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Notizie di Giu 2018
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
ProMED 04/06/2018
Botulismo
Canada
Tra gennaio e aprile 2018 sono stati identificati 6 casi di botulismo infantile nel paese, 3 nella provincia dell'Ontario, 2 in quella di British Columbia e uno in quella di Alberta. Il numero dei casi è insolitamente alto, rispetto ad una media annuale di 2 casi.
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ProMED 10/06/2018
Bourbon virus
USA
MISSOURI, contea di St. Louis: segnalato un caso sospetto di infezione da Bourbon virus in un residente della contea.
Il virus, inizialmente identificato in una donna residente della contea di Bourbon in Arkansas che è deceduta nel 2017, è stato poi riportato in Oklahoma e in altri 2 residenti del Missouri.
Si tratta di un virus a RNA negativo diviso in 7 segmenti e dotato di pericapside, appartenente al genere Thogotovirus della famiglia delle Orthomyxoviridae. E'stato identificato in diverse specie di zecche dure, ma non è chiaro se questa sia l'unica via di trasmissione all'uomo. Il virus può dare una sintomatologia severa, a volte anche fatale.
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ECDC 21/06/2018 America
BOLIVIA: dall'1 gennaio al 29 maggio 2018 confermati 65 casi, rispetto ai 22 riportati per lo stesso periodo dello scorso anno.
BRASILE: dall'1 gennaio al 28 aprile 2018 sono stati riportati 19.371 casi confermati. La curva epidemiologica mostra un trend in discesa per il 2018 rispetto agli anni precedenti.
COSTA RICA: dall'1 gennaio al 20 maggio 2018 il paese ha riportato 49 casi sospetti.
EL SALVADOR: dall'1 gennaio al 27 maggio 2018 segnalati 127 casi sospetti, rispetto ai 280 registrati nello stesso periodo del 2017.
MESSICO: dall'1 gennaio al 3 giugno 2018 il paese ha riportato 8 casi confermati, rispetto ai 15 segnalati per lo stesso periodo dello scorso anno.
PARAGUAY: dall'1 gennaio al 20 maggio 2018 sono stai segnalati 945 casi sospetti, inclusi 56 casi confermati, nelle regioni Centrale, Amambay e Guaira.
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ECDC 21/06/2018 Thailandia
Al 4 giugno 2018 sono stati riportati 34 casi da 4 province del sud del paese.
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WHO 01/06/2018 Africa
ANGOLA: dal 21 dicembre 2017 all'8 aprile 2018 nella provincia di Uige sono stati segnalati 853 casi, inclusi 5 casi confermati e 13 decessi. I casi sono stati riportati dai distretti di Ulge e di Son-go. Tra la settimana 13 e la settimana 14 del 2018 si è osservato un calo dell'incidenza. Nella provincia di Cabinda dal 18 febbraio al 25 marzo sono stati riportati 42 casi sospetti, inclusi 2 decessi confinati in 5 quartieri di aree suburbane.
CAMERUN: dal 18 al 24 maggio 2018 il distretto sanitario di Mayo Oulo ha riportato 3 casi di colera in due aree confinanti con la Nigeria. Due casi sono stati riportati nell'area di Guirviza e uno in quella di Doumo. Il primo caso è stato notificato al Centro Integrato di salute di Guirviza nella settimana 20 dal villaggio di Mbouiri ed è probabilmente un caso importato dalla Nigeria. Un caso è stato confermato il 24 maggio dall'Istituto Pasteur del Camerun a Garoua. Tutti i casi sono rappresentati da donne e sono stati isolati e trattati.
CONGO: al 10 aprile 2018 sono stati segnalati a WHO 45 casi sospetti, inclusi 3 casi confermati da test diagnostici rapidi e due decessi. I casi provengono dai dipartimenti di Plateau (32 casi) e di Likouala (12 casi).
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: dall'1 gennaio al 15 aprile 2018 sono stati riportati 9.149 casi sospetti, inclusi 224 decessi.
ETIOPIA: dall'1 gennaio al 27 maggio 2018 sono stati riportati 267 casi di diarrea acquosa acuta, inclusi 4 decessi dalle regioni di Somali, Afar, Tigray e Dire Dawa. L'outbreak è in corso dall'inizio del 2017 e lo scorso anno si sono registrati in tutto 48.814 casi, compresi 880 decessi.
KENYA: dall'1 gennaio al 28 maggio 2018, sono stati segnalati 4.451 casi, compresi 260 casi confermati e 74 decessi. Attualmente l'outbreak è attivo nelle contee di Garissa, Turkana, West Pokot, Nairobi, Kiambu, Elgeyo, Marakwet e Isiolo.
MALAWI: dal 20 novembre 2017 al 24 aprile 2018, riportati 918 casi, inclusi 195 casi confermati e 30 decessi. Dalla settimana 16/2018 l'outbreak ha raggiunto un plateau di 15 casi settimanali.
MOZAMBICO: dal 12 agosto 2017 al 30 aprile 2018, il paese ha registrato 2.329 casi, inclusi 5 decessi, nelle province di Nampula (1.646 casi e 2 decessi) e Cabo Delgado (683 casi e 3 decessi).
NIGERIA: dall'1 gennaio al 3 marzo 2018 sono stati riportati 210 casi in 9 stati, inclusi 2 casi confermati e 16 decessi. Il nord-est del paese è soggetto ad epidemie ricorrenti con tre stati, Amadawa, Borno e Yobe, nei quali la trasmissione è attualmente attiva. Nello stato di Amadawa l'outbreak è emerso il 12 maggio 2018 ed ha colpito 2 LGAs, Mubi Nord e Mubi Sud, entrambe ai confini con il Camerun. L'incidenza è aumentata rapidamente negli ultimi giorni e all'1 giugno sono stati riportati in totale 909 casi, inclusi 16 decessi (397 casi e 10 decessi da Mubi Nord e 508 casi e 6 decessi da Mubi Sud). In tutto 41 su 50 campioni fecali sono risultati positivi ai test diagnostici rapidi e 10 su 11 campioni positivi all'esame colturale.
Nello stato di Yobe l'outbreak è cominciato il 28 marzo 2018 e al 28 maggio sono stati riportati in tutto 404 casi sospetti, inclusi 15 decessi in 5 LGAs: Bade (379 casi, 15 decessi), Karasuwa (16 casi), Jakusko (4), Yusufari (3) e Bursari (2). Sedici campioni su 25 sono risultati positivi agli RDT e 18 su 30 all'esame colturale. Dal 15 maggio non è stato segnalato alcun nuovo caso.
Nello stato di Borno l'outbreak è cominciato il 13 febbraio 2018 nell'LGA di Kukawa e al 27 maggio si sono registrati 794 casi sospetti e 3 decessi. Su 110 campioni, 87 sono risultati positivi agli RDT e 39 su 74 all'esame colturale.
