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Notizie di Nov 2017
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
ProMED 19/11/2017
Aspergillosi
Spagna
CITTA' DI MADRID: segnalati 2 casi di aspergillosi nosocomiale in 2 pazienti di 60 e 80 anni ricoverati presso il reparto di terapia intensiva dell'ospedale Fuenlabrada.
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ProMED 20/11/2017
Brucellosi
Paraguay
CITTA' DI ASUNCION: è stato segnalato un focolaio di brucellosi presso la Facoltà di Veterinaria della National University of Asunción, che finora ha causato 15 casi umani e che si ritiene correlato con l'esposizione alle capre.
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CDC 22/11/2017
Brucellosi
USA
Negli ultimi 3 mesi sono stati segnalati 2 casi umani di brucellosi causati dal ceppo attenuato di B.abortus RB51, utilizzato per vaccinare le giovani mucche da latte. I casi si sono verificati in Texas nel mese di luglio e in New Jersey nel mese di settembre 2017. Entrambi sono legati al consumo di latte non pastorizzato o dei suoi derivati, ma non sono tra loro correlati.
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ProMED 27/11/2017 Thailandia
PROVINCIA DI TAK, distretto di Mae Sot: segnalati 3 casi sospetti di antrace cutaneo umano tra i residenti del villaggio di Tambon Mahawan, correlati al consumo di capre infette, probabilmente importate dal Myanmar.
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ProMED 29/11/2017 Thailandia
PROVINCIA DI TAK, distretto di Mae Sot: segnalati 2 nuovi casi (uno confermato) di antrace umano, correlati alla macellazione e al consumo di capre infette importate dal Myanmar.
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ProMED 30/11/2017 Kenya
CONTEA DI LONGISA: sono stati segnalati più di 100 casi di antrace umano, compresi 7 casi gravi, correlati al consumo della carcassa di un bovino non macellato, ma morto per malattia.
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PAHO 03/11/2017 America
Al 3 novembre 2017 sono stati notificati a PAHO i seguenti casi:
MESSICO: 32 casi autoctoni confermati
STATI UNITI: 80 casi importati
COSTA RICA: 338 casi autoctoni sospetti e 42 casi autoctoni confermati
EL SALVADOR: 511 casi autoctoni sospetti
GUATEMALA: 333 casi autoctoni sospetti
NICARAGUA: 692 casi autoctoni sospetti e 27 casi autoctoni confermati
PANAMA: 1.996 casi autoctoni sospetti, 45 casi autoctoni confermati e un caso importato
CARAIBI SPAGNOLI (Cuba, Repubblica Dominicana, Guiana Francese, Guadalupa, Haiti, Martinica, Porto Rico, Saint Barthelemy, Saint Martin): 215 casi autoctoni sospetti e 95 casi autoctoni confermati
BOLIVIA: 3.259 casi autoctoni sospetti e 22 casi autoctoni confermati
COLOMBIA: 966 casi autoctoni sospetti e 29 casi autoctoni confermati
ECUADOR: 190 casi autoctoni confermati e 2 decessi
PERU': 953 casi autoctoni sospetti e 715 casi autoctoni confermati
VENEZUELA: 280 casi autoctoni sospetti e 32 casi autoctoni confermati
BRASILE: 50.196 casi autoctoni sospetti, 121.734 casi autoctoni confermati e 99 decessi
CILE: 1 caso importato
PARAGUAY: 739 casi autoctoni sospetti e 5 casi autoctoni confermati
URUGUAY: un caso importato.
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ECDC 03/11/2017 Italia
Al 27 ottobre l'Italia ha segnalato 331 casi autoctoni di chikungunya nella regione Lazio inclusi 175 casi confermati e 63 casi autoctoni nella città di Guardavalle, regione Calabria, inclusi 45 casi confermati. Inoltre 3 casi confermati con storia di viaggio ad Anzio sono stati riportati in Emilia Romagna (1), Marche (1) e Francia (1) e un caso confermato con storia di viaggio a Roma è stato riportato in Germania. Quattro casi probabili con una storia di viaggio a Guardavalle Marina (3) e Roma (1) sono stati notificati dalla regione Emilia Romagna.
Il virus della chikungunya circolante in Italia appartiene al sub-lineage ECSA (East Central South African) e mostra il 100% di somiglianza con il ceppo responsabile di un'epidemia in corso attualmente in Pakistan. Il virus isolato non è portatore della mutazione E1-A226V e la sua sequenza completa è disponibile su GenBank.
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ECDC 17/11/2017 Italia
Al 10 novembre 2017, l'Italia ha segnalato 359 casi autoctoni di chikungunya nella regione Lazio, inclusi 184 casi confermati e 61 casi autoctoni nella città di Guardavalle, regione Calabria, inclusi 50 casi confermati. Inoltre 3 casi confermati con storia di viaggio ad Anzio sono stati riportati in Emilia Romagna (1), Marche (1) e in Francia (1) e un caso confermato con storia di viaggio a Roma è stato riportato in Germania. Quattro casi probabili con una storia di viaggio a Guardavalle Marina (3) e Roma (1) sono stati notificati dalla regione Emilia Romagna.
Il virus della chikungunya circolante in Italia appartiene al sub-lineage ECSA (East Central South African) e mostra il 100% di somiglianza con il ceppo responsabile di un'epidemia in corso attualmente in Pakistan. Il virus isolato non è portatore della mutazione E1-A226V e la sua sequenza completa è disponibile su GenBank.
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ProMED 24/11/2017 Pakistan
PROVINCIA DI SINDH: dall'1 gennaio al 24 novembre 2017 sono stati riportati 4.765 casi sospetti, di cui 4.035 a Karachi. Nel 2016 erano stati segnalati in tutto solo 405 casi.
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ProMED da WHO/EMRO 08/11/2017 Yemen
Al 7 novembre 2107 sono stati riportati 910.996 casi sospetti, inclusi 2.195 decessi in 305 dei 333 distretti di 22 dei 23 governatorati.
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ECDC 17/11/2017 Africa
NIGERIA: al 2 novembre 2017 il paese ha riportato 8.852 casi sospetti, inclusi 157 decessi. Il focolaio ha colpito gli stati di Kwara, Kebbi, Kano, Kaduna, Oyo, Zamfara, Lagos e Borno.
REPUBBLICA DEMOCRTICA DEL CONGO: al 3 novembre 2017 il paese ha riportato 42.334 casi sospetti di colera, inclusi 838 decessi. Nelle ultime settimane la maggior parte dei casi è stata registrata nelle province di North Kivu, South Kivu, Tanganyika, Haut Lomami e Kongo Central.
BURUNDI: al 30 ottobre 2017, il paese ha riportato 147 casi di colera senza alcun decesso. Finora 7 distretti hanno riportato casi sospetti.
KENYA: dall'1 gennaio al 4 novembre 2017 sono stati riportati 3.518 casi di colera, inclusi 66 decessi. Sei contee hanno riportato focolai ancora attivi: Garissa, Nairobi, Kajiado, Embu, Kirinyaga, Muranga e Turkana.
SUD-SUDAN: dall'inizio dell'epidemia a giugno 2017, fino al 15 ottobre 2017, sono stati riportati 21.097 casi, inclusi 1.485 casi confermati e 418 decessi. La trasmissione del colera ha continuato a diminuire a livello nazionale ed ora rimane attiva in 3 sole contee (Juba, Budi e Fangak).
ETIOPIA: dall'1 gennaio al 24 ottobre 2017 il paese ha riportato 47.711 casi di diarrea acquosa acuta, inclusi 877 decessi. La trasmissione attiva è presente in 7 regioni.
CIAD: dall'inizio del focolaio il 14 agosto 2017 al 22 ottobre 2017, il paese ha riportato 895 casi sospetti, inclusi 65 decessi. I casi sono stati riportati dai distretti di Koukou (290) e Goz Beida (71) nella regione di Sila e dai distretti di Am Timan (529) e Amdjoudoul (5) nella regione di Salamat.
UGANDA: al 17 ottobre 2017 il paese ha riportato 168 casi, inclusi 3 decessi, nel distretto di Kesese. I casi sono confinati alle 5 sub-contee di Bwera, Isango, Munkunyu, MLTC e Nyakiyumbu.
MALAWI: dal 13 agosto al 22 ottobre, Medici Senza Frontiere ha riportato 52 casi nel distretto di Chikwawa, inclusi 3 casi confermati.
ZAMBIA: dal 4 ottobre 2017, i mezzi di informazione, citando il Ministero della Salute, hanno riportato un focolaio di 135 casi di colera, inclusi 95 casi confermati e 3 decessi. Sono state colpite 15 città del distretto di Lusaka.
ANGOLA: da dicembre 2016 al 22 ottobre 2017 il paese ha riportato 375 casi sospetti, inclusi 21 decessi. Tra la settimana 1 e 42/2017 i casi sono stati segnalati nelle province di Cabinda (219), Zaire (151), Luanda (3) e Maquela de Zombo (2). Nella settimana 42 è stato segnalato un solo nuovo caso. TANZANIA: al 5 novembre 2017 il paese ha riportato 3.348 casi, inclusi 52 decessi. Nelle ultime 16 settimane l'isola di Zanzibar non ha riportato nè casi, nè decessi e l'ultimo caso segnalato risale all'11 luglio 2017.
MOZAMBICO: i mezzi di informazione locale hanno segnalato un outbreak di colera, che al 31 ottobre avrebbe causato 342 casi e un decesso. La fonte sarebbe confinata al distretto di Memba, sulla costa nordorientale della provincia di Nampula.
SOMALIA: dall'1 gennaio al 26 ottobre 2017 il Ministero della Salute del paese ha segnalato 77.783 casi sospetti e 1.159 decessi.
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ECDC 17/11/2017 Filippine
Il CDC di Taiwan ha segnalato un caso di colera importato dalle Filippine, diagnosticato alla fine di ottobre 2017. Altri 2 turisti che avevano viaggiato nella medesima comitiva hanno sviluppato sintomi compatibili con il colera e verranno presto testati in laboratorio.
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ECDC 17/11/2017 Haiti
Dall'1 gennaio al 4 novembre 2017, il paese ha riportato 12.167 casi di colera, inclusi 138 decessi, in tutti i 10 dipartimenti. Nel 2016 il paese aveva registrato 41.421 casi, inclusi 447 decessi.
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ECDC 17/11/2017 Yemen
Da aprile all'8 novembre 2017, sono stati riportati 913.741 casi sospetti, inclusi 2.196 decessi, in 305 distretti e 22 governatorati. I governatorati più colpiti sono quelli di Amanat, Al Asima, Al Hudaydah, Hajjah, Amran e Dhamar.
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WHO 06/11/2017 Burkina Faso
Dalla trentunesima settimana del 2017 (settimana che termina il 6 agosto) il Burkina Faso è colpito da un’epidemia di dengue. L’OMS ha dichiarato ufficialmente l’epidemia il 28 settembre 2017. A differenza dei precedenti focolai del 2016, sono stati identificati diversi sierotipi e il numero di casi ha velocemente superato quello delle precedenti epidemie stagionali.
Alla data del 27 ottobre 2017, sono stati notificati in tutto il paese 6.699 casi in totale (sospetti, probabili o confermati) e 31 decessi. Di tutti i casi segnalati, 4.428 (66%) erano probabili, con un risultato positivo per dengue al test diagnostico rapido (RDT), dei 241 campioni inviati per l’esecuzione del test PCR al laboratorio di riferimento per la febbre virale emorragica del Centro Muraz, a Bobo-Dioulasso, 141 (59%) erano casi confermati da risultati positivi. L’ulteriore caratterizzazione di 72 campioni ha identificato tre sierotipi di dengue: DENV-2 (N=58), DENV-3 (N=12) e DENV-1 (N=2). I casi sono attualmente segnalati in 12 delle 13 regioni sanitarie del paese, col 64% dei casi segnalati dalle regioni centrali, in particolare nella città di Ouagadougou.
Interventi di sanità pubblica
-- È stato attivato il Comitato nazionale di gestione delle epidemie per coordinare le attività di risposta.
-- Rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, e attivazione di un sistema di allerta rapido che fornisca la notifica giornaliera dei casi a Ouagadougou e settimanale nelle altre province.
 -- Assistenza medica gratuita e trattamento dei casi gravi in tutti gli ospedali (ospedali regionali e distrettuali). 5 000 RDT distribuiti ai centri sanitari di riferimento.
 -- Preparazione e distribuzione di un algoritmo per la gestione dei casi clinici di dengue a livello nazionale.
 Distribuzione e divulgazione di messaggi informativi sull’infezione e le misure preventive attraverso i programmi radiofonici e televisivi.
 -- Invio periodico di campioni al laboratorio VHF del Centro Muraz, Bobo-Dioulasso.
-- Implementazione di interventi intensivi di controllo dei vettori, sia adulti che forme larvali, attraverso:
eliminazione dei siti dove le zanzare si riproducono effettuato da volontari comunitari a Ouagadougou; distribuzione di 1.500 zanzariere impregnate di insetticida a lunga durata (LLIN) agli ospedali; nebulizzazione di insetticidi all’interno delle case per controllare le zanzare adulte a livello familiare.
Valutazione del rischio dell’OMS
Quest’epidemia si sta sviluppando nel contesto di un sistema di sorveglianza migliorato ma ancora limitato in Burkina Faso. L’incidenza settimanale dei casi è in aumento da quando è stata individuata l’epidemia nella settimana 31 ed è probabilmente sottostimata. L’epidemia si è già diffusa a dodici delle tredici zone sanitarie del paese e molte strutture di sanità pubblica non hanno accesso ai test diagnostici per la dengue (RDT).
