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Notizie di Feb 2018
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
ProMED 26/02/2018
Angiostrongylus cantonensis
USA
HAWAII: è stato segnalato il primo caso di infezione umana da Angiostrongylus cantonensis del 2018. Nel 2017 i casi confermati erano stati 17.
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ProMED 21/02/2018
Avvelenamenti
Regno Unito
SCOZIA: è stato segnalato un caso di avvelenamento accidentale da arsenico in una bambina piccola. Si sospetta che la fonte dell'arsenico sia l'argilla magnetica con cui la vittima giocava e che potrebbe essere stata ingerita o comunque tenuta nella bocca o leccata.
In via precauzionale Amazon ha ritirato il prodotto dal mercato.
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ProMED 08/02/2018
Botulismo
Brasile
Sono stati segnalati casi di botulismo negli stati di Pernambuco (un cluster famigliare di 3 casi) e di San Paolo (un caso confermato e 2 casi sospetti). Per il momento le fonti dell'intossicazione rimangono ignote.
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ProMED 14/02/2018
Botulismo
USA
CALIFORNIA, contea di Butte: sono in corso le investigazioni su un caso di botulismo da ferita in un consumatore di eroina nera iniettabile. Si sospetta una contaminazione dell'eroina la cui fonte rimane al momento sconosciuta.
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ProMED 14/02/2018
Brucellosi
Nigeria
STATO DI BAUCHI: i risultati di uno studio di siero-sorveglianza hanno dimostrato che 95 macellai, su un totale di 224 provenienti dalle aree governative locali di Bauchi, Misau e Katagum, possiedono anticorpi anti-Brucella. Tuttavia non è stato riportato quanti di questi casi hanno effettivamente sviluppato i sintomi della malattia.
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CDC 03/02/2018
Campylobatteriosi
USA
E' in corso un focolaio di campylobatteriosi resistente ai farmaci di prima linea e correlato al contatto con cuccioli di cane acquistati presso la catena Petland Stores. Dal 12 gennaio 2016 al 7 gennaio 2018 sono stati riportati 113 casi confermati, inclusi almeno 23 ricoveri in 17 stati.
Il genoma dei batteri isolati dai pazienti, analizzato con la tecnica WGS, è strettamente correlato a quello isolato dai cuccioli e in molti isolati provenienti sia dai pazienti che dai cani sono stati identificati geni di resistenza e altre mutazioni.
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CDC 14/02/2018
Campylobatteriosi
USA
Ad agosto 2016 è stato riportato un focolaio di campilobatteriosi che ha causato 12 casi confermati e 5 casi probabili, tra i consumatori di latte di mucca non pastorizzato. I 10 casi per i quali è stato possibile analizzare l'isolato con il metodo PFGE avevano profili identici tra loro e coincidenti con quelli di 2 isolati ottenuti da campioni di latte sospetto. I 5 isolati sottoposti a test di suscettibilità agli antimicrobici, sono risultati resistenti alla ciprofloxacina, alle tetracicline e all'acido nalidixico.
Poichè negli Stati Uniti è illegale la vendita di latte non pastorizzato, i consumatori se lo erano procurato con il metodo dell'herdshare, cioè acquistando una quota del bestiame allevato da una fattoria, con il diritto di utilizzare una parte proporzionale del latte e della carne da esso derivati.
Riferimento: Burakoff A, Brown K, Knutsen J, et al. Outbreak of Fluoroquinolone-Resistant Campylobacter jejuni Infections Associated with Raw Milk Consumption from a Herdshare Dairy — Colorado, 2016. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2018;67:146–148.
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WHO 02/02/2018 Kenya
CONTEA DI MOMBASA: dalla metà di dicembre 2017 al 25 gennaio 2018 sono stati riportati 453 casi di chikungunya, inclusi 32 casi confermati nelle sub-contee di Mvita, Kisauni, Nyali, Changamwe, Jomvu, Likoni e Kilifi. La maggior parte dei casi è stata segnalata dalle sub-contee di Mvita (31%) e di Likoni (23%).
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ProMED 09/02/2018 Italia
E' stata condotta un'analisi genetica degli isolati del virus che ha causato un vasto focolaio di chikungunya nell'estate del 2017 in Lazio. E' stata sequenziata una parte del gene E1, dimostrando come il virus appartenga ad un vasto gruppo (clade) che comprende isolati dall'Africa orientale/centrale e settentrionale (ECSA) e al lineage dell'Oceano Indiano. Rispetto agli isolati del focolaio verificatosi in Emilia Romagna nel 2007, il virus si situa in un ramo separato dell'albero filogenetico, che comprende anche isolati recenti dal Pakistan e dall'India, dimostrando un'origine più recente del nuovo ceppo epidemico.
Diversamente dagli isolati del 2007 non è presente la mutazione A226V, considerata un fattore che facilita la trasmissione del virus tramite il vettore A.albopictus.
Riferimento: Bordi L, Carletti F, Lalle E, et al. Molecular characterization of autochthonous chikungunya cluster in Latium region, Italy. Emerg Infect Dis. 2018; 24(1):178-80.
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WHO 16/02/2018 Kenya
Dalla metà di dicembre 2017 al 25 gennaio 2018 segnalati 453 casi, di cui 32 confermati. I casi provengono da 7 sub-contee: Changamwe, Jomru, Kilifi, Kisauni, Likoni, Mvita e Nyali.
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ECDC 23/02/2018 America
BRASILE: dall'inizio del 2018 il paese ha riportato 4.844 casi, di cui 2.604 confermati. Lo stato più colpito è il Mato Grosso. La curva epidemica evidenzia un trend discendente rispetto allo scorso anno.
PERU': dall'1 al 28 gennaio 2018 segnalati 28 casi, soprattutto nella regione di San Martin. Due casi sono stati identificati a Cuzco e uno a Lima.
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WHO 27/02/2018 Kenya
Dalla metà di dicembre 2017 al 3 febbraio 2018, il Ministero della Salute (MoH) del Kenya ha riportato 453 casi, inclusi 32 casi confermati in laboratorio e 421 casi sospetti, di chikungunya nella contea di Mombasa.
L'epidemia è stata rilevata a causa dell'aumento del numero di pazienti afferiti a centri sanitari nella contea di Mombasa, con febbre elevata, dolori articolari e debolezza.
Il 13 dicembre 2017, otto campioni ematici provenienti da due ospedali privati, sono stati inviati presso il laboratorio arbovirus del Kenya Medical Research Institute (KEMRI) a Nairobi. Degli otto campioni testati, quattro erano positivi per chikungunya e quattro per dengue, tramite test PCR. Il 4 gennaio 2018, campioni ematici sono stati raccolti da 32 ulteriori casi sospetti ed inviati al laboratorio KEMRI. Di questi, 27 campioni sono risultati positivi e 5 negativi per chikungunya al test PCR.
Un gran numero di casi, approssimativamente il 70%, ha riportato gravi dolori articolari e febbre alta. L'entità di questa epidemia è probabilmente sottostimata a causa della sottonotifica dei casi e dello scarso livello di consultazione medica della popolazione. Maggiori fattori di propagazione sono, inoltre, la presenza di numerosi siti in cui le zanzare si riproducono, nelle aree colpite e meccanismi inadeguati di controllo dei vettori.
In base ai rapporti inviati dalle strutture sanitarie periferiche, l’epidemia si è estesa alle sei sub-contee (Changamwe, Jomvu, Kisauni, Likoni, Mvita e Nyali) di Mombasa e a una di Kilifi; il maggior numero di casi sospetti è stato segnalato da Mvita e Likoni a Mombasa.
Interventi di sanità pubblica
Sono in corso di implementazione le seguenti misure di sanità pubblica:
-- l’OMS sta supportando il MdS nella preparazione del piano di risposta alla chikungunya nella contea di Mombasa;
-- l’OMS sta supportando il Centro Nazionale per le Operazioni di Emergenza nell’analisi dei dati e nella predisposizione di rapporti sulla situazione;
-- attività di controllo dei vettori, inclusa l’eliminazione dei siti in cui le zanzare si riproducono, la nebulizzazione di insetticidi e il trattamento insetticida residuale all’interno degli ambienti chiusi; -- sono stati distribuiti allerta sull’epidemia di chikungunya e schede informative a tutti i centri sanitari, inclusi gli ospedali privati, nelle aree colpite;
-- sono stati preparati e distribuiti alle famiglie da operatori sanitari locali materiali informativi, educativi e sulla comunicazione del rischio.
Valutazione del rischio dell’OMS
In base alle informazioni disponibili, non può essere escluso il rischio che continui la trasmissione nelle aree colpite e si diffonda ad aree indenni.
Mombasa è la seconda città più grande del Kenya, con approssimativamente 1,2 milioni di abitanti. La città ha una popolazione rapidamente in crescita e alcune zone sono sovraffollate, hanno numerose discariche all’aperto, inadeguata rete fognaria, acque stagnanti e numerosi siti in cui le zanzare possono riprodursi. Questi fattori rendono Mombasa particolarmente vulnerabile alle malattie trasmesse da vettori. La contea di Mombasa è inoltre una destinazione turistica molto popolare e un centro di trasporto sub-regionale con connessioni per il Ruanda, la Tanzania e l’Etiopia. Questa è la prima volta che la circolazione attiva di chikungunya è stata confermata dal laboratorio a Mombasa. È pertanto necessario effettuare il sequenziamento del virus circolante per valutare meglio la situazione epidemiologica.
Raccomandazioni dell’OMS
Misure di protezione personale
Devono essere applicate misure precauzionali di base dalle persone residenti e che viaggiano nella contea di Mombasa. Queste includono l’uso di repellenti, indossare pantaloni lunghi e abiti a maniche lunghe e applicazione di schermi alle finestre per prevenire l’entrata delle zanzare.
Si raccomanda l’uso di abiti che riducano la superficie del corpo esposta ai vettori, che pungono prevalentemente nelle ore diurne. I repellenti possono essere applicati sulla pelle esposta o sugli abiti seguendo rigorosamente le istruzioni riportate in etichetta. I repellenti dovrebbero essere a base di DEET, IR3535, o Icaridina. Le persone dovrebbero riposare sotto zanzariere e usare l’aria condizionata o schermi alle finestre per prevenire le punture di zanzara. Gli zampironi o altri vaporizzatori di insetticida possono essere utilizzati per ridurre le punture all’interno delle abitazioni.
Controllo dei vettori
La prevenzione e il controllo si basano principalmente sulla riduzione del numero di contenitori naturali ed artificiali pieni d’acqua, che permettono la riproduzione delle zanzare. Ciò richiede il coinvolgimento delle comunità affette e il rafforzamento del monitoraggio entomologico per valutare l’impatto delle misure di controllo e implementare ulteriori misure quando necessario per evitare equivoci e dicerie. L’OMS non raccomanda di applicare alcuna restrizione ai viaggi o al commercio con il Kenya in base alle informazioni attualmente disponibili.
Ulteriori informazioni sono disponibili nella scheda predisposta dall’OMS:
WHO fact sheet on Chikungunya
Per ulteriori informazioni:
http://www.who.int/csr/don/27-february-2018-chikungunya-kenya/en/
http://www.who.int/denguecontrol/arbo-viral/other_arboviral_chikungunya/en/
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CDC 15/02/2018
Coccidioidomicosi
Situazione Mondiale
Uno studio recentemente pubblicato di Emerging Infectious Diseases, ha individuato 47 outbreaks (2 o più casi) di coccidioidomicosi riportati a livello mondiale tra il 1940 e il 2015 per un totale di 1.474 casi (di cui 13 asintomatici). le dimensioni degli outbreaks variano da 2 a 378 casi.
Quaranta outbreaks sono associati ad esposizione ambientale, 33 negli Stati Uniti, 5 in Brasile e 2 in Messico. Dei 7 dovuti ad un'esposizione non ambientale, 4 si sono verificati in laboratorio, 2 in seguito a trasfusione e uno in ambiente ospedaliero.
Due grandi outbreaks che comprendono il 40% dei casi si sono verificati in California in seguito ad un terremoto nel 1994 e ad una tempesta di polvere nel 1977. Il 22 % dei casi è stato riportato in 5 outbreaks verificatisi nella popolazione dei carcerati in prigioni militari o civili.
Più di un terzo dei focolai è stato riportato in aree dove il fungo non era ritenuto endemico in precedenza e il 53% è associato ad un'esposizione professionale (militari, addetti alle costruzioni, aI dati clinici sono disponibli per 1.267 casi in 35 outbreaks. In tutto 544 pazienti sono stati ricoverati, 32 hanno avuto una forma disseminata dell'infezione e 20 la meningite, 18 sono deceduti..
Riferimento: Freedman M, Jackson BR, McCotter O, Benedict K. Coccidioidomycosis Outbreaks, United States and Worldwide, 1940–2015. Emerg Infect Dis. 2018;24(3):417-423.
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WHO 02/02/2018 Africa
ANGOLA: dal 21 dicembre 2017 al 27 gennaio 2018 segnalati 517 casi, inclusi 5 casi confermati e 10 decessi. Trend in crescita.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: dall'1 gennaio 2017 al 31 gennaio 2018 sono stati riportati 57.159 casi inclusi 841 casi confermati e 1.199 decessi. la località più colpita è Kinshasa con 931 casi e 38 decessi. I casi più recenti sono stati segnalati dalle province di Kinshasa, Norh Kivu e South Kivu.
ETIOPIA :dall'1 gennaio 2017 al 28 gennaio 2018 il paese ha segnalato 48.806 casi di diarrea acquosa acuta, inclusi 880 decessi. Sono state colpite 9 regioni, ma il 73.5% dei casi proviene dalla regione di Somali. Il trend è in diminuzione.
KENYA: dall'1 gennaio 2017 al 24 gennaio 2018, segnalati 1.865 casi, compresi 431 casi confermati e 43 decessi.
MALAWI: dal 20 novembre 2017 al 28 gennaio 2018 riportati 429 casi, inclusi 33 casi confermati.
SOMALIA: dall'1 gennaio 2017 all'11 febbraio 2018 sono stati riportai 79.506 casi sospetti inclusi 1.160 decessi.
TANZANIA: dal 15 agosto 2015 al 28 gennaio 2018 segnalati 33.619 casi, inclusi 547 decessi. Dall'1 al 28 gennaio 2018 i casi segnalati sono stati 325, compresi 9 decessi.
UGANDA: dal 25 settembre 2017 al 30 gennaio 2018 sono stati segnalati 250 casi, di cui 17 confermati e 4 decessi. Nessun nuovo caso è stato riportato dal 15 gennaio.
ZAMBIA: dal 4 ottobre 2017 al 23 gennaio 2018 riportati 3.635 casi, compresi 67 casi confermati e 78 decessi. Il distretto più colpito è quello di Lusaka con 3.424 casi e 70 decessi.
ZIMBABWE: dall'8 al 30 gennaio 2018 segnalati 94 casi, inclusi 6 casi confermati e 4 decessi nelle aree di Chegutu (93 casi) e di Msengezi (1 caso), provincia di Mashonland West.
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WHO 16/02/2018 Africa
ANGOLA: dal 21 dicembre 2017 al 3 febbraio 2018 segnalati 557 casi, inclusi 5 casi confermati e 11 decessi. Nella settimana 5/2018 il numero dei nuovi casi è diminuito.
BURUNDI: dal 15 agosto al 6 dicembre 2017 segnalati 167 casi, inclusi 14 casi confermati nei distretti di Nyanza lac (30), Mpanda (3), Cibitoke (35), Isare (33) , Bubanza (31) e B M Nord (6).
CIAD:dal 14 agosto al 10 dicembre 2017 riportati 1.250 casi, compresi 9 casi confermati e 81 decessi, con trend in diminuzione dalla settimana 41/2017. Le regioni colpite includono quelle di Salamat e di Sila.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: dall'1 gennaio 2017 al 7 febbraio 2018 sono stati riportati 57.804 casi sospetti, inclusi 841 casi confermati e 1,203 decessi. La località più colpita è Kinshasa con 997 casi e 41 decessi. Il trend continua a diminuire a livello nazionale. Nella settimana 4/2018 la maggior parte dei casi si sono registrati nelle province di Kinshasa, North Kivu e South Kivu.
ETIOPIA: dall'1 gennaio 2017 al 28 gennaio 2018 sono stati riportati 48.894 casi di diarrea acquosa acuta, inclusi 880 decessi in 9 regioni. I casi recenti sono stati segnalati dalla città autonoma di Dire Dawa e dalle città di Mustahil e Gode, nella zona di Shebelle.
KENYA: dall'1 gennaio al 7 febbraio 2018, sono stati segnalati 934 casi, compresi 22 casi confermati e 16 decessi I nuovi casi sono stati riportati dalle contee di Garissa, Tharaka Nithi, Meru, Busia e Tana River..
