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Notizie di Giu 2018
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
ECDC 01/06/2018 Reunion
Dall'1 gennaio al 29 maggio 2018 le autorità sanitarie hanno riportato 3.756 casi autoctoni di dengue. Le aree più colpite si trovano nella parte occidentale dell'isola. Il sierotipo predominante è DENV-2, il vettore principale è A. albopictus.
Il 27 marzo 2018, le autorità hanno deciso di innalzare a 3 il livello del piano per le emergenze ORSEC. Il piano include la ricerca attiva dei casi, l'intensificazione del controllo dei vettori, il rafforzamento della comunicazione alla popolazione e agli operatori sanitari e la preparazione per l'eventuale mobilizzazione di risorse aggiuntive.
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Raccomandazione
WHO 11/06/2018 Repubblica Democratica del Congo
MALATTIA DA VIRUS EBOLA – PRONTEZZA OPERATIVA E PREPARAZIONE IN NOVE PAESI CONFINANTI CON LA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
A seguito della notifica di un’epidemia di malattia da virus Ebola (EVD) nella provincia Equateur nella Repubblica Democratica del Congo il 5 maggio 2018, l’OMS ha condotto una valutazione rapida ufficiale del rischio determinando che il rischio è elevato a livello regionale.
Sulla base della valutazione rapida del rischio, l’Ufficio Regionale per l’Africa dell’OMS ha identificato nove paesi confinanti con la Repubblica Democratica del Congo da supportare con attività preparatorie: Angola, Burundi, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania, Uganda e Zambia. Durante il mese scorso, l’OMS ha inviato equipe di esperti, chiamate Equipe di Supporto alla Preparazione (PST), in otto di questi paesi. Lo scopo di queste missioni era di valutare la preparazione dei paesi usando la check-list standard dell’OMS, e di fornire supporto tecnico ai paesi per sviluppare e iniziare i piani di contingenza nazionali in collaborazione con i partner.
Rischio nei nove paesi confinanti
Esiste un rischio significativo di diffusione dell’epidemia di EVD in corso nella Repubblica Democratica del Congo ai paesi confinanti a causa della prossimità geografica, elevati flussi di persone e merci che attraversano le frontiere e il fiume Congo, insufficiente preparazione dei paesi nel prevenire, individuare e rispondere a casi di EVD, e altri fattori che potrebbero facilitare la trasmissione. I nove paesi confinanti sono stati categorizzati secondo tre livelli di priorità, in base alla loro capacità di gestire epidemie di EVD e febbri emorragiche virali (VHF) e prossimità con le aree affette. I nove paesi sono stati categorizzati come segue, dove la priorità 1 rappresenta la più elevata:
-- Priorità 1: Repubblica Centrafricana e Repubblica del Congo a causa della prossimità con l’evento in corso. Questi due paesi hanno frontiere in comune con l’epicentro dell’epidemia nella provincia Equateur ed esiste un flusso continuo di persone che attraversa la frontiera terrestre e fluviale dei fiumi Congo e Oubangui.
-- Priorità 2: Angola, Burundi, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania e Zambia che confinano con la Repubblica Democratica del Congo ma non sono direttamente in contatto con la provincia Equateur.
-- Priorità 3: Uganda perché sebbene sia confinante con la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda ha dimostrato regolarmente la capacità di rispondere alle recenti precedenti epidemie di VHF.
Maggiori informazioni:
WHO Regional Strategic Plan for EVD Operational Readiness and Preparedness in Countries Neighbouring the Democratic Republic of the Congo
Statement of the 1st meeting of the International Health Regulations Emergency Committee dThis Sharing Buttons
Per approfondire:
http://www.who.int/csr/don/11-june-2018-ebola/en/
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Raccomandazione
WHO 11/06/2018
Morbillo
Brasile
In Brasile è in corso un’epidemia di morbillo. Dal 1° gennaio al 23 maggio 2018, sono stati segnalati 995 casi (Stato di Amazonas, n=611, e Stato di Roraima n=384). Di questi casi, 114 sono stati confermati dal laboratorio (30 in Amazonas e 84 a Roraima), inclusi due decessi. Ottanta-tre casi sono stati scartati e per 798 sono in corso le indagini.