Il Burkina Faso è stato colpito da un’epidemia di dengue nel 2016 causata da DENV-2. Nell’epidemia attuale, sono stati identificati tre sierotipi: DENV-1, DENV-2, e DENV-3. Questo può portare alla presenza di casi più gravi, che potrebbero non essere riportati dal sistema di sorveglianza a causa della sotto-notifica da parte delle cliniche private e dei centri sanitari nei distretti periferici.
L’esistenza di molteplici siti in cui le zanzare possono riprodursi dopo la stagione delle piogge può favorire la presenza continua della popolazione di zanzare nelle comunità colpite. In particolare, i distretti periferici delle città in Burkina Faso sono caratterizzati da scarsa igiene e accumulo di immondizia e discariche, di pneumatici e contenitori usati che forniscono siti in cui le zanzare Aedes aegypti – il più importante vettore della dengue - possono riprodursi.
Raccomandazioni dell’OMS
L’OMS raccomanda la gestione adeguata e precoce dei casi di dengue. In tutte le zone colpite la sorveglianza dovrebbe essere rafforzata. Dovrebbero essere divulgati messaggi chiave di sanità pubblica. Dovrebbero essere rafforzate le attività di gestione integrate dei vettori (IVM) per rimuovere i siti in cui le zanzare possono riprodursi, ridurre la popolazione dei vettori e minimizzare l’esposizione individuale. Questa dovrebbe includere sia strategie di controllo dei vettori (ad es. gestione ambientale, e misure di controllo biologiche e chimiche), e strategie per proteggere le persone e i nuclei familiari. Per ulteriori informazioni, consultare:
Vector control strategies
L’OMS raccomanda ai paesi di considerare l’introduzione del vaccino contro la dengue CYD-TDV solo in contesti geografici (nazionali o sotto-nazionali) in cui i dati epidemiologici indichino un’elevata presenza della malattia. Le raccomandazioni complete possono essere consultate nel position paper dell’OMS sul vaccino contro la dengue:
WHO position paper on dengue vaccine pdf, 437kb
Sulla base delle informazioni disponibili sull’attuale epidemia di dengue, l’OMS non raccomanda alcuna restrizione ai viaggi o al commercio con il Burkina Faso o i distretti colpiti.
Per approfondire
http://www.who.int/csr/don/6-november-2017-dengue-burkina-faso/en/
http://www.who.int/denguecontrol/en/ http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs117/en/
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ECDC 24/11/2017
Difterite
America
Nella regione delle Americhe tra la settimana 1 e la settimana 45/2017 sono stati riportati casi sospetti o confermati di difterite dai seguenti paesi: Brasile (39 di cui 5 confermati), Colombia (14 sospetti), repubblica Dominicana (83 confermati), Haiti (120, di cui 51 confermati) e Venezuela (511 di cui 146 confermati).
VENEZUELA: alla settimana 42/2017 sono stati riportati 511 casi probabili di difterite. Su 452 casi testati in laboratorio, 146 sono stati confermati (69 per isolamento e determinazione della tossina e 38 mediante PCR).
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ECDC 24/11/2017
Difterite
Yemen
Il 16 novembre 2017 WHO ha riportato 120 casi di difterite diagnosticati clinicamente nelle ultime settimane, inclusi 14 decessi, mentre gli ultimi casi precedentemente segnalati risalivano al 2013.
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ProMED 20/11/2017 Svizzera
Dall'1 gennaio al 13 novembre 2017, secondo l'Ufficio Federale della Salute Pubblica, il paese ha registrato 257 casi di encefalite da zecche (TBE)
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ProMED Mail 19/11/2017 India
Riportati 2 casi nello stato di Madhya Pradesh, a Bhopal.
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ProMED Mail 20/11/2017 Myanmar
Nel corso del 2016, lo stato di Kayin ha riportato 51 casi e tre decessi. Quest'anno fino a ottobre sono stati riportati 123 casi sospetti, con 4 decessi. La causa dell'incremento del numero dei casi non è chiara.
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ProMED 12/11/2017 USA
CALIFORNIA: al 9 novembre sono stati segnalati focolai di epatite A nelle seguenti contee: San Diego (544 casi, 372 ricoveri e 20 decessi), Santa Cruz (76 casi), Los Angeles (29 casi) e ulteriori 14 casi in altre contee dello stato.
MICHIGAN: al 7 novembre 2017 l'outbreak in corso da agosto 2016 ha causato 495 casi, 416 ricoveri e 19 decessi. I casi sono stati segnalati dalle seguenti contee o città: Macomb (162), Detroit (123), Wayne (80), Oakland (78), St. Clair (17), Washtenaw (7), Monroe (6), Ingham (4), Livingston ( 4), Sanilac (4), Lapeer (3), Calhoun (1), Clare (1), Genesee (1), Hillsdale (1), Huron (1), Isabella (1) e altri (1).
UTAH: segnalati 2 casi di epatite A in viaggiatori che hanno soggiornato a San Diego in California nel mese di agosto 2017.
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ProMED 11/11/2017
Epatite C
USA
COLORADO: negli ultimi 4 anni si è osservato un aumento dei casi di apatite C nella fascia di età che va dai 21 ai 30 anni, con un aumento del 65% tra 2015 e 2016 (da 151 a 255). Si ritiene che l'aumento delle infezioni sia correlato ad un aumento dell'utilizzo delle droghe iniettabili.
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ProMED 20/11/2017
Epatite E
Nigeria
STATO DI BORNO: da febbraio 2017 sono stati riportati 1.262 casi sospetti di epatite E, in 8 diverse aree governative locali (LGA) e la trasmissione è ancora in corso nell'area di Rann Kala Balge. Su 226 campioni testati, 182 sono risultati positivi. Sono stati segnalati 8 decessi per ittero acuto, uno dei quali in un caso confermato di epatite E.
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ProMED 02/11/2017
Escherichia coli O55
Regno Unito
INGHILTERRA, città di Londra: il St Bartholomew's Hospital ha confermato un caso di sindrome emolitico uremica (HUS) in una paziente di 19 anni infetta con un ceppo di E. coli sierotipo O55:H7. Si tratta di un sierotipo molto raro nel Regno Unito che fino al 2014 è stato associato solamente a casi importati da paesi endemici, ma che nel luglio 2014 ha causato un outbreak di 31 casi, inclusi 13 sindromi emolitico uremiche, nel Dorset. Il ceppo isolato nel 2014 è risultato produttore di tossina Shiga sottotipo 2a, associato ad un elevato rischio di HUS.
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ProMED 11/11/2017
Escherichia coli
USA
CALIFORNIA, contea di San Diego: un vasto outbreak di infezioni da E.coli enteroemorragico ha colpito le reclute della Marina Americana nella base situata vicino all'aeroporto internazionale di San Diego. In totale sono stati segnalati circa 400 casi, inclusi 9 casi di sindrome emolitico-uremica.
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ProMED 26/11/2017
Escherichia coli
Portogallo
REGIONE DEL NORD, città di Maia: i mass media locali hanno segnalato un caso fatale di infezione da E.coli EHEC in una bambina di 7 anni deceduta il 20 novembre 2017 per sindrome emolitico-uremica. La fonte dell'infezione rimane al momento sconosciuta, ma le investigazioni sono in corso.
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ProMED 26/11/2017
Febbre della Valle di Rift
Uganda
Segnalati 2 casi fatali di febbre della Valle di Rift nei distretti di Mityana e Kiboga.
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ProMED 02/11/2017
Febbre emorragica Crimea - Congo
Pakistan
PROVINCIA DI SINDH, città di Karachi: il Jinnah Postgraduate Medical Centre ha segnalato 7 casi di febbre emorragica di Crimea Congo, di cui 5 (4 provenienti da'area di Quetta e uno dalla città di Karachi) sono deceduti.
PROVINCIA DI KHYBER PAKHTUNKHWA, distretto di Karak: segnalato il settimo decesso per febbre emorragica di Crimea-Congo del 2017.
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ProMED 12/11/2017
Febbre emorragica Crimea - Congo
India
STATO DI GUJARAT, distretto di Sabarkantha, taluka di Khedbrahma: è stato confermato un caso non fatale di febbre emorragica di Crimea-Congo in una donna di 39 anni.
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ProMED 22/11/2017
Febbre emorragica Crimea - Congo
Afganistan
Secondo WHO, sono stati riportati 6 nuovi casi di febbre emorragica di Crimea Congo nella regione occidentale, per un totale di 79 casi per l'anno 2017, inclusi 17 decessi.
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ProMED 29/11/2017
Febbre emorragica Crimea - Congo
Mauritania
Il 26 novembre 2017 è stato segnalato un nuovo caso di febbre emorragica di Crimea-Congo in un contadino di 48 anni residente nella comunità di Haye Sakin in località Dar Nairn, alla periferia della capitale Nouakchott. Altri casi erano già stati segnalati durante la primavera ed estate di quest'anno.
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WHO 07/11/2017 Uganda
Il 17 ottobre 2017, il Ministero della Salute dell’Uganda (MoH) ha notificato all’OMS un’epidemia confermata di malattia da virus Marburg nel distretto di Kween, Uganda orientale. Il Ministero della Salute ha dichiarato ufficialmente l’epidemia il 19 ottobre 2017.
Alla data del 3 novembre, i tre casi che erano stati segnalati precedentemente (due casi confermati e un caso probabile, quest’ultimo rappresenta il caso indice) sono deceduti, pertanto il tasso di mortalità è del 100%. I casi erano epidemiologicamente correlati e provenivano dalla stessa famiglia.
Il secondo caso confermato si era recato in Kenya, prima del decesso. È in corso la ricerca dei contatti e la ricerca attiva dei casi a Kween, nel distretto di Kapchorwa in Uganda e nel distretto di Kitale e a West Pokot in Kenya. Il 4 novembre un contatto ad alto rischio del secondo caso confermato, un operatore sanitario di Kween, ha sviluppato la sintomatologia ed è stato ospedalizzato nella struttura per il trattamento a Kween. Inoltre, è stato segnalato che un contatto stretto del secondo caso confermato si è recato a Kampala. Le autorità cittadine di Kampala hanno inviato un’equipe al villaggio in cui questa persona si è recata in visita per rintracciarla e continuare il follow-up di 21 giorni. Valutazione del rischio e raccomandazioni dell’OMS invariate.
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WHO 15/11/2017 Kenya
Tra i contatti stretti del secondo caso confermato in Uganda è stata individuata una guaritrice tradizionale residente nella contea di Trans Nzoia, Kenya. La donna è risultata negativa per la malattia di Marburg in diverse analisi su campioni consecutivi, eseguite al Kenyan medical Research Institute di Nairobi. Lei e la sua famiglia sono stati monitorati per 21 giorni.
I due parenti del secondo caso, residenti a West Pokot, insieme agli altri contatti nella medesima contea, hanno anch'essi completato i 21 giorni di follow-up.
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WHO 15/11/2017 Uganda
Il 17 ottobre 2017, il Ministero della Salute dell’Uganda (MoH) ha notificato all’OMS un’epidemia confermata di malattia da virus Marburg nel distretto di Kween, Uganda orientale. Il MoH ha dichiarato ufficialmente l’epidemia il 19 ottobre 2017. Alla data del 14 novembre, sono stati notificati tre casi, inclusi due casi confermati e un caso probabile. Tutti i tre casi sono deceduti, con un tasso di mortalità del 100%. I casi erano collegati epidemiologicamente e appartenevano tutti alla stessa famiglia. Cronologicamente, il primo caso (probabile) era un allevatore di 35 anni che si recava a caccia frequentemente nelle vicinanze dell’area di Kaptum, nota per le sue grotte infestate da pipistrelli. È stato ospedalizzato il 20 settembre con sintomi simil-Marburg ed è deceduto cinque giorni dopo. Il primo caso confermato è stata la sorella che ha assistito il primo caso. Il secondo caso confermato è stato il fratello dei primi due casi, che è deceduto il 26 ottobre 2017 e lo stesso giorno è stato sepolto utilizzando pratiche sicure e rispettose.
Il secondo caso confermato si era recato in Kenya, prima del decesso, dove aveva fatto visita ai suoi parenti, nella Contea del Pokot Occidentale e ad un guaritore tradizionale nella Contea di Trans Nzoia. Il 29 ottobre 2017, il MoH ugandese ha informato l’OMS e il MoH del Kenya di questi contatti ad alto rischio. Il guaritore tradizionale è risultato negativo ai test per malattia da virus Marburg effettuati su campioni di sangue ripetuti, analizzati presso l’Istituto di Ricerca Medica del Kenya (KEMRI) a Nairobi. Il caso e la sua famiglia sono stati sottoposti a monitoraggio per 21 giorni. I due parenti di Pokot Occidentale e altri contatti nella stessa contea, hanno ugualmente completato il follow-up di 21 giorni. Nei distretti di Kween e Kapchorwa sono in corso attività di ricerca attiva dei casi, sorveglianza dei decessi, misure di sepoltura sicure e rispettose e mobilizzazione comunitaria. In Uganda, dei 339 contatti identificati, 283 hanno completato il follow-up di 21 giorni e 56 sono ancora sottoposti a monitoraggio. Il follow-up dei contatti è in corso a Kween per 56 contatti, mentre nel distretto di Kapchorwa, tutti i contatti identificati hanno completato il periodo di follow-up di 21 giorni. Tutti i rimanenti contatti dovrebbero terminare il periodo di 21 giorni di follow-up il 16 novembre 2017. Le attività di sorveglianza rafforzata continueranno fino al 7 dicembre 2017.
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ProMED 22/11/2017 Nigeria
Tra la settimana 1 e la settimana 44/2017, sono stati segnalati 602 casi sospetti di febbre di Lassa, inclusi 123 casi confermati e 67 decessi, da 92 aree governative locali in 27 stati.
