia.
Per ulteriori informazioni consultare:
http://www.who.int/csr/don/15-january-2018-hepatitis-e-namibia/en/
http://www.who.int/immunization/diseases/hepatitisE/en/
http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs280/en/
Interventi di sanità pubblica
-- Il 14 dicembre 2017, sono stati attivati i Comitati nazionale, regionali e distrettuali per l’Emergenza Sanitaria e il governo della città di Windhoek è stato informato dell’epidemia.
-- Sono stati formati cinque diversi gruppi di lavoro per rafforzare il coordinamento e pianificare le attività di risposta nelle seguenti aree tematiche: sorveglianza e laboratori; gestione dei casi; coordinamento e logistica; WASH; salute ambientale; e mobilitazione sociale.
-- Il 20 dicembre 2017, il Ministero della Salute ha tenuto una conferenza stampa per educare il pubblico sull’epidemia con la partecipazione dell’OMS e di altri partner.
-- Il Ministero della Salute sta attualmente guidando i team di gestione dei casi e tutti i casi sospetti sono stati inviati agli ospedali per il trattamento. Per rafforzare ulteriormente la sorveglianza e le attività di risposta di laboratorio, sono stati distribuiti strumenti per la raccolta dati e segnalazione dei casi alle strutture sanitarie. Sono stati migliorati la segnalazione e indagine dei casi e l’elenco dei casi.
-- Un team di salute ambientale del Ministero della Salute e i Servizi Sociali della Città di Windhoek stanno attualmente conducendo un’indagine ambientale per identificare le fonti di esposizione che hanno prodotto l’epidemia.
-- È in corso una campagna radiofonica per sensibilizzare le comunità colpite sul rischio di epatite E, e il pubblico viene regolarmente informato sull’epidemia. La città di Windhoek ha effettuato le analisi sulla qualità dell’acqua nelle aree colpite e continua il monitoraggio di routine.
-- Il Ministero della Salute ha inviato un epidemiologo di campo per supportare i team che si occupano di partecipazione comunitaria per assicurare la ricerca attiva dei casi e il coordinamento mirato delle aree con trasmissione attiva. Con inizio il 23 dicembre, sono state condotte attività di orientamento per formare i volontari della Croce Rossa e gli operatori comunitari sulla sensibilizzazione delle comunità e sulle attività di mobilizzazione in aree ad alto rischio di epatite E.
-- Il 31 dicembre 2017 si è tenuta un’esercitazione di partecipazione comunitaria per dare maggior potere ai leader comunitari. Lo scopo consisteva nell’aumentare la conoscenza dei leader sulle misure di prevenzione della malattia ed inoltre sviluppare interventi culturalmente accettabili per modificare i comportamenti e le pratiche che stavano contribuendo al diffondersi della malattia nella comunità.
-- I leader comunitari e gli addetti alla salute sono stati orientati a educare la comunità sulla ricerca precoce dei casi in individui con segni e sintomi compatibili con l’epatite E.
Valutazione del rischio dell’OMS Sebbene le epatiti A, B e C siano comuni in Namibia, l’epatite E è diagnosticata raramente nel paese. Come risultato, il paese ha limitate capacità per la diagnosi di laboratorio dell’epatite E. Inoltre, la maggioranza dei casi di epatite E è stata segnalata in insediamenti informali nel distretto della capitale, Windhoek, dove le condizioni di vita sono degradate. Queste aree sono sovraffollate ed hanno limitato accesso all’acqua potabile, ai servizi igienici e alle misure di igiene. Inoltre, la stagione delle vacanze probabilmente aumenterà gli spostamenti della popolazione all’interno del paese. Tutti questi potrebbero essere fattori che contribuiscono in modo sostanziale a sostenere questa epidemia. Inoltre, durante la stagione delle piogge, le persone usano spesso l’acqua piovana o altre acque superficiali per bere e per uso domestico. Ciò presumibilmente aumenta il rischio di infezione da epatite E. Pertanto, i fattori sopra menzionati potrebbero portare alla propagazione dei casi da quest’area ad altri insediamenti informali e la sua diffusione ad altre città o distretti, con simili condizioni ambientali e sanitarie degradate. Pertanto, il rischio generale viene valutato alto a livello nazionale e basso a livello regionale e globale.