Nello Stato di Amazonas, sono stati segnalati 611 casi sospetti dal 1° gennaio al 23 maggio 2018, 30 dei quali sono stati confermati, 63 scartati e per 518 sono in corso le indagini. Nello Stato di Roraima, sono stati segnalati 384 casi sospetti, 84 dei quali sono stati confermati, 20 scartati e per 280 sono in corso le indagini2. Degli 84 casi confermati, 58 sono venezuelani (69%), 24 brasiliani (28,6%), uno in una persona della Guyana (1,2%) e 1 argentino (1,2%). Di tutti i casi confermati, 34 sono indigeni. Due decessi per morbillo si sono verificati fra i venezuelani del municipio di Boa Vista.
Le date d’insorgenza dell’esantema dei casi confermati in entrambi gli Stati varia dal 4 febbraio al 2 aprile 2018. La Fondazione Oswaldo Cruz (Fiocruz/RJ) ha condotto un’analisi, nell’ambito della quale hanno identificato il genotipo D8 per tutti i casi confermati dal laboratorio, identico a quello dell’epidemia verificatasi in Venezuela nel 2017.
È importante considerare i risultati di laboratorio devono ancora pervenire per 798 casi sospetti per i quali sono in corso le indagini. Nelle prossime settimane si potrebbe assistere ad un aumento esponenziale dei casi confermati.
Attività di sanità pubblica
Le attività implementate includono:
-- Gli stati di Roraima e Amazonas hanno iniziato una campagna di vaccinazione diretta alle fasce d’età da sei mesi fino a 49 anni.
 -- È stata rafforzata la sorveglianza epidemiologica, con ricerca attiva e retrospettiva istituzionale dei casi, ricerca dei contatti e monitoraggio dei contatti.
 -- Rafforzamento della rete dei laboratori.
 -- Implementazione di una strategia di comunicazione del rischio.
 -- Formazione degli operatori sanitari nella gestione dei casi.
Valutazione del rischio dell’OMS
Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce gli individui suscettibili di tutte le età e, a livello globale, rimane una causa di morte fra i bambini. Il virus del morbillo è trasmesso tramite le goccioline emesse dalla bocca, dal naso o dalla gola delle persone infette. I sintomi iniziali, che generalmente compaiono 10-12 giorni dopo l’infezione, includono febbre alta, generalmente accompagnata da uno o più dei seguenti sintomi: scolo nasale, occhi arrossati, tosse e piccole macchioline bianche all’interno della bocca. Diversi giorni dopo, si sviluppa l’esantema, iniziando sul viso e sulla parte superiore del collo e gradualmente diffondendosi verso il basso.
Un paziente è infettante da quattro giorni prima dell’inizio dell’esantema a quattro giorni dopo la comparsa dell’esantema. Non esiste un trattamento specifico antivirale per il morbillo, e la maggior parte delle persone guarisce entro due tre settimane. La gestione dei casi include la somministrazione di vitamina A e antipiretici, e trattamento antibiotico e antidiarroico, se necessario. Fra i bambini malnutriti e le persone con aumentata suscettibilità, il morbillo può causare gravi complicazioni, incluso cecità, encefalite, diarrea grave, infezioni all’orecchio, e polmonite. Il morbillo può essere prevenuto con la vaccinazione. In paesi con basse coperture vaccinali, le epidemie tipicamente si verificano ogni due tre anni e generalmente durano per uno tre mesi, sebbene la loro durata possa variare in dipendenza delle dimensioni della popolazione, dell’affollamento e dello stato immunitario della popolazione.
La Regione delle Americhe era stata dichiarata libera dal morbillo a settembre 2016, tuttavia, sporadicamente, possono verificarsi epidemie causate da casi importati da altre regioni.
Il rischio di diffusione a livello nazionale in Brasile rimane elevato a causa della situazione epidemiologica e dell’elevata trasmissibilità. Le principali difficoltà sono le coperture vaccinali fra gli immigrati e la capacità dei laboratori diagnostici nelle strutture locali. A causa della trasmissione in corso, sono in via di implementazione strategie vaccinali e altre attività per controllare l’epidemia da parte delle autorità locali e federali del Brasile. A livello regionale, l’impatto potenziale è considerato elevato a causa delle performance dei programmi di vaccinazione di routine e delle capacità di prevenzione e controllo in altri paesi della Regione.