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ProMED 14/11/2017
Febbre emorragica di origine sconosciuta
Sudan
STATO DI KASSALA, città di Kassala: i mass media locali hanno segnalato numerosi casi di febbre emorragica, inclusi 2 decessi. L'agente eziologico responsabile di questi casi non è ancora stato identificato.
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ProMED 23/11/2017
Febbre emorragica di origine sconosciuta
Sudan
STATO DI KASSALA, città di Kassala: secondo i mass media, nell'ultimo mese i decessi dovuti a una febbre emorragica virale di origine sconosciuta sono arrivati a 3.
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ProMED da WHO 07/11/2017 Nigeria
E' in corso un outbreak di febbre gialla notificato a WHO il 15 settembre 2017, il cui caso zero è una bambina di 7 anni residente nella comunità di Oro-Ago, area governativa locale di Ifelodun, stato di Kwara. Al 26 ottobre sono stati individuati 166 casi e 10 decessi in 6 stati (Abia, Borno, Kwara, Kogi, Plateau e Zamfara).
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ProMED 09/11/2017 Brasile
STATO DI SAN PAOLO, comune di Ititaba: sono stati riportati 2 casi umani di febbre gialla, incluso un decesso. Entrambi i casi abitavano in aree rurali confinanti con il comune di Jundiai, un'area forestale dove sono stati segnalati 67 decessi di primati dovuti alla febbre gialla.
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ProMED 10/11/2017 Brasile
STATO DI SAN PAOLO, città di San Paolo: segnalati 14 casi sospetti di febbre gialla di cui 4 sono stati esclusi e gli altri 10 sono in corso di investigazione.
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ECDC 17/11/2017 Nigeria
Al 7 novembre 2017 il paese ha riportato 179 casi di febbre gialla, inclusi 24 decessi. Dei campioni prelevati da 98 pazienti, 38 sono risultati positivi per la febbre gialla e uno incerto in base alle analisi condotte in Nigeria. I test di conferma eseguiti dall'Istituto Pasteur di Dakar hanno dimostrato che 15 erano positivi e 12 negativi, mentre per gli altri 9 si rimane in attesa dei risultati. I casi sono stati riportati da 7 dei 36 stati, ma solo 3 stati (Kwara, Kogi e Zamfara) hanno segnalato casi confermati. Il caso zero è stato confermato il 12 settembre in una bambina di 7 anni, nello stato di Kwara.
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WHO 24/11/2017 Brasile
Tra luglio e la metà di ottobre 2107, sono stati riportati in totale 71 casi sospetti di febbre gialla nello stato di San Paolo. Due di questi sono stati confermati, 6 sono in corso di investigazione e 63 sono stati esclusi. I due casi confermati, uno dei quali fatale, sono stati riportati dalla città di Itatiba tra il 17 settembre e il 7 ottobre 2017.
Da luglio all'inizio di novembre nello stato di San paolo sono stati segnalati 580 casi epizootici nei primati, con un aumento nel numero dei casi osservato a partire dal 10 settembre. Di questi casi, 120 sono stati confermati come febbre gialla, 233 sono in corso di investigazione, 74 sono stati classificati come indeterminati e 153 sono stati esclusi. Il più elevato numero di casi epizootici si è registrato nell'area di Campinas, dove i primi casi riportati provenivano dai comuni di Campo Limpo Paulista (settimana 38), Atibaia (settimana 39) e Jarinu (settimana 40). Altri casi epizootici sono stati recentemente segnalati all'interno dei grandi parchi nella città di San Paolo.
In seguito a questi eventi le autorità nazionali hanno intrapreso campagne di vaccinazione in aree precedentemente non considerate a rischio di trasmissione per la febbre gialla e le autorità sanitarie statali e municipali hanno rafforzato i servizi di assistenza e le attività di comunicazione del rischio.
Questi sono i primi casi di febbre gialla umana riportati in Brasile da giugno 2107. Tali casi, insieme al verificarsi di casi epizootici nell'area urbana di San Paolo e in comuni precedentemente non considerati a rischio per la febbre gialla, costituiscono un motivo di preoccupazione per la salute pubblica. Sebbene le autorità sanitarie brasiliane abbiano prontamente messo in atto misure di risposta a questo evento, incluse campagne di vaccinazione di massa, potrebbe essere necessario un certo periodo perchè si raggiunga una copertura vaccinale ottimale in queste aree, dato l'elevato numero di individui suscettibili. Attualmente il numero di persone non vaccinate nella città di San paolo rimane intorno ai 10 milioni. Se la trasmissione della febbre gialla continua ad espandersi ad aree precedentemente considerate non a rischio, assicurare la disponibilità del vaccino e implementare le misure di controllo potrebbe rappresentare una sfida.
Al momento non c'è alcuna evidenza di trasmissione da parte di Aedes aepypti in relazione a questo outbreak, cominciato nel 2016. Sebbene gli studi entomologici condotti in specifici comuni dello stato di San paolo abbiano rivelato la presenza di bassi livelli di infestazione da A. aegypti e A. albopictus, il rischio di una trasmissione sostenuta del virus è sempre presente.
Il rischio di diffusione a livello regionale è considerato basso data la elevata copertura vaccinale nei paesi confinanti. Tuttavia l'individuazione di un caso umano di febbre gialla lungo il fiume Oiapoque, sul confine tra Guiana Francese e Brasile da parte delle autorità sanitarie francesi, indica che il rischio di diffusione regionale esiste. Il rischio a livello globale è considerato basso e limitato ai viaggiatori non vaccinati di ritorno dalle aree colpite. I viaggiatori che ritornano a casa infettati dal virus della febbre gialla possono aumentare il rischio dello stabilirsi di un ciclo di trasmissione autoctono nelle aree dove il vettore è presente.
I consigli ai viaggiatori che intendono visitare le aree a rischio per la febbre gialla includono l'esecuzione della vaccinazione almeno 10 giorni prima dell'inizio del viaggio, seguire le misure di prevenzione dalle punture di zanzara, conoscere i sintomi e i segnali della febbre gialla. Secondo l'annesso 7 delle IHR (2005) una singola dose di vaccino è sufficiente a conferire una immunità duratura e una protezione contro la malattia che dura tutta la vita. Dosi di richiamo del vaccino non sono necessarie.
In base alle informazioni attualmente disponibili, WHO non consiglia alcuna restrizione dei viaggi e dei commerci verso il Brasile
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ProMED 17/11/2017
Febbre Q
Cile
REGIONE DI LOS LAGOS, provincia di Osorno: sono stati riportati 59 casi di febbre Q, inclusi 3 casi confermati e almeno 20 ricoveri. Sono stati colpiti soprattutto i lavoratori di un'industria casearia di Puerto Octay infettatisi attraverso il contatto con ovini e bovini. Tuttavia alcuni casi sono anche stati segnalati dalle regioni confinanti di La Araucanía e Los Ríos.
La febbre Q, causata dal batterio Coxiella burnetii, è una zoonosi acquisita dall'uomo per inalazione di polvere contaminata da placenta, deiezioni o altri fluidi corporei di animali infetti e più raramente attraverso la puntura di una zecca.
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ProMED 02/11/2017 Zambia
PROVINCIA MERIDIONALE: si sono registrati 55 casi sospetti di febbre tifoide nel distretto di Mazabuka, incluso un decesso e altri 2 casi sospetti nel distretto di Monze.
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ProMED 10/11/2017 Argentina
PROVINCIA DI SALTA: sono stati confermati 2 casi di infezione da hantavirus in 2 studentesse della scuola Hogo Luna di Oran. Altri 2 studenti e un insegnante hanno sviluppato sintomi compatibili con l'infezione e sono in corso di investigazione.
I due nuovi casi portano a 12 il totale di quelli confermati nella provincia di Salta per l'anno 2017.
L'hantavirus responsabile di questi casi è molto probabilmente il virus Andes, trasmesso dai roditori della specie Oligoryzomys longicaudatus.
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ProMED 17/11/2017 USA
ARIZONA, contea di Coconino: segnalato un caso di infezione da hantavirus in un visitatore che ha soggiornato in diverse località della contea, per cui non è possibile stabilire esattamente dove abbia contratto l'infezione.
L'hantavirus responsabile di questo caso è il virus Sin Nombre, trasmesso dai roditori della specie Peromyscus maniculatus.
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ProMED 18/11/2017
Influenza aviaria
Asia
All'inizio del 2017 il virus dell'influenza aviaria A(H7N9) ha acquisito una mutazione che lo ha reso altamente patogeno per gli uccelli. Questo evento se da una parte lo rende potenzialmente più pericoloso anche per l'uomo, dall'altra ne facilita l'individuazione e il controllo. Inoltre il virus si è diviso in 2 lineages chiamati Yangtze e Pearl dai 2 bracci del delta del fiume nei quali ciascuno si è diffuso e questo complica i tentativi di produrre un vaccino efficace.
Uno dei ceppi HPAI isolato da un paziente umano è stato in grado di causare malattia nei furetti e di essere trasmesso da un animale all'altro per via respiratoria. (Riferimento: Imai, Masaki et al. .A Highly Pathogenic Avian H7N9 Influenza Virus Isolated from A Human Is Lethal in Some Ferrets Infected via Respiratory Droplets. Cell Host & Microbe , Volume 22 , Issue 5 , 615 - 626).
Tuttavia la valutazione globale del rischio correlato non è cambiata fino a questo momento poichè il virus non ha dimostrato capacità di trasmissione interumana sostenuta, nè sono state osservate variazioni che influiscano sulla sua epidemiologia nell'uomo.
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ECDC 03/11/2017 Europa
Nella settimana 43/2017 l'attività dell'influenza in Europa è ancora bassa. Identificazioni sporadiche o localizzate di virus dell'influenza sono state riportate da 10 dei 38 paesi. In totale il 2.5% dei campioni sentinella è risultato positivo per virus dell'influenza. I dati forniti da 19 paesi o regioni che segnalano al progetto EuroMOMO indicano che la mortalità generale è stata ai livelli attesi per questo periodo dell'anno.
In seguito alle mutazioni nei virus A(H3N2) che circolavano durante la stagione 2017 nell'emisfero meridionale e in seguito ai reports di una scarsa efficacia del vaccino contro questo ceppo, WHO ha recentemente raccomandato di cambiare la componente A(H3N2) nei vaccini per l'influenza stagionale da usare per la stagione 2018 nell'emisfero meridionale. Inoltre, il lineage dell'influenza B nei vaccini trivalenti è stato cambiato con quello B/Yamagata. Si tratta di due cambiamenti rispetto al vaccino trivalente attualmente raccomandato per la stagione 2017-2018 nell'emisfero settentrionale.
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ECDC 10/11/2017 Europa
Nella settimana 44/2017, l'attività dell'influenza è rimasta a bassi livelli di intensità in Europa sebbene identificazione di virus influenzali a diffusione sporadica o locale sia stata riportata dal 40% dei paesi segnalatori. In totale l'1% dei campioni sentinella è risultato positivo per virus dell'influenza. I dati forniti da 19 paesi o regioni che segnalano al progetto EuroMOMO indicano che la mortalità generale è stata a bassi livelli, come atteso per questo periodo dell'anno.
Dalla settimana 40/2017 solo un piccolo numero di campioni positivi per virus dell'influenza è stato individuato nei campioni sentinella e non sentinella. La maggior parte dei virus sottotipizzati o assegnati ad uno specifico lineage sono stati identificati come A(H3N2) e B/Yamagata. Per la stagione in corso nell'emisfero settentrionale la componente A(H3N2) del vaccino è la stessa usata nella stagione 2015/2016 e solo il vaccino quadrivalente contiene la componente B/Yamagata. E' stato raccomandato di cambiare entrambe nel vaccino trivalente, che verrà usato per la prossima stagione nell'emisfero meridionale.
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ECDC 17/11/2017 Europa
Nella settimana 45/2017, l'attività dell'influenza è rimasta a bassi livelli di intensità in Europa, con identificazione di virus influenzali a diffusione sporadica o locale riportata al massimo dalla metà dei 42 paesi segnalatori. In totale il 4.5% degli individui con sintomi di sindrome simil-influenzale (ILI) o di infezione respiratoria acuta (ARI) presentatisi nelle strutture sanitarie sentinella per l'assistenza di base e testati in laboratorio, sono risultati positivi per virus dell'influenza, con un lieve aumento rispetto alla settimana precedente (1%).
Dalla settimana 40/2017 i tipi A e B sono co-circolanti. Tra i virus di tipo A sottotipizzati, i 2/3 erano A(H3N2) e tra i virus di tipo B assegnati ad un lineage, il 93% erano B/Yamagata, non incluso nel vaccino trivalente.
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WHO 17/11/2017 Situazione Mondiale
Al 29 ottobre 2017, l'attività dell'influenza è rimasta a bassi livelli nelle zone temperate dell'emisfero settentrionale. Livelli di attività in diminuzione sono stati riportati nella zona temperata dell'emisfero meridionale e in alcuni paesi del sud e del sud-est asiatico. Nell'America Centrale e nei Caraibi una bassa attività dell'influenza è stata riportata in pochi paesi. A livello globale la maggior parte dei virus identificati era A(H3N2) o B.
AMERICA SETTENTRIONALE: in generale l'attività dell'influenza è aumentata leggermente pur rimanendo bassa con identificazioni soprattutto di virus A(H3N2) e B nelle ultime settimane.
EUROPA: l'attività dell'influenza è rimasta bassa con identificazioni soprattutto di virus A(H3N2) e B.
ASIA OCCIDENTALE: in generale l'attività è rimasta bassa. In Qatar l'attività è rimasta elevata con tutti i sottotipi stagionali circolanti.