In totale nei 3 stati, da febbraio al 27 maggio 2018, sono stati riportati 2.107 casi sospetti, inclusi 34 decessi. TANZANIA: dall'1 gennaio al 27 maggio 2018 segnalati 2.344 casi, inclusi 51 decessi. Tre su 26 regioni dell'area continentale del paese hanno una trasmissione attualmente attiva: Arusha, Rukwa e Songwe. L'epidemia ha subito una forte escalation nelle ultime settimane, con 239 nuovi casi sospetti e 7 decessi riportati nella settimana 21/2018. I nuovi casi provengono dai distretti di Sumbawanga DC (200 casi e 6 decessi), Ngorongoro DC (24 casi e un decesso) e Longido DC (15 casi). Molti dei casi riportati risalgono a un periodo precedente e sono stati segnalati in ritardo. L'isola di Zanzibar continua a riportare zero casi, con il caso più recente segnalato l'11 luglio 2017.
UGANDA: dal 29 aprile al 15 maggio 2018 sono stati riportati 30 casi, incluso un decesso nel distretto di Kampala. I casi includono un caso con coltura posiitva e 2 casi positivi agli RDT. Altri outbreaks riportati nel paese nel corso del 2018 si sono verificati nel distretto di Hoima (2.219 casi e 44 decessi) e in quello di Amudat (50 casi e 2 decessi).
ZAMBIA: dal 4 ottobre 2017 al 15 aprile 2018 riportati 5.721 casi, compresi 565 casi confermati e 113 decessi. Il distretto più colpito è quello di Lusaka, con 5.243 casi e 96 decessi.
ZIMBABWE: dal 5 al 15 maggio 2018 segnalati 62 casi, inclusi 23 casi confermati e 3 decessi. I casi sono stati riportati dalle località di Stoneridge (18), Belvedere West (2), Chitungwiza e Harare (42).
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ECDC 01/06/2018 America
REPUBBLICA DOMINICANA: dall'1 gennaio al 12 maggio 2018 il paese ha riportato 17 casi di colera, rispetto ai 69 segnalati per lo stesso periodo del 2017.
HAITI: dall'1 gennaio al 19 maggio 2018, il paese ha riportato 1.855 casi di colera, inclusi 21 decessi. Nel 2017 erano stati segnalati 13.681 casi, inclusi 159 decessi. In totale dal 2010 al 19 maggio 2018 i casi sospetti registrati sono stati 817.855, compresi 9.769 decessi.
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ECDC 01/06/2018 Yemen
Dall'inizio del focolaio, nell'ottobre 2016, al 25 maggio 2018, il paese ha riportato 1.101.915 di casi sospetti di colera, inclusi 2.294 decessi. I governatorati più colpiti sono quelli di Amanat Al Asima, Al Hudaydah, Hajjah, Amran e Dhamar.
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ProMED 21/06/2018 Yemen
Secondo WHO, dal 27 aprile 2017 al 10 giugno 2018, sono stati riportati 1.107.144 casi sospetti o confermati di colera.
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ProMED 24/06/2018 Arabia Saudita
PROVINCIA DI JIZAN: confermati 13 casi di colera da V. cholerae O1/O139 in un campo che ospita immigrati clandestini provenienti dallo Yemen.
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ProMED 16/06/2018
Cyclosporiasi
USA
WISCONSIN E MINNESOTA: sono stati segnalati 14 casi di ciclosporiasi (11 in Wisconsin e 3 in Minnesota) correlati al consumo di vegetali confezionati del marchio Del Monte Vegetable Tray, venduti presso i supermercati della catena Kwik Trip di La Crosse, Wisconsin.
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ProMED 18/06/2018
Cyclosporiasi
USA
WISCONSIN E MINNESOTA: i casi di ciclosporiasi legati al consumo di vegetali, venduti nei negozi della catena Kwik Trip, sono arrivati a circa 50.
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ProMED 19/06/2018
Cyclosporiasi
USA
Secondo CDC al 15 giugno 2018 i casi di cyclosporiasi correlati al consumo di vegetali venduti nei negozi della catena Kwik Trip, sono arrivati a 78 in 4 stati: Wisconsin (50), Minnesota (23), Iowa (3) e Michigan (2). I casi dell'Iowa sono stati contagiati da confezioni di vegetali acquistati in Wisconsin.
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ProMED 23/06/2018
Cyclosporiasi
USA
WISCONSIN: al 20 giugno 2018, i casi di infezione da cyclospora correlati al consumo di vegetali venduti nei negozi della catena Kwik Trip, sono arrivati a 123, di cui almeno 84 sintomatici.
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ECDC 01/06/2018 Reunion
Dall'1 gennaio al 29 maggio 2018 le autorità sanitarie hanno riportato 3.756 casi autoctoni di dengue. Le aree più colpite si trovano nella parte occidentale dell'isola. Il sierotipo predominante è DENV-2, il vettore principale è A. albopictus.
Il 27 marzo 2018, le autorità hanno deciso di innalzare a 3 il livello del piano per le emergenze ORSEC. Il piano include la ricerca attiva dei casi, l'intensificazione del controllo dei vettori, il rafforzamento della comunicazione alla popolazione e agli operatori sanitari e la preparazione per l'eventuale mobilizzazione di risorse aggiuntive.
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WHO 01/06/2018 Seychelles
Da dicembre 2015 al 20 maggio 2018, sono stati riportati 5.064 casi sospetti, inclusi 1.429 casi confermati. I casi sono stati segnalati da tutte le regioni delle 3 isole principali (Mahè, Praslin e La Digue). Un significativo aumento dei nuovi casi sospetti si è registrato durante la settimana 16/2018. Durante questa epidemia sono stati identificati i sierotipi DENV 1,2 e 3.
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ECDC 08/06/2018 La Reunion
Dall'1 gennaio al 7 giugno 2018 le autorità sanitarie hanno riportato 4.292 casi autoctoni di dengue. Le aree più colpite si trovano nella parte occidentale dell'isola. Il sierotipo predominante è DENV-2, il vettore principale è A. albopictus.
Il 27 marzo 2018, le autorità hanno deciso di innalzare a 3 il livello del piano per le emergenze ORSEC. Il piano include la ricerca attiva dei casi, l'intensificazione del controllo dei vettori, il rafforzamento della comunicazione alla popolazione e agli operatori sanitari e la preparazione per l'eventuale mobilizzazione di risorse aggiuntive.
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ECDC 15/06/2018 La Reunion
Dall'1 gennaio al 12 giugno 2018 le autorità sanitarie hanno riportato 4.604 casi autoctoni di dengue. Le aree più colpite si trovano nella parte occidentale dell'isola. Il sierotipo predominante è DENV-2, il vettore principale è A.albopictus.
Il 27 marzo 2018, le autorità hanno deciso di innalzare a 3 il livello del piano per le emergenze ORSEC. Il piano include la ricerca attiva dei casi, l'intensificazione del controllo dei vettori, il rafforzamento della comunicazione alla popolazione e agli operatori sanitari e la preparazione per l'eventuale mobilizzazione di risorse aggiuntive.
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ECDC 21/06/2018 America
Secondo PAHO, dall'1 gennaio al 15 giugno 2018, nella regione delle Americhe e dei Caraibi sono stati riportati più di 200.000 casi sospetti o confermati. La maggior parte dei casi è stata segnalata da Brasile (110.291), Paraguay (25.915), Nicaragua (16.711), Colombia (12.346) e Messico (9.632).