Raccomandazioni dell’OMS
Il 1° settembre 2017, l’Organizzazione Panamericana della Sanità / Organizzazione Mondiale della Sanità (OPS/OMS) ha condiviso le informazioni su questa epidemia con gli Stati Membri e li ha allertati riguardo al rischio di una possibile epidemia da casi importati di morbillo, e della possibilità di reintroduzione della malattia in aree con bassa copertura vaccinale. Alla luce delle continue segnalazioni di casi importati di morbillo da altre Regioni e dell’epidemia in corso nelle Americhe, l’OPS/OMS sollecita gli Stati Membri a:
-- vaccinare per mantenere una copertura del 95% con la prima e seconda dose di vaccino contro morbillo, parotite, rosolia (MMR);
 -- vaccinare i gruppi a rischio (in assenza della documentazione vaccinale o di immunità contro il morbillo e la rosolia), quali gli operatori sanitari, le persone occupate nel turismo e nei trasporti (hotel e catering, aeroporti, tassisti, ecc.) e i viaggiatori internazionali;
 -- mantenere una riserva di vaccino contro morbillo e rosolia (MR) e di siringhe per il controllo dei casi importati in ogni paese della Regione;
 -- rafforzare la sorveglianza epidemiologica del morbillo per l’immediata individuazione di tutti i casi sospetti di morbillo nelle strutture sanitarie pubbliche e private ed assicurare che i campioni siano ricevuti da laboratori entro cinque giorni dal prelievo;
 -- rispondere rapidamente ai casi di morbillo importati attraverso l’attivazione di equipe di risposta rapida per prevenire il ristabilirsi di trasmissione endemica. Quando un’equipe di risposta rapida è stata attivata, deve essere assicurato il coordinamento continuo fra il livello locale e nazionale, con canali di comunicazione permanenti e fluidi fra tutti i livelli (nazionale, subnazionale e locale).
Per ulteriori informazioni:
PAHO/WHO Program: Measles – WHO Health Topic: Measles
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Raccomandazione
WHO 05/06/2018 India
Il 19 maggio 2018, sono stati riportati tre decessi correlati ad infezione da Nipah virus, nel distretto di Kozhikode, Kerala State, India. I tre decessi appartengono ad un cluster famigliare ed un quarto decesso è stato successivamente riportato in un operatore sanitario che aveva prestato cure alla famiglia nell'ospedale locale.
I test di laboratorio da tamponi faringei e da campioni di sangue e urine dei quattro pazienti sospetti sono stati effettuati presso il National Institute of Virology in Pune; tre dei quattro sono stati confermati positivi per Nipah virus (NiV) tramite real-time polymerase chain reaction (RT-PCR) e IgM Elisa per NiV. Il team investigativo sul campo ha trovato pipistrelli in un pozzo d'acqua abbandonato nei pressi di una nuova casa dove la famiglia aveva pianificato di trasferirsi dopo la ristrutturazione. Un pipistrello è stato catturato ed inviato presso il National Institute of Virology di Pune, per i test di laboratorio.
Al 28 Maggio 2018, come risultato di ulteriori investigazioni e ricerca dei contatti, 15 persone sono risultate positive per NiV nei distretti di Kozhikode e Malappuram, Kerala State. Dei 15 casi confermati in laboratorio, due sono stati ricoverati e tredici sono deceduti, incluso un operatore sanitario.
Al 28 maggio, sono stati riportati 13 decessi: tre dal distretto di Malappuram e dieci dal distretto di Kozhikode. Un caso deceduto, il caso indice, potrebbe non essere stato testato, ma è stato correlato epidemiologicamente ad un caso confermato. Sono stati identificati 16 casi sospetti attraverso la ricerca dei contatti, posti sotto osservazione in attesa degli esami di laboratorio e almeno 753 casi addizionali, inclusi operatori sanitari, posti sotto osservazione.
I test di laboratorio sono svolti presso il Manipal Institute of Virus Research and the National Institute of Virology di Pune; i laboratori sono dotati di avanzati test RT-PCR.
Nel corso dell'attuale epidemia sono stati osservati casi di sindrome da distress respiratorio ed encefalite.
Questa è la prima epidemia di NiV nello stato del Kerala e la terza verificatasi in India, la precedente era stata riportata nel 2007.
Risposta di sanità pubblica
Risposta Governativa
-- Un team centrale multidisciplinare del National Centre for Disease Control è stato inviato in Kerala per le indagini e la risposta al focolaio. E' stata intrapresa la ricerca dei contatti. La prevenzione dell'infezione e le misure di controllo sono state rafforzate nelle strutture sanitarie.