MALAWI: dal 20 novembre 2017 al 14 febbraio 2018 riportati 450 casi, inclusi 11 casi confermati e 6 decessi. I distretti più colpiti finora sono quelli di Karonga (258 casi) e Lilongwe (117).
MOZAMBICO: dal 12 agosto 2017 all'11 febbraio 2018, il paese ha registrato 1.799 casi, incluso un decesso, nei distretti di Memba, Erati e Nacaroa e nella città di Nampula, provincia di Nampula, oltre che nella città di Pemba, provincia di Cabo Delgado.
NAMIBIA: dal 25 al 31 gennaio 2018 è stato segnalato un caso confermato di colera in uno scolaro di 10 anni residente nel distretto di Windhock.
NIGERIA: dall'1 gennaio al 10 dicembre 2017 sono stati riportai 3.714 casi in 20 stati, inclusi 43 casi confermati e 84 decessi, rispetto ai 727 casi e 32 decessi registrati nello stesso periodo del 2016.
SUD-SUDAN: dal 18 giugno 2016 al 29 dicembre 2017 i casi riportati sono stati 20.438, compresi 512 casi confermati e 436 decessi. Dalla settimana 47/2017 la trasmissione del colera è confinata ai distretti di Juba e Budi.
TANZANIA: dall'1 gennaio all'11 febbraio 2018 segnalati 754 casi, inclusi 15 decessi. I casi sono stati segnalati da 8 distretti nelle 4 regioni di Dodoma, Ruvuma, Iringa e Rukwa.
UGANDA: dal 25 settembre 2017 al 30 gennaio 2018 sono stati segnalati 250 casi, di cui 17 confermati e 4 decessi. Nessun nuovo caso è stato riportato dal 15 gennaio.
ZAMBIA: dal 4 ottobre 2017 al 12 febbraio 2018 riportati 4.064 casi, compresi 67 casi confermati e 84 decessi. Il distretto più colpito è quello di Lusaka, con 3.791 casi e 75 decessi.
ZIMBABWE: dall'8 gennaio al 15 febbraio 2018 segnalati 107 casi, inclusi 9 casi confermati e 4 decessi nelle aree di Chegutu (106 casi) e di Msengezi (1 caso), provincia di Mashonland West.
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ProMED 16/02/2018 India
STATO DI KARNATAKA, distretto di Shimoga: segnalati 54 casi di colera, inclusi 4 decessi nel villaggio di Maidolalu, taluka di Bhadravathi.
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ProMED 18/02/2018 Yemen
Secondo WHO, dal 27 aprile 2017 al 28 gennaio 2018 sono stati riportati 1.051.789 casi sospetti di colera, inclusi 1.102 casi confermati e 2.252 decessi. I 5 governatorati più colpiti sono quelli di Amran (889 casi), Al Mahwit (848), Al Dhale'e (644), Hajjah (520) e Sana'a (511).
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WHO 19/02/2018 Mozambico
Il 27 ottobre 2017, il Ministero della Salute del Mozambico ha notificato a WHO un'epidemia di colera. Dal 14 agosto 2017 all'11 febbraio 2018, sono stati riportati 1.799 casi di colera e un decesso (tasso di mortalità = 0.06%), da due province: Nampula (1.580 casi) e Cabo Delgado (219 casi). E' probabile che via sia una sottonotifica dei casi e dei decessi. Questa epidemia è stata confermata tramite test di diagnostica rapida e coltura. L'epidemia è iniziata nel distretto di Memba, nella provincia nordorientale di Nampula e si è diffusa al distretto di Erati dal 15 ottobre 2017. Dal 19 novembre l'epidemia si è estesa ad altri due distretti della stessa provincia (Nacaroa e Nampula city).
Il picco di incidenza dei casi è avvenuto a metà novembre, con 252 casi riportati in una settimana; questo picco è stato seguito da un rapido decremento dei casi riportati. Un lento incremento del numero dei casi è stato osservato da fine dicembre 2017. Il 5 gennaio 2018, sono stati riportati i primi casi da Pemba City, nella provincia di Cabo Delgado, a nord di Nampula. Nel 2018 finora il numero settimanale dei casi è fluttuato tra 30 e 60.
Epidemie di colera si sono verificate in Mozambico annualmente negli ultimi cinque anni. L'epidemia più recente si era verificata tra gennaio 2017 e aprile 2017, con un totale di 2.129 casi e 4 decessi (tasso di mortalità = 0.2%). Tre province e sei distretti erano stati colpiti nell'ambito di quella epidemia (Tete, Nampula e Maputo).
Risposta di sanità pubblica.
WHO ed i partners stanno supportando le attività di risposta all'epidemia e in collaborazione con il Ministero della Salute sono in corso diverse misure per contrastare l'epidemia, a vari livelli.
Valutazione del rischio di WHO.
I fattori di rischio che contribuiscono alla diffusione del colera in altre province e distretti includono la carenza di acqua potabile e la contaminazione dell'acqua per uso domestico, con la conseguente necessità di migliorare l'accesso ad acqua sicura e a servizi igienico-sanitari adeguati. Tre province che hanno riportato casi di colera sono state gravemente colpite da inondazioni, con conseguente dislocazione di persone e danni alle infrastrutture, inclusi i servizi sanitari. Le previsioni meteorologiche indicano che le pesanti piogge continueranno per i prossimi tre mesi, con potenziale diffusione dell'epidemia.
Non è possibile determinare la dimensione di queste epidemia, poiché non sono state condotte indagini epidemiologiche ed ambientali nelle due province colpite. A questo punto è prioritario rafforzare il sistema di sorveglianza, la raccolta dei dati relativi al colera e la ricerca attiva dei casi a livello comunitario. Inoltre la definizione di caso di colera dovrebbe essere strettamente applicata a tutti i casi sospetti, per evitare la sottonotifica e per migliorare l'identificazione dei casi in questa epidemia. Altre attività di risposta, quali la gestione dei casi, l'implementazione degli interventi WASH (igiene ambientale, acqua potabile) e la mobilitazione sociale, devono essere rafforzati a livello nazionale, distrettuale e comunitario.
Il rischio cumulativo è ritenuto alto a livello nazionale; questa valutazione è parzialmente dovuta alla mancanza di informazioni relative alle dinamiche ed alle azioni di risposta all'attuale epidemia. Il rischio è ritenuto basso a livello regionale e globale.
Raccomandazioni di WHO
WHO raccomanda di migliorare l’accesso all’acqua potabile, ai servizi igienici e alle pratiche igieniche per prevenire la trasmissione del colera. Si raccomanda di rafforzare la sorveglianza, particolarmente a livello locale. Nelle aree colpite l’accesso alla gestione dei casi dovrebbe essere migliorato. È necessario che sia disponibile a livello nazionale la capacità di individuare i casi e rispondere rapidamente, qualora l’epidemia si diffondesse ad altre aree. Dovrebbe inoltre essere presa in considerazione la fornitura di un vaccino orale contro il colera, per limitare la diffusione dell’epidemia. WHO non raccomanda alcuna restrizione dei viaggi o del commercio con il Mozambico in base alle informazioni disponibili. L’uso di acqua potabile e l’implementazione di pratiche di igiene e di altre misure preventive indicate precedentemente dovrebbe essere sufficiente per prevenire la malattia.
Per maggiori informazioni sul colera, consultare i seguenti links:
WHO fact sheet on cholera
The Global Task Force on Cholera Control
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Raccomandazione
ECDC 23/02/2018 Africa
KENYA: dall'1 gennaio 2017 al 7 febbraio 2018 sono stati riportati 5.013 casi di colera, inclusi 95 decessi.
MALAWI: all'11 febbraio 2018 i mass media citando il Ministero della Salute hanno segnalato 527 casi e 8 decessi.
SOMALIA: dall'1 gennaio 2017 all'11 febbraio 2018, WHO ha riportato 79.506 casi sospetti di colera, inclusi 1.160 decessi.
SUD-SUDAN: dall'inizio dell'epidemia a giugno 2016, fino all'1 dicembre 2017, sono stati riportati 20.438 casi sospetti, inclusi 436 decessi. La trasmissione del colera ha continuato a diminuire a livello nazionale e nessun nuovo caso è stato registrato nelle ultime 7 settimane.
TANZANIA: dall'1 gennaio 2017 all'11 febbraio 2018 il paese ha riportato 5.461 casi, inclusi 111 decessi..
UGANDA: il 30 gennaio 2018, l'epidemia di colera è stata dichiarata conclusa.
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WHO 23/02/2018 Africa
ANGOLA: dal 21 dicembre 2017 al 3 febbraio 2018 segnalati 557 casi, inclusi 5 casi confermati e 11 decessi. Nella settimana 5/2018 il numero dei nuovi casi è diminuito.
BURUNDI: dal 15 agosto al 31 dicembre 2017 segnalati 171 casi, inclusi 14 casi confermati nei distretti di Nyanza lac (30), Mpanda (28), Cibitoke (48), Mabayi (1), Isale (33), Bubanza (32) e B M Nord (6).
CIAD:dal 14 agosto al 10 dicembre 2017 riportati 1.250 casi, compresi 9 casi confermati e 81 decessi, con trend in diminuzione dalla settimana 41/2017. Le regioni colpite includono Salamat e Sila.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: dall'1 gennaio al 14 febbraio 2018 sono stati riportati 4.678 casi sospetti, inclusi 92 decessi. La località più colpita è Kinshasa con 1.029 casi e 43 decessi. Il trend continua a diminuire a livello nazionale. Nella settimana 6/2018 la maggior parte dei casi si è registrata nelle province di North Kivu, South Kivu, Tanganyka e Haut-Lomami.
ETIOPIA: dall'1 gennaio 2017 al 21 febbraio 2018 sono stati riportati 48.912 casi di diarrea acquosa acuta, inclusi 880 decessi in 9 regioni. I 98 casi segnalati nel 2018, provengono dalla città autonoma di Dire Dawa e dalla regione di Shebelle.
KENYA: dall'1 gennaio al 15 febbraio 2018, sono stati segnalati 1.315 casi, compresi 34 casi confermati e 18 decessi. I nuovi casi sono stati riportati dalle contee di Garissa, Tharaka Nithi, Meru, Busia e Tana River, West Pokot e Turkana.
MALAWI: dal 20 novembre 2017 al 21 febbraio 2018 riportati 541 casi, inclusi 76 casi confermati e 10 decessi. I distretti più colpiti finora sono quelli di Karonga (274 casi) e Lilongwe (163).
MOZAMBICO: dal 12 agosto 2017 al 18 febbraio 2018, il paese ha registrato 1.863 casi, incluso un decesso, nei distretti di Memba, Erati e Nacaroa e nella città di Nampula, provincia di Nampula, oltre che nella città di Pemba, provincia di Cabo Delgado.
NAMIBIA: dal 25 al 31 gennaio 2018 è stato segnalato un caso confermato di colera in uno scolaro di 10 anni residente nel distretto di Windhock.
NIGERIA: dall'1 gennaio al 4 febbraio 2018 sono stati riportati 172 casi in 7 stati, inclusi un caso confermato e 13 decessi.
SUD-SUDAN: dal 18 giugno 2016 al 29 dicembre 2017 i casi riportati sono stati 20.438, compresi 512 casi confermati e 436 decessi. Dalla settimana 47/2017 la trasmissione del colera è confinata ai distretti di Juba e Budi.
TANZANIA: dall'1 gennaio al 18 febbraio 2018 segnalati 985 casi, inclusi 20 decessi. Nella settimana 7/2018 i casi sono stati segnalati da 5 regioni: Dodoma, Ruvuma, Iringa, Rukwa e Morogoro.
UGANDA: il 23 febbraio 2018 il Ministero della Salute ha notificato a WHO un nuovo focolaio di colera in corso nel campo profughi di Kyangwaii, distretto di Holma. Il focolaio è cominciato il 15 febbraio 2018 e al 23 febbraio sono stati riportati 700 casi sospetti, inclusi 27 decessi, soprattutto tra i rifugiati arrivati di recente. Da due campioni di feci è stato isolato V.cholerae O1, sierotipo Inaba.
ZAMBIA: dal 4 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018 riportati 4.187 casi, compresi 67 casi confermati e 85 decessi. Il distretto più colpito è quello di Lusaka, con 3.893 casi.
ZIMBABWE: dall'8 gennaio al 22 febbraio 2018 segnalati 107 casi, inclusi 9 casi confermati e 4 decessi,nelle aree di Chegutu (106 casi) e di Msengezi (1 caso), provincia di Mashonland West.
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ECDC 23/02/2018 Asia
INDIA, stato di Karnataka, distretto di Shimoga: segnalati 54 casi di colera, inclusi 4 decessi nella città di Bhadravathi. Secondo i mass media un altro caso è stato segnalato dal Kazakistan, in un turista di ritorno dallo stato di Goa, India.
YEMEN: da aprile 2017 al 18 febbraio 2018 sono stati riportati 1.063.090 casi sospetti, inclusi 2.258 decessi. I governatorati più colpiti sono quelli di Amanat Al Asima, Al Hudaydah, Hajjah, Amran e Dhamar.
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ECDC 23/02/2018 Haiti
Dall'1 gennaio 2017 al 3 febbraio 2018, il paese ha riportato 14.173 casi di colera, inclusi 160 decessi in 10 dipartimenti. Nel 2016 erano stati segnalati 41.421 casi, inclusi 447 decessi. In totale dal 2010 al 3 febbraio 2018 i casi sospetti registrati sono stati 816.492, compresi 9.776 decessi.
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ProMED 08/02/2018 Situazione Mondiale
Uno studio recentemente pubblicato su Science Virology ha dimostrato nell'uomo l'esistenza di una correlazione tra il titolo di anticorpi anti-dengue pre-esistenti e la gravità della malattia da dengue sviluppata. Tale relazione finora era stata dimostrata solo negli animali da esperimento o in vitro dove uno specifico range di concentrazioni anticorpali era stato associato al fenomeno dell'ADE (Antibody Dependent Enhancement).
Sono stati seguiti nel tempo 6.684 bambini arruolati a Managua (Nicaragua) tra agosto 2004 e aprile 2016 per i quali è stato misurato un titolo iniziale di anticorpi.
Tra i soggetti arruolati si sono verificati 618 casi di dengue e l'analisi del rischio di DHF/DSS stimata per i diversi titoli anticorpali iniziali è simile alla curva ottenuta in vitro. Il rischio è risultato simile per i bambini con titolo iniziale nullo (1.6%) e per quelli con un titolo superiore a 1:1280 (1.5%), mentre, per i bambini con un titolo iniziale compreso tra 1:21 e 1:80, il rischio è arrivato all'11.4%. Titoli compresi tra 0 e 1:21 sono stati associati ad un rischio pari 6.6%.
Questi risultati, ottenuti per la prima volta in vivo sull'uomo, confermano la teoria dell'ADE secondo cui una certa concentrazione di anticorpi eterotipici leganti il virus non è in grado di neutralizzarlo, ma ne facilita l'ingresso nelle cellule bersaglio tramite il legame ai recettori per Fc-gamma, mentre concentrazioni più elevate sono in grado di neutralizzare i virioni e concentrazioni più basse hanno poco o nessun effetto.
Riferimento: Katzelnick LC, Gresh L, Halloran ME, et al. Antibody-dependent enhancement of severe dengue disease in humans. Science. 2017; 358(6365): 929-32.
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ProMED 09/02/2018 Asia
PAKISTAN, provincia di Sindh: dall'1 gennaio al 7 febbraio 2018 sono stati riportati 110 casi di dengue, 107 dei quali nella città di Karachi.
CAMBOGIA: nelle prime tre settimane del 2018 sono stati riportati 316 casi, incluso un decesso, rispetto ai 138 casi e zero decessi registrati nello stesso periodo del 2017.
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ProMED 09/02/2018 Tonga
E' stato dichiarato un foclaio di dengue che al 5 febbraio 2018 ha causato 52 casi, incluso almeno un decesso.
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ECDC 23/02/2018 Africa
LA REUNION: dall'1 gennaio al 7 febbraio 2018 segnalati 25 casi autoctoni. Nel 2017 erano stati riportati 117 casi.
SEYCHELLES: dal 20 luglio 2017 al 21 gennaio 2018 si sono registrati 4.445 casi in tutte le regioni delle tre principali isole (Mahè, Praslin e La Digue). Il trend dei nuovi casi è in discesa dalla settimana 23/2017.
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ECDC 23/02/2018 America
Secondo PAHO, dall'1 gennaio al 21 febbraio 2018, nella regione delle Americhe e dei Caraibi sono stati riportati più di 18.932 casi sospetti o confermati, inclusi 2 decessi in Perù. La maggior parte dei casi è stata segnalata da Brasile (9.399), Nicaragua (3.383), Colombia (2.183), Perù (1.550) e Messico (1.295). Nel 2017 PAHO ha segnalato più di 578.000 casi confermati o sospetti, inclusi 364 decessi.