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ECDC 21/06/2018 Asia
CAMBOGIA: dall'1 gennaio al 31 maggio 2018 riportati 960 casi sospetti. Nelle settimane 20 e 21 il numero dei nuovi casi segnalati è aumentato rispetto alle settimane precedenti ed ha superato la soglia di allerta.
MYANMAR: dall'1 gennaio al 31 maggio 2018 riportati 2.314 casi.
MALESIA: dall'1 gennaio al 19 giugno 2018 segnalati 28.894 casi.
LAOS: dall'1 gennaio al 27 maggio 2018 il paese ha riportato 656 casi. Il numero dei nuovi casi registrati è in crescita, in linea con i trend stagionali degli anni precedenti.
SRI LANKA: secondo il Ministero della Salute dall'1 gennaio al 19 giugno sono stati riportati 22.651 casi, rispetto agli 86.956 casi segnalati nel 2017 per il medesimo periodo.
SINGAPORE: secondo le autorità nazionali dall'1 gennaio al 19 giugno 2018 il paese ha registrato 1.237 casi di dengue, in linea con il numero di casi riportati nello stesso periodo del 2017.
THAILANDIA: dall'1 gennaio all'11 giugno 2018, secondo il Ministero della Salute, sono stati riportati 10.668 casi.
VIETNAM: secondo WHO, dall'1 gennaio al 13 maggio 2018 ha riportato 18.422 casi, inclusi 4 decessi.
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ECDC 21/06/2018 Australia
Dall'1 gennaio al 7 giugno 2018, riportati 248 casi, un numero inferiore rispetto a quelli registrati nello stesso periodo degli ultimi 5 anni.
Il 5 giugno le autorità locali hanno confermato il primo caso autoctono di dengue della città di Mareeba, stato del Queensland, segnalato dopo il 2003.
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ECDC 21/06/2018 Grenada
Secondo le autorità locali, all'8 giugno 2018, si è verificato un aumento dei casi di dengue segnalati sull'isola. Sono in corso misure di controllo, inclusi il controllo attivo dei vettori e attività di informazione alla popolazione. Dall'1 gennaio al 27 aprile 2018, secondo PAHO, il paese aveva riportato 140 casi confermati.
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ECDC 21/06/2018 Pacifico
NUOVA CALEDONIA: secondo le autorità locali, dall'1 gennaio al 4 giugno 2018 sono stati segnalati 1.412 casi confermati di dengue. Il sierotipo predominante è DENV-2, identificato in 857 dei 1.031 casi tipizzati.
POLINESIA FRANCESE: nella settimana 23/2018 le autorità sanitarie hanno riportato un caso autoctono di DENV-2 nella città di Raiatea. Secondo le autorità, DENV-2 non era stato identificato in questo territorio dall'anno 2000, perciò sono stati rafforzati il sistema di sorveglianza e il controllo dei vettori.
WALLIS AND FORTUNA: dall'1 gennaio al 19 giugno 2018, riportati 171 casi.
VANUATU: dall'1 gennaio al 3 giugno 2018 riportati 504 casi sospetti. L'ultimo caso è stato segnalato il 21 maggio e il paese ha ormai dichiarato conclusa l'epidemia.
Secondo il Pacific Public Health Surveillance Network altri focolai di dengue sono in corso nelle isole Samoa Americane, Fiji, Kiribati e Tonga.
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ProMED 24/06/2018
Difterite
Canada
PROVINCIA DI ALBERTA, città di Medicine Hat: è stato segnalato un caso di difterite in uno studente della scuola elementare di Elm Street. Nella provincia di Alberta nessun caso di difterite è stato registrato nel 2018 e nel 2016, mentre nel 2017 sono stati riportati 2 casi nelle città di Edmonton e Calgary.
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ProMED 24/06/2018
Difterite
Ukraina
Nel 2018 sono stati segnalati 2 casi di difterite nella regione di Luhansk, uno nella città di Luhansk e uno nella città di Rubizhne.
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ProMED 07/06/2018 India
STATO DI KERALA, distretto di Kozhikode: al 5 giugno segnalati 3 casi di encefalite giapponese, incluso un decesso.
STATO DI HIMACHAL PRADESH, distretto di Solan: segnalati 2 casi confermati di encefalite giapponese in bambini di 3 e 6 anni, provenienti dalla città di Dharampur e dal villaggio di Dhalli. Si tratta dei primi casi di JE mai riportati in questo stato.
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ProMED 14/06/2018 India
STATO DI MADHYA PRADESH: segnalati i decessi per encefalite giapponese di 2 bambini, provenienti dai distretti di Vidisha e Hoshangabad, divisione di Bhopal oltre ad un terzo caso in corso di trattamento nel distretto di Ashok Nagar.
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ProMED 18/06/2018 Taiwan
Dall'1 gennaio al 12 giugno 2018 il CDC di Taiwan ha riportato 12 casi confermati di encefalite giapponese nella città di Kaohsiung (6), nelle contee di Chiayi (2) Pingtung (1) e Changhua (1) e nelle città di Tainan (1) e Taichung (1).
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ProMED 17/06/2018
Epatite
India
STATO DI KERALA, distretto di Kozhikode: la stampa locale ha segnalato un focolaio di epatite, che finora ha colpito 84 partecipanti ad una festa privata nel villaggio di Kozhikode. Si ritiene che la fonte del contagio sia il ghiaccio utilizzato per rinfrescare le bevande, che sarebbe stato prodotto con acqua contaminata. In base al periodo di incubazione e all'età dei casi (adulti), la causa più probabile dell'infezione è il virus dell'epatite E.
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ECDC 08/06/2018 Europa
Dall'1 gennaio al 7 giugno 2018 sono stati riportati 2 focolai multistato di epatite A, uno causato da 2 ceppi HAV IA e l'altro da un ceppo HAV IB. I paesi colpiti sono Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Irlanda, Svezia, Spagna e Regno Unito.
i casi confermati di ceppo IA finora identificati che rispondono alla definizione di caso dell'epidemia sono 58. Di questi, 55 sono classificati come autoctoni e 3 hanno una storia di viaggio in Marocco, durante il periodo di incubazione.
I casi di ceppo IB sono in tutto 20 e la maggior parte è classificata come caso acquisito durante un viaggio in Marocco, ma almeno 5 sono classificati come autoctoni. Per 4 di questi casi autoctoni, le indagini hanno individuato un legame con viaggiatori di ritorno dal Marocco e con il consumo di alimenti importati privatamente dal Marocco. Le informazioni sul quinto caso non sono ancora disponibili.
I casi sono stati riportati dall'inizio dell'anno, con picchi tra marzo e maggio.
Uno dei ceppi IA è stato storicamente identificato in viaggiatori di ritorno dal Marocco, l'altro è stato identificato nel 2018 in un residente del Marocco che non aveva viaggiato in Europa. Il ceppo IB non è mai stato segnalato prima di questo evento.