ASIA CENTRALE: gli indicatori costituiti dalle ILI e dalle SARI sono in aumento in Kazakhstan, Tajikistan e Uzbekistan.
ASIA ORIENTALE: in generale l'attività dell'influenza è rimasta bassa. Nella Cina Settentrionale sono leggermente aumentate le identificazioni di virus A(H3N2).
SUD-EST ASIATICO: l'attività dell'influenza ha continuato a diminuire, con A(H3N2) e B come virus più frequentemente identificati.
ASIA MERIDIONALE: in generale l'attività dell'influenza è rimasta bassa. In India nelle ultime settimane sono diminuite le identificazioni di virus A(H1N1)pdm09 e A(H3N2).
AFRICA SETTENTRIONALE: non ci sono stati dati riportati in questo periodo.
AFRICA OCCIDENTALE E CENTRALE: continuano ad essere segnalate identificazioni di virus dell'influenza con tutti i sottotipi stagionali presenti nella regione.
AFRICA ORIENTALE: riportata un'attività bassa o nulla.
AMERICA CENTRALE E CARAIBI: gli indicatori di malattie respiratorie e l'attività dell'influenza sono rimasti bassi, ma in diversi paesi è rimasta elevata l'attività di RSV.
PAESI TROPICALI DEL SUD-AMERICA: l'attività dell'influenza e di RSV è rimasta a bassi livelli.
PAESI TEMPERATI DELL'EMISFERO MERIDIONALE: in generale l'attività dell'influenza sembra essere diminuita.
I laboratori di WHO-GISRS hanno identificato 2.954 virus A e 1.134 virus B. Tra i virus A sottotipizzati, 318 erano A(H1N1)pdm09 e 1.985 erano A(H3N2). Dei virus B caratterizzati, 435 appartenevano al lineage B-Yamagata e 115 al lineage B-Victoria.
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ECDC 24/11/2017 Europa
Nella settimana 46/2017 l'intensità dell'attività dell'influenza è rimasta a livelli bassi nei 43 paesi segnalatori. Su 894 campioni sentinella, 33 (3.7%) sono risultati positivi per virus dell'influenza. Dalla settimana 40/2017 solo un piccolo numero di campioni positivi per virus dell'influenza è stato individuato nei campioni sentinella e non sentinella. La maggior parte dei virus sottotipizzati o assegnati ad uno specifico lineage è stata identificata come A(H3N2) e B/Yamagata.
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WHO 29/11/2017 Situazione Mondiale
Al 12 novembre 2017, l'attività dell'influenza è aumentata leggermente nelle zone temperate dell'emisfero settentrionale, mentre nella zona temperata dell'emisfero meridionale l'attività sembra essere scesa a livelli inter-stagionali. Nell'America Centrale e nei Caraibi l'attività dell'influenza è rimasta bassa. A livello globale la maggior parte dei virus identificati era di tipo A(H3N2) o B.
AMERICA SETTENTRIONALE: in generale l'attività dell'influenza ha continuato ad aumentare con identificazioni soprattutto di virus A(H3N2).
EUROPA: l'attività dell'influenza è rimasta bassa con identificazioni soprattutto di virus A(H3N2) e B.
ASIA OCCIDENTALE: in generale l'attività è rimasta bassa. In Qatar l'attività è rimasta elevata con tutti i sottotipi stagionali circolanti.
ASIA CENTRALE: gli indicatori costituiti dalle ILI e dalle SARI sono in aumento in Kazakhstan, Tajikistan e Uzbekistan.
ASIA ORIENTALE: in generale l'attività dell'influenza è rimasta bassa. Nella Cina Settentrionale sono leggermente aumentate le identificazioni di virus A(H3N2) nelle ultime settimane.
SUD-EST ASIATICO: l'attività dell'influenza ha continuato a diminuire, con A(H3N2) e B come virus più frequentemente identificati.
ASIA MERIDIONALE: in generale l'attività dell'influenza è rimasta bassa. In India continuano ad essere riportate identificazioni di virus A(H1N1)pdm09 e A(H3N2).
AFRICA SETTENTRIONALE: identificazioni sporadiche di influenza A sono state riportate dal Marocco e dalla Tunisia.
AFRICA ORIENTALE, OCCIDENTALE E CENTRALE: continuano ad essere segnalate identificazioni di virus dell'influenza con tutti i sottotipi stagionali presenti nella regione.
AMERICA CENTRALE E CARAIBI: gli indicatori di malattie respiratorie e l'attività dell'influenza sono rimasti bassi, ma in diversi paesi è rimasta elevata l'attività di RSV.
PAESI TROPICALI DEL SUD-AMERICA: l'attività dell'influenza e di RSV è rimasta a bassi livelli.
PAESI TEMPERATI DELL'EMISFERO MERIDIONALE: in generale l'attività dell'influenza sembra essere diminuita.
I laboratori di WHO-GISRS hanno identificato 5.515 campioni positivi per virus dell'influenza, di cui 3.690 (66.9%) erano virus A e 1.825 (33.1%) erano virus B. Tra i virus A sottotipizzati, 509 (21.4%) erano A(H1N1)pdm09 e 1.873 (78.6%) erano A(H3N2). Dei virus B caratterizzati, 781 (77.9%) appartenevano al lineage B-Yamagata e 221 (22.1%) al lineage B-Victoria.
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ProMED 18/11/2017
Intossicazione alimentare
Botswana
DISTRETTO CENTRALE, villaggio di Mahalapye : 26 alunni della Nthompe Koma Primary School sono stati ricoverati per i sintomi di un'intossicazione alimentare probabilmente correlata al consumo di colza e sorgo contaminati da pesticidi del tipo degli organofosfati.
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ECDC 03/11/2017
Legionellosi
Dubai
Al 30 ottobre 2017, 14 paesi dell'UE/EFTA hanno riportato 79 casi di legionellosi associata ai viaggi (TALD), tutti con storia di un viaggio a Dubai, Emirati Arabi Uniti, con esordio dei sintomi a partire da ottobre 2016. I casi, che includono anche 2 decessi, sono stati segnalati dai seguenti paesi: Regno Unito (37), Svezia (8), Olanda (7), Francia (6), Danimarca (5),Germania (7), Austria (1), Belgio (1), Ungheria (1), Repubblica Ceca (1), Spagna (2), Irlanda (1) Italia (1) e Svizzera (1).
Tutti i casi sono stati confermati in laboratorio. Cinque di essi sono stati caratterizzati come L. pneumophila sierogruppo 1, con sequenza base tipo 616, che non è comune in Europa, ma già in precedenza era stata identificata in viaggiatori di ritorno da Dubai. Un caso appartiene al sierogruppo 1, con sequenza base di tipo 2382, identificata per la prima volta al mondo e strettamente imparentata con il tipo 616. Un caso è stato caratterizzato come sierogruppo 2-14, sequenza base tipo 1327 e 2 come sierogruppo 13, sequenza base tipo 1327.
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ECDC 03/11/2017
Legionellosi
Spagna
ISOLA DI MAJORCA, area di Palmanova: è in corso un focolaio di legionellosi che al 2 novembre ha causato 24 casi associati a viaggi (TALD,) con data di esordio dei sintomi comprese tra l'11 settembre e il 17 ottobre 2017. Questi casi, 14 uomini e 10 donne, hanno un 'età compresa tra 46 e 87 anni e si trovavano a Palmanova da 2 a 10 giorni prima di ammalarsi.
Un caso non associato ai viaggi è stato individuato in un membro del personale presso un hotel non precedentemente associato a questo cluster.
I 24 casi avevano soggiornato in 9 strutture alberghiere in Palmanova, una delle quali è associata con 10 casi e altre due con 3 casi ciascuna. Due hotel sono associati con 2 casi ciascuno e 4 casi avevano soggiornato in hotel non associati ad altri casi. La maggior parte dei TALD è stata riportata dal Regno Unito (19 casi), ma alcuni anche dalla Francia (2), Repubblica Ceca (1), Danimarca (1) e Svezia (1).
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ECDC 10/11/2017
Legionellosi
Spagna
ISOLA DI MAJORCA, area di Palmanova: è in corso un focolaio di legionellosi che al 9 novembre ha causato 25 casi associati a viaggi (TALD), con date di esordio dei sintomi comprese tra l'11 settembre e il 17 ottobre 2017. Questi casi, 14 uomini e 11 donne, hanno un 'età compresa tra 46 e 87 anni e si trovavano a Palmanova da 2 a 10 giorni prima di ammalarsi.
Un caso non associato ai viaggi è stato individuato in un membro del personale presso un hotel non precedentemente associato a questo cluster.
I 25 casi avevano soggiornato in 9 strutture alberghiere in Palmanova, una delle quali è associata con 10 casi e altre due con 3 e 4 casi rispettivamente. Due hotel sono associati con 2 casi ciascuno e 4 casi avevano soggiornato in hotel non associati ad altri casi. La maggior parte dei TALD è stata riportata dal Regno Unito (20 casi), ma alcuni anche da Francia (2), Repubblica Ceca (1), Danimarca (1) e Svezia (1).
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ProMED 14/11/2017
Legionellosi
Portogallo
CITTA' DI LISBONA: è in corso un outbreak di legionellosi presso l'ospedale Francisco Xavier che al 12 novembre ha causato 46 casi tra i degenti e i membri del personale, inclusi 4 decessi.
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ProMED 16/11/2017
Legionellosi
Nuova Zelanda
REGIONE DI CANTERBURY, città di Christchurch: sono stati segnalati 10 ricoveri per legionellosi, inclusi 2 casi in gravi condizioni. Si sospetta che l'infezione sia stata contratta durante lavori di rinvaso dal terriccio per le piante. Infatti in Australia e Nuova Zelanda il 30.4% dei casi non nosocolmiali di legionellosi è causato da Legionella longbeachae che cresce all'interno di amebe a vita libera contenute spesso nel terriccio da giardinaggio.
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ECDC 17/11/2017
Legionellosi
Spagna
ISOLA DI MAJORCA, area di Palmanova: è in corso un focolaio di legionellosi che al 16 novembre ha causato 26 casi associati a viaggi (TALD), con date di esordio dei sintomi comprese tra l'11 settembre e il 17 ottobre 2017. Questi casi, 14 uomini e 12 donne, hanno un 'età compresa tra 46 e 87 anni e si trovavano a Palmanova da 2 a 10 giorni prima di ammalarsi.
Un caso non associato ai viaggi è stato individuato in un membro del personale presso un hotel non precedentemente associato a questo cluster.
I 25 casi avevano soggiornato in 10 strutture alberghiere in Palmanova, una delle quali è associata con 10 casi e altre due con 3 e 4 casi rispettivamente. Due hotel sono associati con 2 casi ciascuno e 5 casi avevano soggiornato in hotel non associati ad altri casi. La maggior parte dei TALD è stata riportata dal Regno Unito (20 casi), ma alcuni anche da Francia (2), Repubblica Ceca (1), Danimarca (2) e Svezia (1).
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ProMED 17/11/2017
Legionellosi
USA
STATO DI NEW YORK, città di New York: sono stati segnalati 2 focolai di legionellosi, uno nel quartiere di Flushing, con 15 casi confermati e uno tra gli ospiti di una casa di riposo nel quartiere di Riversdale (Bronx,) con 5 casi confermati.
NEVADA, città di Las Vegas: a partire da marzo 2017 sono stati identificati 7 casi confermati e 29 casi sospetti di polmonite da Legionella pneumofila, oltre a 56 casi sospetti di febbre di Pontiac causata dal medesimo batterio. Tutti i casi sono correlati a un soggiorno presso il Rio All-Suite Hotel and Casino.
CALIFORNIA, contea di Orange: è stato segnalato un outbreak di legionellosi correlato alla città di Anaheim e in particolare al parco tematico di Disneyland presente in questa sede. Nel mese di ottobre sono stati riportati 12 casi, incluso un decesso. Nove di essi avevano visitato il parco Disneyland e gli altri 3 avevano comunque soggiornato ad Anaheim. La direzione del parco ha disposto la chiusura di 2 torri di raffreddamento.
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ProMED 30/11/2017
Legionellosi
USA
ILLINOIS, città di Quincy: dal mese di ottobre 2017 sono stati segnalati 3 casi di legionellosi, di cui uno fatale, tra gli ospiti della locale Casa dei Veterani.
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ProMED 18/11/2017
Leishmaniosi cutanea
Tunisia
GOVERNATORATO DI TATAOUINE: dall'1 gennaio alla metà di novembre 2017 sono stati riportati 150 casi di leishmaniosi cutanea, provenienti soprattutto dalle delegazioni di Dhehiba, Remada e Ghomrassen. A livello nazionale in Tunisia si registrano circa 3.000 casi l'anno di questa parassitosi.
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ProMED 11/11/2017 India
STATO DI MAHARASHTRA, città di Pune: sono stati segnalati 2 nuovi casi di leptospirosi che portano a 20 il totale per l'anno 2017. Le aree più colpite sono quelle di Bhavani Peth e Yerawada.
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ProMED 11/11/2017 Trinidad & Tobago
Sono stati segnalati 13 casi di leptospirosi, inclusi 2 decessi nell'isola di Trindad colpita da recenti inondazioni.
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ProMED 20/11/2017 Perù
REGIONE DI TUMBES: dall'1 gennaio al 14 novembre 2017 sono stati riportati 659 casi di leptospirosi, di cui 11 tra gli operatori sanitari del distretto di Corrales.
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ECDC 03/11/2017 Capo Verde
Al 29 ottobre 2017 i casi riportati di malaria da P.falciparum sono arrivati a 398. L'epicentro del focolaio è nella città di Praia, sull'isola di Santiago.