-- La sorveglianza delle sindromi febbrili acute e della sindrome encefalitica acuta (AES) è stata innalzata in tutto lo stato ed è stata rafforzata la sorveglianza a livello ospedaliero e comunitario.
-- Il Virus Research Diagnostic Laboratory al Manipal Hospital e il National Institute of Virology stanno conducendo i test di laboratorio per la conferma dei casi.
-- Il governo sta coordinando i vari settori relativi alle zoonosi, fauna selvatica, allevamenti di animali, salute umana, medici, pneumologi, neurologi e settore privato.
-- I messaggi sulla comunicazione del rischio sono stati inviati alla comunità, alla popolazione, agli stakeholders e ai partners. Il Ministero della Salute e del Benessere della famiglia (MoHFW) ha condiviso le linee guida elaborate dal National Centre for Disease Control con stati e stakeholders e le ha postate sul sito web del MoHFW.
Risposta del WHO
WHO è in contatto con le autorità nazionali e continua a monitorare strettamente questo evento.
A fronte della richiesta del MoHFW, WHO ha condiviso materiali, specialmente materiale relativo alla comunicazione del rischio su Nipah virus, incluso quello usato in Bangladesh.
Il MoHFW sta conducendo indagini preliminari e potrebbe richiedere che WHO supporti la risposta.
Il MoHFW sta coordinando un'indagine multi-dimensionale e potrebbe richiedere il supporto di WHO.
Gestione del rischio di WHO
L'infezione da NiV è una zoonosi emergente rilevante rispetto alla salute pubblica nella regione WHO del Sud-Est Asiatico, con un elevato tasso di mortalità, stimato tra il 40 ed il 75%; tuttavia questo tasso può variare in relazione alle capacità locali di sorveglianza epidemiologica e gestione clinica. NiV è stato riconosciuto per la prima volta nel 1998-1999 durante un focolaio tra allevatori di suini in Malesia e Singapore. Non sono stati riportati altri focolai in Malesia o Singapore dal 1999. NiV è stato riscontrato per la prima volta in India e Bangladesh nel 2001; da allora si sono verificati quasi ogni anno focolai in Bangladesh. La malattia è stata identificata periodicamente nell'est dell'India (2001, 2007).
Una limitata trasmissione interumana di NiV si può verificare tra i membri di una famiglia e tra gli operatori sanitari. I pipistrelli della frutta del genere Pteropus sono i naturali reservoirs di NiV e data la diffusa distribuzione delle specie e le migrazioni dei pipistrelli della frutta in India, il rischio di esposizione a NiV è elevato. Tuttavia pregressi focolai nei paesi colpiti hanno avuto un forte pattern stagionale ed una limitata distribuzione geografica.
Possibili vie di trasmissione includono il consumo di frutta parzialmente consumata dai pipistrelli, esposizione diretta a pipistrelli, o trasmissione interumana attraverso contatti stretti non protetti in comunità o ospedali. Molti casi dell'attuale focolaio si sono infettati attraverso contatti non protetti con persone infette.
Poiché l'India ha affrontato e messo sotto controllo focolai di Nipah virus in precedenza, il paese ha le capacità per rispondere rapidamente e verificare i casi tramite test di laboratorio. Al momento l'epidemia è localizzata e WHO ritiene che il rischio sia basso a livello nazionale e regionale.
Avvisi di WHO
Attualmente non vi sono trattamenti specifici disponibili per la malattia da Nipah virus e vi sono solo terapie di supporto. Terapia intensiva di supporto è raccomandata per trattare gravi complicanze respiratorie e neurologiche.
L'infezione da NiV può essere prevenuta evitando l'esposizione a maiali malati e pipistrelli in aree endemiche ed evitando il consumo di frutta parzialmente consumata dai pipistrelli infetti o bevendo succhi/linfa/punch di datteri crudi.
In ambito sanitario lo staff dovrebbe implementare in modo consistente le misure di prevenzione standard e le misure di controllo quando si prende cura dei pazienti, per prevenire le infezioni nosocomiali. Gli operatori sanitari che si prendono cura di un paziente sospetto dovrebbero immediatamente contattare esperti locali e nazionali per le indicazioni e l'allestimento dei test di laboratorio.
La ricerca è necessaria per meglio comprendere l'ecologia dei pipistrelli e di NiV. WHO non raccomanda restrizioni a viaggi o commerci in India sulla base delle attuali informazioni disponibili relative a questo evento.