I casi infettati con i ceppi IA e quelli infettati col ceppo IB fanno parte di due eventi differenti. Le uniche caratteristiche comuni sono il legame con il Marocco e il periodo in cui si sono verificati. Mentre la maggior parte dei casi di ceppo IA si sono infettati nell'Unione Europea, la maggior parte dei casi di ceppo IB si sono infettati durante un viaggio in Marocco. Sebbene la fonte dell'infezione sia sconosciuta, i casi autoctoni si sono probabilmente contagiati per via alimentare o per trasmissione interumana. La relativa uniformità dei ceppi virali associati ai casi indica che la trasmissione alimentare potrebbe essere legata ad un medesimo prodotto distribuito in vari paesi dell'UE. Mentre non è chiaro se i casi infettati con i due ceppi IA facciano parte del medesimo evento e quindi siano stati infettati dallo stesso veicolo o da veicoli diversi, è molto probabile che i casi infettati col ceppo IB siano stati contagiati attraverso un altro veicolo, verosimilmente un alimento acquistato in Marocco e consumato sul posto o portato in Europa da altri viaggiatori.
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CDC 18/06/2018 USA
Da gennaio 2017 ad aprile 2018 CDC ha ricevuto più di 2.500 notifiche di casi di epatite A associati a trasmissione interumana e provenienti da diversi stati. Tra i più di 1.900 casi per i quali sono noti i fattori di rischio, 1.300 hanno riferito l'uso di droghe iniettabili e non e la condizione di senzatetto.
CALIFORNIA: da novembre 2016 all'11 aprile 2018 sono stati riportati a CDC 704 casi confermati, inclusi 461 ricoveri e 21 decessi. I casi provengono dalle contee di San Diego (​587), ​Santa Cruz (76), Los Angeles ​(12), Monterey ​(12) e altre (17).
INDIANA: da novembre 2017 al 15 giugno 2018 sono stati riportati 138 casi e 59 ricoveri nelle contee di Clark (53), Floyd (40), Harrison (9), Hendricks (>5) , Lawrence (20), Scott (<5) e Washington (6).
KENTUCKY: dall'1 agosto 2017 al 2 giugno 2018 si sono registrati 761 casi, inclusi 467 ricoveri e 6 decessi.
MICHIGAN: dall'1 agosto 2016 al 13 giugno 2018, un focolaio di epatite A ha causato 843 casi, inclusi 679 ricoveri e 27 decessi in 35 contee o città.
MISSOURI: da settembre 2017 all'11 giugno 2018 sono stati notificati 125 casi confermati, compresi 59 ricoveri nelle contee di Butler (84), Carter (2), Dunklin (3), Madison (1), New Madrid (1), Pemiscot (1), Ripley (3), Scott (2), Shannon (1), Stoddard (24) e Wayne (3).
UTAH: dall'1 gennaio 2017 al 18 giugno 2018, un focolaio di epatite A ha causato 257 casi (di cui 109 nel 2018), inclusi 137 ricoveri e un decesso nelle contee di Salt Lake (176), Utah (45), Bear River ( 5), Southeast Utah (3), Southwest Utah (3), Davis (5), Central Utah (5), Tooele (3), Summit (2), Weber-Morgan (8) e Wasatch (2).
WEST VIRGINIA: da marzo al 5 giugno 2018 sono stati riportati 248 casi, inclusi 177 ricoveri, in 14 contee. Le contee più colpite sono quelle di Kanawha (134 casi), Putnam (45), Cabell (44) e Wayne (11).
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ProMED 25/06/2018 USA
KENTUCKY: dall'1 agosto 2017 al 9 giugno 2018 si sono registrati 832 casi e 6 decessi in 52 contee. Le contee più colpite sono quelle di Jefferson (453 casi), Boyd (98), Carter (56), Greenup e Bullitt (36), Montgomery, Hardin, Nelson e Warren (6-19).
TENNESSEE, contea di Davidson, città di Nashville: da dicembre 2017 sono stati confermati 26 casi di epatite A, inclusi due in senzatetto.
OHIO: lo stato ha dichiarato un focolaio di epatite A in seguito all'identificazione di 79 casi nel 2018, quasi il doppio di quelli registrati nell'anno precedente.
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WHO 01/06/2018
Epatite E
Sud Sudan
Dal 3 gennaio al 27 maggio 2018 sono stati riportati 62 casi di epatite E, inclusi 11 casi confermati tramite PCR, nelle contee di Bentiu Poc e Old Fangak.
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ProMED 27/06/2018
Epatite E
Bangladesh
CITTA' DI CHITTAGONG: nei quartieri di Halishahar e Agrabad, da tre mesi è in corso un focolaio di epatite E, che ha causato più di 300 casi, inclusi 3 decessi avvenuti nell'ultima settimana. Si ritiene che la causa sia la contaminazione delle acque sotterranee durante le fasi di alta marea.
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CDC 04/06/2018
Escherichia coli
USA
Il focolaio multi-stato di E.coli O157:H7, correlato al consumo di lattuga romana prodotta nell'area di Yuma in Arizona, dal 13 marzo al 30 maggio 2018 ha causato 197 casi in 35 stati, inclusi 89 ricoveri, 26 casi di sindrome emolitico-uremica e 5 decessi.
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ProMED 14/06/2018
Escherichia coli
USA
TENNESSEE, contea di Knox: segnalati 11 ricoveri di bambini di età' inferiore ai 4 anni per un'infezione da E.coli enteroemorragico. La maggior parte dei casi e'correlata al consumo di latte non pastorizzato prodotto dall'azienda casearia French Broad Farm, mentre alcuni si sono contagiati frequentando l'asilo Kids Place Inc. di Mascot.
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ProMED 27/06/2018
Escherichia coli
USA
NORTH CAROLINA, contea di Alexander: tra il 22 e il 25 giugno, sono stati segnalati circa 100 casi di gastroenterite tra i clienti del ristorante Mexico Viejo di Taylorsville, uno dei quali è risultato positivo per un ceppo enteropatogeno di E.coli (EPEC).
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WHO 01/06/2018
Febbre della Valle di Rift
Sud Sudan
Da dicembre 2017 al 27 maggio 2018 sono stati riportati 31 casi sospetti di febbre della Valle di Rift, inclusi 6 casi confermati, 3 casi probabili e 4 decessi.
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WHO 08/06/2018
Febbre della Valle di Rift
Kenya
L'8 giugno 2018 il Ministero della Salute del Kenya ha riportato un focolaio di febbre della Valle di Rift nella contea di Wajir, nell'area sud-est del paese. L'evento è stato inizialmente rilevato il 2 giugno 2018, quando il caso zero, un ragazzo di 18 anni, si è presentato in una struttura sanitaria locale con sintomi di febbre, debolezza, sanguinamento delle gengive e altri sintomi sistemici. Il paziente, deceduto il medesimo giorno del ricovero, era stato malato per i 5 giorni precedenti e i sintomi emorragici duravano da 3 giorni. Secondo quanto riferito, il caso aveva una storia di consumo di carne di cammello, poi risultato malato, nei giorni tra il 22 e il 23 maggio 2018.
Il 4 giugno 2018, due parenti del caso zero si sono presentati all'ospedale locale con sintomi quali febbre e sanguinamento delle gengive. Uno dei due pazienti, un maschio di 25 anni, è deceduto il giorno stesso del ricovero. Campioni di sangue prelevati da entrambi i casi il 4 giugno, sono stati inviati al Kenya Medical Research Institute (KEMRI) di Nairobi. I risultati dei test di laboratorio forniti il 6 giugno 2018 dal KEMRI, indicavano che uno dei due campioni era positivo per la febbre della Valle di Rift (RVF).