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ECDC 23/02/2018 Asia
SRI LANKA: dall'1 gennaio al 16 febbraio 2018 sono stati riportati circa 9.016 casi sospetti,
LAOS: dall'1 gennaio al 2 febbraio 2018 ha riportato 45 casi e l'attività del virus è rimasta bassa secondo il tipico trend stagionale.
VIETNAM: dall'1 al 21 gennaio 2018, a livello nazionale, segnalati 4.635 casi, rispetto ai 6.825 registrati nello stesso periodo dello scorso anno.
THAILANDIA: dall'1 gennaio al 19 febbraio 2018 sono stati riportati 1.493 casi, in 68 province.
CINA: dall'1 al 31 gennaio 2018 ha riportato 18 casi. I casi riportati sono meno numerosi che nel mese precedente, secondo un trend storico.
CAMBOGIA: dall'1 gennaio al 6 febbraio 2018 segnalati 90 casi sospetti. Il 5 febbraio i mass media hanno riportato 316 casi, incluso un decesso
MALESIA: dall'1 gennaio al 15 febbraio 2018 sono stati segnalati 7.394 casi, inclusi 3 decessi.
SINGAPORE: dall'1 gennaio al 15 febbraio 2018 riportati 375 casi, un numero inferiore a quelli registrati nello stesso periodo degli ultimi 5 anni, eccetto nel 2017 (76 casi)..
PAKISTAN: dall'1 gennaio al 19 febbraio 2018 sono stati segnalati 143 casi di dengue, 137 dei quali a Karachi.
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ECDC 23/02/2018 Pacifico
POLINESIA FRANCESE: dall'1 al 28 gennaio 2018 riportati 35 casi, di cui 27 confermati come sierotipo DENV-1.
NUOVA CALEDONIA: dall'1 gennaio all'11 febbraio 2018 sono stati segnalati 62 casi sospetti e confermati di dengue. La maggior parte di quelli per i quali è stato determinato il sierotipo è DENV-2.
WALLIS E FORTUNA: dal 27 novembre 2017 al 24 gennaio 2018, segnalati 42 casi confermati o probabili.
SAMOA: dalla metà di dicembre 2017 al 7 gennaio 2108, riportati più di 100 casi, secondo i mezzi di informazione locale.
ISOLE FIJI: dall'1 gennaio al 16 febbraio 2018 sono stati riportati 862 casi confermati. L'area più colpita è la Divisione Nord con 509 casi confermati, mentre la Divisione Centrale ne ha registrati 41 e quella Occidentale 312.
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ECDC 23/02/2018 Tonga
Secondo i mass media che citano il Ministero della Salute, dall'1 gennaio al 13 febbraio 2018 si sono registrati 53 casi confermati, incluso un decesso. Il 24 febbraio è stato dichiarato ufficialmente il focolaio epidemico.
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ProMED 25/02/2018 Asia
INDIA: nel 2017 sono stati riportati 23.294 casi dallo stato di Tamil Nadu, 19.973 casi dal Kerala, 17.265 dal Karnataka e 8.427 dal Rajasthan (nei distretti di Jaipur, Bharatpur, Alwar, Sikar, Jhunjhunu, Kota, Dausa, Ajmer, Nagaur, Sawai Madhopur, Dholpur, Karauli, Churu, Tonk, Jodhpur e Bundi).
FILIPPINE, isola di Luzon, regione di Ilocos, provincia di Pangasinan: dall'1 gennaio al 5 febbraio 2018 sono stati riportati 534 casi, inclusi 2 decessi, nei comuni di Urdaneta City (82 casi), Binmaley (40), St. Barbara (37), Lingayen (30), Binalonan (26), Pozorrubio (24), Mangaldan (29), Asingan (22) e Bayambang (20).
HONG KONG: nelle ultime 3 settimane ha segnalato 8 casi di dengue, alcuni dei quali importati dalle Filippine.
MALESIA, stato di Selangor, città di Petaling Jaya: dall'1 gennaio al 5 febbraio 2018 segnalati 187 casi, rispetto ai 383 riportati nello stesso periodo dello scorso anno.
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ProMED 25/02/2018 Nuova Caledonia
E' in corso un focolaio di dengue che dall'1 gennaio al 23 febbraio 2018 ha causato circa 100 casi di sierotipo DENV2. Le città più colpite sono Noumea e Yate.
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ProMED 16/02/2018
Diarrea
Micronesia
Segnalato un focolaio di diarrea sull'isola di Yap, arcipelago delle Caroline.
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ProMED 22/02/2018
Diarrea
Filippine
ISOLA DI PALAWAN: è in corso un focolaio di diarrea che ha causato circa 300 casi e si ritiene dovuto a una contaminazione delle acque potabili con acque di scarico o con deiezioni e scarti di origine animale.
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ProMED 02/02/2018 Malesia
STATO DI SARAWAK: è stato segnalato il primo caso fatale di encefalite giapponese del 2018. La vittima è un uomo di 25 anni residente a Kampung Tanjung Bundong. Nel mese di gennaio era stato riportato un altro caso non fatale nel distretto di Lawas. Nel 2017 lo stato di Sarawak aveva registrato un totale di 10 casi, incluso un decesso.
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ProMED 14/02/2018
Epatite
Siria
GOVERNATORATO DI RIF DIMASHQ, città di Al-Dimas: sono stati segnalati almeno 30 casi di epatite virale verificatisi nelle ultime 2 settimane soprattutto tra gli studenti. Si ritiene che il focolaio, dovuto probabilmente al virus dell'epatite A, sia correlato ad una contaminazione dell'acqua fornita dall'acquedotto.
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ProMED 19/02/2018
Epatite
India
STATO DI JAMMU E KASHMIR, distretto di Ganderbal, città di Haripora:
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ProMED 08/02/2018 USA
CALIFORNIA, contea di Monterey: è stato dichiarato un focolaio di epatite A tra la popolazione dei senzatetto e degli utilizzatori di sostanze illecite, che da ottobre 2017 ha causato 9 casi e potrebbe essere correlato a quello in corso nella contea di San Diego.
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ECDC 09/02/2018 Danimarca
L'1 febbraio 2018, la Danimarca ha notificato tramite i sistemi EWRS ed EPIS-FWD che sono in corso le investigazioni su un focolaio di infezioni di epatite A localmente acquisite. Al 7 febbraio 2018 sono stati associati al focolaio 14 casi, con esordio dei sintomi compreso tra il 22 dicembre 2017 e il 22 gennaio 2018.Le interviste dei casi e le indagini caso-caso e gli studi caso-controllo supportano l'ipotesi che la fonte dell'infezione siano dei datteri. I datteri sospetti sono stati ritirati dal mercato della Danimarca il 6 febbraio 2018. Sette isolati sono stati tipizzati come tipo 3A.
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ProMED 16/02/2018 USA
UTAH: continua il focolaio di epatite A che da maggio 2017 all'1 febbraio 2018 ha causato 176 casi e 86 ricoveri. Le aree colpite sono quelle di Salt Lake County (121), Utah County (39), Bear River (5), Southwest Utah (3), Davis (1), Central Utah (2) Tooele (2), Weber-Morgan (2) e Wasatch (1). I fattori di rischio associati sono la condizione di senzatetto e l'uso di sostanze illecite.
CALIFORNIA, contea di San Diego: da settembre 2017 al 13 febbraio 2018 il focolaio di epatite A in corso ha causato 580 casi, inclusi 398 ricoveri e 20 decessi. La maggior parte degli individui colpiti è rappresentata da senzatetto o utilizzatori di sostanze illecite.
MICHIGAN, regione del Sud-est: è in corso un focolaio di epatite A che da agosto 2016 al 6 febbraio 2018 ha causato 736 casi, inclusi 596 ricoveri e 24 decessi. Il numero dei casi continua ad aumentare e il focolaio, che si sta espandendo in nuove aree, ha sorpassato per casi cumulativi e decessi quello della California.
WYOMING, contea di Natrona: da ottobre 2017 i casi confermati tra i residenti sono arrivati a 14. In precedenza l'ultimo caso non importato era stato segnalato dal Wyoming nel 2012.
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ProMED 22/02/2018 USA
KENTUCKY: da novembre 2017 al 20 febbraio 2018 si sono registrati 103 casi confermati di epatite A, inclusi 78 ricoveri, soprattutto tra i senzatetto e gli utilizzatori di sostanze illecite. La maggior parte dei casi (circa 90) si è verificata nella città di Louisville, dove la media annuale era finora pari a 4 casi. A novembre 2017 lo stato del Kentucky ha ufficialmente dichiarato l'epidemia.
UTAH: continua il focolaio di epatite A che da maggio 2017 al 19 febbraio 2018 ha causato 181 casi (di cui 35 nel 2018) e 90 ricoveri. Le aree colpite sono quelle di Salt Lake County (125), Utah County (39), Bear River (5), Southwest Utah (3), Davis (1), Central Utah (3) Tooele (2), Weber-Morgan (2) e Wasatch (1). I fattori di rischio associati sono la condizione di senzatetto e l'uso di sostanze illecite.
MICHIGAN, regione del Sud-est: è in corso un focolaio di epatite A che da agosto 2016 al 14 febbraio 2018 ha causato 751 casi, inclusi 609 ricoveri e 25 decessi. Il numero dei casi continua ad aumentare e il focolaio, che si sta espandendo in nuove aree, ha superato per casi cumulativi e decessi quello della California.
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ProMED 23/02/2018 Australia
STATO DI VICTORIA: è in corso un focolaio di epatite A che colpisce soprattutto la popolazione degli omosessuali maschi e che ha causato finora un decesso, 42 casi confermati e altri 23 casi sospetti in attesa di essere confermati.
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ECDC 23/02/2018 Danimarca
L'1 febbraio 2018, la Danimarca ha notificato tramite i sistemi EWRS ed EPIS-FWD che sono in corso le indagini relative ad un focolaio di infezioni da epatite A localmente acquisite. Al 20 febbraio 2018 sono stati associati al focolaio 17 casi, con esordio dei sintomi a partire dal 22 dicembre 2017. Le interviste dei casi e le indagini caso-caso e gli studi caso-controllo supportano l'ipotesi che la fonte dell'infezione sia rappresentata dai datteri. I datteri sospetti sono stati ritirati dal mercato della Danimarca il 6 febbraio 2018. Sette isolati sono stati tipizzati come tipo 3A.
Un caso possibile è stato segnalato dai mass media in Norvegia e nel paese è stato lanciato un avvertimento alla popolazione.
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ProMED 23/02/2018 USA
FLORIDA, contea di Piasco: dal 2011 al 2016 i casi di epatite B acuta sono passati da 1.5 a 7.28 per 100.000 abitanti. Il principale fattore di rischio individuato dalle indagini epidemiologiche è l'utilizzo di droghe e in particolare di quelle iniettabili.
Riferimento: Comer M, Matthias J, Nicholson G, et al. Increase in acute hepatitis B infections -- Pasco County, Florida, 2011-2016. Notes from the field: Increase in acute hepatitis B infections -- Pasco County, Florida, 2011-2016. CDC. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2018; 67(7): 230-31
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ProMED 13/02/2018
Epatite E
Namibia
REGIONE DI KHOMAS: dall'inizio di settembre 2017 al 13 febbraio 2018 il paese ha registrato 643 casi di epatite E, inclusi 50 casi confermati e il decesso di 3 donne. La maggior parte dei casi è stata riportata da località nell'area della capitale Windhoek, comprese Havana con 332 casi e Goreagab con 168 casi.
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ProMED 27/02/2018
Epatite E
Giappone
Il Giappone ha segnalato un caso fatale di epatite E acquisita tramite trasfusione. La vittima è una donna tra gli 80 e i 90 anni, affetta da mieloma multiplo che ha ricevuto una trasfusione nel mese di novembre 2017 presso una struttura sanitaria del Giappone. Il virus HEV con genotipo identico a quello della paziente è stato individuato nel siero del donatore.
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ProMED 28/02/2018
Epatite E
Namibia
REGIONE DI KHOMAS, città di Windhoek: continua l'epidemia di epatite E in corso e il numero di casi ha raggiunto 894, inclusi 90 casi confermati e 6 decessi. Le aree della città più colpite sono quelle di Havana, Goreangab e Hakahana. Diversi casi correlati a questo focolaio sono stati segnalati da altre regioni settentrionali: uno dalla regione di Oshikoto, 2 da quella di Oshana e 4 da quella di Omusati.
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ProMED 06/02/2018
Febbre della Valle di Rift
Sud Sudan
CONTEA DI YIROL: dal 28 dicembre 2017 al 4 febbraio 2018 sono stati segnalati 26 casi umani sospetti di febbre della valle di Rift, inclusi 3 casi confermati e 3 decessi. Nell'area sono stati riportati anche numerosi aborti e decessi tra gli animali di allevamento incluse pecore, capre e bovini. Uno dei 7 campioni animali analizzati è risultato positivo per la febbre della valle di Rift.
Il focolaio iniziale è rappresentato da 3 casi umani di febbre emorragica verificatisi tutti nel villaggio di Thonabutkok, nel mese di dicembre 2017.
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WHO 26/02/2018
Febbre della Valle di Rift
Gambia
Il 3 gennaio 2018, il Ministero della Salute (MoH) del Senegal ha notificato a WHO un caso di febbre della Valle di Rift, un coreano di 52 anni che era residente in Gambia. Il caso è stato riportato da un ospedale di Dakar.
Il caso aveva viaggiato il 5 dicembre 2017, con il fratello e due colleghi, da Banjul, Gambia, a Ziguinchor, Senegal, e da Ziguinchor a Buba, nel sud della Guinea-Bissau. Il 10 dicembre, mentre si trovava in Bissau (la capitale della Guinea Bissau), ha sviluppato sintomi caratterizzati da tosse secca, febbre, cefalea e dolori articolari. Il fratello e l'autista hanno anch'essi sviluppato, il 10 dicembre, tosse secca, che si è risolta nei giorni seguenti.
Il gruppo è ritornato in Gambia il 12 dicembre, dopo una sosta a Ziguinchor. Il caso ha continuato a presentare tosse secca persistente, durante tutto il periodo. Dopo il ritorno a Banjul, il caso aveva anche sviluppato febbre, cefalea e vertigini. E' stato ricoverato il 20 dicembre ed è stata posta diagnosi di malaria severa. Lo striscio per la malaria ha rivelato una parassitemia da Plasmodium falciparum superiore a 100 000/µL. Il 23 dicembre ha sviluppato uno stato delirante ed ha manifestato diarrea, vomito ed emorragie. Il 25 dicembre è entrato in coma ed è stato trasferito presso un'ospedale di Dakar, Senegal. I sintomi sono migliorati e campioni di sangue sono stati raccolti il 26, 28 e 30 dicembre. Il paziente ha manifestato una ricorrenza di sintomatologia emorragica il 31 dicembre 2017 ed è deceduto il giorno stesso.
Un campione di sangue del paziente è stato esaminato presso l'Istituto Pasteur di Dakar ed è risultato positivo per IgM contro il virus della febbre della Valle di Rift. Il virus della febbre della Valle di Rift ed altre arbovirosi non erano state rilevate mediante RT-PCR. Il caso non aveva una storia nota di manipolazione di carne cruda.
Risposta di sanità pubblica
La prima indagine sul caso è stata condotta da un team multidisciplinare del Centro di Operazioni Sanitarie di Emergenza del MoH del Senegal.
Nell'ambito dell'indagine, campioni di sangue sono stati raccolti dal fratello del caso, dai colleghi e dall'autista, che aveva manifestato tosse. Tali campioni sono risultati negativi per febbre della Valle di Rift al test RT-PCR.
Inoltre una seconda indagine è stata avviata da un team multidisciplinare dell'Unità di Controllo delle Epidemie e delle Malattie del MoH del Gambia, in collaborazione con il Dipartimento dei Servizi del Bestiame del Ministero dell'Agricoltura. La sorveglianza della febbre della Valle di Rift nella popolazione animale e le attività di sensibilizzazione comunitaria sono state rafforzate in Gambia.
Valutazione del rischio di WHO
Focolai di febbre della Valle di Rift sono rari in Gambia e nei paesi vicini. Il caso più recente riportato in Gambia si era verificato nel 2002. Attualmente non c'è evidenza di rischio di focolai di febbre della Valle di Rift in Gambia, Senegal o Guinea-Bissau.