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ProMED 04/11/2017 Italia
REGIONE VENETO, città di Trento: i risultati delle analisi genetiche eseguite sui plasmodi del caso autoctono di malaria deceduto il 4 settembre 2017 presso gli Spedali Riuniti di Brescia (Lombardia), hanno dimostrato che la vittima, una bambina di 4 anni senza storia di viaggi all'estero, è stata infettata durante un precedente ricovero presso l'ospedale di Trento. Infatti la sequenza del parassita prelevato dalla bambina è risultata identica a quella dei plasmodi che infettavano altre 2 pazienti provenienti dal Burkina Faso e ricoverate gli stessi giorni nel medesimo reparto di quell'ospedale. Le evidenze attualmente disponibili sembrano escludere che la trasmissione sia avvenuta per mezzo di una zanzara locale o di una accidentalmente importata all'interno di un bagaglio. L'ipotesi al momento più probabile è quella di una cross contaminazione dovuta ad una pratica sanitaria non eseguita in modo corretto.
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ProMED 08/11/2017 India
CITTA' DI DELHI: nel 2017 i casi segnalati di malaria hanno continuato ad aumentare rispetto agli anni precedenti. Dall'1 gennaio al 4 novembre 2017 sono stati riportati 552 casi rispetto ai 423 registrati per lo stesso periodo del 2016, ai 305 del 2015, ai 193 del 2014 e ai 456 del 2013.
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ECDC 17/11/2017 Capo Verde
Dal mese di luglio al 12 novembre 2017 riportati 405 casi autoctoni di malaria da P.falciparum. L'epicentro del focolaio è nella città di Praia, sull'isola di Santiago.
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ProMED 26/11/2017 Venezuela
I casi di malaria sono in aumento. Nel 2016 sono stati registrati 240.613 casi, con un aumento del 76% rispetto al 2015. La maggior parte dei casi proviene dallo stato di Bolivar, il principale centro delle miniere d'oro improvvisate che costituiscono ottimi siti di sviluppo per le larve delle zanzare.
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ProMED 18/11/2017 Situazione Mondiale
Uno studio pubblicato di recente ha analizzato proteine, lipidi e metaboliti nel plasma dei casi di infezione da virus Ebola durante l'epidemia del 2015 in Sierra Leone e i trascritti nelle cellule del sistema immunitario, per individuare potenziali marcatori correlati alla risposta dell'ospite e al suo ruolo nella patogenesi della malattia.
I risultati indicano che a livello molecolare il profilo determinato da EVD è sovrapponibile con quello della sepsi, che l'attivazione degli enzimi pancreatici può contribuire al danno tessutale nei casi fatali e che l'infezione induce profonde anomalie nei neutrofili, che possono spiegare alcune caratteristiche delle infezioni fatali.
Riferimento: Eisfeld, Amie J. et al. Multi-platform ’Omics Analysis of Human Ebola Virus Disease Pathogenesis. Cell Host & Microbe , Volume 0 , Issue 0 ,
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ProMED 11/11/2017
Malattia di Lyme
USA
OHIO: nel 2017 si è osservato un aumento dei casi di malattia di Lyme, con 241 casi riportati in 60 contee rispetto ai 160 casi del 2016. L'aumento dei casi umani sembra coincidere con un'espansione della popolazione delle zecche vettore (Ixodes scapularis).
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ProMED 10/11/2017
Malattia mani, piedi, bocca
Cile
REGIONE DI LOS LAGOS: segnalati 98 casi pediatrici di malattia mani, piedi, bocca. I comuni più colpiti sono quelli di Puerto Montt (33 casi), Calbuco (26) e Hualaihue (19).
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ProMED 10/11/2017
Malattia mani, piedi, bocca
Hong Kong S.A.R.
E' in corso un focolaio di malattia mani, piedi, bocca che ha colpito 19 bambini in una scuola elementare di Sheung Shui.
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ProMED 12/11/2017
Malattia trasmessa dagli alimenti
USA
MARYLAND, contea di Worcester, città di Ocean City: il Dipartimento della Salute del Maryland sta investigando un vasto outbreak di gastroenterite che ha colpito 145 partecipanti ad una sagra delle Ostriche, tenutasi presso il Fager's Island Restaurant il 4 novembre 2017. I casi provengono da diversi stati e per il momento non sono stati individuati nè l'agente eziologico, nè la fonte dell'infezione.
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ProMED 14/11/2017
Malattie da zecche
USA
MAINE: negli ultimi anni è stato osservato un aumento dei casi babesiosi passati da 52 nel 2012 a 433 nel 2017, con 113 ricoveri. Anche i casi di babesiosi, altra infezione trasmessa dalle zecche, sono in aumento, con 93 casi segnalati da gennaio a settembre. I casi di malattia di Lyme sono stati in media circa 1.000 per anno a partire dal 2011.
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ProMED 19/11/2017
Malattie da zecche
Mongolia
Uno studio pubblicato di recente ha analizzato la sieroprevalenza di anticorpi anti Anaplasma spp. e Rickettsia spp. nella popolazione dei pastori nomadi della Mongolia e nel loro bestiame. L'esposizione ad Anaplasma spp. è stata individuata nel 37.3% degli uomini (136 su 365) e nel 47.3 dei capi di bestiame (1.120 su 2.370). L'esposizione alle Rickettsie del gruppo della febbre maculosa invece è stata individuata nel 19.5% degli umani (73 su 374) e nel 20.4% del bestiame (478 su 2.342).
L'elevata sieroprevalenza risultata da questo studio suggerisce che l'esposizione ai 2 tipi di patogeni trasmessi dalle zecche deve essere frequente tra i pastori e il bestiame della Mongolia, specialmente nelle regioni più settentrionali.
Riferimento: von Fricken ME et al, Estimated seroprevalence of _Anaplasma_ spp. and spotted fever group _Rickettsia_ exposure among herders and livestock in Mongolia, Acta Tropica 2017; 177 (Epub Oct 17 2017): 179-185.
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ProMED 04/11/2017 Italia
REGIONE LOMBARDIA: è stato segnalato un caso fatale di meningite meningococcica in una bambina di 6 anni residente in provincia di Milano, ma deceduta all'ospedale di Bergamo mentre era in vacanza presso i nonni. Sono in corso le analisi per determinare il sierogruppo dell'isolato.
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ProMED 17/11/2017 USA
Segnalato un caso di meningite da meningococco sierogruppo B tra gli studenti della Oregon State University e 2 casi del medesimo sierogruppo tra gli studenti della University of Massachusetts.
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ProMED 30/11/2017 USA
OREGON: i casi di meningite da meningococco sierogruppo B tra gli studenti della Oregon State University sono arrivati a 5. MASSACHUSETTS: la University of Massachusetts ha indetto una campagna di vaccinazione di massa contro il meningococco sierogruppo B tra gli studenti del college di Amherst, dove si sono già verificati 2 casi confermati.
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ECDC 03/11/2017 Situazione Mondiale
Da aprile 2012 al 31 ottobre 2017, a livello mondiale, le autorità sanitarie hanno riportato in tutto 2.120 casi di infezione da MERS CoV, inclusi 792 decessi.
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WHO 07/11/2017 Arabia Saudita
Fra il 27 settembre e il 31 ottobre 2017, il Punto di Contatto Nazionale del RSI del Regno dell’Arabia Saudita ha segnalato 12 ulteriori casi di infezione da Sindrome Respiratoria Medio-Orientale da Coronavirus (MERS-CoV) inclusi due decessi. È stato inoltre notificato all’OMS un decesso fra i casi segnalati precedentemente. I 12 casi di infezione da MERS-CoV segnalati in questo periodo di tempo provengono da sei regioni del paese. Fra i 12 casi, 9 hanno informato di aver avuto contatti con dromedari e 9 hanno segnalato un link epidemiologico con altri casi noti. Sono in corso le indagini sulle fonti d’infezione per ogni caso, incluso il contatto diretto o indiretto con dromedari.
Globalmente, sono stati notificati all’OMS 2102 casi confermati dal laboratorio di infezione da MERS-CoV inclusi almeno 733 decessi correlati.
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ProMED 21/11/2017 Situazione Mondiale
Uno studio pubblicato di recente ha dimostrato che il tratto gastrointestinale può fungere da via alternativa di acquisizione di MersCoV risultando in una patologia polmonare simile a quella acquisita per inalazione. Gli autori hanno infatti dimostrato i seguenti punti:
- il virus è in grado di infettare colture cellulari primarie derivate da epitelio intestinale umano ed espianti di intestino tenue umano (espressione di antigeni virali ed effetto citopatico)
- nei campioni fecali di pazienti infetti si rileva la presenza di RNA subgenomico per la proteina strutturale N, indice di attiva replicazione virale nel tratto gastrointestinale
- il virus si replica attivamente ed infetta nuove cellule in un organoide derivato da cellule staminali dell'intestino umano
- il virus è in grado di sopravvivere ai fluidi gastrici e con più difficoltà ai fluidi intestinali in una situazione di dopo-pasto - il virus si replica e viene rilasciato in cellule polarizzate di epitelio intestinale umano (Caco-2)
- il virus inoculato in topi da esperimento per via intragastrica infetta le cellule dell'intestino tenue e in misura minore quelle del colon, compresi i macrofagi, producendo effetti citopatici e un infiltrato infiammatorio - il virus infetta gli pneumociti e il cervello dei topi inoculati per via intragastrica producendo un infiltrato infiammatorio e particelle virali infettanti che possono essere isolate.
Globalmente questi risultati suggeriscono che MERS CoV può essere trasmesso per via oro-fecale, producendo, tramite una fase di viremia, un'infezione polmonare secondaria alla replicazione nel tratto intestinale.
Riferimento: Zhou J, Li C, Zhao G, et al. Human intestinal tract serves as an alternative infection route for Middle East respiratory syndrome coronavirus. Science Advances 15 Nov 2017; 3(11).
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ECDC 10/11/2017
Morbillo
Africa
LIBERIA: dall'1 gennaio al 22 ottobre 2017, il paese ha riportato 1.203 casi sospetti, di cui 175 confermati.
NIGERIA: dall'1 gennaio al 13 ottobre 2017, sono stati riportati 18.960 casi sospetti, inclusi 109 decessi.
ETIOPIA: al 3 ottobre 2017 ha riportato 3.151 casi.
SOMALIA: dall'1 gennaio al 3 novembre 2017 si sono registrati più di 18.000 casi sospetti, quattro volte superiori al numero dei casi riportati nel 2016 .
UGANDA: al 18 settembre 2017 ha riportato 552 casi nei distretti di Kampala (309) e Wakiso (243).
SUDAFRICA: dall'1 gennaio al 20 ottobre 2017 il paese ha registrato 185 casi di morbillo, provenienti soprattutto dalle province di Gauteng (92), KwaZulu-Natal (45) e Western Cape (31).
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ProMED 10/11/2017
Morbillo
Africa
NIGERIA: segnalati casi di morbillo negli stati di Gombe (864 casi sospetti e 15 decessi da gennaio ad ottobre), Yobe (23.893 casi da gennaio a giugno secondo Unicef) e Zamfara (32 casi e 2 decessi da gennaio a novembre).
SUD-SUDAN, contea di Payinjiar: segnalati più di 100 casi e 10 decessi.
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ECDC 10/11/2017
Morbillo
America
STATI UNITI: dall'1 gennaio al 7 ottobre 2017, sono stati segnalati 120 casi da 15 stati (California, Florida, Kansas, Maine, Maryland, Michigan, Minnesota, Nebraska, New Jersey, New York, Ohio, Pennsylvania, Texas, Utah e Washington) e dal distretto di Columbia. Nel 2016 sono stati riportati 86 casi da 16 stati.
VENEZUELA: all'8 ottobre 2017 segnalati 217 casi confermati e altri 292 in corso di investigazione nello stato di Bolivar, senza alcun decesso.
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ECDC 10/11/2017
Morbillo
Asia
PAKISTAN: secondo i mass media nel mese di ottobbre si sono registrati 40 ricoveri e 11 decessi di bambini per morbillo nel distretto di Nushki, provincia del Belucistan.
SIRIA: alla fine di settembre 2017 il paese ha riportato 449 casi confermati, la maggior parte dei quali segnalati nel mese di aprile (92 casi). Tra il 3 e il 23 settembre sono stati segnalati 80 casi, provenienti soprattutto da Deir-ez-Zor (15), Damasco (7) e Aleppo (9).
THAILANDIA: dall'1 gennaio al 25 ottobre 2017, segnalati 2.550 casi da 73 province, senza alcun decesso.
VIETNAM: dall'1 gennaio alla fine di ottobre 2017 sono stati segnalati 229 casi, incluso un decesso. Di questi casi, 45 sono stati riportati dalla città di Hanoi e 99 dalle regioni del nord.
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ECDC 10/11/2017
Morbillo
Europa
AUSTRIA: dall'1 gennaio al 25 ottobre 2017 sono stati riportati 85 casi di morbillo.
GERMANIA: dall'1 gennaio al 25 ottobre 2017, il paese ha registrato 898 casi di morbillo, incluso un decesso, rispetto ai 273 riportati nello stesso periodo dello scorso anno.
GRECIA: dal mese di maggio all'1 ottobre 2017 sono stati riportati 368 casi di morbillo con un'incidenza più elevata nel sud del paese. La maggior parte dei casi è rappresentata da bambini tra 1 e 9 anni di età, seguiti da adulti tra i 25 e i 44 anni non vaccinati o vaccinati in modo incompleto.
IRLANDA: dall'1 gennaio al 28 ottobre 2017 ha riportato 16 casi, rispetto ai 43 segnalati per lo stesso periodo del 2016.