All'8 giugno 2018, nella contea di Wajir sono stati riportati 10 casi sospetti di RVF, inclusi 5 decessi. Tre pazienti si sono ristabiliti e sono stati dimessi e uno rimane ricoverato presso il Wajir County Referral hospital. Otto ulteriori campioni di sangue sono stati prelevati e inviati al KEMRI per essere analizzati.
Il Ministero dell'Allevamento del Kenya ha riportato un elevato numero di decessi ed aborti tra gli animali, specialmente cammelli e capre, verificatisi negli ultimi due mesi in 4 contee: Kadjiado (al confine con la Tanzania), Kitui (a est di Nairobi), Marsabit (ai confini con l'Etiopia) e Wajir (ai confini con Etiopia e Somalia). L'8 giugno 2018 il Direttorato dei Servizi Veterinari del Kenya ha notificato a OIE un sospetto focolaio epizootico di RVF nel paese.
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ProMED 15/06/2018
Febbre della Valle di Rift
Kenya
CONTEA DI WAJIR: i casi segnalati di febbre della Valle di Rift sono arrivati a 19, inclusi 6 decessi.
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WHO 18/06/2018
Febbre della Valle di Rift
Kenya
Al 26 giugno 2018 sono stati riportati in totale 26 casi umani di febbre della Valle di Rift, di cui 24 dalla contea di Wajir e 2 da quella di Marsabit, inclusi 7 casi confermati e 6 decessi; 6 pazienti sono stati dimessi e uno resta ricoverato. Un elevato numero di decessi ed aborti tra gli animali, specialmente cammelli e capre è stato riportato dalle contee di Garissa, Kadjiado, Kitui, Marsabit, Tana River e Wajir. E' stato riferito che gli abitanti di queste contee hanno consumato la carne degli animali morti o malati.
Risposta di Sanità Pubblica:
Attività di preparazione per una possibile epidemia di febbre della Valle di Rift sono state attuate fin dal mese di febbraio 2018, in seguito alle forti piogge e alle inondazioni verificatesi nel paese. Sempre nel mese di febbraio è stata mandata un'allerta a tutti i direttori di contea e a maggio 2018 è stata comunicata un'allerta nazionale.
Da quando l'epidemia è stata confermata sono state intraprese le seguenti azioni:
- l'8 giugno il Ministero della Salute e il Ministero dell'Agricoltura hanno partecipato ad una riunione di emergenza con il Ministero dell'Allevamento e con le principali parti interessate. Si è tenuto un meeting della task force del settore sanitario e i partners si sono impegnati a dare il loro supporto per il controllo della febbre della Valle di Rift
- il 14 giugno il Ministero della Salute ha attivato il Centro per le Operazioni di Emergenza con un responsabile dell'evento e una squadra tecnica di supporto
- il 14 giugno una squadra di investigazione multi-settoriale è stata inviata nella contea di Wajir per aiutare la squadra sanitaria della contea. Un'altra squadra sarà presto inviata per supportare quella della contea di Marsabit
- come parte delle attività di preparazione in corso, la sorveglianza attiva per la febbre della Valle di Rift è stata intensificata nelle contee colpite e in quelle a rischio, come anche la ricerca dei contatti nelle contee di Wajir e Marsabit. Nella contea di Wajir sono stati istituiti 5 centri di trattamento
- la ricerca attiva dei casi e attività di sensibilizzazione della popolazione sono in corso nelle aree colpite. Linee guida per il controllo dei vettori e altro materiale informativo sono stati inviati alla contea di Wajir e avvisi sono stati disseminati tramite i volontari sanitari comunitari (community health volunteers)
-nelle aree colpite sono stati imposti il divieto di macellare animali e restrizioni sugli spostamenti degli animali da allevamento
Valutazione del rischio:
Focolai di febbre della Valle di Rift non sono inusuali in Kenya. L'ultimo focolaio documentato si è verificato da novembre 2014 a gennaio 2015 nel nord-est del paese; nel 2006 un vasto focolaio ha ucciso più di 150 persone. Il tasso di mortalità è stato diverso nei focolai documentati, ma in generale tende ad essere inferiore all'1%.
La precedente esperienza del Kenya nel rispondere alle epidemia di febbre della Valle di Rift, insieme alle attività di preparazione intraprese nei mesi precedenti, sono state utili. Tuttavia l'elevato numero di decessi e aborti negli animali di allevamento è preoccupante, specialmente perchè l'evento colpisce comunità nomadi per le quali la dieta è prevalentemente a base di prodotti animali. L'elevato volume di movimenti di animali e persone in quest'area aumenta il rischio di un'ulteriore diffusione dell'epidemia sia in Kenya, sia nei paesi confinanti.
Raccomandazioni:
La febbre della Valle di Rift è una zoonosi trasmessa dalle zanzare che prima di tutto colpisce gli animali, ma può anche infettare l'uomo. La maggior parte delle infezioni umane risulta dal contatto diretto o indiretto con sangue o organi di animali infetti. Pastori,allevatori, macellai e veterinari hanno un maggiore rischio di infezione. La consapevolezza dei fattori di rischio e le misure di prevenzione contro le punture delle zanzare sono l'unico modo per ridurre le infezioni e i decessi umani. Le comunicazioni di Sanità Pubblica per la riduzione del rischio devono focalizzarsi su:
- riduzione del rischio di trasmissione dagli animali all'uomo, che risulta da pratiche di allevamento e macellazione non sicure. Si raccomanda di curare l'igiene delle mani e di indossare guanti e altri dispositivi di protezione quando si maneggiano animali malati o i loro tessuti e quando si macellano degli animali
- riduzione del rischio di trasmissione dagli animali all'uomo che deriva dal consumo non sicuro di latte non pastorizzato o di tessuti animali. Nelle regioni endemiche tutti i prodotti di origine animale devono essere completamente cotti prima di essere consumati
- riduzione del rischio di punture di zanzara mediante l'implementazione di attività di controllo dei vettori (spruzzando insetticidi ed utilizzando larvicidi per ridurre i siti di sviluppo delle larve), mediante l'uso di reti impregnate di insetticidi e di repellenti e indossando abiti dai colori chiari, incluse camicie dalla maniche lunghe e pantaloni lunghi
- restrizione o divieto di spostare gli animali di allevamento per ridurre il rischio di diffusione del virus dalle aree infette a quelle non infette
- si raccomanda la vaccinazione di routine degli animali di allevamento. La vaccinazione non è invece raccomandata durante le epidemia perchè può intensificare la trasmissione tra animali mediante le punture di inoculo. Le epidemia di febbre della valle di Rift tra gli animali precedono i casi umani, quindi istituire un sistema di sorveglianza attiva della salute animale è essenziale per fornire un'allerta precoce ai veterinari e alle autorità sanitarie
In base alle informazioni finora disponibili su questo evento, WHO non raccomanda restrizione dei viaggi e dei commerci verso il Kenya.