Le abbondanti piogge, che provocano inondazioni e comparsa massiva dei vettori della febbre della Valle di Rift sono strettamente associate all'insorgenza di focolai di malattia. La febbre della Valle di Rift può causare riduzione del commercio e significative perdite economiche, correlate all'alto tasso di mortalità e di aborto tra i ruminanti infetti. Sono pertanto necessarie misure di controllo integrate, indirizzate alla salute umana e animale. Tali misure includono campagne di educazione per la popolazione a rischio.
Raccomandazioni di WHO
La febbre della Valle di Rift è una zoonosi trasmessa da punture di zanzare, che primariamente colpisce gli animali, ma con la possibilità di infettare anche l'uomo. La maggior parte delle infezioni umane è conseguenza del contatto diretto o indiretto con il sangue o gli organi di animali infetti. Mandriani, agricoltori, lavoratori nei macelli e veterinari sono soggetti ad un maggior rischio di infezione. La consapevolezza dei fattori di rischio per l'infezione della febbre della Valle di Rift e le misure per prevenire le punture di zanzare rappresentano l'unica via per ridurre l'infezione umana ed i decessi. I messaggi di sanità pubblica per la riduzione del rischio dovrebbero essere focalizzati su:
- Riduzione del rischio di trasmissione animale-uomo, evitando allevamenti animali e pratiche di macellazione non sicuri. E' raccomandato applicare misure di igiene delle mani e indossare guanti ed altri dispositivi di protezione individuale quando vengono maneggiati animali malati o i loro tessuti o quando gli animali vengono macellati.
- Riduzione del rischio di trasmissione animale-uomo evitando il consumo di carne cruda non sicura o di latte non pastorizzato. Nelle regioni endemiche tutti i prodotti animali dovrebbero essere scrupolosamente cotti prima di essere consumati.
- Riduzione del rischio di punture di zanzare, attraverso l'implementazione delle attività di controllo del vettore, inclusi insetticidi e larvicidi, per ridurre i siti di sviluppo delle zanzare, l'uso di zanzariere impregnate di insetticidi, repellenti contro gli insetti, abiti coprenti ed evitando attività all'aperto durante il periodo di maggiore attività dei vettori.
- Restrizione o divieto dei movimenti del bestiame, al fine di ridurre il rischio di diffusione del virus da aree infette ad aree non infette.
La vaccinazione routinaria degli animali è raccomandata per prevenire focolai di febbre della Valle di Rift. Le campagne di vaccinazione non sono raccomandate durante le epidemie, poiché può essere intensificata la trasmissione tra la mandria, attraverso la propagazione del virus con gli aghi. Focolai epidemici di febbre della Valle di Rift negli animali precedono i casi umani, pertanto attivare sistemi di sorveglianza della salute animale è essenziale, al fine di allertare tempestivamente le autorità veterinarie e di sanità pubblica.
WHO non raccomanda restrizioni a viaggi o al commercio verso il Gambia, sulla base delle attuali informazioni relative a questo evento.
Per maggiori informazioni sulla febbre della Valle di Rift Valley, consultare il seguente link:
WHO fact sheet on Rift Valley fever
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ProMED 01/02/2018
Febbre emorragica Crimea - Congo
Uganda
DISTRETTO DI NAKASESE: è stato dichiarato un focolaio di febbre emorragica Crimea-Congo, che da agosto 2017 ha causato almeno 23 casi e 11 decessi.
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ProMED 09/02/2018
Febbre emorragica Crimea - Congo
Namibia
REGIONE DI OMAHEKE: il 6 febbraio 2018 è stato confermato un caso di febbre emorragica Crimea-Congo in un uomo di 23 anni residente in un villaggio nell'area di Gobabis, con una storia di puntura di zecca. Il paziente si trova in isolamento in condizioni stabili.
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ProMED 06/02/2018 Nigeria
Secondo CDC della Nigeria, dall'inizio del 2018 si sono registrati 80 casi di febbre di Lassa, di cui 77 confermati e 3 probabili. I casi sono stati riportati da 13 dei 36 stati e includono 21 decessi e 10 casi tra gli operatori sanitari.
Dall'inizio del focolaio i casi confermati sono stati 105, inclusi 31 decessi, in 15 stati: Bauchi, Plateau, Taraba, Nasarawa, Benue, Kogi, Ebonyi, Rivers, Imo, Anambra, Edo, Delta, Ondo, Osun e Lagos.
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ProMED 10/02/2018 Liberia
E' stato riportato un caso confermato fatale di febbre di Lassa nella prefettura di Ganta. La vittima è una donna proveniente dalla Guinea, ricoverata presso la clinica metodista di Ganta il 9 gennaio 2018 e deceduta l'11 gennaio 2018.
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ProMED 15/02/2018 Nigeria
Secondo il CDC della Nigeria e WHO, dall'1 gennaio al 4 febbraio 2018 si sono registrati 449 casi sospetti, inclusi 132 casi confermati e 43 decessi in 17 stati.
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WHO 22/02/2018 Liberia
Il 9 gennaio 2018, una paziente della Guinea con febbre, dolore al collo e al corpo, vomito, è stata ricoverata presso l'ospedale di Ganta, nella contea di Nimba, in Liberia. La paziente è stata trattata con Ribavirina fino al decesso, avvenuto l'11 gennaio 2018. La paziente aveva manifestato i primi sintomi il 29 dicembre 2017. Prima del ricovero in Liberia, aveva richiesto cure mediche presso una struttura sanitaria a Diécké, nella regione di N'Zérékore, in Guinea, dove era stata trattata per febbre tifoide e malaria.
Il 10 gennaio 2018, un campione è stato raccolto e testato, risultando positivo per febbre di Lassa, tramite il test RT-PCR, presso il National Reference Laboratory in Liberia. L'11gennaio, è stata predisposta per la paziente una sepoltura sicura e dignitosa, a Ganta.
In Liberia, al 18 gennaio, sono stati identificati 28 contatti, inclusi 16 dall'ospedale di Ganta e 12 membri della famiglia. In Guinea, sono stati identificati 28 contatti, inclusi 22 operatori sanitari. Al 18 gennaio 2018, due dei contatti in Liberia sono risultati sintomatici, ma entrambi sono risultati negativi per febbre di Lassa, tramite RT-PCR. Gli altri contatti hanno ora completato il periodo di follow-up.
La febbre di Lassa è endemica in Liberia. Dal 1° gennaio 2017 al 23 gennaio 2018, sono stati riportati 91 casi sospetti da sei contee: Bong, Grand Bassa, Grand Kru, Lofa, Margibi e Nimba. Trentatré di questi casi sono stati confermati in laboratorio, inclusi 15 decessi (tasso di mortalità per i casi confermati = 45.4%).
Risposta di sanità pubblica Sono state messe in atto tutte le opportune misure di sanità pubblica, in Liberia ed in Guinea.
 In Liberia, al funzionario deputato alla sorveglianza nella contea di Nimba è stata affidata la responsabilità del coordinamento delle attività di risposta per questo evento.
 È stato inviato un team di risposta rapida a Ganta, in Liberia, e si è svolta una missione conoscitiva a Diécké, in Guinea. È stata effettuata, inoltre, un’indagine epidemiologica trans-frontaliera.
 In Guinea, è stata condotta un’indagine approfondita da un epidemiologo, un esperto di malattie infettive e un tecnico di laboratorio.
 È stata rafforzata la sorveglianza a livello distrettuale e di contea. È stata condotta in entrambi i paesi la ricerca dei contatti e la ricerca attiva dei casi.
 Sono stati prelevati 27 campioni di sangue dai 24 contatti e da 3 pazienti febbrili nel Centro Sanitario di base di Diecké, in Guinea.
 Sono state rafforzate le misure di controllo dell’infezione nelle strutture sanitarie pubbliche e private di Diécké.
 Sono stati distribuiti materiali grafici informativi sulla febbre di Lassa alle strutture sanitarie pubbliche e private di Diécké e ai punti d’entrata.
 Sono state realizzate nella contea di Nimba, in Liberia, e Diécké, in Guinea, attività di sensibilizzazione per favorire la partecipazione delle comunità, per aumentare la conoscenza dei rischi e delle misure preventive per la febbre di Lassa.
 A causa della potenziale trasmissione transfrontaliera, gli uffici nazionali di WHO in Liberia e in Guinea stanno collaborando allo scambio reciproco di informazioni relative a questo evento.
Valutazione del rischio di WHO
La febbre di Lassa è una malattia virale febbrile acuta che si trasmette all'uomo attraverso il contatto con cibo o effetti domestici contaminati da feci o urine di roditori. La trasmissione può avvenire anche da persona a persona e in laboratorio. Complessivamente il tasso di mortalità è circa 1%; tuttavia può raggiungere o superare il 15% in pazienti ospedalizzati con sintomi severi. Il trattamento precoce e la reidratazione migliorano le possibilità di sopravvivenza. La febbre di Lassa causa focolai almeno ogni anno in diverse aree della Liberia e dell' Africa Occidentale.
Il trend nel numero dei casi di febbre di Lassa riportati settimanalmente in Liberia è rimasto stabile da gennaio 2017 al 18 febbraio 2018. Gli interventi di sanità pubblica si dovrebbero focalizzare in Liberia e nelle aree della Guinea al confine con la contea di Nimba. La ricerca attiva dei casi, la ricerca dei contatti, il supporto laboratoristico e le attività di comunicazione del rischio dovrebbero continuare. Sebbene vi siano significativi spostamenti della popolazione tra gli stati della Liberia e attraverso i confini tra la contea di Nimba e la Guinea, non sono stati riportati né diffusione della malattia su vasta scala, né focolai in Guinea.
Raccomandazioni di WHO
La prevenzione della febbre di Lassa dipende dalla promozione delle condizioni igieniche e dall'impedire ai roditori di entrare nelle abitazioni. Nelle strutture sanitarie il personale dovrebbe fermamente implementare le precauzioni standard per la prevenzione ed il controllo dell'infezione quando si prende cura del paziente, al fine di prevenire le infezioni nosocomiali. I viaggiatori dalle aree dove la febbre di Lassa è endemica possono esportare la malattia in altri paesi, sebbene ciò si verifichi raramente. La diagnosi di febbre di Lassa dovrebbe essere considerata in pazienti febbrili di ritorno dall'Africa Occidentale, specialmente se sono stati in zone rurali o in ospedali, in regioni dove la malattia è endemica. Gli operatori sanitari che vedono un paziente sospetto dovrebbero immediatamente contattare esperti a livello locale e nazionale per guidare e organizzare l'esecuzione dei test di laboratorio.
Per maggiori informazioni consultare il seguente link:
WHO fact sheet on Lassa fever
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ProMED 22/02/2018 Nigeria
Dall'1 gennaio 2018 sono stati riportati in tutto 913 casi sospetti, inclusi 272 casi confermati, 5 casi probabili e 73 decessi, con un tasso di mortalità tra i casi confermati e probabili pari al 21%.
I casi sono stati segnalati da 17 stati: Edo, Ondo, Bauchi, Nasarawa, Ebonyi, Anambra, Benue, Kogi, Imo, Plateau, Lagos, Taraba, Delta, Osun, Rivers, Distretto della Capitale Federale e Gombe.
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ECDC 02/02/2018 Brasile
Da luglio 2017 alla settimana 4/2018, le autorità sanitarie del Brasile hanno riportato 213 casi umani confermati in laboratorio di febbre gialla, inclusi 81 decessi. I casi sono stati segnalati dagli stati di San Paolo (108 casi), Minas Gerais (77 casi), Rio de Janeiro (27 casi) e dal Distretto Federale (un caso).
Dall'1 luglio 2017 alla settimana 3/2018 sono stati riportati 482 focolai epizootici confermati tra i primati non umani. I casi epizootici confermati sono stati segnalati dagli stati di San Paolo (417), Minas Gerais (58), Rio de Janeiro (6) e Mato Grosso (1). L'87% dei casi è stato segnalato dallo stato di San Paolo.
Il 15 gennaio l'Olanda ha riportato un caso di febbre gialla in un viaggiatore non vaccinato di ritorno dal Brasile. Il caso aveva visitato il Brasile tra il 19 dicembre 2017 e l'8 gennaio 2018 ed aveva soggiornato in un'area circa 50 Km a nord di San Paolo.
WHO ha concluso che, oltre alle aree già segnalate in precedenza, tutto lo stato di San Paolo deve attualmente essere considerato a rischio per la trasmissione della febbre gialla. Di conseguenza il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla è raccomandato a tutti i viaggiatori internazionali che visitino qualunque area dello stato di San Paolo.
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ECDC 09/02/2018 Brasile
Da luglio 2017 alla settimana 5/2018, le autorità sanitarie del Brasile hanno riportato 353 casi umani confermati in laboratorio di febbre gialla, inclusi 98 decessi. I casi sono stati segnalati dagli stati di San Paolo (161 casi), Minas Gerais (157 casi), Rio de Janeiro (34 casi) e dal Distretto Federale (un caso).
Dall'1 luglio 2017 alla settimana 5/2018 sono stati riportati 499 focolai epizootici confermati tra i primati non umani. I casi epizootici confermati sono stati segnalati dagli stati di San Paolo (433), Minas Gerais (50), Rio de Janeiro (12), Mato Grosso (1) ed Espirito Santo (1). L'87% dei casi è stato segnalato dallo stato di San Paolo.
Il 15 gennaio l'Olanda ha riportato un caso di febbre gialla in un viaggiatore non vaccinato di ritorno dal Brasile. Il caso aveva visitato il Brasile tra il 19 dicembre 2017 e l'8 gennaio 2018 ed aveva soggiornato in un'area localizzata circa 50 Km a nord di San Paolo.
WHO ha concluso che, oltre alle aree già segnalate in precedenza, tutto lo stato di San Paolo deve attualmente essere considerato a rischio per la trasmissione della febbre gialla. Di conseguenza il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla è raccomandato a tutti i viaggiatori internazionali che visitino qualunque area dello stato di San Paolo.
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PAHO 17/02/2018 Brasile
Dall'1 luglio 2017 al 15 febbraio 2018 il Brasile ha riportato 409 casi confermati di febbre gialla, inclusi 118 decessi negli stati di San Paolo (183 casi e 46 decessi), Minas Gerais (157 casi e 44 decessi), Rio de Janeiro (68 casi e 27 decessi) e Distretto Federale (un caso fatale).
Un caso confermato di febbre gialla acquisita durante un viaggio in Brasile è stato confermato dalla Francia il 14 febbraio 2018. La paziente è una donna di 42 anni non vaccinata che aveva soggiornato a Brumadinho, nello stato di Minas Gerais, per turismo e per fare visita ai parenti. Si tratta del secondo caso segnalato in cittadini europei di ritorno da aree del Brasile considerate a rischio.
Dall 1 luglio 2017 al 15 febbraio 2018 sono stati riportati 3.481 casi nei primati non umani inclusi 499 confermati, 1.242 non testati, 1.018 ancora in corso di investigazione e 722 esclusi. La maggior parte dei casi epizootici è stato segnalato dallo stato di San Paolo.
Il numero totale dei casi epizootici è superiore a quello della stagione precedente e la situazione è aggravata dal fatto che si stanno verificando anche in aree vicine a grandi centri urbani come San Paolo e Rio de Janeiro.
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ProMED 22/02/2018 Brasile
STATO DI RIO DE JANEIRO: l'ambasciatore cileno in Brasile ha confermato 3 casi di febbre gialla, due dei quali fatali, in cittadini cileni che soggiornavano sull'Ilha Grande.
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ECDC 23/02/2018 Brasile
Da luglio 2017 alla settimana 7/2018, le autorità sanitarie del Brasile hanno riportato 545 casi umani confermati in laboratorio di febbre gialla, inclusi 164 decessi. I casi sono stati segnalati dagli stati di San Paolo (208 casi), Minas Gerais (264 casi), Rio de Janeiro (72 casi) e dal Distretto Federale (un caso).
Dall'1 luglio 2017 alla settimana 7/2018 sono stati riportati 522 focolai epizootici confermati tra i primati non umani. I casi epizootici confermati sono stati segnalati dagli stati di San Paolo (451), Minas Gerais (55), Rio de Janeiro (12), Tocantins (2), Mato Grosso (1) ed Espirito Santo (1). L'87% dei casi è stato segnalato dallo stato di San Paolo.
Il 14 febbraio 2018, il sistema GeoSentinel ha notificato un caso di febbre gialla in una viaggiatrice francese di ritorno dal Brasile. Il caso è una donna di 42 anni non vaccinata che è ritornata a Parigi durante la convalescenza. Secondo GeoSentinel la donna era stata ricoverata in Brasile in una struttura privata e i test di laboratorio erano positivi per la febbre gialla. Il contagio è probabilmente avvenuto durante una visita al giardino botanico di Inhotim a Brumadinho, stato del Minas Gerais.