ITALIA: dall'1 gennaio al 31 ottobre 2017, sono stati riportati 4.775 casi di morbillo, inclusi 4 decessi e 312 casi in operatori sanitari. L'età media è 27 anni, l'88% non è stato vaccinato e il 6% ha ricevuto una sola dose di vaccino. Nel 2016 erano stati riportati 862 casi.
ROMANIA: tra l'1 gennaio 2016 e il 3 novembre 2017, sono stati riportati 9.728 casi, inclusi 35 decessi. Di questi casi, 1.969 sono stati segnalati nel 2016 e 7.759 nel 2017.
SPAGNA: dall'1 gennaio al 27 ottobre 2017 ha segnalato 159 casi, rispetto ai 38 riportati nel corso dell'intero anno 2016.
REGNO UNITO, Inghilterra: segnalato dai mass media un outbreak di 30 casi nella contea del Gloucestershire.
SVIZZERA: dall'1 gennaio al 31 ottobre 2017 ha segnalato 102 casi, rispetto ai 47 riportati per lo stesso periodo del 2016.
REPUBBLICA DI MACEDONIA: al 27 ottobre 2107 il paese ha riportato 19 casi di morbillo nella città di Skopje. Nessun caso di morbillo era stato segnalato nel 2016.
KOSOVO:secondo i mass media che citano il Ministero della Salute, dall'1 gennaio al 12 ottobre 2017 sono stati riportati 94 casi di morbillo.
SERBIA: all'8 novembre 2017 riportati 65 casi di cui il 92% sono non vaccinati, vaccinati in modo incompleto o con stato vaccinale ignoto.
UCRAINA: dall'1 gennaio al 29 settembre 2017 sono stati riportati 1.627 casi di morbillo. La maggior parte dei casi è stata segnalata nelle regioni di Ivano-Frankivsk (747), Odessa (589, inclusi 2 decessi) e Termopili (70 casi). Inoltre, secondo i mezzi di informazione, al 9 ottobre sono stati segnalati 38 casi nell'oblast di Chernivtsi, di cui 24 nel distretto di Putyla.
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ECDC 10/11/2017
Morbillo
Oceania
AUSTRALIA: dall'1 gennaio alla fine di ottobre 2017 sono stati segnalati 79 casi di morbillo a livello nazionale.
PAPUA NUOVA GUINEA: al 31 ottobre 2017 il paese ha registrato 57 casi di morbillo inclusi 8 casi confermati e 2 decessi.
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ProMED 13/11/2017
Morbillo
Asia
PAKISTAN, provincia di Sindh, distretto di Shikarpur, Teshil di Khanpur: nonostante la campagna vaccinale in corso, numerosi casi di morbillo sono stati riportati in diverse località dell'area di Katcha.
TAJIKISTAN: da aprile 2107 è in corso un'epidemia di morbillo che finora ha causato 345 casi, 246 ricoveri e 2 decessi nell'area della capitale Dushambe.
BANGLADESH, divisione di Chittagong, città di Cox's Bazar: al 4 novembre segnalati 412 casi sospetti di morbillo incluso un decesso, di cui 352 dall'upazila di Ukhia e 46 da quella di Teknaf. I casi sono soprattutto tra ospiti dei campi profughi al confine con il Myanmar e l'85% sono bambini di età inferiore ai 5 anni.
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ProMED 29/11/2017
Morbillo
Nigeria
STATO DI BAUCHI: tra gennaio ed ottobre 2017 sono stati riportati 507 casi sospetti di morbillo, inclusi 56 casi confermati, in 20 aree governative locali (LGA).
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ProMED 10/11/2017
Parotite
Bolivia
Nel 2017 il paese ha osservato un insolito aumento dei casi di parotite con 2.044 casi segnalati soprattutto dai dipartimenti di La Paz, (1698) Santa Cruz (221) e Cochabamba.
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ProMED 10/11/2017
Parotite
Nuova Zelanda
ISOLA DEL NORD, città di Auckland: è in corso un outbreak di parotite che dall'1 gennaio ha causato 740 casi.
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ProMED 15/11/2017
Parotite
USA
Secondo CDC dall'1 gennaio al 7 ottobre 2017 a livello nazionale gli Stati Uniti hanno registrato 4.667 casi di parotite.
STATO DI NEW YORK, contea di Onondaga, citta di Syracuse: da agosto al 9 novembre 2017 sono stati riportati 77 casi probabili e 39 casi confermati di parotite tra gli studenti del campus della Syracuse University.
DISTRETTO DI COLUMBIA: segnalati 5 casi probabili e 2 casi confermati di parotite tra gli studenti della American University; 4 casi confermati e 3 sospetti tra gli studenti della Catholic University of America e 2 casi confermati alla Georgetown University .
STATO DI WASHINGTON: dall'1 gennaio 2017 segnalati 888 casi, di cui 45 nella contea di Grant. HAWAII: dall'1 gennaio al 9 novembre 2017 sono stati confermati 557 casi di parotite così distribuiti sulle diverse isole: Honolulu 450, Hawaii 61, Kauai 44 e Maui 2.
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ProMED 25/11/2017
Parotite
Canada
PROVINCIA DI MANITOBA: nel 2017 si è verificato un focolaio di parotite con 98 casi segnalati nel mese di giugno, 94 a luglio e 97 ad agosto. L'incidenza ha cominciato a declinare a partire da settembre, quando si sono registrati 62 casi. In totale, dall'inizio dell'anno i casi riportati sono stati più di 1.000, rispetto ad un numero di casi annui che normalmente va da 0 a 5.
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WHO 02/11/2017 Madagascar
Da agosto 2017, in Madagascar è in atto una vasta epidemia di peste che colpisce le principali città e altre aree non endemiche. Dal 1 agosto al 30 ottobre 2017, il Ministero della Salute del Madagascar ha notificato all’OMS 1.801 casi in totale, confermati, probabili e sospetti, di peste, inclusi 127 decessi. Di questi, 1.111 (62%) sono stati classificati clinicamente come peste polmonare, inclusi 257 (23%) casi confermati, 374 (34%) probabili e 480 (43%) sospetti. Oltre ai casi polmonari, sono stati segnalati 261 (15%) casi di peste bubbonica, un caso di peste setticemica e 428 casi (24%) in cui non è stato ancora specificato il tipo (Figura 1). Al 30 ottobre, 51 dei 114 distretti del Madagascar sono stati colpiti dalla peste (Figure 2 e 3). Dall’inizio dell’epidemia, 71 operatori sanitari hanno sviluppato una sintomatologia compatibile con la peste, tuttavia nessuno di loro è deceduto.
La conferma di laboratorio dei casi di peste viene effettuata dall’Istituto Pasteur del Madagascar. Ventitré isolati di Yersinia pestis sono stati messi in coltura e tutti sono sensibili agli antibiotici raccomandati dal Programma Nazionale di Controllo della Peste. Dalla seconda settimana di ottobre 2017, si è avuto un declino nel numero di nuovi casi. Si assiste anche ad una diminuzione dei pazienti ospedalizzati per sospetta peste. A motivo del rafforzamento della sorveglianza e delle indagini in corso, il numero di casi continua ad aumentare, tuttavia, alcuni dei casi non si sono infettati recentemente.
In Madagascar, il numero dei casi di peste è maggiore nel periodo compreso fra settembre ed aprile. È pertanto importante che le misure di controllo continuino fino alla fine di aprile 2018. L’ottantatré per cento di 6.492 individui identificati come contatti di una persona sospetta di avere la peste ha completato il monitoraggio del follow-up, che include un follow-up di sette giorni ed un trattamento profilattico con antibiotici. Il 30 ottobre 2017, il 95% dei 972 contatti attualmente in follow-up è stato raggiunto dalle equipe di campo e sono stati forniti antibiotici come misura precauzionale.
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ECDC 03/11/2017 Madagascar
Al 30 ottobre 2017 WHO ha riportato 1.801 casi di peste, inclusi 127 decessi, con un tasso di mortalità del 7.1%. I casi di peste polmonare sono 1.111, quelli di peste bubbonica 261, quelli non determinati 428 e uno solo è di forma setticemica. Tra i 1.111 casi di forma polmonare, 257 sono confermati, 374 sono probabili e 480 sospetti.
Almeno 71 operatori sanitari hanno contratto l'infezione. Il distretto più colpito è quello di Antananarivo Renivohitra, dove è situata la capitale. L'epidemia di peste polmonare ha colpito i maggiori centri urbani, incluse la capitale Antananarivo con 3 milioni di abitanti e la città portuale di Toamasina con circa 275.000 abitanti. Inoltre casi sporadici di peste polmonare senza apparente legame epidemiologico con il cluster iniziale sono stati segnalati in diverse regioni del paese. In totale sono stati colpiti dalla peste polmonare 51 dei 114 distretti in 16 delle 22 regioni.
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ECDC 10/11/2017 Madagascar
Al 3 novembre 2017 sono stati riportati 1.947 casi di peste confermati, probabili o sospetti, inclusi 143 decessi, con un tasso di mortalità del 7%. I casi di peste polmonare sono 1.437 (74%), quelli di peste bubbonica 295 (15%), quelli non determinati 211 e uno solo è una forma setticemica. Tra i 1.437 casi di forma polmonare, 364 sono confermati, 555 probabili e 518 sospetti.
Almeno 71 operatori sanitari hanno contratto l'infezione. In totale sono state colpite dalla peste polmonare 16 delle 22 regioni. La regione più colpita è Analamanga, dove è situata la capitale Antananarivo, con 1.405 casi.
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WHO 15/11/2017 Madagascar
Dal 1° agosto 2017, in Madagascar si sta osservando una grave epidemia di peste. Al 10 novembre 2017 il Ministero della Salute del Madagascar ha notificato all’OMS 2.119 casi di peste in totale, confermati, probabili e sospetti, inclusi 171 decessi (tasso di mortalità 8%).
Dal 1 agosto al 10 novembre 2017, 1.618 (76%) casi e 72 decessi sono stati classificati clinicamente come peste polmonare, inclusi 365 (23%) casi confermati, 573 (35%) probabili e 680 (42%) sospetti. Oltre ai casi polmonari, sono stati segnalati 324 (15%) casi di peste bubbonica, un caso di peste setticemica e 176 casi (8%) in cui non è stato specificato il tipo. Ottantadue operatori sanitari hanno sviluppato una sintomatologia compatibile con la peste, tuttavia nessuno di loro è deceduto.
Dal 1 agosto al 10 novembre, 16 (su 22) regioni del Madagascar hanno notificato casi. La Regione Analamanga è stata la più colpita, segnalando il 72% di tutti i casi.
Al 10 novembre 2017, sono stati raggiunti 218 dei 243 (90%) contatti in follow-up ed è stato fornito loro il trattamento antibiotico profilattico. Dall’inizio dell’epidemia, sono stati identificati 7.122 contatti in totale, 6.729 (95%) dei quali hanno completato il follow-up di 7 giorni ed un trattamento antibiotico profilattico completo. Solo 9 contatti hanno sviluppato sintomi e sono diventati casi sospetti. La conferma di laboratorio dei casi di peste viene effettuata dall’Istituto Pasteur del Madagascar, Centro di Collaborazione Nazionale dell’OMS per la peste in Madagascar. Venticinque isolati di Yersinia pestis sono stati messi in coltura e tutti sono sensibili agli antibiotici raccomandati dal Programma Nazionale di Controllo della Peste.
Il numero di nuovi casi e casi ospedalizzati con diagnosi di peste sta diminuendo in Madagascar. L’ultimo caso confermato di peste bubbonica è stato notificato il 24 ottobre, mentre l’ultimo caso confermato di peste polmonare è stato segnalato il 28 ottobre.
Poiché la peste è endemica in alcune aree del Madagascar, l’OMS si attende che vengano segnalati ulteriori casi fino al termine della tipica stagione della peste in aprile 2018. È pertanto importante che le misure di controllo continuino ad essere implementate fino al termine della stagione della peste.
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ECDC 17/11/2017 Madagascar
Al 10 novembre 2017 sono stati riportati 2.119 casi di peste confermati, probabili o sospetti, inclusi 171 decessi, con un tasso di mortalità dell'8%. I casi classificati come peste polmonare sono 1.618 (76%), come peste bubbonica 324 (15%), come peste setticemica un caso, mentre 176 rimangono non classificati.
Almeno 82 operatori sanitari hanno contratto l'infezione. In totale sono state colpite dalla peste polmonare 16 delle 22 regioni. La regione più colpita è Analamanga, dove è situata la capitale Antananarivo, con il 72% dei casi totali.
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WHO 27/11/2017 Madagascar
Dal 1 agosto fino al 22 novembre 2017, sono stati riportati dal Ministero della Salute del Madagascar 2.348 casi confermati, probabili e sospetti, inclusi 202 decessi (tasso di letalità 8.6 %). Vi sono stati 1.791 casi di peste polmonare, di cui 22% confermati, 34% probabili e 44% sospetti. Inoltre sono stati segnalati 341 casi di peste bubbonica, un caso di peste setticemica e 215 casi non specificati.
In totale, 81 operatori sanitari hanno manifestato malattia compatibile con peste, nessuno di essi è deceduto. Dall'inizio dell'epidemia casi di peste polmonare e bubbonica sono stati determinati in 55 dei 114 distretti (48%), incluse le aree non-endemiche e le maggiori città. La regione di Analamanga Region è stata la più colpita, con il 68% dei casi cumulativi riportati.
Tutti i contatti identificati (7.289) durante questa epidemia hanno completato il trattamento profilattico con antibiotici. Undici contatti hanno sviluppato una sintomatologia compatibile con la peste e sono stati classificati come casi sospetti. Tutti i contatti hanno completato il follow-up.