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Epidemiosurveillance Santé Animale 10/01/2018
Influenza aviaria
Europa
Dall'1 ottobre 2017 al 9 gennaio 2018 sono stati segnalati in tutto 63 focolai di influenza aviaria di cui:
- 52 focolai di H5N8 segnalati da Germania (un focolaio nei selvatici), Bulgaria (3 nel pollame), Cipro (uno nei selvatici) e Italia (42 nel pollame e 5 nei selvatici).
- 9 focolai di H5N6 in Germania (1 nei selvatici), Olanda (1 nei selvatici, 4 nel pollame e 1 negli uccelli in gabbia), Regno Unito (1 nei selvatici) e Svizzera (1 nei selvatici).
- 2 focolai di H5Nx in Bulgaria (entrambi nel pollame).
Inoltre il 29 dicembre 2017 la Russia ha dichiarato un focolaio di H5N2 altamente patogeno in un allevamento di pollame con più di 660.000 uccelli, nella regione di Kostroma, a nord-ovest di Mosca.
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ECDC 05/01/2018 Europa
Nella settimana 52/2017 l'attività dell'influenza è aumentata nei paesi dell'Europa settentrionale, meridionale e occidentale. La percentuale di campioni sentinella positivi è stata del 44%, con un aumento rispetto al 38% della settimana precedente.
Nella stagione 2017-2018 i dati provenienti dai campioni sentinella indicano una percentuale più alta di virus B, soprattutto del lineage Yamagata,rispetto ai virus di tipo A. Durante la settimana 52/2017 le identificazioni di virus A(H1N1)pdm09 hanno superato quelle del tipo A(H3N2).
Come ci si aspetta in questo periodo dell'anno, l'attività dell'influenza è in aumento.
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ECDC 12/01/2018 Europa
Nella settimana 1/2018 l'attività dell'influenza è aumentata nei paesi dell'Europa settentrionale, meridionale e occidentale. In 8 paesi segnalatori è stata superata la soglia epidemica. Il 42% dei campioni sentinella è risultato positivo per virus dell'influenza, una percentuale simile al 44% della settimana precedente.
Dalla settimana 40/2017 entrambi i tipi di influenza B (65%) e A (35%) sono stati co-circolanti e nella regione è stato osservato un pattern di distribuzione mista. Tra i virus di tipo A, il sottotipo A(H1N1)pdm 09 ha superato il sottotipo A(H3N2). Circa l'88% dei virus A(H3N2) caratterizzati geneticamente erano simili al virus usato nel vaccino.
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ECDC 05/01/2018 Situazione Mondiale
Da aprile 2012 al 5 gennaio 2018, a livello mondiale, le autorità sanitarie hanno riportato in totale 2.141 casi di infezione da MERS CoV, inclusi 800 decessi.
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WHO 08/01/2018 Malesia
Il 2 gennaio 2018 l'IHR Focal Point Nazionale della Malesia ha riportato un caso di MersCoV. Il caso, un uomo di 55 anni che risiede in Malesia, ha viaggiato come membro di un gruppo di pellegrinaggio in Arabia Saudita, tra il 13 e il 23 dicembre 2017. Ha inoltre riferito una storia di esposizione a dromedari (consumo di latte di dromedario non pastorizzato e contatto diretto con l'animale) durante la visita a un allevamento a Riyadh, il 20 dicembre 2017. Il caso ha sviluppato i sintomi il 24 dicembre ed è stato trattato e ricoverato in Malesia. Attualmente si trova in ospedale, ma è asintomatico.
Il Ministero della Salute sta monitorando da vicino 70 individui che hanno avuto contatti stretti con il caso, inclusi i membri della sua famiglia, i pellegrini Umrah che hanno partecipato al medesimo pellegrinaggio, gli operatori sanitari delle strutture in cui è stato trattato e altri contatti stretti legati al viaggio aereo.