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ProMED 21/06/2018
Febbre della Valle di Rift
Kenya
Sono stati segnalati 5 casi sospetti di febbre della valle di Rift nella contea di Mandera, i cui campioni sono stai inviati al KEMRI per essere testati. Un caso confermato è stato riportato dalla contea di Slaya in un uomo di 20 anni proveniente dal villaggio di Uriri, distretto di Alego-Usonga.
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ProMED 22/06/2018
Febbre delle Montagne Rocciose
USA
INDIANA: segnalato un caso di febbre delle Montagne Rocciose, in un residente dell'Indiana, che si ritiene abbia contratto l'infezione nell'Illinois, dove è stato punto da una zecca.
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ECDC 15/06/2018
Febbre emorragica con sindrome renale
Russia
Secondo l'Agenzia Federale per la Supervisione della Protezione dei Diritti dei Consumatori e del Benessere Umano della Russia (Rospotrebnadzor), tra il 31 maggio e il 6 giugno 2018 si sono verificati 6 casi di febbre emorragica con sindrome renale nella Repubblica di Tatarsan, di cui 3 nella città di Kazan che ospita i mondiali di calcio FIFA 2018. La malattia è diffusa nella parte europea della Russia, con circa 8.300 casi riportati nel 2017 e più di 6.000 nel 2016.
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ProMED 03/06/2018
Febbre emorragica Crimea - Congo
Iran
Secondo il CDC dell'Iran, dall'1 gennaio al 3 giugno 2018, sono stati notificati 24 casi di CCHF, inclusi 2 decessi.
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ProMED 09/06/2018
Febbre emorragica Crimea - Congo
Pakistan
PROVINCIE DEL BELUCISTAN E SINDH: un secondo caso di febbre emorragica di Crimea-Congo proveniente da Quetta, provincia del Belucistan, è stato ricoverato presso il Jinnah Postgraduate Medical Centre (JPMC).
Il 3 maggio 2018 un uomo residente nella città di Lyari, parte di Karachi, è deceduto presso il Liaquat National Hospital (LNH) per complicanze dovuta alla CCHF.
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ProMED 12/06/2018
Febbre emorragica Crimea - Congo
Pakistan
PROVINCIA DI SINDH, città di Karachi: segnalato un nuovo caso di febbre emorragica di Crimea -Congo in un ragazzo di 18-19 anni residente nell'area industriale di Korangi.
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ECDC 21/06/2018
Febbre emorragica Crimea - Congo
Russia
Secondo l'Agenzia Federale per la Supervisione della Protezione dei Diritti dei Consumatori e del Benessere Umano della Russia (Rospotrebnadzor), nella regione di Rostov, una di quelle che ospitano i mondiali di calcio FIFA 2018, da maggio al 13 giugno 2018 sono stati riportati 17 casi di febbre emorragica di Crimea-Congo. Prima di questi, un solo caso era stato riportato tra gennaio ed aprile. L'aumento nel numero dei casi, correla con l'elevata attività delle zecche nella regione in questa stagione dell'anno. Si consiglia ai visitatori di Rostov e di altre aree con elevata attività delle zecche di adottare misure protettive contro la puntura delle zecche.
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ProMED 22/06/2018
Febbre emorragica Crimea - Congo
Afganistan
PROVINCIA DI HERAT: negli ultimi due mesi l'Herat Regional Hospital ha riportato 36 casi di CCHF, inclusi 4 decessi, il doppio di quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno.
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ProMED 22/06/2018
Febbre emorragica Crimea - Congo
India
STATO DI GUJARAT, distretto di Rajkot: segnalato un caso sospetto fatale di CCHF in un uomo di 32 anni ricoverato presso il Rajkot Civil Hospital. Gli esami di laboratorio sono in corso presso il laboratorio di Pune.
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WHO 01/06/2018 Liberia
Dall'1 gennaio al 31 maggio 2018 sono stati riportati 20 casi confermati o sospetti, inclusi 10 decessi. I casi confermati sono stati segnalati dalle contee di Bong (2), Grand Bassa (1), Margibi (2), Montserrado (3) e Nimba (6).
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WHO 01/06/2018 Nigeria
L'epidemia è in fase di forte rallentamento e nella settimana 21/2018 non è stato segnalato alcun nuovo caso confermato.
Dall'1 gennaio al 27 maggio 2018 in totale si sono registrati 1.968 casi sospetti in 21 stati. I casi includono 431 casi confermati, 10 casi probabili, 1.523 casi risultati negativi e 4 per i quali le indagini sono in corso. Sono stati anche riportati 118 decessi, 108 tra i casi confermati e 10 tra quelli probabili. In tutto si sono infettati 38 operatori sanitari, di cui 9 sono deceduti.
Dall'inizio dell'epidmia, 21 stati hanno segnalato almeno un caso confermato, ma attualmente la trasmissione è attiva solo negli stati di Edo, Ondo, Ebonyl, Taraba e Adamawa.
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ProMED 05/06/2018 Nigeria
Secondo il CDC della Nigeria, dall'1 gennaio al 3 giugno 2018 in totale si sono registrati 1.982 casi sospetti in 21 stati. I casi includono 432 casi confermati 10 casi probabili e 1.540 casi risultati negativi. Sono stati anche riportati 118 decessi, 108 tra i casi confermati e 10 tra quelli probabili. In tutto si sono infettati 38 operatori sanitari, di cui 9 sono deceduti.
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ProMED 08/06/2018 Sierra Leone
DISTRETTO DI KENEMA: da gennaio a maggio 2018 si sono registrati 18 casi di febbre emorragica di Lassa, inclusi 7 decessi, rispetto ai 17 casi e 11 decessi riportati per l'intero anno 2017.
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ProMED 15/06/2018 Liberia
Dall'1 gennaio al 13 giugno 2018 sono stati riportati 112 casi sospetti, inclusi 18 casi confermati ( nelle contee di Nimba-7, Montserrado-3, Bong-4, Margibi-2 e Grand Bassa-2) e 13 decessi tra i casi confermati.
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ProMED 17/06/2018 Nigeria
Secondo il CDC della Nigeria, dall'1 gennaio al 10 giugno 2018 in totale si sono registrati 1.999 casi sospetti in 21 stati. I casi includono 437 casi confermati, 10 casi probabili e 1.552 casi risultati negativi. Sono stati anche riportati 119 decessi, 109 tra i casi confermati e 10 tra quelli probabili. In tutto si sono infettati 38 operatori sanitari, di cui 9 sono deceduti.
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ProMED 11/06/2018
Febbre emorragica di origine sconosciuta
Uganda
DISTRETTO DI KIRYANDONGO: è stato segnalato il decesso di una donna residente nel comune di Bweyale per una febbre emorragica di origine sconosciuta. Campioni di sangue della paziente sono stati inviati all'Uganda Virus Research Institute per le analisi di laboratorio.
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WHO 01/06/2018 Nigeria
Da settembre 2017 al 20 maggio 2018 sono stati riportati in tutto 1.835 casi sospetti, di cui 46 confermati. I casi, che comprendono 47 decessi, sono stati riportati da 407 LGA in tutti gli stati del paese. I casi confermati provengono dagli stati di Edo, Ekiti, Katsina, Kebbi, Kwara, Kogi, Kano, Nasarawa, Niger e Zamfara.