Il 15 gennaio l'Olanda ha riportato un caso di febbre gialla in un viaggiatore non vaccinato di ritorno dal Brasile. Il caso aveva visitato il Brasile tra il 19 dicembre 2017 e l'8 gennaio 2018 ed aveva soggiornato in un'area localizzata circa 50 Km a nord di San Paolo.
WHO ha concluso che, oltre alle aree già segnalate in precedenza, tutto lo stato di San Paolo deve attualmente essere considerato a rischio per la trasmissione della febbre gialla. Di conseguenza il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla è raccomandato a tutti i viaggiatori internazionali che visitino qualunque area dello stato di San Paolo.
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WHO 27/02/2018 Brasile
Durante le prime quattro settimane del 2018, si è osservato un rapido aumento del numero di casi confermati di febbre gialla osservati negli stati di Rio de Janeiro, São Paulo e Minas Gerais. Dal 1° luglio 2017 al 16 febbraio 2018, sono stati segnalati in Brasile 464 casi umani confermati di febbre gialla, inclusi 154 decessi. I casi confermati sono stati segnalati negli stati di São Paulo (181 casi, inclusi 53 decessi), Minas Gerais (225 casi, inclusi 76 decessi), e Rio de Janeiro (57 casi, inclusi 24 decessi) e nel Distretto Federale (1 caso mortale). A differenza della precedente stagione, l’attuale stagione è stata caratterizzata da un aumento dei casi segnalati negli stati di São Paulo e Rio de Janeiro, insieme al verificarsi di casi in aree situate nelle vicinanze di grandi città.
Nello Stato di São Paulo, il 57% dei casi confermati probabilmente si è infettato nel Municipio di Mairiporã (un’area rurale situata 15 km a nord della Municipalità di São Paulo). Nello Stato di Rio de Janeiro, il 45% dei casi confermati si è verificato fra i residenti delle municipalità di Valença e Teresópolis; la seconda è situata a 96 km dalla città di Rio de Janeiro. I luoghi i cui probabilmente si sono infettati tutti i casi confermati corrispondono ad aree con epizoozie documentate in primati non umani. Nel Minas Gerais, il 47% dei casi confermati risiede in municipalità situate a sud e sudest della città di Belo Horizonte, dove non erano stati individuati casi umani durante l’epidemia nella stagione 2016/2017.
Due casi di febbre gialla confermati dal laboratorio (in Francia e in Olanda) sono stati segnalati fra i viaggiatori non vaccinati che si sono recati in Brasile, in municipalità considerate a rischio di febbre gialla, come descritto nelle raccomandazioni sanitarie per i viaggiatori internazionali in base alla circolazione virale, alla distribuzione degli insetti vettori di febbre gialla e degli animali che fungono da serbatoio. Inoltre, sono stati segnalati due casi confermati in laboratorio in cittadini argentini, che probabilmente si sono infettati a Ilha Grande, municipalità di Angra do Reis, stato di Rio de Janeiro, e Isla Bella, stato di São Paulo, Brasile (entrambe le municipalità sono a rischio di febbre gialla). Inoltre, al 26 febbraio, sono stati segnalati tre casi confermati di febbre gialla (due mortali) in cittadini cileni che probabilmente si sono infettati anche loro a Ilha Grande, municipalità di Angra do Reis, stato di Rio de Janeiro, Brasile.
Sono state segnalate continuamente epizoozie, durante il periodo stagionale pre-stagionale, indicando circolazione virale continua in un ecosistema favorevole, che si sta espandendo ad aree precedentemente non considerate a rischio di febbre gialla. Dal 1° luglio 2017 al 6 febbraio 2018, sono state segnalate 3.812 epizoozie nei primati non umani, 517 delle quali sono state confermate dal laboratorio, 1.157 sono ancora in studio, 1397 sono state classificate come indeterminate e 741 sono state escluse. Sono state segnalate epizoozie in 22 delle 27 aree federali del paese. Epizoozie con circolazione confermata di febbre gialla fra i primati non umani sono state segnalate in sei stati (Espírito Santo, Mato Grosso, Minas Gerais, Rio de Janeiro, São Paulo, e Tocantins). São Paulo ha riportato il 42% di tutte le epizoozie.
Inoltre, il Ministero della Salute del Brasile ha segnalato l’isolamento del virus della febbre gialla in zanzare Aedes albopictus catturate in aree rurali di due municipalità (Ituêta e Alvarenga) dello Stato di Minas Gerais nel 2017, come parte di un’indagine condotta dal Ministero della Salute del Brasile e dall’Istituto Evandro Chagas. Il significato di questi ritrovamenti richiede ulteriori indagini, particolarmente per confermare la competenza dei vettori a trasmettere il virus della febbre gialla.
Attività di sanità pubblica
Da settembre 2017, quando la febbre gialla è stata confermata in casi umani e in epizoozie in primati non umani nello Stato di São Paulo, le autorità nazionali hanno intensificato le attività di vaccinazione tramite campagne di vaccinazione porta a porta e di massa. Inoltre, le autorità sanitarie statali e municipali hanno rafforzato i servizi di assistenza sanitaria deputati alla gestione dei casi e hanno messo in atto attività di comunicazione del rischio.
Il 25 gennaio 2018, le autorità sanitarie brasiliane hanno iniziato una campagna di vaccinazione (dose standard e dose frazionata) diretta a 69 municipalità degli stati di Rio de Janeiro (10 milioni di persone in 15 municipalità) e São Paulo (10,3 milioni in 54 municipalità).
Al 16 febbraio 2018, i risultati preliminari della campagna di vaccinazione di massa contro la febbre gialla indicano che 4,3 milioni di persone sono state vaccinate contro la febbre gialla (3,9 milioni di persone con la dose frazionata e 379.900 persone con la dose standard). Queste cifre rappresentano il 21% degli oltre 20 milioni di persone pianificate, a cui era indirizzata la vaccinazione nei due stati. A causa del basso tasso di copertura vaccinale raggiunto durante la campagna nello Stato di Rio de Janeiro (12,1% della popolazione bersaglio), le autorità sanitarie statali prolungheranno la campagna. Ugualmente, nello Stato di São Paulo, solo il 29,6% della popolazione bersaglio è stata vaccinata durante la campagna di vaccinazione e le autorità sanitarie statali stanno valutando la necessità di prolungare la campagna per diversi giorni. A Bahia, la campagna di vaccinazione è iniziata il 19 febbraio, ed è destinata a 3,3 milioni di persone in otto municipalità.
Valutazione del rischio dell’OMS
Il rapido aumento del numero di casi e di epizoozie durante le ultime settimane desta preoccupazione, a causa della persistenza della circolazione virale nelle aree a rischio e la diffusione a nuove aree, particolarmente in prossimità di aree urbane di grandi città, quali São Paulo e Rio de Janeiro, e in municipalità che precedentemente non erano considerate a rischio di febbre gialla.
Attualmente, la trasmissione della febbre gialla, da parte di Aedes aegypti non è stata documentata in Brasile. In studi entomologici effettuati durante l’epidemia 2016/2017 in alcuni degli stati colpiti, zanzare Haemagogus isolate sono state riscontrate positive per febbre gialla, indicando la predominanza del ciclo silvestre. Più recentemente, uno studio condotto dall’Istituto Evandro Chagas segnalato dal Ministero della Salute brasiliano, ha rivelato l’isolamento del virus della febbre gialla in zanzare Aedes albopictus catturate in aree rurali di due municipalità del Minas Gerais (Ituêta e Alvarenga) nel 2017. Il significato di questo ritrovamento richiede ulteriori studi.
I risultati preliminari della campagna di vaccinazione di massa negli stati di São Paulo e Rio de Janeiro indicano una bassa copertura vaccinale, suggerendo che un significativo numero di persone rimane a rischio e la necessità di intensificare le attività di vaccinazione e di comunicazione del rischio fra i gruppi ad alto rischio e i gruppi difficili da raggiungere. Il verificarsi di due (probabilmente tre) casi confermati fra i viaggiatori non vaccinati indica la necessità per gli Stati Parte di rinforzare la diffusione di raccomandazioni ai viaggiatori internazionali.
Raccomandazioni dell’OMS
Il virus della febbre gialla è trasmesso alle scimmie da zanzare che vivono nelle foreste, quali Haemagogus e Sabethes. Le persone esposte a queste zanzare possono infettarsi se non sono vaccinate.
La vaccinazione è l’unica misura davvero importante per prevenire la febbre gialla. Il vaccino è stato usato per molti decenni ed è sicuro e accessibile, conferisce un’immunità efficace contro la febbre gialla in 10 giorni a oltre il 90% delle persone vaccinate e entro 30 giorni al 99% delle persone vaccinate. Una dose unica fornisce una protezione che dura tutta la vita.
Nell’attuale epidemia in Brasile, tutti i casi umani di febbre gialla sono collegati a punture di zanzare Haemagogus e Sabethes. Dovrebbero essere adottate le precauzioni di base dalle persone che risiedono o viaggiano in aree a rischio di febbre gialla. Tali precauzioni includono l’uso di repellenti, indossare indumenti a maniche lunghe e pantaloni lunghi, e soggiornare in ambienti le cui finestre sono protette da schermi per prevenire l’entrata delle zanzare.
I viaggiatori che tornano in patria con viremia in atto rappresentano un rischio per lo stabilirsi di cicli di trasmissione autoctoni di febbre gialla, prevalentemente in aree dove le condizioni per la trasmissione della febbre gialla sono presenti (inclusi fattori ecologici e presenza dei vettori competenti). L’OMS ha aggiornato le raccomandazioni per i viaggiatori internazionali il 16 gennaio 2018.
La trasmissione urbana del virus della febbre gialla si verifica quando il virus si diffonde da persona a persona trasmesso dalla zanzara Aedes aegypti. L’ultima epidemia documentata di febbre gialla urbana in Brasile risale al 1942.
L’OMS continua a monitorare la situazione epidemiologica e ad aggiornare la valutazione del rischio in base alle più recenti informazioni disponibili.
Per ulteriori informazioni, consultare i materiali prodotti dall’OMS disponibili ai link seguenti:
 WHO recommendations for travellers, Brazil
  Yellow fever: Questions and answers
 Pan American Health Organization: Yellow fever
Per approfondire:
http://www.who.int/csr/don/27-february-2018-yellow-fever-brazil/en/
http://www.who.int/csr/disease/yellowfev/en/
http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs100/en/
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ProMED 15/02/2018 Costa d'Avorio
Secondo un report recente del PNLMTN-CP (Programme National de Lutte contre les Maladies Tropicales Négligées à Chimiothérapie Préventive), 74 degli 83 distretti sanitari del paese sono colpiti dalla filariosi linfatica.
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ProMED 01/02/2018 Cile
REGIONE DI LIBERTADOR GENERAL BERNARDO O'HIGGINS: segnalato un caso di infezione da Hantavirus in un bambino di 7 anni residente nel comune di San Vincente, area di Tagua Tagua. Il paziente si trova attualmente in buone condizioni.
REGIONE DI LOS RIOS: segnalato un caso fatale di infezione da Hantavirus in un lavoratore proveniente dalla regione di Aysen. Non è chiaro in quale delle due località la vittima abbia contratto l'infezione e sono in corso indagini epidemiologiche.
REGIONE DI LOS LAGOS, provincia di Osomo: segnalato un caso sospetto di infezione da Hantavirus in un uomo di 39 anni. Provincia di Llanquihue: segnalati 2 casi sospetti di infezione da Hantavirus, uno fatale in una donna di 43 anni residente a Los Muermos e l'altro in un uomo residente a Puerto Montt, che si trova attualmente in gravi condizioni.
L'Hantavirus responsabile di questi casi è molto probabilmente il virus Andes.
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CDC 01/02/2018 USA
A dicembre 2016 il Wisconsin ha notificato 2 casi di infezione da Hantavirus, in un individuo addetto alla cura di ratti norvegesi da compagnia in un allevamento e in un famigliare con una simile storia di esposizione ai ratti. A gennaio 2017 è stata confermata per entrambi un'infezione acuta recente da virus Seoul.
In seguito a questo evento, un'indagine ha identificato 31 allevamenti in 11 stati con infezioni da virus Seoul nell'uomo o nei roditori e 6 di questi hanno riferito di scambiare ratti con aziende canadesi. L'analisi di campioni di siero prelevati da 183 persone negli Stati Uniti e in Canada ha identificato 24 casi positivi per la presenza di anticorpi anti virus Seoul; tre di questi casi erano stati ricoverati, ma non si è verificato alcun decesso.
I casi individuati in questa indagine, insieme ad un precedente report pubblicato dal Tennessee, sono i primi esempi noti di trasmissione del virus Seoul all'uomo da parte di ratti di allevamento negli Stati Uniti e in Canada.
Riferimento: Kerins JL, Koske SE, Kazmierczak J, et al. Outbreak of Seoul Virus Among Rats and Rat Owners -- United States and Canada, 2017. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2018;67:131-134.
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ProMED 09/02/2018 Cile
REGIONE DI LIBERTADOR GENERAL BERNARDO O'HIGGINS: segnalato il secondo caso di infezione da Hantavirus del 2018 in un uomo di 22 anni che si trova attualmente in buone condizioni.
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ProMED 18/02/2018 America Centrale e Meridionale
CILE, regione di La Araucania: è stato segnalato un caso fatale di infezione da hanatvirus in un uomo di 44 anni residente a Tumaco. Poichè la vittima lavorava nella regione di Aysen sono in corso le investigazioni per stabilire dove sia avvenuto il contagio. Si tratta del secondo caso segnaalto nella Araucania dall'inizio del 2018.
ARGENTINA, provincia di Buenos Aires: segnalato un caso di infezione da hantavirus in un lavoratore agricolo impiegato nell'area di la Celina. L'hantavirus responsabile del caso è molto probabilmente il virus Buenos Aires.
PANAMA, provincia di Los Santos: dall'1 gennaio al 15 febbraio 2018 sono stati segnalati 5 casi di infezione da Hantavirus, 4 nel distretto di Tonosi e uno in quello di Guarare. I casi includono 2 sindromi febbrili e 3 sindromi cardiopolmonari, una delle quali fatale.
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ProMED 07/02/2018 India
STATO DI UTTAR PRADESH, dipartimento di Unnao: da luglio 2017 è stato osservato un aumento delle nuove infezioni da HIV in categorie di persone senza apparenti fattori di rischio. Sono stati confermati almeno 33 casi e tutti hanno riferito di essere stati curati da un jhola chhaap, un guaritore senza alcuna qualifica, che riutilizzava più volte la stessa siringa. L'uomo è attualmente ricercato dalle autorità indiane.
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ECDC 02/02/2018 Cina
Secondo l'Avian Influenza Report del Centre for health protection of the Department of Health di Hong kong, da marzo 2013 al 31 gennaio 2018, sono stati notificati in totale 1.566 casi confermati in laboratorio di infezione umana da virus dell'influenza A(H7N9), inclusi almeno 567 decessi. I casi sono stati riportati dalle province cinesi di Zhejiang (310 casi), Shangai (56), Jiangsu (253), Henan (28), Anhui (101), Beijing (35), Shangdong (27), Fujian (108), Hunan (95), Jiangxi (50), Hebei (29), Hubei (31), Guangdong (258), Guangxi (32), Guizhou (20), Jilin (3), Xinjiang Uygur (14), Tianjin (5), Liaoning (5), Sichuan (38), Yunnan (8), Chongqing (9), Hong Kong (21), Taiwan (5), Macau (2), Tibet (3), Gansu (5), Shaanxi (7), Shanxi (3) e Inner Mongolia (2). I casi segnalati da Hong Kong, Taiwan e Macao sono tutti importati dalla Cina continentale. Inoltre sono stati segnalati un caso dalla Malesia e due casi dal Canada, tutti importati dalla Cina. La maggior parte dei pazienti ha sviluppato una malattia respiratoria grave.
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ECDC 02/02/2018
Influenza aviaria A(H5N6)
Corea del Sud
Dal 2007 sono stati segnalati numerosi focolai di influenza aviaria A(H5N6) tra gli uccelli e il pollame. Sebbene non siano stati riportati casi umani e il rischio di infezione sia considerato estremamente basso, in vista delle prossime olimpiadi invernali si raccomanda di evitare il contatto con gli uccelli e con gli allevamenti di pollame.
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ProMED 14/02/2018
Influenza aviaria A(H7N4)
Cina
PROVINCIA DI JIANGSU:oggi è stato notificato al Centro per la Protezione della Salute (CHP) un caso umano confermato di influenza aviaria A(H7N4). Si tratta del primo caso riportato nel mondo.
La paziente è una donna di 68 anni residente a Lyiang, nell'area di Changzhou, con una storia di esposizione al pollame nei giorni precedenti l'esordio dei sintomi. Ricoverata l'1 gennaio 2018, è stata dimessa il 22 gennaio.