Al 5 gennaio 2018 nessun ulteriore caso è stato identificato in Malesia. Dei 70 contatti identificati e seguiti dal Ministero della Salute, 61 non presentano sintomi. Nove contatti hanno avuto sintomi lievi e sono stati ricoverati in isolamento, ma i loro campioni sono risultati negativi per MERS CoV e sono stati successivamente dimessi. Quarantuno contatti asintomatici sono stati posti sotto sorveglianza a domicilio per 14 giorni dall'ultimo contatto con il caso confermato. Tra questi, 22 sono risultati negativi ai test di laboratorio, mentre per gli altri 19 si resta in attesa dei risultati .
Questo è il secondo caso confermato di MERS CoV riportato dalla Malesia. Il primo caso importato era stato segnalato nel 2014.
A livello globale da settembre 2012 sono stati notificati a WHO 2.123 casi confermati di infezione da MERS CoV in 27 paesi, inclusi almeno 740 decessi.
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ProMED 05/01/2018
Morbillo
Asia
NEPAL, città di Kathmandu: il Sukraraj Topical and Infectious Disease Hospital ha segnalato 2 casi confermati di morbillo in individui adulti di 25 e 26 anni. I casi sono epidemiologicamente correlati poichè hanno residenze adiacenti nel quartiere di Thamel. Un caso ha riferito di avere contratto l'infezione dal nipote di 13 anni, che a sua volta si sarebbe infettato durante un focolaio a scuola.
PAKISTAN, Federal Administered Tribal Areas (FATA): è in corso un focolaio di morbillo che nell'ultima settimana di dicembre ha causato il decesso di una bambina di 3 anni nell'area di Akkakhel, regione di Tirah e di un'altra bambina di 9 mesi nell'area di Sheikhmalkhel, comune di Landi Kotal. In seguito a questi eventi è stata organizzata una campagna di vaccinazione destinata a coprire i sub-distretti di Landi Kotal, Jamrud e Bara.
TAIWAN: il 5 gennaio 2018 è stato segnalato un caso confermato di morbillo in un uomo di 40 anni, che ha avuto l'esordio dei sintomi il 28 dicembre 2017. Il caso non ha storia di viaggi all'estero ed è presumibilmente autoctono.
Nel 2017 erano stati riportati in totale 6 casi, 5 dei quali importati.
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ProMED 09/01/2018
Morbillo
Italia
REGIONE LIGURIA: il 6 gennaio 2018 un impiegato della ditta di trasporti Riviera è deceduto presso l'ospedale di Sanremo per complicazioni dovute al morbillo. Nel 2017 i decessi per morbillo nel paese erano stati 4.
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ProMED 09/01/2018
Morbillo
Venezuela
Dal 22 dicembre 2017 sono stati riportati 10 casi di morbillo, 4 dei quali confermati. I casi provengono dagli stati di Miranda (diverse località nella Valle del Tuy), dal distretto della capitale Caracas (parrocchia di Sucre) e dallo stato di Vargas (città di Catia).
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ProMED 12/01/2018
Morbillo
Australia
Segnalati 2 casi importati di morbillo nel mese di dicembre 2017, uno presso l'aeroporto di Sidney (stato del New South Wales), proveniente da India e Thailandia, l'altro presso l'aereoporto di Perth (stato di Western Australia), proveniente dalla Thailandia.
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ECDC 12/01/2018
Morbillo
Europa
AUSTRIA: dall'1 gennaio al 22 dicembre 2017 sono stati riportati 95 casi di morbillo, rispetto ai 27 registrati nell'intero anno 2016.
REPUBBLICA CECA: al 3 dicembre 2017 sono stati riportati 142 casi, rispetto ai 6 segnalati nello stesso periodo del 2016.
FRANCIA: da novembre 2017 all'11 gennaio 2018 un focolaio di morbillo ha causato 77 casi nella regione di Bordeaux. Il focolaio è cominciato in diversi siti del campus universitario e ha colpito in particolare giovani adulti e bambini. Dall'1 gennaio 2018 il vaccino per il morbillo è tra gli 11 diventati obbligatori al posto dei 3 degli anni precedenti.
GERMANIA: dall'1 gennaio al 17 dicembre 2017, il paese ha registrato 919 casi di morbillo, incluso un decesso, rispetto ai 319 riportati nello stesso periodo dello 2016.