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ProMED 12/06/2018 Nigeria
Dal 12 settembre 2017 al 3 giugno 2018 sono stati riportati 1.903 casi sospetti, di cui 1.724 sono stati testati in laboratorio. Dei 126 campioni risultati positivi al test preliminare, 46 sono stati confermati dall'Istituto Pasteur di Dakar, 73 erano negativi e 7 rimangono in attesa dei risultati definitivi. I casi totali includono 47 decessi, di cui solo 10 sono casi confermati.
I casi confermati sono stati segnalati da 21 LGA negli stati di Kwara, Kogi, Kano, Zamfara, Kebbi, Nasarawa, Niger, Katsina, Edo ed Ekiti).
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ProMED 18/06/2018 El Salvador
E' in corso un focolaio di febbre tifoide, con 9 comuni colpiti in modo moderato e 19 in modo lieve. Da gennaio al 12 giugno 2018 in tutto sono stati riportati 644 casi sospetti, inclusi 469 ricoveri, 376 casi confermati e un decesso. Un primo decesso era già stato segnalato nel 2017. I comuni più colpiti sono quelli di San Antonio Pajonal nel dipartimento di Santa Ana , Santa Tecla in quello di La Libertad e Apopa, Cuscatancingo, San Salvador, Mejicanos, Panchimalco, Ilopango, Soyapango in quello di San Salvador.
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ProMED 03/06/2018 USA
STATO DI WASHINGTON, contea di Grant: il caso sospetto di infezione da Hantavirus segnalato il 4 maggio 2018 è stato confermato.
TEXAS, contea di Nueces: segnalato un caso sospetto di infezione da Hantavirus in un residente della città di Corpus Christi.
MONTANA: dal 1993 lo stato ho registrato 43 casi di infezione da Hantavirus, 10 dei quali fatali.
CALIFORNIA, contea di Placer: segnalato un caso fatale di sindrome polmonare da Hantavirus in una donna residente nell'area di Tahoe. L'Hanatavirus responsabile di questo decesso è molto probabilmente il virus Sin Nombre.
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ProMED 10/06/2018 Panama
PROVINCIA DI LOS SANTOS: dall'1 gennaio al 10 giugno 2018 i casi segnalati di infezione da Hantavirus sono arrivati a 31.
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ProMED 14/06/2018 USA
OREGON, contea di Deschutes: segnalato un caso fatale di sindrome polmonare da Hantavirus in una donna di 67 anni residente a Redmond, ma che di recente aveva soggiornato nella sua casa estiva di Culver, contea di Jefferson. Si tratta del 23esimo caso di infezione da Hantavirus riportato in Oregon dal 1993 e del settimo in questa contea. L'Hantavisrus responsabile del decesso è molto probabilmente il virus Sin Nombre.
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ProMED 23/06/2018 USA
STATO DI NEW YORK, città di Elmont: è stato segnalato un caso sospetto fatale di sindrome polmonare da Hantavirus. La vittima è un dipendente dell'ippodromo di belmont Park che viveva in un capanno in prossimità delle stalle. L'Hantavirus responsabile del decesso è molto probabilmente il virus Seoul.
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ProMED 11/06/2018
Keystone virus
USA
FLORIDA: per la prima volta il Keystone virus è stato isolato dal sangue di un ragazzo con sintomi di febbre e rash cutaneo. Il virus, che appartiene al gruppo California del genere Orthobunyavirus, è stato isolato per la prima volta nel 1964 da zanzare della specie Aedes atlanticus, catturate nell'area di Tampa Bay, Florida e la sua circolazione è stata riportata per oltre 50 anni sulla costa orientale degli Stati Uniti, senza nessuna segnalazione di casi umani sintomatici. Tuttavia alcuni studi hanno suggerito una prevalenza del 20% di sieropositività nella popolazione residente in quest'area.
Riferimento: Lednicky JA, White SK, Stephenson CJ, et al. Keystone virus isolated from a Florida teenager with rash and subjective fever: Another endemic arbovirus in the Southeastern United States? Clin Infect Dis. 2018.
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ProMED 22/06/2018
Legionellosi
Francia
REGIONE DI AUVERGNE-RHONE-ALPES: dal 2017 i casi di legionellosi sono in aumento in questa regione, che presenta l'incidenza più alta di tutto il paese (2.7 casi per 100.000 abitanti rispetto a una media nazionale di 1.8 casi per 100.000 abitanti). Dall'1 gennaio al 12 giugno 2018 sono già stati riportati 114 casi, di cui 23 nel dipartimento della Rhone, 19 in quello di Puy-de-Dôme, 18 in quello di Isère, 17 in quello di Haute-Savoie, 12 in quello della Loire e 2 in quello di Ain.
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ProMED 24/06/2018 India
STATO DI KERALA, distretto di Pathanamthitta: segnalato un aumento dei casi di leptospirosi, con 69 casi riportati dall'inizio dell'anno fino al 21 giugno. Si ritiene che la causa del fenomeno sia da ricercare nell'inquinamento delle aree pubbliche e delle acque superficiali con rifiuti organici che attraggono insetti e roditori.
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WHO 01/06/2018
Listeriosi
Sud Africa
L'epidemia è in corso dall'inizio del 2017. Nel 2018, al 22 maggio, sono stati riportati 1.038 casi confermati, inclusi 208 decessi. Il numero dei nuovi casi diminuisce di settimana in settimana da quando la fonte dell'infezione è stata ritirata dal mercato. Le province più colpite sono quelle di Gauteng (607 casi), Western Cape (130) e KwaZulu Natal (76).
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ProMED 08/06/2018 Uganda
Un'indagine condotta dal Ministero della Salute dell'Uganda sul decesso di 8 bambini e diversi ricoveri nel distretto di Manafwa, per una sindrome caratterizzata da febbre alta ed ematuria ha portato all'identificazione di 222 casi sospetti, raccolti fino al 31 maggio 2018 attraverso un'analisi della documentazione clinica del Centro di Salute IV di Burgobero (190) e la ricerca attiva dei casi nelle comunità della zona (32).
I casi includono 16 decessi, di cui 9 nel 2018, 5 nel 2017, uno nel 2014 e uno nel 2010. I sintomi più comuni sono anemia, ematuria, febbre elevata, splenomegalia e ittero. Tra i 32 casi identificati mediante ricerca attiva, con episodi sintomatici recenti, alcuni hanno avuto episodi simili a partire dal 2010 e la metà dei casi ha avuto più di 10 episodi.
Su 147 casi testati mediante RDT, 132 hanno avuto un risultato positivo per la malaria e su 26 casi testati mediante microscopia, 19 erano positivi per la presenza del parassita. Le subcontee più colpite sono state quella di Burgobero e Butiru, entrambe nel distretto di Manafwa.
In base alla presentazione clinica, alla storia medica dei casi e ai risultati di laboratorio, si ritiene che questa forma di anemia emolitica sia dovuta alla black water fever, una complicanza della malaria da P.falciparum, per la quale i fattori di rischio non sono noti, ma potrebbero includere il trattamento con chinino, artesunato o preparati erboristici, oltre che un picco di trasmissione della malaria legato alla stagione delle piogge. .