L’Istituto Pasteur del Madagascar ha messo in coltura 33 isolati di Yersinia pestis, che sono risultati tutti sensibili agli antibiotici raccomandati dal programma nazionale per il controllo della peste. La peste è endemica in alcune aree del Madagascar e si possono verificare ulteriori casi di peste, almeno fino al termine della stagione della peste ad aprile 2018. È pertanto importante che le misure di controllo continuino ad essere implementate fino al termine della stagione della peste.
Valutazione del rischio dell’OMS
Nessun nuovo caso confermato di peste bubbonica è stato notificato dopo l’8 novembre 2017 e nessun nuovo caso confermato di peste polmonare è stato notificato dal 14 novembre 2017. Tutti i contatti hanno terminato il follow up il 19 novembre 2017. Tuttavia, la peste in Madagascar è stagionale e l’OMS si attende ulteriori segnalazioni di casi. È pertanto importante per il Ministero della salute, l’OMS e altri partner mantenere le attività di prevenzione e risposta fino ad aprile 2018. Una strategia a più lungo termine sarà necessaria per la prevenzione della peste, la preparazione e le attività di risposta.
In base alle informazioni disponibili e alle misure di risposta implementate sinora, l’OMS considera che il rischio di peste a livello nazionale sia moderato. Il rischio a livello regionale e globale è basso.
Raccomandazioni dell’OMS sui viaggi
Sinora, non sono stati segnalati casi collegati ai viaggi internazionali. L’OMS raccomanda di evitare qualsiasi restrizione a viaggi o commerci col Madagascar, in base alle informazioni disponibili. L’OMS raccomanda che le misure sui viaggi adottate dai paesi confinanti in relazione a questa epidemia vengano tolte, dato il contenimento dell’epidemia di peste polmonare.
I viaggiatori internazionali che arrivano in Madagascar dovrebbero essere informati che la peste è endemica in Madagascar e sulla recente epidemia di peste. I viaggiatori dovrebbero proteggersi contro le punture delle pulci, evitare il contatto con animali morti, tessuti o materiali infetti ed evitare il contatto stretto con pazienti affetti da peste polmonare. In caso di insorgenza improvvisa di febbre, brividi, linfonodi doloranti e infiammati, o difficoltà respiratorie con tosse e/o espettorato sanguinolento, i viaggiatori dovrebbero immediatamente contattare un medico. I viaggiatori dovrebbero evitare l’automedicazione, anche a scopo profilattico. Il trattamento profilattico è raccomandato solamente per persone che sono state in stretto contatto con i casi, o con altre forme di esposizione ad alto rischio (quali punture di pulci o contatto diretto con i fluidi corporei o i tessuti di animali infetti). Al ritorno da un viaggio in Madagascar, i viaggiatori dovrebbero prestare attenzione alla comparsa dei sintomi sopra menzionati. In caso di insorgenza dei sintomi, i viaggiatori dovrebbero richiedere assistenza medica e informare il medico del loro viaggio in Madagascar.
A seguito della visita del Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) il 3 novembre, l’agenzia delle Nazioni Unite esprime fiducia nel turismo in Madagascar e ripete le raccomandazioni dell’OMS contro ogni restrizione a viaggi o commerci col Madagascar.
 UNWTO expresses confidence on tourism in Madagascar
Le informazioni sulla situazione della peste in Madagascar vengono pubblicate settimanalmente e sono disponibili al link seguente:
 Plague outbreak situation reports
Per ulteriori informazioni consultare:
http://www.who.int/csr/disease/plague/en/
http://www.who.int/csr/don/27-november-2017-plague-madagascar/en/
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Raccomandazione
Global Polio Eradication 01/11/2017 Situazione Mondiale
ANNO 2017 -
Totale casi WPV: 13 - Afghanistan 8 - Pakistan 5 -
Totale casi cVDPV: 63 - Repubblica Democratica del Congo 10 - Siria 53 -
LISTA DEI PAESI AGGIORNATA ALL'1 NOVEMBRE 2017
AFGANISTAN: la scorsa settimana è stato riportato un nuovo caso di poliomielite da WPV1 nel distretto di Shahwalikot, in provincia di Kandahar. Il caso, una bambina di 8 mesi residente in un'area difficilmente accessibile e quindi non vaccinata, ha avuto l'esordio della paralisi il 2 ottobre, sale così a 8 il numero totale dei casi per il 2017. Inoltre, la scorsa settimana sono stati riportati 3 nuovi campioni ambientali positivi per WPV-1, uno prelevato il 26 settembre nel distretto di Kandahar, provincia di Kandahar e due prelevati il 5 ottobre nel distretto di Lashkargar, provincia di Hilmand.
PAKISTAN: la scorsa settimana non è stato riportato alcun nuovo caso di WPV1 e il numero totale dei casi per il 2017 resta pari a 5. Sono stati invece riportati 2 nuovi campioni ambientali positivi per WPV-1, uno prelevato il 10 ottobre nel distretto di Peshawar, provincia di Khyber Pakhtunkhwa e l'altro prelevato il 12 ottobre nel distretto di Karachi Gadap, provincia di Sindh.
NIGERIA: nessun nuovo caso di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) è stato riportato durante la scorsa settimana. Il caso più recente ha avuto esordio della paralisi il 21 agosto 2016, nell'area governativa locale (LGA) di Monguno, stato del Borno, un distretto già precedentemente colpito. La Nigeria continua a mettere in atto le misure di emergenza, in seguito all'individuazione di ceppi di WPV1 e cVDPV2 circolanti nel paese.
SUB-REGIONE DEL LAGO CHAD: la recente identificazione di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) nello stato di Borno, in Nigeria, determina un rischio di diffusione per la confinante sub-regione del Lago Chad.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: la scorsa settimana è stato riportato un nuovo caso di cVDPV2, con esordio della paralisi il 14 settembre nel distretto di Ankoro, provincia di Tanganika. Pertanto il numero totale dei casi per il 2017 sale a 10 in 2 focolai separati, nella provincia di Haut Lomami (8 casi di cui questo è il più recente), e nella provincia di Maniema (2 casi con esordio della paralisi il 26 marzo e il 18 aprile, con un ulteriore isolato ottenuto da un campione del 2 maggio raccolto da un individuo asintomatico).
SIRIA: la scorsa settimana è stato riportato un nuovo caso di poliovirus tipo 2 vaccino derivato circolante (cVDPV 2) nel distretto di Mayadeen, governatorato di Deir-Ez-Zour. Il caso, con esordio della paralisi il 18 agosto, è un bambino di 15 mesi che aveva ricevuto una dose di OPV e nessuna dose di IPV. Pertanto il numero totale dei casi per il 2017 diventa uguale a 53, tutti con esordio della paralisi tra il 3 marzo e il 25 agosto. La maggioranza dei casi proviene dal distretto di Mayadeen.
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ProMED 18/11/2017 Israele
Recentemente è stato segnalato un aumento dei casi di rabbia tra gli animali, specialmente gli sciacalli e in conseguenza delle esposizioni umane nelle valli dell'area nord-orientale.
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ProMED 27/11/2017 Repubblica Dominicana
Il paese ha segnalato un caso di guarigione dalla rabbia in un bambino di 3 anni, a cui è stato applicato il protocollo di Milwaukee
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ProMED 17/11/2017
Salmonellosi
USA
Secondo CDC è in corso un outbreak multi-stato di infezioni da Salmonella enterica sierotipo Heidelberg multi-farmaco resistente. Da gennaio 2015 al 16 novembre 2017 sono stati riportati 54 casi in 15 stati. La fonte dell'outbreak sembra essere correlata a vitelle da latte provenienti dal Wisoconsin. Il 63% dei casi infatti ha riferito contati con vitelli o bovini da latte.
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CDC 18/11/2017
Salmonellosi
USA
Secondo CDC è in corso un outbreak di infezioni umane da Salmonella enterica sierotipo Agbeni, che dal mese di marzo al 16 novembre ha causato 66 casi e 23 ricoveri in 18 stati: California (2), Connecticut (5), Delaware (1), Illinois (5), Indiana (1), Kansas (1), Louisiana (2), Maryland (4), Massachusetts (2), Michigan (1), Mississippi (1), New Jersey (3), New York (20), Ohio (5), Pennsylvania (8), Rhode Island (1), Texas (3) e Washington (1).
I risultati delle indagini epidemiologiche e microbiologiche hanno collegato l'outbreak al contatto con tartarughe da compagnia o con il loro habitat.
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ProMED 20/11/2017
Salmonellosi
Australia
STATO DEL SOUTH AUSTRALIA: dall'1 gennaio al 16 novembre 2017 sono stata riportati circa 1.200 casi di salmonellosi rispetto alla media di 1.172 casi annui registrata negli ultimi 5 anni.
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ProMED 26/11/2017
Salmonellosi
USA
GEORGIA, città di White: è stato segnalato un outbreak di salmonellosi associato ad un pranzo per il giorno del ringraziamento, tra gli impiegati della ditta Toyo Tire. Il pranzo è stato servito dal ristorante Bartow County di Cartersville, che, in seguito a questo evento, ha volontariamente chiuso la sua attività fino al 27 novembre.
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ProMED 05/11/2017
Shigellosi
Arabia Saudita
PROVINCIA DI TUCUMAN, città di San Pedro de Colalao: segnalato un focolaio di shigellosi da Shigella flexneri che ha causato 88 casi e 2 ricoveri tra gli studenti e gli insegnanti di una scuola.
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ProMED 06/11/2017
Sindrome encefalitica acuta (AES)
India
STATO DI UTTAR PRADESH: segnalati 6 decessi di bambini per encefalite, avvenuti in sole 48 ore presso il BRD Medical College di Gorakhpur.
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ProMED 28/11/2017
Streptococco gruppo A
Canada
PROVINCIA DELL'ONTARIO, area di London: da aprile 2016 è in corso un focolaio di malattie invasive da streptococco di gruppo A, che ha causato 132 casi e 8 decessi soprattutto tra i senza tetto e gli utilizzatori di droghe iniettabili. I casi includono un 15% di sindrome da shock tossico e un 15% di fasciti necrotizzanti. I sierotipi circolanti tra i senzatertto e gli utilizzatori di droghe sono tipi M 74 e 81, mentre nella popolazione generale si riscontrano 12 diversi tipi M, di cui l'1 è il più comune.
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ProMED 16/11/2017
Streptococco gruppo B
Singapore
Tra gennaio e giugno 2015 diversi ospedali di Singapore hanno segnalato un aumento delle malattie invasive da streptococco B (setticemie e meningiti) nella popolazione adulta. In tutto sono stati identificati 238 casi, dai quali è stato isolato S.agalactiae, rispetto a una media annua di circa 150. Diversi pazienti hanno riferito il consumo di pesce crudo di acqua dolce in un piatto tipico cinese chiamato Yusheng, nei giorni precedenti l'esordio dei sintomi. Inoltre Streptococco di gruppo B di sierotipo III e ST283 è stato isolato nel pesce di acqua dolce e nell'acqua di mantenimento durante le indagini congiunte del Ministero della Salute e del Ministero dell'Ambiente.
Per valutare una possibile associazione tra il consumo di pesce crudo e lo sviluppo di malattia invasiva da GBS, uno studio caso controllo ha testato 36 isolati. Su 19 isolati da casi che avevano consumato pesce crudo, 19 erano di sierotipo III con sequenza tipo 283, mentre tra i 17 casi che non riferivano il consumo di pesce crudo gli isolati erano di vari sierotipi (Ia, II, II, VI e VII). Questi risultati suggeriscono l'esistenza di una forte associazione tra il consumo di yusheng e lo sviluppo di batteriemia da GBS sierotipo IIi ST283, supportata ulteriormente dalla presenza dello stesso sierotipo nei campioni di pesce crudo.
E' noto che S.agalactiae può temporaneamente colonizzare l'intestino umano in seguito al consumo di pesce, ma fino a questo momento non erano stati segnalati casi di malattie invasive acquisite attraverso questa via di trasmissione.
Riferimento:Tan S, Lin Y, Foo K, Koh H, Tow C, Zhang Y, et al. Group B Streptococcus Serotype III Sequence Type 283 Bacteremia Associated with Consumption of Raw Fish, Singapore. Emerg Infect Dis. 2016;22(11):1970-1973.
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ProMED 09/11/2017 Uganda
DISTRETTO DI MUKONO: è stato segnalto un focolaio di tubercolosi che ha causato 31 casi, di cui 11 confermati, tra gli ospiti di una residenza per studenti.
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ECDC 10/11/2017
Vaiolo delle scimmie
Nigeria
Dalla metà di settembre al 9 novembre 2017 la Nigeria ha segnalato 116 casi umani sospetti di vaiolo delle scimmie da 20 dei 36 stati e dal Territorio della Capitale Federale. I casi includono 38 casi confermati e nessun decesso. Gli stati colpiti sono quelli di Abia, Akwa-Ibom, Bayelsa, Benue, Cross River, Delta, Ekiti, Edo, Enugu, Imo, Kano, Katsina, Kwara, Kogi, Lagos, Ondo, Nasarawa, Niger, Oyo e Rivers.
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ProMED 11/11/2017
Varicella
Buthan
DISTRETTO DI WANGDUE: dal 2 novembre sono stati riportati 26 casi di varicella tra gli studenti della scuola elementare di Sephu.
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ProMED 11/11/2017
Varicella
Zambia
PROVINCIA ORIENTALE, distretto di Mambwe: negli ultimi quattro mesi del 2017 i casi di varicella segnalati sono passati da 80 a 349.
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ProMED 14/11/2017
Virus del Ross River
Australia
STATO DI WESTERN AUSTRALIA: nel 2017 sono stati riportati 12 casi di infezione da virus del Ross River, rispetto ai 9 casi del 2015 e all'unico caso del 2016.