GRECIA: dal mese di maggio al 31 dicembre 2017 sono stati riportati 968 casi di morbillo, inclusi 566 casi confermati e 2 decessi. La maggior parte dei casi è rappresentata da bambini tra 1 e 9 anni di età, seguiti da adulti tra i 25 e i 44 anni non vaccinati o vaccinati in modo incompleto.
ITALIA: dall'1 gennaio al 12 dicembre 2017, sono stati riportati 4.885 casi di morbillo, inclusi 4 decessi e 315 casi in operatori sanitari. L'età media è 27 anni, l'88% non è stato vaccinato e il 6% ha ricevuto una sola dose di vaccino. Nel 2016 erano stati riportati 862 casi.
LATVIA: il 2 gennaio 2018 ha riportato 2 casi di morbillo in individui adulti. Si tratta dei primi casi segnalati nel paese dal 2014.
ROMANIA: tra l'1 gennaio 2016 e il 5 gennaio 2018, sono stati riportati 10.307 casi, inclusi 37 decessi. Di questi casi, 1.969 sono stati segnalati nel 2016 e 8.338 nel 2017-2018.
SLOVACCHIA: secondo i mass media, dall'inizio di dicembre 2017 all'8 gennaio 2018, sono stati riportati 6 casi nella città di Bratislava.
SLOVENIA: il 3 gennaio 2108 è stato segnalato un caso in un bambino di età prescolare che aveva ricevuto una sola dose di vaccino. Nel 2017 erano stati riportati 2 casi nel mese di gennaio e 4 in quello di febbraio, mentre nell'intero anno 2016 si era registrato un solo caso.
SVEZIA: dal 10 dicembre 2017 all'11 gennaio 2018 sono stati riportati 26 casi nella città di Gothenburg. Il primo caso è stato riportato il 10 dicembre dal Sahlgrenska University Hospital di Gothenburg. Il 2 gennaio 2018 è stata segnalata l'infezione di un operatore sanitario che aveva lavorato nel medesimo ospedale il 28 e 29 dicembre 2017. E' in corso una ricerca dei contatti tra gli altri operatori sanitari e un'attività di vaccinazione. Secondo i mass media, nell'ospedale 69 neonati potrebbero essere stati esposti al contagio e hanno ricevuto immunoglobuline come profilassi post-esposizione. Un caso con esposizione a Gathenburg è stato identificato a Vasterbotten, nel nord del paese. Da gennaio a ottobre 2017 la Svezia aveva riportato 39 casi, rispetto ai 3 dell'intero anno 2016.
REGNO UNITO, Inghilterra: al 19 dicembre 2017 sono stati riportati 98 casi totali confermati, nelle contee di West Yorkshire (34), Cheshire e Liverpool (28), West Midlands (22), Surrey (10) e Greater Manchester (4). Da gennaio a novembre 2017 l'intero Regno Unito ha riportato 232 casi, rispetto ai 570 registrati nello stesso periodo del 2016.
SERBIA: dall'inizio di ottobre al 5 gennaio 2018 sono stati riportati 808 casi, inclusi 350 casi confermati e 2 decessi. Il 92% dei casi non è stato vaccinato o vaccinato in modo incompleto o con stato vaccinale ignoto. I due casi fatali, un uomo di 30 anni e un bambino di 2 anni, erano entrambi non vaccinati. Si tratta dei primi decessi per morbillo nel paese degli ultimi 20 anni.
UCRAINA: da gennaio a novembre 2017 il Ministero della Salute ha riportato 3.382 casi, inclusi 5 decessi. Le regioni più colpite sono state quelle di IvanoFrankivsk, Zaporizhia e Odessa. Dal 3 ottobre al 15 dicembre 2017 la regione di Zaporizhia ha segnalato 33 casi tra gli operatori sanitari. Nel 2016, per lo stesso periodo erano stati riportati 78 casi.
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ProMED 15/01/2018
Morbillo
USA
Nella prime settimane di gennaio 2018 sono stati segnalati casi di morbillo negli stati di Indiana (un caso confermato tra gli studenti del campus Bloomington dell'Indiana University, contea di Monroe), New Jersey (un caso confermato importato al Newark Liberty International Airport), Illinois (un caso confermato importato all'O'Hara International Airport, Chicago) e Arkansas (un caso correlato a viaggi presso la University of Arkansas for Medical Sciences a Little Rock).