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ECDC 16/02/2018
Influenza aviaria A(H7N4)
Cina
Il 14 febbraio 2018, la Cina ha riportato il primo caso umano di influenza aviaria A(H7N4). Nessuno dei contatti stretti del caso ha sviluppato sintomi durante il periodo di sorveglianza. Secondo quanto riportato dal CDC della Cina, l'analisi genetica del virus ha dimostrato che si trattava di un virus aviario in origine.
Dei numerosi focolai di influenza aviaria nel pollame segnalati dal paese a partire da dicembre 2017, nessuno è stato tipizzato come A(H7N4). Ulteriori analisi genetiche sono necessarie per caratterizzare il rapporto e l'origine del nuovo virus rispetto ai virus A(H7N9) che hanno causato casi umani a partire dal 2013.
Focolai di influenza aviaria A(H7N4), non correlati a questo caso umano, sono stati documentati nel 1997 nello stato del New South Wales, Australia, dove il virus era stato isolato da due allevamenti di pollame commerciale e da emù asintomatici tenuti in una terza struttura. Nel 2010 il virus era già stato identificato in Olanda in allevamenti di pollame.
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WHO 22/02/2018
Influenza aviaria A(H7N4)
Cina
Il 14 febbraio 2018, la Commissione Nazionale per la Salute e la Pianificazione Familiare (NHFPC) Cina ha notificato all’OMS un caso di infezione umana da virus dell’influenza aviaria A(H7N4). Si tratta del primo caso umano di infezione da virus dell’influenza A(H7N4) ad essere segnalato in tutto il mondo.
Il caso era una donna di 68 anni proveniente dalla provincia di Jangsu, già affetta da malattia coronarica ed ipertensione, che è divenuta sintomatica il 25 dicembre 2017. Sette giorni dopo, è stata ricoverata in una struttura ospedaliera locale, con diagnosi di polmonite grave ed è stata dimessa dopo 21 giorni. Il 12 febbraio il Centro Cinese per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CDC Cinese) ha confermato che i campioni prelevati alla paziente erano risultati positivi per influenza aviaria A(H7N4). La NHFPC ha confermato la diagnosi il 13 febbraio 2018. La paziente ha segnalato all’anamnesi un’esposizione al pollame vivo prima dell’insorgenza dei sintomi.
Il sequenziamento genico di questo virus A(H7N4) mostra che tutti i segmenti virali originano da virus dell’influenza aviaria. In base al sequenziamento genico, risulta che questo virus sia sensibile agli adamantani e agli inibitori delle neuroaminidasi.
Ventotto contatti stretti della paziente sono stati posti sotto osservazione medica. Fra i contatti stretti non sono stati riscontrati risultati anomali e tutti i tamponi faringei dei contatti sono risultati negativi.
Interventi di sanità pubblica
Il Governo cinese ha effettuato una valutazione del rischio ed ha rafforzato le misure di prevenzione e controllo, sorveglianza e indagini epidemiologiche, inclusi la ricerca dei contatti ed i test di laboratorio. Sono in corso attività di comunicazione del rischio e di diffusione delle informazioni.
L’OMS è in contatto con le autorità nazionali e sta seguendo l’evento da vicino. L’OMS sta facilitando lo scambio di informazioni con gli Stati membri e sta monitorando la situazione, in accordo con il Regolamento Sanitario Internazionale (2005).
Valutazione del rischio dell’OMS
Si tratta della prima segnalazione di un caso umano di infezione da virus dell’influenza aviaria A(H7N4) in tutto il mondo e la paziente ha rivelato di essere stata esposta a pollame vivo di allevamento rurale, prima dell’insorgenza della sintomatologia. L’analisi genica di questo virus influenzale A(H7N4) indica che è di origine aviaria.
I contatti stretti della paziente sono risultati negativi ai test per l’influenza aviaria A(H7N4) e sono rimasti asintomatici. L’evidenza attuale suggerisce che questo virus non possegga l’abilità di trasmissione sostenuta alle persone, pertanto è bassa la probabilità di trasmissione sostenuta interumana.
Qualsiasi virus influenzale degli animali che sviluppi le capacità di trasmissione interumana può teoricamente causare una pandemia.
È possibile che siano diagnosticati ulteriori casi umani di influenza aviaria A(H7N4), tuttavia per ora è stato individuato un solo caso e non è attualmente disponibile alcuna informazione sulla circolazione del virus dell’influenza aviaria A(H7N4) negli uccelli. Sono necessarie ulteriori informazioni per aumentare la fiducia in questa valutazione.
Raccomandazioni dell’OMS
Le persone dovrebbero evitare di recarsi in ambienti ad alto rischio, quali fattorie/mercati di animali vivi e pollame vivo, o entrare in contatto con superfici che possano essere contaminate da feci di pollame. Si raccomanda di adottare le misure di igiene, quali lavarsi le mani frequentemente o utilizzare prodotti sanificanti per le mani a base di alcol. L’OMS non raccomanda nessuna ulteriore misura per i viaggiatori. Rispetto a questo evento, l’OMS non raccomanda di effettuare alcuno screening speciale ai punti d’entrata, né attualmente raccomanda alcuna restrizione ai viaggi o al commercio.
Per ulteriori informazioni consultare:
http://www.who.int/csr/don/22-february-2018-ah7n4-china/en/
http://www.who.int/mediacentre/factsheets/avian_influenza/en/
http://www.who.int/influenza/human_animal_interface/en/
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ECDC 02/02/2018 Europa
Nella settimana 4/2018 l'attività dell'influenza è stata diffusa nella maggior parte dei paesi segnalatori. Tuttavia, sebbene l'attività sia aumentata, molti paesi hanno segnalato un'intensità bassa o media. Il 52% dei campioni sentinella è risultato positivo per virus dell'influenza, che rientra nel range osservato durante le 3 settimane precedenti (42-52%). Entrambi i tipi A e B hanno circolato contemporaneamente, con una percentuale più elevata di virus di tipo B. Nei paesi della Regione sono state osservate percentuali diverse di virus A e B e dei diversi sottotipi di A.
In generale, per la stagione 2017-2018, dai campioni sentinella è stata identificata una percentuale di virus B più elevata rispetto a quella dei virus A, mentre nei campioni non sentinella le due percentuali sono pressoché simili. Tra i virus A, il sottotipo A(H1N1)pdm 09 ha superato A(H3N2) nei campioni sentinella, mentre nei campioni non sentinella il sottotipo A(H3N2) ha superato A(H1N1)pdm 09. Per quanto riguarda i virus di tipo B, sia nei campioni sentinella che in quelli non sentinella, il lineage B/Yamagata ha superato il lineage B/Victoria. Il virus del lineage B/Yamagata non è incluso nel vaccino trivalente in uso nella attuale stagione.
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ECDC 09/02/2018 Europa
Nella settimana 5/2018 l'attività dell'influenza è stata diffusa nella maggior parte dei paesi segnalatori. Oltre ad un aumento dell'attività, la maggior parte dei paesi hanno segnalato un'intensità media o alta, mentre nella parte orientale della Regione Europea l'attività è stata sporadica o a livello regionale, ma con un numero crescente di casi. Entrambi i tipi A e B hanno circolato contemporaneamente, con una percentuale più elevata di virus di tipo B. Nei paesi della Regione sono state osservate percentuali diverse di virus A e B e dei diversi sottotipi di A. Il 57% dei campioni sentinella è risultato positivo per virus dell'influenza, con un lieve aumento rispetto alla settimana precedente (54%).
In generale, per la stagione 2017-2018, nei campioni sentinella è stata identificata una percentuale di virus B molto più elevata rispetto a quella dei virus A, mentre nei campioni non sentinella la percentuale di virus B è solo leggermente più elevata. Tra i virus A, il sottotipo A(H1N1)pdm 09 ha superato A(H3N2) nei campioni sentinella, mentre nei campioni non sentinella il sottotipo A(H3N2) ha superato A(H1N1)pdm 09. Per quanto riguarda i virus di tipo B, sia nei campioni sentinella che in quelli non sentinella, il lineage B/Yamagata ha superato il lineage B/Victoria. Il virus del lineage B/Yamagata non è incluso nel vaccini trivalente in uso nella attuale stagione.
La maggior parte dei casi gravi si è verificata in adulti infetti con il virus A(H1N1)pdm09 o con il virus B.
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ECDC 16/02/2018 Europa
Nella settimana 6/2018 l'attività dell'influenza è stata ampiamente diffusa nella maggior parte dei paesi segnalatori. Entrambi i tipi A e B hanno circolato contemporaneamente, con una percentuale più elevata di virus di tipo B. Nei paesi della Regione sono state osservate percentuali diverse di virus A e B e dei diversi sottotipi di A. Il 51% dei campioni sentinella è risultato positivo per virus dell'influenza, una percentuale paragonabile a quella della settimana precedente (55%).
In generale, per la stagione 2017-2018, nei campioni sentinella e non sentinella è stata identificata una percentuale di virus B più elevata rispetto a quella dei virus A. Tra i virus A, il sottotipo A(H1N1)pdm 09 ha superato A(H3N2) nei campioni sentinella, mentre nei campioni non sentinella il sottotipo A(H3N2) ha superato A(H1N1)pdm 09. Per quanto riguarda i virus di tipo B, sia nei campioni sentinella che in quelli non sentinella, il lineage B/Yamagata ha superato il lineage B/Victoria. Il virus del lineage B/Yamagata non è incluso nel vaccino trivalente in uso nella attuale stagione.
La maggior parte dei casi gravi è correlata ad Influenza B e si è verificata in individui di età superiore ai 15 anni. Tra i casi confermati di influenza nei reparti di terapia intensiva, un simile numero di casi era infetto da influenza A o influenza B e circa lo stesso numero di casi è stato riportato nella fascia di età tra 15 e 64 anni e in quella oltre i 64 anni. Tra i casi confermati riportati da altri reparti, influenza B è stato identificato circa due volte più frequentemente rispetto ad Influenza A e soprattutto nel gruppo di età oltre i 64 anni.
Sebbene siano in numero basso, il 59% dei virus A caratterizzati geneticamente appartengono alla clade 3C.2a descritta nelle raccomandazioni di WHO per il vaccino destinato all'emisfero settentrionale nella stagione 2017-2018; il 37% appartengono invece alla subclade 3C.2a1, i cui membri coltivati su cellule di mammifero sono antigenicamente simili a quelli della clade 3C.2a.
WHO sta organizzando un incontro tra il 19 e il 21 febbraio 2018 per stabilire la composizione del vaccino destinato all'emisfero settentrionale per la stagione 2018-2019.
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ECDC 23/02/2018 Europa
Nella settimana 7/2018 l'attività dell'influenza è stata ampiamente diffusa nella maggior parte dei paesi segnalatori. Entrambi i tipi A e B hanno circolato contemporaneamente, con una percentuale più elevata di virus di tipo B. Nei paesi della Regione sono state osservate percentuali diverse di virus A e B e dei diversi sottotipi di A. Il 51% dei campioni sentinella è risultato positivo per virus dell'influenza, una percentuale leggermente inferiore a quella della settimana precedente (53%).
La maggior parte dei casi gravi ricoverati in reparti diversi dalla terapia intensiva è rappresentata da adulti infetti con il virus dell'Influenza B. Invece gli adulti ricoverati in terapia intensiva erano per la maggior parte infetti con virus dell'Influenza di tipo A.
WHO ha riunito il Vaccin Composition Meeting il 19-21 febbraio e ha stabilito la composizione del vaccino destinato all'emisfero Nord per la stagione 2018-2019. Si raccomanda che i vaccini quadrivalenti contengano: - un virus simile al ceppo A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09
- un virus simile al ceppo A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2)
- un virus simile al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineage B/Victoria/2/87)
- un virus simile al ceppo B/Phuket/3073/2013 (lineage B/Yamagata/16/88)
Si raccomanda inoltre che la componenete di influenza B per i vaccini trivalenti sia un virus simile al ceppo B/Colorado/06/2017 del lineage B/Victoria/2/87.
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ProMED 07/02/2018
Legionellosi
USA
MICHIGAN, contea di Genesee: durante le estati del 2014 e del 2015 nella contea si sono verificati focolai di legionellosi che hanno causato 91 casi confermati, inclusi 12 decessi. In questo periodo la fonte dell'acqua potabile di Flint, la principale città della contea, era stata cambiata dal lago Huron al fiume Flint. In seguito a questo evento l'acqua dell'acquedotto risultava contaminata da piombo e ferro derivato dalle nuove tubature, poichè era stato omesso l'uso di ortofosfato come agente anticorrosivo. Inoltre il livello di cloro nell'acqua prelevata presso i punti di utilizzo risultava più basso che in precedenza, al di sotto di 0.5 o anche 0.2 mg/L.
Si ritiene che proprio l'abbassamento del livello di cloro libero, dovuto probabilmente alla sua reazione con gli ioni ferro presenti nell'acqua, insieme a un possibile cambiamento della popolazione batterica residente sulle tubature, abbia contribuito a causare il focolaio di legionellosi che è infatti terminato nel 2016, quando si è tornati alla fonte di approvvigionamento originaria.
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ProMED 14/02/2018
Legionellosi
USA
ILLINOIS, città di Quincy: segnalati 2 nuovi casi di legionellosi tra gli ospiti della Casa dei Veterani.
TEXAS: il 6 febbraio 2018 il Brooke Army Medical Center ha segnalato un caso confermato di legionellosi in un membro del personale. Nella medesima struttura altri 2 casi erano stati riportati ad agosto 2017 ed è quindi stato dichiarato un focolaio.
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ProMED 11/02/2018
Listeriosi
Spagna
COMUNE DI MADRID: è stato riportato un caso di meningite da L.monocytogenes in un uomo di 39 anni, che si trova attualmente in via di guarigione. Si ritiene che l'infezione sia correlata al consumo di formaggio molle di pecora prodotto dalla ditta Ohian Txiki Koop nei paesi Baschi.
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ProMED 18/02/2018
Listeriosi
Sud Africa
Al 16 febbraio 2018, il focolaio di listeriosi in corso nel paese ha causato 872 casi confermati, inclusi 164 decessi. Il 43% dei casi è rappresentato da bambini di età inferiore ad un mese. I casi sono stati segnalati da 9 province, ma la maggior parte di essi proviene dalla provincia di Gauteng. L'analisi molecolare ha identificato il sierotipo ST6 nel 90% degli isolati in tutte le province colpite, suggerendo l'esistenza di una fonte di infezione comune che tuttavia al momento rimane sconosciuta.
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ProMED 24/02/2018
Listeriosi
Sud Africa
Al 20 febbraio 2018 il paese ha riportato 915 casi confermati di listeriosi, inclusi 192 decessi.
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ProMED 03/02/2018 Cambogia
Mentre la prevalenza di malaria da P.falciparum resistente all'artemisinina è in aumento nella subregione del Grande Mekong, in Cambogia anche l'IC50 della piperachina è cresciuto in modo significativo tra il 2011 e il 2013. Questo riduce ulteriormente l'efficacia della terapia finora raccomandata, basata sull'artemisinina in combinazione con la piperachina e mette a rischio gli sforzi compiuti a livello globale per l'eliminazione della malattia.
Uno studio recentemente pubblicato su The Lancet Infectious Diseases ha identificato due markers genetici in grado di prevedere la resistenza alla piperachina in vitro e il fallimento della terapia in vivo.
Un'analisi GWS delle mutazioni puntiformi (SNPs) ha identificato una regione sul cromosoma 13 di P.falciparum isolato in 3 province del paese (Pursat, Preah Vihear e Ratanakiri), una regione associata con un elevato IC50 della piperachina. In particolare una mutazione non sinonima (Glu15Gly) in questa regione, che codifica per un'esonucleasi, è associata a una recrudescenza dell'infezione dopo il trattamento con artemisinina piperachina.
Inoltre l'amplificazione dei geni plasmepsin II e plasmepsin III sul cromosoma 14 è fortemente associata con il fenotipo resistente. Infatti, le plasmepsine sono delle aspartato proteasi coinvolte nel pathway di conversione dell'emoglobina in emozoina, che rappresenta appunto il target di azione della piperachina.
La prevalenza di entrambe le varianti genetiche è aumentata in modo significativo negli anni recenti nelle regioni di Pursat e Preah Vihear, dove la resistenza alla terapia combinata artemisinina piperachina è ormai diffusa e in tutte le regioni del sud-est asiatico dove tale combinazione è stata usata in modo esteso negli anni precedenti, mentre risulta del tutto assente nelle regioni dove questa terapia non è stata utilizzata.