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Raccomandazione
WHO 15/06/2018 Situazione Mondiale
Diffusione internazionale di poliovirus: aggiornamento delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità maggio 2018
In occasione della 17° riunione del Comitato di emergenza del regolamento sanitario internazionale, svoltasi il 30 aprile 2018, il Direttore Generale dell’OMS, condividendo le valutazioni del Comitato di Emergenza, ha aggiornato le disposizione per i Paesi sottoposti a Raccomandazioni temporanee per la persistenza di circolazione di poliovirus. Fonte di grave preoccupazione è il rilevamento di un focolaio di cVDPV2, insieme alla recente individuazione di cVDPV3 mediante campionamento ambientale, in Somalia. Seguendo le indicazioni del Comitato, per i Paesi sottoposti a Raccomandazioni Temporanee, occorre applicare le seguenti misure di profilassi internazionale:
Stati infetti da WPV1 , cVDPV1 e cVDPV3.
Attualmente Afghanistan, Pakistan, Nigeria, Somalia.
Per questi paesi occorre:
- Assicurarsi che i residenti e i visitatori a lungo termine (> quattro settimane) di tutte le età ricevano una dose di vaccino antipolio inattivato (IPV) o attenuato bivalente (bOPV) tra le quattro settimane e i 12 mesi prima di un viaggio internazionale.
- Assicurarsi che coloro che intraprendono viaggi urgenti (cioè entro quattro settimane), che non abbiano ricevuto una dose di bOPV o IPV nei precedenti 12 mesi, ricevano una dose di vaccino antipolio al momento della partenza; questo comporterà comunque dei benefici, in particolare per i viaggiatori frequenti.
- Assicurarsi che ai viaggiatori sia fornito un Certificato Internazionale di Vaccinazione o Profilassi nella forma specificata nell'Allegato 6 del RSI per registrare la loro vaccinazione contro la poliomielite - Limitare la partenza di viaggiatori internazionali sprovvisti di certificato internazionale di vaccinazione conforme;
- Intensificare gli sforzi transfrontalieri per aumentare la copertura vaccinale dei viaggiatori che attraversano la frontiera e delle popolazioni transfrontaliere ad alto rischio.
Le suddette misure devono essere osservate fino a quando non sarà documentata l’interruzione della trasmissione del virus in tutti i casi di infezione e nelle aree ad alto rischio.
Stati infetti da cVDPV2, con potenziale rischio di diffusione internazionale.
Attualmente DR Congo, Kenya, Nigeria, Repubblica Araba Siriana, Somalia. Per questi Paesi occorre:
- Effettuare la richiesta di dosi di vaccino mOPV2 dalla scorta globale sulla base delle raccomandazioni del Advisory Group sul vaccino mOPV2.
- Assicurarsi che i residenti e i visitatori a lungo termine (>quattro settimane) ricevano una dose di IPV (se disponibile nel paese) dalle quattro settimane ai 12 mesi prima di un viaggio internazionale;
- Assicurarsi che coloro che intraprendono viaggi urgenti (cioè entro quattro settimane), che non abbiano ricevuto una dose di vaccino nei precedenti 12 mesi, ricevano una dose di vaccino antipolio al momento della partenza.
- Assicurarsi che ai viaggiatori sia fornito un Certificato Internazionale di Vaccinazione o Profilassi nella forma specificata nell'Allegato 6 del RSI per registrare la loro vaccinazione contro la poliomielite;
- Intensificare la cooperazione regionale e il coordinamento transfrontaliero per migliorare la sorveglianza e vaccinare i rifugiati, i viaggiatori e le popolazioni transfrontaliere, secondo il parere del Advisory Group.
Le suddette misure devono essere osservate fino a quando non sarà documentata l’interruzione della trasmissione del virus in tutti i casi di infezione e nelle aree ad alto rischio.
Stati non più infetti da WPV1 o cVDPV, ma che rimangono vulnerabili alla reinfezione da WPV o cVDPV
Cameroon (ultimo caso Luglio 2014), Repubblica dell’Africa centrale (ultimo caso dicembre 2011), Chad (ultimo caso giugno2012), Niger (ultimo caso Novembre 2012).