Secondo CDC nel 2017 a livello nazionale sono stati riportati 120 casi confermati da 15 stati (California, Florida, Kansas, Maine, Maryland, Michigan, Minnesota, Nebraska, New Jersey, New York, Ohio, Pennsylvania, Texas, Utah e Washington) e dal distretto di Columbia.
L'8 gennaio 2018 CDC ha aggiornato i livelli di attenzione per il morbillo di alcuni paesi potenziali mete dei viaggiatori internazionali. I paesi con livello di attenzione 1 includono Indonesia, Romania, Ucraina, Italia e Repubblica Democratica del Congo.
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Global Polio Eradication 03/01/2018 Situazione Mondiale
ANNO 2018 -
Totale casi WPV: 0 -
Totale casi cVDPV: 0 -
ANNO 2017 -
Totale casi WPV: 21 - Afghanistan 13 - Pakistan 8 -
Totale casi cVDPV: 86 - Repubblica Democratica del Congo 12 - Siria 74 -
LISTA DEI PAESI AGGIORNATA AL 3 GENNAIO 2018
AFGANISTAN: la scorsa settimana è stato riportato un nuovo caso di poliomielite nel distretto di Shawalikot, provincia di Kandah, con esordio della paralisi il 3 dicembre 2017. Pertanto il numero totale dei casi di WPV-1 diventa pari a 13. Inoltre sono stati identificati 2 nuovo campioni ambientali positivo per WPV-1, uno prelevato il 6 dicembre nel distretto di Kandahar, provincia di Kandahar e uno il 26 novembre nel distretto di Behsud, provincia di Nangarhar . In un periodo successivo di questo mese è prevista una campagna di vaccinazione con l'obiettivo di immunizzare 5 milioni di bambini con bOPV.
PAKISTAN: il numero totale dei casi positivi per WPV1 nel 2017 è pari a 8. In un periodo successivo di questo mese è prevista una campagna di vaccinazione con l'obiettivo di immunizzare 36 milioni di bambini con bOPV.
NIGERIA: nessun nuovo caso di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) è stato riportato durante la scorsa settimana. Il caso più recente ha avuto esordio della paralisi il 21 agosto 2016, nell'area governativa locale (LGA) di Monguno, stato del Borno, un distretto già precedentemente colpito. La Nigeria continua a mettere in atto le misure di emergenza, in seguito all'individuazione di ceppi di WPV1 e cVDPV2 circolanti nel paese.
SUB-REGIONE DEL LAGO CHAD: la recente identificazione di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) nello stato di Borno, in Nigeria, determina un rischio di diffusione per la confinante sub-regione del Lago Chad.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: il numero totale dei casi di cVDPV 2 per il 2017 è arrivato a 12. Il caso più recente ha avuto l'esordio della paralisi il 17 novembre 2017 nel distretto di Ankoro, provincia di Tanganika.
SIRIA: il numero totale dei casi positivi di cVDPV 2 per il 2017 è uguale a 74. Il caso più recente ha avuto l'esordio della paralisi il 21 settembre nel distretto di Boukamal.
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ECDC 05/01/2018
Salmonellosi
Francia
Un'analisi di Whole Genome Sequencing ha confermato che il caso di salmonellosi da S.enterica sierotipo Agona individuato in Spagna e correlato al consumo di latte artificiale è associato all'outbreak in corso in Francia, mentre per il caso identificato in Grecia si resta in attesa dei risultati.
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ECDC 12/01/2018
Salmonellosi
Francia
Al 9 gennaio 2018 i casi di Salmonella enterica sierotipo Agona in bambini di età inferiore ai 6 mesi sono arrivati a 37. Per la maggior parte di essi è stato confermato il consumo di latte artificiale di marchi diversi, ma tutto proveniente dal medesimo sito di produzione.
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ProMED 05/01/2018
Virus della foresta del Kyasanur
India
Segnalati 5 casi, incluso un decesso, nel taluka di Tirthahalli, distretto di Shimoga, stato di Karnataka e 3 casi nel taluka di Sattari, distretto di North Goa, stato di Goa.
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