Riferimento: Amato, Roberto et al. “Genetic Markers Associated with Dihydroartemisinin–piperaquine Failure in Plasmodium Falciparum Malaria in Cambodia: A Genotype-Phenotype Association Study.” The Lancet. Infectious diseases 17.2 (2017): 164–173.
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ProMED 21/02/2018
Malattia mani, piedi, bocca
Isole Cayman
E' stato segnalato un focolaio di malattia mani, piedi, bocca che tra il 4 e il 16 febbraio ha causato 14 casi. il focolaio è cominciato da circa 3 settimane e ha colpito diverse scuole sull'isola di Grand Cayman.
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ProMED 10/02/2018 Australia
TERRITORI DEL NORD: da ottobre 2017 si sono registrati 26 casi di melioidosi. Alcuni pazienti sono stati ricoverati e altri hanno necessitato di terapia intensiva.
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ECDC 09/02/2018
Meningite
Africa
Nelle prime 3 settimane del 2018, WHO ha riportato 1.074 casi di meningite, inclusi 89 decessi (tasso di mortalità =8.3%). La Repubblica Democratica del Congo ha riportato più del 50% dei casi (434), seguita da Burkina Faso (161), Nigeria (143), Ghana (129), Togo (36), Benin (27), Niger (25), Uganda (25), Ciad (23), Costa d'Avorio (20), Repubblica Centro-africana (18), Guinea(16), Senegal (16), Gambia (1) e Sud- Sudan (1).
Alla settimana 3/2018 sono stati testati 412 campioni in 8 paesi. Neisseria meningitidis W135 è stata identificata in 8 campioni, N.meningitidis C in 2 campioni, N.meningitidis X in un campione e N.meningitidis B in un campione. Streptococco pneumoniae è stato individuato in 809 campioni.
Inoltre WHO e i mezzi di informazione hanno riportato altri casi in Liberia (un cluster di infezioni da N.meningitidis sierogruppo W nella contea di Lofa cominciato a dicembre 2017) e in Camerun (3 casi fatali di meningite meningococcica tra i membri di una unica famiglia, verificatisi nella città di Yaoundè a gennaio 2018).
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Prensa Latina 01/02/2018
Meningite da Criptococco
USA
CALIFORNIA: è stato recentemente riportato su BMJ Case Reports un caso di meningite da Criptococco neoformans in una donna di 48 anni con una storia di consumo di marjuana inalata, ma apparentemente immunocompetente. Si sospetta che la paziente abbia inalato le spore di C.neoformans fumando marjuana contaminata, poichè campioni di questa pianta prelevati presso il fornitore da lei frequentato sono risultati positivi per la presenza di diverse specie di Criptococco, incluso C. neoformans e di altri funghi opportunistici. Il prolungato consumo di marjuana potrebbe anche avere predisposto la donna alla diffusione sistemica del fungo.
Riferimento: Shapiro BB, Hedrick R, Vanle BC, et al. Cryptococcal meningitis in a daily cannabis smoker without evidence of immunodeficiency. BMJ Case Reports 2018.
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ECDC 02/02/2018 Situazione Mondiale
Da aprile 2012 al 31 gennaio 2018, a livello mondiale, le autorità sanitarie hanno riportato in totale 2.177 casi di infezione da MERS CoV, inclusi 817 decessi.
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ProMED 01/02/2018
Morbillo
Canada
Sono stati segnalati 2 nuovi casi di morbillo, uno nell'area di Halifax, provincia di Nova Scotia, in corso di investigazione e uno nella città di Calgary, provincia di Alberta, che ha probabilmente acquisito l'infezione in India o durante il viaggio di ritorno.
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ProMED 01/02/2018
Morbillo
Filippine
ISOLA DI MINDANAO, provincia di Davao del Sur, città di Davao: è in corso un focolaio di morbillo, che da novembre 2017 ha causato 228 casi e 4 decessi in 32 barangays.
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WHO 06/02/2018
Morbillo
America
Tra gennaio 2017 e gennaio 2018, sei paesi della regione delle Americhe e Caraibi hanno riportato casi di morbillo: Antigua e Barbuda (1 caso), Argentina (3 casi), Canada (45), Guatemala (1), Stati Uniti (120) e Venezuela (952). I casi segnalati da Antigua e Barbuda e dal Gutemala sono stati importati dal Regno Unito e dalla Germania.
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WHO 06/02/2018
Morbillo
Europa
Tra novembre 2016 e dicembre 2017 i paesi della regione Europea hanno riportato 17.584 casi di morbillo, il 91% dei quali nel 2017. Il tasso di incidenza più elevato si è registrato in Romania (291.5 casi per milione di abitanti), seguita dall'Italia (83.2) e dal Tagikistan (77.2). In tutto sono stati segnalati 26 decessi, di cui 15 in Romania. I genotipi identificati nei paesi con il più alto tasso di incidenza sono stati B3 e D8 in Romania, B3, D8 e H1 in Italia e H1 in Tagikistan. La maggior parte dei casi (57%) appartiene al gruppo di età compreso tra 0 e 4 anni.
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ECDC 09/02/2018
Morbillo
Brasile
Nel 2018 non sono stati confermati casi di morbillo. L'ultimo caso confermato risale al 2015.
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ECDC 09/02/2018
Morbillo
Corea del Sud
Dall'1 al 27 gennaio 2018 ha riportato 9 casi di morbillo. Nel 2017 sono stati segnalati 11 casi; nel 2016, 18 casi; nel 2015, 7 casi e nel 2014, 442 casi.
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ECDC 09/02/2018
Morbillo
Europa
BULGARIA: dall'1 al 28 gennaio 2018 è stato riportato un caso di morbillo. Nel 2017 i casi segnalati sono stati 166.
FRANCIA: da novembre 2017 al 24 gennaio 2018 un focolaio di morbillo ha causato 115 casi, inclusi 32 ricoveri, nella regione di Bordeaux.
GERMANIA: dall'1 al 25 gennaio 2018, il paese ha registrato 7 nuovi casi di morbillo, rispetto ai 2 segnalati per lo stesso periodo del 2017. Nel corso dell'intero 2017 invece i casi riportati sono stati 919.
GRECIA: dal mese di maggio 2017 al 4 febbraio 2018, sono stati riportati 1.463 casi di morbillo, inclusi 861 casi confermati e 2 decessi. La maggior parte dei casi è rappresentata da bambini di etnia Rom tra 1 e 9 anni di età, seguiti da adulti greci tra i 25 e i 44 anni non vaccinati o vaccinati in modo incompleto.
UNGHERIA: ha riportato in caso di morbillo tra la settimana 1 e la settimana 3/2018. Nel 2017 aveva segnalato 105 casi, rispetto agli zero casi del 2016.
IRLANDA: dall'1 al 27 gennaio 2018 sono stati riportati 11 casi, mentre tra ottobre e dicembre 2017 due focolai a Dublino e nel nord-est del paese hanno causato 22 casi confermati. Nel 2016 i casi segnalati erano stati 43.
ITALIA: dall'1 gennaio al 30 dicembre 2017, sono stati riportati 4.991 casi di morbillo, inclusi 4 decessi e 315 casi in operatori sanitari. L'età media è 27 anni, l'88% non è stato vaccinato e il 6% ha ricevuto una sola dose di vaccino. Nel 2016 erano stati riportati 862 casi e nel 2015, 258 casi.
LATVIA: tra il 29 dicembre 2017 e il 29 gennaio 2018 ha riportato 11 casi di morbillo, 6 dei quali a gennaio 2018.
POLONIA: secondo i mezzi di informazione che citano le autorità sanitarie, dall'1 al 24 gennaio 2018 si sono registrati 11 casi di morbillo, 9 dei quali confermati. Il focolaio si è verificato nel voivodato di Varmia e Masuria e ha colpito 10 adulti provenienti dall'Ucraina e uno di origine polacca. Tutti i casi non erano vaccinati. Nel 2017 i casi segnalati sono stati 63 e nel 2016, 133.
ROMANIA: tra l'1 gennaio 2016 e il 2 febbraio 2018, sono stati riportati 10.623 casi, inclusi 38 decessi. Di questi casi, 1.969 sono stati segnalati nel 2016 e 8.654 nel 2017-2018.
SLOVACCHIA: secondo i mass media, dall'inizio di dicembre 2017 all'8 gennaio 2018, sono stati riportati 6 casi nella città di Bratislava.
SPAGNA: dall'1 al 21 gennaio 2018 segnalati 2 casi confermati e un caso sospetto di morbillo. Nel 2017 erano stati riportati 137 casi.
SVEZIA: dal 10 dicembre 2017 al 29 gennaio 2018 sono stati riportati 28 casi nella città di Gothenburg. Da gennaio ad ottobre 2017 i casi segnalati sono stati 39.
OLANDA: ha riportato 10 casi nel 2017 e 4 casi nel 2016.
REGNO UNITO, Inghilterra: al 30 gennaio 2018 sono stati riportati 144 casi totali confermati, nelle contee di West Yorkshire (35), Cheshire e Liverpool (29), West Midlands (51), Surrey (22) e Greater Manchester (7). Da gennaio a novembre 2017 l'intero Regno Unito ha riportato 232 casi, rispetto ai 570 registrati nello stesso periodo del 2016.
SVIZZERA: dall'1 al 23 gennaio 2018 segnalati 2 casi di morbillo. Nel 2017 i casi sono stati 105, rispetto ai 65 del 2016.
UCRAINA: dall'1 al 21 gennaio 2018 sono stati segnalati 2.084 casi, inclusi 3 decessi, nella città di Odessa. Le regioni più colpite sono state quelle di Ivano Frankivsk (463 casi) Chernivtsi (333), Zakarpattia (331) e Odessa (265). Nel 2017 sono stati riportati in tutto 4.782 casi, inclusi 7 decessi.
GEORGIA: tra agosto 2017 e il 29 gennaio 2018 il paese ha segnalato 102 casi confermati, la maggior parte dei quali proviene dalla repubblica autonoma di Agiaria. I casi comprendono neonati non vaccinati ed anziani. Nel 2013-2015 era stato riportato un vasto focolaio di morbillo con più di 11.000 casi e 4 decessi. Nel 2016 i casi riportati erano stati solo 14.
MOLDAVIA: secondo i mezzi di informazione, un bambino di 7 mesi ha sviluppato i sintomi del morbillo dopo un viaggio in Ucraina. Si è in attesa dei risultati dei test di laboratorio.
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ECDC 09/02/2018
Morbillo
Russia
Da gennaio ad ottobre 2017 si sono registrati nel paese 367 casi di morbillo, rispetto agli 86 del 2016. La maggior parte dei casi si è verificata della Repubblica del Dagestan, nella Repubblica di Cecenia e nella regione di Mosca. Da dicembre 2017 un focolaio di morbillo è in corso nella regione di Mosca.
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ProMED 10/02/2018
Morbillo
Venezuela
Tra gennaio 2017 e gennaio 2018 il paese ha riportato 952 casi di morbillo, inclusi 732 casi confermati in laboratorio. La maggior parte dei casi proviene dallo stato di Bolivar (82%), ma alcuni casi sono stati segnalati anche dagli stati di Apure, Anzoategui, Delta Amacuro, Distretto della Capitale, Miranda, Monagas, Vargas e Zulia. La città di Caroni, stato di Bolivar, è considerata l'epicentro del focolaio. La fascia di età più colpita è quella dei bambini di età inferiore ai 5 anni, che rappresentano il 59% dei casi totali.
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ProMED 14/02/2018
Morbillo
Nuova Zelanda
ISOLA DEL SUD, città di Christchurch: segnalati 2 casi di morbillo, in un uomo di 33 anni con una storia di viaggio all'estero e in un bambino di 11 anni venuto in contatto col primo caso nella sala di attesa del medico di base. Città di Canterbury: nelle ultime due settimane sono stati riportati 3 casi confermati di morbillo.
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ProMED 14/02/2018
Morbillo
Pacifico
INDONESIA, provincia di Papua, distretto di Asmat: da settembre 2017 al 4 febbraio 2018, segnalati i decessi di 72 bambini per morbillo.
FILIPPINE, provincia di Zamboanga, città di Zamboanga: a gennaio 2018 sono stati riportati 101 casi sospetti di morbillo, con un aumento del 1.343% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il Barangay più colpito è quello di Sangali con 16 casi, seguito da Calarian con 10 e Arena Bianco con 6. La maggior parte dei casi non ha storia di vaccinazioni contro il morbillo.
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ProMED 14/02/2018
Morbillo
USA
Sono stati segnalati nuovi casi di morbillo nella contea di Allegheny, Pennsylvania (uno studente della Carnege Mellon University completamente vaccinato) e in quella di Cleveland, Oklahoma (un caso in un viaggiatore di ritorno da un viaggio all'estero).
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ProMED 18/02/2018
Morbillo
Canada
PROVINCIA DELL'ONTARIO, città di Brampton: dall'inizio del 2018 sono stati segnalati 2 casi confermati di morbillo, tra loro non correlati e presumibilmente legati a viaggi.
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ProMED 18/02/2018
Morbillo
Filippine
ISOLA DI MINDANAO, provincia di Davao del Sur, città di Davao: secondo la stampa locale, i casi sospetti di morbillo sono arrivati a circa 300, inclusi 23 casi confermati in laboratorio e 18 decessi.
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Hellenic Center for Disease Control and Prevention (HCDCP) 18/02/2018
Morbillo
Grecia
Da maggio 2017 al 15 febbraio 2018 sono stati notificati 1.588 casi di morbillo, inclusi 930 casi confermati in laboratorio e 3 decessi.
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ProMED 18/02/2018
Morbillo
Niger
Dall'inizio del 2018 segnalati 33 casi di morbillo.
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ProMED 24/02/2018
Morbillo
Francia
DIPARTIMENTO DEL NORD, città di Villeneuve-d'Ascq: segnalato un focolaio che ha causato 5 casi tra gli studenti e i docenti della Cité Scientifique. Il caso zero proviene da Bordeaux, dove è in corso un focolaio di morbillo.
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ProMED 24/02/2018
Morbillo
USA
TEXAS, contea di Ellis: i casi di morbillo nell'area di Waxahachie e Midlothian sono arrivati a 6.
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ECDC 09/02/2018
Norovirus
Corea del Sud
Dall'1 all'8 febbraio 2018 CDC della Corea ha riportato 128 casi confermati di gastroenterite da Norovirus nella contea di PyeongChang. Secondo i mass media, gli atleti che partecipano alle Olimpiadi Invernali non sono stati colpiti. I casi sono stati posti in quarantena e sono monitorati per prevenire ogni rischio di diffusione del virus. I pazienti provengono dal Centro Giovani di Monte Horeb (97), dalla contea di PyeongChang (11) e da quella di Gangneung (20).
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ProMED 11/02/2018
Norovirus
Corea del Sud
PROVINCIA DI GANGWON: all'11 febbraio i casi confermati di infezione da Norovirus sono arrivati a 159.
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ProMED 12/02/2018
Norovirus
Canada
PROVINCIA DEL QUEBEC: secondo un report recente, lamponi congelati provenienti dalla Cina avrebbero causato almeno 724 casi di infezione da Norovirus nell'estate 2017, inclusi alcuni decessi.
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ECDC 16/02/2018
Norovirus
Corea del Sud
PROVINCIA DI GANGWON: tra l'1 e il 15 febbraio 2018, nei villaggi olimpici di Pyeongchang sono stati confermati 244 casi di infezione da Norovirus. La maggior parte degli individui colpiti sono addetti alla sicurezza e altri membri del personale. I casi sono stati posti in quarantena e sono monitorati per prevenire ogni rischio di diffusione del virus. I pazienti provengono dal Centro Giovani di Monte Horeb (108), dalla contea di Pyeongchang (59) e da quella di Gangneung (77).
In generale il numero dei casi collegati al focolaio sta diminuendo, ma un leggero aumento è stato osservato nella provincia di Gangneung.
Secondo i mass media, 2 sciatrici svizzere sono i primi atleti dei giochi olimpici invernali ad avere contratto il virus.
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ProMED 20/02/2018
Norovirus
Corea del Sud
PROVINCIA DI GANGWON: i casi di infezione da Norovirus nei villaggi olimpici di PyeongChang sono arrivati a 283.
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ECDC 23/02/2018
Norovirus
Corea del Sud
PROVINCIA DI GANGWON: tra l'1 e il 22 febbraio 2018, nei villaggi olimpici di Pyeongchang sono stati confermati 312 casi di infezione da Norovirus. La maggior parte degli individui colpiti è rappresentata da addetti alla sicurezza ed altri membri del personale. I casi sono stati posti in quarantena e sono monitorati, per prevenire ogni rischio di diffusione del virus. I pazienti provengono dal Centro Giovani di Monte Horeb (112), dalla contea di Pyeongchang (106) e da quella di Gangneung (94).