Per questi paesi occorre:
- Rafforzare urgentemente l'immunizzazione di routine per aumentare l'immunità della popolazione. - Migliorare la qualità della sorveglianza, anche prendendo in considerazione l'introduzione di metodi supplementari quali la sorveglianza ambientale, per ridurre il rischio di trasmissione WPV1 e cVDPV non rilevati, in particolare tra le popolazioni vulnerabili e mobili ad alto rischio.
- Intensificare gli sforzi per garantire la vaccinazione delle popolazioni mobili e transfrontaliere, degli sfollati interni, dei rifugiati e di altri gruppi vulnerabili.
- Migliorare la cooperazione regionale e il coordinamento transfrontaliero per garantire la rapida individuazione del virus WPV1 e del virus cVDPV e la vaccinazione dei gruppi di popolazione ad alto rischio.
Tanto premesso, allo scopo di minimizzare il rischio di reintroduzione del poliovirus in Italia e, quindi, di garantire la sicurezza sanitaria della popolazione, si ritiene opportuno ribadire le raccomandazioni di immunoprofilassi già emanate con la circolare del 14 giugno 2017. In particolare si rammenta di verificare, in tutti i viaggiatori provenienti da Paesi affetti – (attualmente DR Congo, Kenya, Nigeria, Repubblica Araba Siriana, Somalia o che dovessero diventare tali per il cambiamento del profilo epidemiologico), lo stato vaccinale nei confronti della polio, che dovrà essere documentato da certificato di vaccinazione valido.
In caso di:
a) soggetti che dichiarino di non essere mai stati vaccinati: effettuare la vaccinazione antipolio (ciclo completo);
b) soggetti sprovvisti di adeguata documentazione e/o con stato vaccinale dubbio: somministrazione di almeno 1 dose di vaccino anti-polio.
A coloro che dovessero recarsi in Paesi affetti – (attualmente DR Congo, Kenya, Nigeria, Repubblica Araba Siriana, Somalia -o che dovessero diventare tali per il cambiamento del profilo epidemiologico) per motivi di lavoro, studio, vacanza, etc. e rimanervi per lungo tempo (cioè > 4 settimane) di:
a) portare un valido certificato di vaccinazione contro la poliomielite, redatto sul modello di certificato internazionale allegato al Regolamento sanitario Internazionale 2005 (modello consultabile e scaricabile dal link.
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_3066_listaFile_itemName_4_file.pdf);
c) effettuare una dose di vaccino inattivato (IPV), tra 4 settimane e 12 mesi precedenti a viaggi internazionali;
d) garantire che coloro che intraprendono viaggi urgenti (cioè entro 4 settimane), che non hanno ricevuto una dose di IPV nelle precedenti 4 settimane (fino a 12 mesi), ricevano una dose di vaccino antipolio, almeno al momento della partenza, in quanto fornirà ugualmente dei benefici, in particolare per i viaggiatori frequenti
I viaggiatori in questione dovrebbero inoltre essere informati circa la possibilità che, in assenza di documentazione (certificato antipolio su modello di certificato internazionale) potrebbero essere sottoposti, in accordo con le raccomandazioni temporanee dell’OMS, a vaccinazione antipolio al momento della partenza dal Paese affetto.
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Raccomandazione
ECDC 01/06/2018
Rischi sanitari in eventi di massa
Russia
FIFA World Cup, Russia 2018
Prima di recarsi in Russia per i Mondiali di calcio, FIFA World Cup 2018, che si svolgeranno dal 14 giugno al 15 luglio 2018, i visitatori dovrebbero assicurarsi di essere in regola con le vaccinazioni, secondo le raccomandazioni vaccinali del proprio paese di residenza.
Ciò è particolarmente importante per la protezione contro malattie quali difterite, epatite A, epatite B, morbillo, infezione da meningococco, parotite, pertosse, poliomielite, rosolia e tetano.
Come per altri eventi di massa, durante FIFA World Cup 2018 in Russia, i visitatori potrebbero essere esposti ad un maggior rischio di malattie gastrointestinali e malattie prevenibili con la vaccinazione.
Il rischio di malattie gastrointestinali può essere ridotto applicando le misure igieniche standard, quali regolare lavaggio delle mani con sapone, bere acqua sicura (in bottiglia, clorata, o fatta bollire), mangiare cibi perfettamente cotti, lavare accuratamente frutta e verdura con acqua sicura. Ai visitatori viene raccomandato l'uso del condom con partner nuovi o casuali, al fine di ridurre il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmesse, incluso HIV.