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ECDC 03/11/2017 Europa
GRECIA: segnalati 48 casi umani, inclusi 5 decessi, nelle regioni Argolide e Arcadia (40), di Acaia (3), di Corinzia (3), di ileia (1) e nella città di Retimo, sull'isola di Creta (1). Inoltre sono stati riportati 14 casi equini.
ITALIA: segnalati 55 casi umani confermati, incluso un decesso, nella provincia di Oristano, regione Sardegna (5); nella provincia di Livorno (2), regione Toscana; nelle province di Milano (6), Lodi (2), Mantova (3) e Cremona (5), regione Lombardia; nelle province di Reggio Emilia (8), Modena (3), Bologna (5) e Ravenna (1), Regione Emilia Romagna; nelle province di Rovigo (5), Venezia (3), Padova (2), Vicenza (2) Verona (1) e Treviso (2), regione Veneto. Inoltre sono stati identificati 96 casi equini.
ROMANIA: segnalati 64 casi umani, inclusi 13 decessi, nei distretti di Sibiu (1), Olt (2), Ilfov (5), Giurgiu (9), Dambovita (3), Prahova (1), Ialomita (1), Calarasi (1), Bacau (1), Costanta (3), Buzau (2), Braila (5), Bucuresti (16), Galati (1), Vrancea (4), Hunedoara (1), Teleorman (4), Iasi (1), Mures (2), Neamt (1).
BULGARIA: segnalato un caso umano nel distretto di Silistra.
AUSTRIA: segnalati 4 casi umani nelle regioni di Wiener -Umland/Nordteil (2) e Wiener-Umland/Sudteil (2). Inoltre sono stati riportati due casi equini.
UNGHERIA: segnalati 20 casi umani, inclusi 2 decessi, nei distretti di Komarom-Esztergom (1), Fejer (1), Pest (5), Borsod-Abauj-Zemplen (1), Jasz-Nagykun-Szolnok (2), Hajdu-Bihar (6), Heves (2) e Szabolcs-Szatmar Bereg (2). Inoltre sono stati riportati 3 casi equini.
SPAGNA: ha riportato 5 casi equini.
PORTOGALLO: segnalato un caso equino.
CROAZIA: segnalati 5 casi umani, incluso un decesso, nei distretti di Medimurska-zupanija (1), Grad Zagreb (2), Osjecko-baranjska-zupanija (1) e Sisacko-moslavacka-zupanija (1).
FRANCIA: segnalato un caso umano nel dipartimento delle Alpes Maritimes.
Nei paesi confinanti sono stati riportati 28 casi da Israele nei distretti di Haifa (2), Tel Aviv (6), Nord (3), Sud (4) e Centrale (13); 49 casi, inclusi 2 decessi, dalla Serbia nei distretti di Severno-backi (1), Juzno-backi (2), Zapadno-backi (1), Jutzno-banatski (5), Grad Beograd (34) e Podunavski (6); 5 casi, incluso un decesso dalla Turchia nelle province di Adana (2), Hatay (1) e Sanliurfa (2).
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ECDC 10/11/2017 Europa
GRECIA: segnalati 48 casi umani, inclusi 5 decessi, nelle regioni Argolide e Arcadia (40), Acaia (3), Corinzia (3), Ileia (1) e nella città di Retimo, sull'isola di Creta (1). Inoltre sono stati riportati 14 casi equini.
ITALIA: segnalati 57 casi umani confermati, incluso un decesso, nella provincia di Oristano, regione Sardegna (5); nella provincia di Livorno (2), regione Toscana; nelle province di Milano (6), Lodi (2), Mantova (3) e Cremona (5), regione Lombardia; nelle province di Reggio Emilia (8), Modena (3), Bologna (5) e Ravenna (1), Regione Emilia Romagna; nelle province di Rovigo (5), Venezia (3), Padova (2), Vicenza (2) Verona (1) e Treviso (2), regione Veneto; nella provincia di Asti (2), regione Piemonte. Inoltre sono stati identificati 98 casi equini.
ROMANIA: segnalati 66 casi umani, inclusi 14 decessi, nei distretti di Sibiu (1), Olt (2), Ilfov (5), Giurgiu (9), Dambovita (3), Prahova (1), Ialomita (1), Calarasi (2), Bacau (1), Costanta (3), Buzau (2), Braila (5), Bucuresti (17), Galati (1), Vrancea (4), Hunedoara (1), Teleorman (4), Iasi (1), Mures (2), Neamt (1).
BULGARIA: segnalato un caso umano nel distretto di Silistra.
AUSTRIA: segnalati 4 casi umani nelle regioni di Wiener -Umland/Nordteil (2) e Wiener-Umland/Sudteil (2). Inoltre sono stati riportati due casi equini.
UNGHERIA: segnalati 20 casi umani, inclusi 2 decessi, nei distretti di Komarom-Esztergom (1), Fejer (1), Pest (5), Borsod-Abauj-Zemplen (1), Jasz-Nagykun-Szolnok (2), Hajdu-Bihar (6), Heves (2) e Szabolcs-Szatmar Bereg (2). Inoltre sono stati riportati 3 casi equini.
SPAGNA: ha riportato 5 casi equini.
PORTOGALLO: segnalato un caso equino.
CROAZIA: segnalati 5 casi umani, incluso un decesso, nei distretti di Medimurska-zupanija (1), Grad Zagreb (2), Osjecko-baranjska-zupanija (1) e Sisacko-moslavacka-zupanija (1).
FRANCIA: segnalato un caso umano nel dipartimento delle Alpes Maritimes.
Nei paesi confinanti sono stati riportati 28 casi da Israele nei distretti di Haifa (2), Tel Aviv (6), Nord (3), Sud (4) e Centrale (13); 49 casi, inclusi 2 decessi, dalla Serbia nei distretti di Severno-backi (1), Juzno-backi (2), Zapadno-backi (1), Jutzno-banatski (5), Grad Beograd (34) e Podunavski (6); 5 casi, incluso un decesso dalla Turchia nelle province di Adana (2), Hatay (1) e Sanliurfa (2).
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ECDC 17/11/2017 Europa
GRECIA: segnalati 48 casi umani, inclusi 5 decessi, nelle regioni Argolide e Arcadia (40), Acaia (3), Corinzia (3), Ileia (1) e nella città di Retimo, sull'isola di Creta (1). Inoltre sono stati riportati 14 casi equini.
ITALIA: segnalati 57 casi umani confermati, incluso un decesso, nella provincia di Oristano, regione Sardegna (5); nella provincia di Livorno (2), regione Toscana; nelle province di Milano (6), Lodi (2), Mantova (3) e Cremona (5), regione Lombardia; nelle province di Reggio Emilia (8), Modena (3), Bologna (5) e Ravenna (1), Regione Emilia Romagna; nelle province di Rovigo (5), Venezia (3), Padova (2), Vicenza (2) Verona (1) e Treviso (2), regione Veneto; nella provincia di Asti (2), regione Piemonte. Inoltre sono stati identificati 100 casi equini.
ROMANIA: segnalati 66 casi umani, inclusi 14 decessi, nei distretti di Sibiu (1), Olt (2), Ilfov (5), Giurgiu (9), Dambovita (3), Prahova (1), Ialomita (1), Calarasi (2), Bacau (1), Costanta (3), Buzau (2), Braila (5), Bucuresti (17), Galati (1), Vrancea (4), Hunedoara (1), Teleorman (4), Iasi (1), Mures (2), Neamt (1).
BULGARIA: segnalato un caso umano nel distretto di Silistra.
AUSTRIA: segnalati 4 casi umani nelle regioni di Wiener -Umland/Nordteil (2) e Wiener-Umland/Sudteil (2). Inoltre sono stati riportati due casi equini.
UNGHERIA: segnalati 21 casi umani, inclusi 2 decessi, nei distretti di Komarom-Esztergom (1), Fejer (1), Pest (5), Borsod-Abauj-Zemplen (1), Jasz-Nagykun-Szolnok (2), Hajdu-Bihar (7), Heves (2) e Szabolcs-Szatmar Bereg (2). Inoltre sono stati riportati 3 casi equini.
SPAGNA: ha riportato 6 casi equini.
PORTOGALLO: segnalato un caso equino.
CROAZIA: segnalati 5 casi umani, incluso un decesso, nei distretti di Medimurska-zupanija (1), Grad Zagreb (2), Osjecko-baranjska-zupanija (1) e Sisacko-moslavacka-zupanija (1).
FRANCIA: segnalato un caso umano nel dipartimento delle Alpes Maritimes.
Nei paesi confinanti sono stati riportati 28 casi da Israele nei distretti di Haifa (2), Tel Aviv (6), Nord (3), Sud (4) e Centrale (13); 49 casi, inclusi 2 decessi, dalla Serbia nei distretti di Severno-backi (1), Juzno-backi (2), Zapadno-backi (1), Jutzno-banatski (5), Grad Beograd (34) e Podunavski (6); 5 casi, incluso un decesso dalla Turchia nelle province di Adana (2), Hatay (1) e Sanliurfa (2).
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ProMED 20/11/2017 USA
CALIFORNIA: nel 2017 si è osservato un aumento del 17% dei casi umani di infezione da virus del West Nile rispetto al 2016. Al 13 novembre sono stati segnalati 454 casi e 25 decessi. La contea più colpita è quella di Los Angeles con 235 casi e 17 decessi.
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ECDC 24/11/2017 Europa
RIASSUNTO DELLA STAGIONE 2017: al 23 novembre 2017 gli stati membri dell'UE/ EEA hanno riportato 203 casi umani di infezione da virus del West Nile così distribuiti: Romania (66 casi), Italia (57), Grecia (48), Ungheria (21), Croazia (5), Austria (4), Francia (1) e Bulgaria (1).
I paesi confinanti hanno riportato 84 casi: Serbia (49), Israele (28) e Turchia (7).
In tutto sono stati segnalati 26 decessi nei seguenti paesi: Romania (14), Grecia (5), Ungheria (2), Serbia (2), Italia (1), Croazia (1) e Turchia (1).
I paesi dell'UE hanno riportato 128 casi equini tramite il sistema ADNS: Italia (100), Grecia (13), Spagna (9), Ungheria (3), Austria (2) e Portogallo (1).
Nel 2016 erano stati riportati 225 casi umani negli stati membri dell'UE e 267 casi nei paesi confinanti.
GRECIA: segnalati 48 casi umani, inclusi 5 decessi, nelle regioni Argolide e Arcadia (40), Acaia (3), Corinzia (3), Ileia (1) e nella città di Retimo, sull'isola di Creta (1). Inoltre sono stati riportati 14 casi equini.
ITALIA: segnalati 57 casi umani confermati, incluso un decesso, nella provincia di Oristano, regione Sardegna (5); nella provincia di Livorno (2), regione Toscana; nelle province di Milano (6), Lodi (2), Mantova (3) e Cremona (5), regione Lombardia; nelle province di Reggio Emilia (8), Modena (3), Bologna (5) e Ravenna (1), Regione Emilia Romagna; nelle province di Rovigo (5), Venezia (3), Padova (2), Vicenza (2) Verona (1) e Treviso (2), regione Veneto; nella provincia di Asti (2), regione Piemonte. Inoltre sono stati identificati 100 casi equini.
ROMANIA: segnalati 66 casi umani, inclusi 14 decessi, nei distretti di Sibiu (1), Olt (2), Ilfov (5), Giurgiu (9), Dambovita (3), Prahova (1), Ialomita (1), Calarasi (2), Bacau (1), Costanta (3), Buzau (2), Braila (5), Bucuresti (17), Galati (1), Vrancea (4), Hunedoara (1), Teleorman (4), Iasi (1), Mures (2), Neamt (1).
BULGARIA: segnalato un caso umano nel distretto di Silistra.
AUSTRIA: segnalati 4 casi umani nelle regioni di Wiener -Umland/Nordteil (2) e Wiener-Umland/Sudteil (2). Inoltre sono stati riportati due casi equini.
UNGHERIA: segnalati 21 casi umani, inclusi 2 decessi, nei distretti di Komarom-Esztergom (1), Fejer (1), Pest (5), Borsod-Abauj-Zemplen (1), Jasz-Nagykun-Szolnok (2), Hajdu-Bihar (7), Heves (2) e Szabolcs-Szatmar Bereg (2). Inoltre sono stati riportati 3 casi equini.
SPAGNA: ha riportato 9 casi equini.
PORTOGALLO: segnalato un caso equino.
CROAZIA: segnalati 5 casi umani, incluso un decesso, nei distretti di Medimurska-zupanija (1), Grad Zagreb (2), Osjecko-baranjska-zupanija (1) e Sisacko-moslavacka-zupanija (1).
FRANCIA: segnalato un caso umano nel dipartimento delle Alpes Maritimes.
Nei paesi confinanti sono stati riportati 28 casi da Israele nei distretti di Haifa (2), Tel Aviv (6), Nord (3), Sud (4) e Centrale (13); 49 casi, inclusi 2 decessi, dalla Serbia nei distretti di Severno-backi (1), Juzno-backi (2), Zapadno-backi (1), Jutzno-banatski (5), Grad Beograd (34) e Podunavski (6); 5 casi, incluso un decesso dalla Turchia nelle province di Adana (2), Hatay (1) e Sanliurfa (2), Icel (1) e nella città di Istambul (1).
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ProMED 23/11/2017
Zecche invasive
USA
STATO DI NEW JERSEY, contea di Hunterdon: è stata individuata la presenza nella contea di una nuova specie di zecche originarie dell'Asia orientale, Haemaphysalis longicornis, potenziali vettori di pericolose infezioni, incluse la febbre maculosa giapponese (Rickettsia japonica) e la sindrome febbrile severa con trombocitopenia.
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