In generale il numero dei casi collegati al focolaio sta diminuendo e i nuovi casi sono stati riportati tutti dalle contee di Pyeongchang e Gangneung.
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ProMED 19/02/2018
Parotite
USA
ALASKA, città di Anchorage: il focolaio di parotite in corso nella città ha causato finora 215 casi confermati e 33 casi probabili. Città di Juneau: dall'inizio del 2018 segnalati un caso confermato e altri 3 casi possibili. Si tratta dei primi casi riportati nella città dal 1997.
VERMONT, contea di Chittenden, città di Burlington: segnalati due focolai di parotite tra gli studenti dalla University of Vermont e del St Michael's College.
TEXAS: segnalati focolai di parotite tra gli ospiti della prigione di Beto, città di Tennessee Colony, contea di Anderson e della prigione di Segovia, città di Edimburg, contea di Hidalgo.
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ProMED 22/02/2018
Pertosse
Indonesia
PROVINCIA DI EAST JAVA: nel 2017 sono stati riportati 460 casi di pertosse, inclusi 16 decessi. In conseguenza di questo focolaio per il 2018 è stata programmata una campagna di vaccinazione, che dovrebbe immunizzare 10.717.765 residenti tra 0 e 19 anni.
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ProMED 22/02/2018
Pertosse
Nigeria
STATO DI ADAMAWA, LGA di Mubi North: è in corso un focolaio di pertosse, con 41 casi segnalati a Kasuwan Gada, distretto di Lokuwa e 30 casi a Blue House, distretto di Vintim.
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ECDC 09/02/2018 Capo Verde
Il 31 gennaio 2018, il Portogallo ha notificato tramite il sistema EWRS l'isolamento di un poliovirus tipo 1 da un campione di feci di un bambino di 5 mesi proveniente da Sao Vicente, Capo Verde. Il bambino era stato vaccinato alla nascita con il vaccino orale anti-polio e con il vaccino anti-epatite B e con il bacillo di Calmette-Guerin (BCG) il secondo giorno di vita. Nessun ulteriore vaccino era stato somministrato in seguito, poichè al bambino era stata fatta una diagnosi di immunodeficienza severa. Dal suo arrivo a Lisbona il 30 novembre 2017, il bambino è rimasto in isolamento in ospedale, in attesa di un trapianto di midollo, avendo contatti stretti con la madre e con gli operatori sanitari dell'ospedale. Dopo che è scattata l'allerta sul caso, sono state intraprese azioni per identificare i contatti, sono stati prelevati campioni di feci, rafforzate le misure per la prevenzione e il controllo dell'infezione e vaccinati gli operatori sanitari e i famigliari, secondo il Piano di Azione Portoghese per la Risposta a un possibile caso importato di poliovirus.
Il 6 febbraio 2018 il Portogallo ha pubblicato i risultati delle indagini epidemiologiche tramite il sistema EWRS. Il virus è un poliovirus di tipo 1, con 6 mutazioni fissate nel gene VP1 derivate da Sabin 1, più 6 (nell'isolato 1) e 7 (nell'isolato 2) basi miste in siti in cui solo una frazione della sequenza consenso appartiene al Sabin 1 parentale. Questo pattern di divergenza è tipico dell'evoluzione di OPV in soggetti immunodeficienti e correla con l'età del virus (OPV era stato somministrato ad agosto 2017). WHO ha concluso che il virus non diverge abbastanza per essere considerato un VDPV, quindi a questo stadio è un iVDPV tipo 1. Verranno prelevati campioni fecali prima e dopo la procedura di trapianto di midollo, per monitorare la divergenza del virus e la durata della sua escrezione.
Al momento la raccolta dei campioni fecali nei contratti è stata interrotta e un controllo dello stato di vaccinazione del personale in contatto con il caso è stata sufficiente. Non è necessaria nessuna ulteriore azione, oltre il monitoraggio dell'escrezione del virus nel bambino e del suo grado di divergenza per la durata dell'escrezione.
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Global Polio Eradication 21/02/2018 Situazione Mondiale
ANNO 2017 -
Totale casi WPV: 22 - Afghanistan 14 - Pakistan 8 -
Totale casi cVDPV: 95 - Repubblica Democratica del Congo 21 - Siria 74 -
ANNO 2018 -
Totale casi WPV: 3 - Afghanistan 3-
Totale casi cVDPV: 0 -
LISTA DEI PAESI AGGIORNATA AL 21 FEBBRAIO 2018
. AFGANISTAN: il numero dei casi positivi per WPV-1 nel 2018 rimane uguale a 3. Il più recente ha avuto l'esordio della paralisi il 6 gennaio 2018 nel distretto di Spinboldak, provincia di Kandahar.
PAKISTAN: il numero totale dei casi positivi per WPV1 nel 2017 resta pari a 8. il caso più recente è stato segnalato nel distretto di Zhob, provincia del Belucistan, con esordio della paralisi il 15 novembre 2017.
NIGERIA: nessun nuovo caso di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) è stato riportato durante la scorsa settimana. Il caso più recente ha avuto esordio della paralisi il 21 agosto 2016, nell'area governativa locale (LGA) di Monguno, stato del Borno, un distretto già precedentemente colpito. La Nigeria continua a mettere in atto le misure di emergenza, in seguito all'individuazione di ceppi di WPV1 e cVDPV2 circolanti nel paese.
SUB-REGIONE DEL LAGO CHAD: la recente identificazione di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) nello stato di Borno, in Nigeria, determina un rischio di diffusione per la confinante sub-regione del Lago Chad.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: il numero totale dei casi di cVDPV 2 per il 2017 è arrivato a 21 e nessun caso è stato finora riportato per il 2018. Il caso più recente ha avuto l'esordio della paralisi il 3 dicembre 2017 nel distretto di Ankoro, provincia di Tanganyika.
SIRIA: il numero totale dei casi positivi di cVDPV 2 per il 2017 rimane pari a 74 e nessun caso è stato finora riportato per il 2018.
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ProMED 08/02/2018
Psittacosi
Argentina
PROVINCIA DI ENTRE RIOS: sono stati segnalati due clusters famigliari di psittacosi, dovuti ad esposizione a pappagalli infetti nelle città di Paraná e Gualeguaychú.
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ProMED 16/02/2018
Psittacosi
Hong Kong S.A.R.
Sono stati riportati 2 casi confermati di psittacosi in una coppia (una donna di 51 anni e il marito di 54) che non ha storia di viaggi recenti, ma ha riferito di avere visitato due volte a gennaio il Giardino degli Uccelli in Yuen Po Street a Mong Kok e di avere acquistato un pappagallo. Nessuno dei loro contatti domestici ha sviluppato i sintomi della malattia.
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ProMED 15/02/2018 USA
ARIZONA: tre persone sono state attaccate da una volpe nel Saguaro National Park. Si sospetta che l'animale sia affetto dalla rabbia, dal momento che è raro che le volpi attacchino i visitatori e che numerosi altri casi di rabbia sono stati segnalati all'interno del parco negli ultimi mesi.
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ECDC 09/02/2018
Rosolia
Brasile
Dall'1 al 27 gennaio 2018 il paese ha riportato 3 casi sospetti di rosolia congenita. L'ultimo caso confermato di rosolia era stato riportato nel 2014 e l'ultimo caso confermato di malattia congenita risale al 2009.
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ECDC 09/02/2018
Rosolia
Corea del Sud
Dall'1 al 27 gennaio 2018 sono stati riportati 10 casi di rosolia, mentre la media annua è stata di 11 casi tra il 2014 e il 2017 e 18 casi erano stati segnalati per l'anno 2013.
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ECDC 09/02/2018
Rosolia
Italia
Nel 2017 il paese ha registrato in tutto 65 casi di rosolia, di cui 14 riportati nel mese di marzo, 11 nel mese di aprile e 12 in quello di maggio. Nel 2013 l'Italia aveva segnalato 65 casi, nel 2014 e nel 2015 segnalati 26 casi e nel 2016 segnalati 30 casi. Circa il 29% dei casi è stato confermato in laboratorio.
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ECDC 09/02/2018
Rosolia
Russia
Tra gennaio e ottobre 2017, il paese ha riportato 5 casi di rosolia nelle regioni di Orenburg e Tomsk, nei territori di Primorsky e Khabarovsk e nella città di Mosca.
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ProMED 26/02/2018
Rosolia
Siria
GOVERNATORATO DI AL RAQQA, città di Al Raqqa. segnalati 60 casi di rosolia, incluso un decesso, tra gli ospiti del campo per profughi interni di Ain Issa.
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ProMED 09/02/2018
Salmonellosi
Guatemala
CITTA' DI GUATEMALA: è stato segnalato un focolaio di 115 casi di salmonellosi collegato ad una pasticceria situata nella zona 1 della capitale.
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ProMED 14/02/2018
Salmonellosi
USA
MINNESOTA: sono stati riportati due casi di infezione da Salmonella enterica sierotipo ST. Reading in 2 bambini appartenenti alla medesima famiglia. Salmonelle del medesimo ceppo sono state isolate dal cibo per cani della marca Raws for Paws Ground Turkey Food, usato per nutrire il cane domestico.
COLORADO, città di Aurora: è stato segnalato un focolaio di salmonellosi che a novembre 2017 ha causato più di 30 casi, incluso un decesso tra i clienti e il personale del ristorante La California di Peoria Street. La specifica fonte dell'infezione non è stata identificata, ma i casi sembrano correlati al consumo del menu "combo" offerto dal ristorante.
IOWA: è stata ritirata dal mercato l'insalata di pollo venduta presso i supermercati Fareway poichè si sospetta implicata in numerosi casi di salmonellosi in tutto lo stato.
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CDC 17/02/2018
Salmonellosi
USA
CDC ha riportato un focolaio multistato di salmonellosi, che da novembre 2017 al 12 gennaio 2018 ha causato 26 infezioni da S.enterica sierotipo I 4,[5],12:b e un caso di infezione da salmonella enterica sierotipo Newport.
I casi sono correlati al consumo di alimenti a base di noce di cocco, prodotti con cocco surgelato della marca Coconut Tree Brand Frozen Shredded Coconut.
Gli stati colpiti sono stati California (10 casi), Colorado (1), Connecticut (1), Massachusetts (2), New Jersey (1), New York (1), Oklahoma (1), Pennsylvania (5) e Washington (5). Il prodotto sospetto è stato ritirato dl mercato.
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ProMED 18/02/2018
Salmonellosi
USA
Il focolaio di salmonellosi correlato al consumo di insalata di pollo venduta presso i supermercati Fareway, ha causato finora 94 casi in Iowa (28 confermati e 66 probabili) e almeno un caso nel Minnesota. Il batterio responsabile delle infezioni è S.enterica sierotipo Typhimurium.
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CDC 20/02/2018
Salmonellosi
USA
E' stato riportato un focolaio multi-stato di infezioni da Salmonella enterica sierotipo I 4,[5],12:b, che da ottobre 2017 al 16 febbraio 2018 ha causato 28 casi in 20 stati. I risultati delle indagini epidemiologiche indicano come probabile fonte dell'infezione il consumo di pillole, polvere o tè contenenti Kratom, una piante dall'effetto stimolante e antidolorifico.
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CDC 23/02/2018
Salmonellosi
USA
L'epidemia di infezioni da S.enterica sierotipo Tiphimurium legata al consumo di insalata di pollo venduta dai supermercati Fareway ha causato 65 casi sicuramente infettati dallo stesso ceppo, oltre ad altri casi probabili, ma ancora in attesa di tipizzazione o non tipizzabili. I casi confermati, che includono 28 ricoveri, sono stati riportati da 5 stati: Illinois (4), Iowa (55), Minnesota (2), Nebraska (3) e Texas (1).
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ProMED 28/02/2018
Salmonellosi
USA
COLORADO: è stato segnalato un focolaio di salmonellosi correlato alla catena di ristoranti Burrito Delight. In tutto dal 13 al 26 febbraio 2018, sono stati confermati 20 casi, inclusi 4 ricoveri,14 nella contea di Weld, 3 nella contea di Larimer, 2 in quella di Boulder e uno ciascuno nelle contee di Morgan e Adams.
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ProMED 03/02/2018
Scabbia
Spagna
COMUNITA' AUTONOMA DI CATALOGNA: nel 2018 sono stati identificati 7 focolai di scabbia che hanno causato 59 casi, molti dei quali in operatori sanitari. E' stato segnalato un nuovo focolaio presso l'ospedale Moisès Broggi, nel comune di San Joan Despi (provincia di Barcellona), oltre ai 35 casi dell'ospedale Sant Joan in Reus a Terragona. Altri 5 focolai sono stati riportati in tre case di riposo con 3,4 e 5 casi rispettivamente, tra i membri di una famiglia (4 casi) e tra gli alunni della scuola Montoliu, comune di La Riera de Gaià (provincia di Tarragona).
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ProMED 05/02/2018
Scarlattina
Regno Unito
Dall'inizio del 2018 i casi di scarlattina sono in forte aumento in Inghilterra e Galles, con 735 casi segnalati nell'ultima settimana di gennaio. Più in generale il numero dei casi sta crescendo a partire dal 2015, con 19.000 casi segnalati nel 2016 e 17.350 casi nel 2017.
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ProMED 16/02/2018
Sporotricosi
Australia
STATO DEL WESTERN AUSTRALIA: sono stati segnalati 11 casi di sporotricosi, la maggior parte dei quali verificatisi nell'area del Margaret River.
L'infezione, causata dal fungo della specie Sporotrix schenckii si acquisisce per penetrazione delle spore attraverso lievi ferite cutanee o per inalazione delle stesse. La forma più comune è caratterizzata da lesioni cutanee nodulari multiple, ma è possibile anche un coinvolgimento dei tessuti sottocutanei e, in caso di contagio per inalazione, anche una forma polmonare. Le spore sono contaminanti del suolo o della vegetazione e la malattia è spesso associata a lavori di giardinaggio o a contatti con muffe, fieno o legname.
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ProMED 25/02/2018 USA
ALABAMA, città di Dothan: tra il 2016 e il 2017, almeno 8 casi di tubercolosi sono stati collegati alla frequentazione di specifici locali notturni.
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ProMED 15/02/2018
Tularemia
USA
CALIFORNIA, contea di San Diego: nel 2018 è stato osservato un aumento del numero delle zecche e alcune di esse, provenienti dalla Sorrento Valley, sono risultate infette dal batterio Francisiella tularensis.
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ProMED 04/02/2018
Varicella
USA
STATO DI NEW YORK, contea di Cayuga: è stato segnalato un caso probabile di varicella tra gli studenti della Cato-Meridian High School.
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ProMED 03/02/2018
Vibrio vulnificus
Uruguay
Dall'inizio del 2018 sono state riportate 4 infezioni gravi da V.vulnificus, 3 delle quali fatali, nei dipartimenti di Montevideo, Canelones e Maldonado. Tutti i casi avevano patologie sottostanti.
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ProMED 06/02/2018
Virus della foresta del Kyasanur
India
STATO DI MAHARASHTRA, distretto di Sindhudurg: da gennaio 2016, quando è stato identificato per la prima volta, il virus della foresta del Kyasanur ha causato nel distretto 332 casi umani, inclusi 19 decessi.
Nello stato di Kerala la presenza del circolazione del virus è stata rilevata nelle aree forestali.
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ECDC 02/02/2018
Zanzare invasive
Europa
Dal 2007 le zanzare della specie A. aegypti, potenziali vettori dei virus dengue, chikungunya, Zika e YFV, si sono stabilite nella regione portoghese di Madeira e intorno al Mar Nero. Dati recenti di vectorNet dimostrano come la specie si stia diffondendo verso occidente lungo le coste turche del Mar Nero.
Nel 2017 è stata confermata la ricomparsa di A.aegypti in Egitto e nel mese di dicembre le autorità sanitarie spagnole delle isole Canarie hanno riportato l'identificazione di questa specie di zanzare sull'isola di Fuerteventura.
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ProMED 15/02/2018
Zecche invasive
Regno Unito
Secondo uno studio recente di Public Health England, nel 2016 la presenza di zecche della specie Ixodes ricinus, principali vettori della malattia di Lyme, è stata rilevata in 780 dei 2.864 quadrati in cui la griglia di sorveglianza suddivide il paese. In 548 di questi siti I.ricinus non era stata individuata prima del 2010. La maggior parte dei nuovi siti si trova nell'Inghilterra meridionale, con piccoli cluster in Scozia, Galles nord-occidentale e Inghilterra nord-orientale.
Si ritiene che l'aumentata diffusione di tali insetti, rilevata nel paese negli ultimi anni, sia dovuta principalmente ai cambiamenti climatici ed in parte a una maggiore consapevolezza del loro ruolo come vettori di malattie.
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