I viaggiatori che necessitano di ospedalizzazione in EU dopo un ricovero in Russia dovrebbero documentare la precedente ospedalizzazione al fine di non rimandare i possibili accertamenti di recenti infezioni correlate all'ospedalizzazione. L'insorgenza di focolai di malattie prevenibili con le vaccinazioni destano particolare preoccupazione durante gli eventi di massa, ma non vi sono indicazioni che il rischio sia superiore al normale. L'adeguata immunizzazione in anticipo è un mezzo efficace per prevenire il contagio e l'eventuale diffusione di infezioni prevenibili con la vaccinazione. Esiste la possibilità che i viaggiatori possano importare o esportare malattie trasmissibili. La sorveglianza delle malattie diffusibili in Russia e nei paesi Europei in cui rientrano i viaggiatori ed i partecipanti ai mondiali di calcio dovrebbe essere sufficiente per determinare il rischio in anticipo e prevenire o ridurre l'impatto di eventuali focolai epidemici.
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Raccomandazione
WHO 05/06/2018
Vaiolo delle scimmie
Camerun
Dal 30 aprile al 30 maggio 2018, sono stati segnalati alla Direzione per il Controllo delle Malattie Epidemiche e Pandemiche (DLMEP) 16 casi in totale (1 confermato e 15 sospetti) di vaiolo delle scimmie. Tali casi sono localizzati in cinque distretti del Camerun: distretto sanitario di Njikwa (6 casi sospetti e 1 caso confermato), distretto sanitario di Akwaya (6 casi sospetti), distretto sanitario di Biyem-Assi (1 caso sospetto), distretto sanitario di Bertoua (1 caso sospetto), e distretto sanitario di Fotokol (1 caso sospetto).
Il 14 maggio, uno dei 16 casi è risultato positivo al test RT-PCR effettuato presso il Centro Pasteur del Camerun. Il caso apparteneva al distretto sanitario di Njikwa. Il caso confermato è un uomo di 20 anni con sintomi clinici caratterizzati da febbre, esantema cutaneo generalizzato vescicolo-pustoloso e linfonodi ingrossati senza anamnesi di viaggi o contatto con animali sospetti di essere infetti da vaiolo delle scimmie.
L’età dei 16 casi varia da 1 mese a 58 anni, con un’età mediana di 13 anni. Circa la metà dei casi è di sesso maschile, con 9 uomini e 7 donne. Inoltre, tutti i casi mostravano esantema cutaneo e febbre. Non sono stati segnalati decessi.
Risposta di sanità pubblica
L’OMS ha attivato attività di coordinamento, operative e di pianificazione quali pilastri del loro meccanismo di risposta.
-- Il 15 maggio 2018, si è tenuto il primo incontro di coordinamento presso il Ministero della Salute (MOH) per discutere e definire le attività di risposta prioritarie. Durante questo incontro, è stato attivato il Sistema di Gestione degli Incidenti (IMS).
-- È stato predisposto un Piano d’Azione per l’evento che dettaglia gli interventi e le necessità delle diverse sezioni di risposta (coordinamento, pianificazione, operazioni, logistica, comunicazione). -- Al 30 aprile 2018, è in corso di attuazione un’indagine epidemiologica dei casi.
-- È stata realizzata la formazione degli operatori sanitari sul controllo delle infezioni (utilizzo dei dispositivi di protezione personale e igiene delle mani). Sono state condivise le informazioni relative all’isolamento dei casi, gestione dei casi sintomatici e tecniche di lavaggio delle mani.
-- Sono stati prodotti materiali per la comunicazione del rischio e un piano della comunicazione (aumento delle conoscenze del pubblico sulle misure di precauzione idonee a prevenire l’infezione da vaiolo delle scimmie).
-- Il 22 maggio, il Centro Regionale per la Prevenzione e il Controllo delle Epidemie (CERPLE) ha organizzato incontri di follow-up, durante i quali il personale del distretto sanitario di Njikwa ha fornito un aggiornamento sulle attività di campo e altri importanti feedback. Hanno partecipato i delegati di OMS e UNICEF.
Valutazione del rischio dell’OMS
Il vaiolo delle scimmie, una zoonosi rara, si verifica sporadicamente nelle aree forestali dell’Africa centrale e occidentale. È stato riscontrato per la prima volta nelle scimmie in Africa nel 1958. La malattia è causata da un orthopoxvirus che può dare una sintomatologia simile a quella del vaiolo umano (eradicato nel 1980), tuttavia il vaiolo delle scimmie nelle persone è meno grave. La malattia è auto-limitante con una sintomatologia che generalmente si risolve entro 14-21 giorni. Il trattamento è solo di supporto. Il virus è trasmesso attraverso il contatto diretto con sangue, fluidi corporei e lesioni cutanee/mucose di una persona infetta o di animali, principalmente roditori o scimmie africani. La trasmissione secondaria da persona a persona è limitata, tuttavia può verificarsi a seguito di esposizione ad essudato orofaringeo infetto e contatto con persone infette durante la fase esantematica della malattia o con materiali contaminati. Non esiste un trattamento specifico o un vaccino per le infezioni da vaiolo delle scimmie, tuttavia i focolai epidemici possono essere controllati. Il riscontro del vaiolo delle scimmie in Camerun sottolinea la necessità di mantenere un elevato livello di vigilanza e di aumentare le conoscenze della popolazione locale sulla malattia. Sono importanti le attività di comunicazione e educazione delle persone su come prevenire l’infezione evitando il contatto con gli animali selvatici, particolarmente i roditori e i primati. Gli operatori sanitari dovrebbero applicare le precauzioni standard quando si occupano di pazienti sintomatici e porli in isolamento. I casi sono segnalati da aree rurali dove le attività occupazionali quali allevamento e caccia aumentano il rischio di trasmissione animale-persona.
L’OMS continuerà a valutare la situazione epidemiologica e sostenere l’implementazione di misure di prevenzione e risposta in collaborazione con i governi nazionali e i partner.
Raccomandazioni dell’OMS
Le persone in contatto con animali potenzialmente infetti da vaiolo delle scimmie sono quelle a rischio più elevato. Durante le epidemie di vaiolo delle scimmie, il fattore d’infezione più significativo è l’aerosol respiratorio e il contatto diretto con i fluidi corporei, le lesioni cutanee del paziente o gli oggetti quali gli abiti recentemente contaminati dalle secrezioni del paziente o dagli essudati delle lesioni. In assenza di un trattamento specifico o di un vaccino, l’unico modo di ridurre l’infezione nelle persone consiste nell’aumentare le conoscenze delle persone sui fattori di rischio, quali lo stretto contatto con animali selvatici, inclusi i roditori, e nell’educare le persone relativamente alle misure che possono adottare per ridurre l’esposizione al virus. È importante implementare le misure di sorveglianza e l’identificazione rapida dei nuovi casi per contenere l’epidemia. I messaggi educativi di sanità pubblica dovrebbero focalizzarsi sui seguenti rischi:
-- ridurre il rischio di trasmissione dagli animali alle persone. Nelle regioni endemiche, le iniziative per prevenire la trasmissione dovrebbero focalizzarsi nell’evitare di consumare o di toccare animali malati o che vengono trovati morti nell’ambiente. Dovrebbero essere indossati guanti e altri indumenti protettivi appropriati quando si maneggiano animali malati o i loro tessuti infetti;
-- ridurre il rischio di trasmissione da persona a persona. Le persone infette da vaiolo delle scimmie dovrebbero essere poste in isolamento e dovrebbero essere applicate misure di prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie che ospitano pazienti infetti. Dovrebbero essere limitati i contatti fisici stretti con persone infette da vaiolo delle scimmie e dovrebbero essere indossati guanti, maschere facciali e indumenti protettivi durante l’assistenza alle persone malate in qualsiasi luogo siano ricoverate. È importante lavarsi le mani dopo aver assistito o essersi recati in visita da una persona malata.
Il personale sanitario che assiste pazienti affetti da infezione sospetta o confermata da virus del vaiolo delle scimmie o che maneggia i campioni prelevati, dovrebbe applicare le precauzioni standard per il controllo delle infezioni.
Poiché l’epidemia in questa fase è localizzata in un’area relativamente remota e scarsamente popolata, il rischio di diffusione è limitato. In base alle informazioni disponibili, l’OMS raccomanda di non applicare alcuna restrizione ai viaggi o al commercio con il Camerun.
Ulteriori informazioni sul vaiolo delle scimmie sono disponibili al link seguente:
 - WHO factsheet on monkeypox
Per approfondire:
http://www.who.int/csr/don/05-june-2018-monkeypox-cameroon/en/
http://www.who.int/csr/disease/monkeypox/
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