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WHO 11/06/2018 Paraguay
L'11 giugno 2018 WHO ha certificato il Paraguay come paese libero dalla malaria. Si tratta del primo paese dell'America ad ottenere questo riconoscimento, dopo Cuba che aveva raggiunto tale stato nel 1973.
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ECDC 01/06/2018 Repubblica Democratica del Congo (DRC)
Secondo il Ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo, al 31 maggio si sono registrati 50 casi di malattia da virus Ebola, inclusi 25 decessi. Dei 50 casi riportati, 37 sono confermati e 13 probabili. I casi sono stati riportati dai distretti di Bikoro (22), Iboko (25) e Wangata (4), nella provincia di Equateur.
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ProMED 02/06/2018 Repubblica Democratica del Congo (DRC)
Secondo il Ministero della Salute del paese, al 2 giugno 2018 sono stati riportati 53 casi di malattia da virus Ebola, di cui 37 confermati, 13 probabili e 3 sospetti. I casi, che includono 25 decessi, sono stati riportati dai distretti di Bikoro (21), Iboko (28) e Wangata (4), nella provincia di Equateur.
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ECDC 08/06/2018 Repubblica Democratica del Congo (DRC)
Secondo il Ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo, al 7 giugno 2018 si sono registrati 62 casi di malattia da virus Ebola, inclusi 27 decessi. Dei 62 casi riportati, 38 sono confermati, 14 probabili e 10 sospetti. I casi sono stati riportati dai distretti di Bikoro (23), Iboko (32) e Wangata (7), nella provincia di Equateur.
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WHO 11/06/2018 Repubblica Democratica del Congo
MALATTIA DA VIRUS EBOLA – PRONTEZZA OPERATIVA E PREPARAZIONE IN NOVE PAESI CONFINANTI CON LA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
A seguito della notifica di un’epidemia di malattia da virus Ebola (EVD) nella provincia Equateur nella Repubblica Democratica del Congo il 5 maggio 2018, l’OMS ha condotto una valutazione rapida ufficiale del rischio determinando che il rischio è elevato a livello regionale.
Sulla base della valutazione rapida del rischio, l’Ufficio Regionale per l’Africa dell’OMS ha identificato nove paesi confinanti con la Repubblica Democratica del Congo da supportare con attività preparatorie: Angola, Burundi, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania, Uganda e Zambia. Durante il mese scorso, l’OMS ha inviato equipe di esperti, chiamate Equipe di Supporto alla Preparazione (PST), in otto di questi paesi. Lo scopo di queste missioni era di valutare la preparazione dei paesi usando la check-list standard dell’OMS, e di fornire supporto tecnico ai paesi per sviluppare e iniziare i piani di contingenza nazionali in collaborazione con i partner.
Rischio nei nove paesi confinanti
Esiste un rischio significativo di diffusione dell’epidemia di EVD in corso nella Repubblica Democratica del Congo ai paesi confinanti a causa della prossimità geografica, elevati flussi di persone e merci che attraversano le frontiere e il fiume Congo, insufficiente preparazione dei paesi nel prevenire, individuare e rispondere a casi di EVD, e altri fattori che potrebbero facilitare la trasmissione. I nove paesi confinanti sono stati categorizzati secondo tre livelli di priorità, in base alla loro capacità di gestire epidemie di EVD e febbri emorragiche virali (VHF) e prossimità con le aree affette. I nove paesi sono stati categorizzati come segue, dove la priorità 1 rappresenta la più elevata:
-- Priorità 1: Repubblica Centrafricana e Repubblica del Congo a causa della prossimità con l’evento in corso. Questi due paesi hanno frontiere in comune con l’epicentro dell’epidemia nella provincia Equateur ed esiste un flusso continuo di persone che attraversa la frontiera terrestre e fluviale dei fiumi Congo e Oubangui.
-- Priorità 2: Angola, Burundi, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania e Zambia che confinano con la Repubblica Democratica del Congo ma non sono direttamente in contatto con la provincia Equateur.
-- Priorità 3: Uganda perché sebbene sia confinante con la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda ha dimostrato regolarmente la capacità di rispondere alle recenti precedenti epidemie di VHF.
Maggiori informazioni:
WHO Regional Strategic Plan for EVD Operational Readiness and Preparedness in Countries Neighbouring the Democratic Republic of the Congo
Statement of the 1st meeting of the International Health Regulations Emergency Committee dThis Sharing Buttons
Per approfondire:
http://www.who.int/csr/don/11-june-2018-ebola/en/
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ProMED 11/06/2018 Repubblica Democratica del Congo (DRC)
Secondo il Ministero della Salute del paese, al 9 giugno 2018 sono stati riportati 66 casi di malattia da virus Ebola, di cui 38 confermati, 14 probabili e 14 sospetti. I casi, che includono 28 decessi (14 nei casi confermati), sono stati riportati dai distretti di Bikoro (22), Iboko (39) e Wangata (5), nella provincia di Equateur.
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ProMED 12/06/2018 Repubblica Democratica del Congo (DRC)
Secondo il Ministero della Salute del paese, al 10 giugno 2018 sono stati riportati 55 casi di malattia da virus Ebola, di cui 38 confermati, 14 probabili e 3 sospetti. I casi, che includono 28 decessi (14 nei casi confermati), sono stati riportati dai distretti di Bikoro (22), Iboko (29) e Wangata (4), nella provincia di Equateur.
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ProMED 17/06/2018 Repubblica Democratica del Congo (DRC)
Secondo il Ministero della Salute del paese, al 15 giugno 2018 sono stati riportati 57 casi di malattia da virus Ebola, di cui 38 confermati, 14 probabili e 5 sospetti. I casi, che includono 28 decessi (14 tra i casi confermati), sono stati riportati dai distretti di Bikoro (26), Iboko (27) e Wangata (4), nella provincia di Equateur.
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ECDC 21/06/2018 Repubblica Democratica del Congo (DRC)
Secondo il Ministero della Salute del paese, al 21 giugno 2018 sono stati riportati 61 casi di malattia da virus Ebola, di cui 38 confermati, 14 probabili e 9 sospetti. I casi, che includono 28 decessi (14 nei casi confermati), sono stati riportati dai distretti di Bikoro (25), Iboko (32) e Wangata (4), nella provincia di Equateur. L'ultimo caso confermato ha avuto l'esordio dei sintomi il 2 giugno.
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ProMED 25/06/2018 Repubblica Democratica del Congo (DRC)
Secondo il Ministero della Salute del paese, al 23 giugno 2018 sono stati riportati 55 casi di malattia da virus Ebola, di cui 38 confermati, 14 probabili e 3 sospetti. I casi, che includono 28 decessi (14 nei casi confermati), sono stati riportati dai distretti di Bikoro (21), Iboko (30) e Wangata (4), nella provincia di Equateur.
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ECDC 08/06/2018
Malattia meningococcica
Kazakhstan
Dall'inizio del 2018, il paese ha registrato 58 casi di malattia meningococcica, inclusi 21 casi in bambini con meno di 14 anni. Tredici casi hanno avuto un esito fatale e si sono verificati nella città di Almaty (6 casi) e nelle regioni di Almaty (4), South Kazakhstan (2) e Kyzylorda (1).
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ProMED Mail 01/06/2018
Malattia non ancora identificata
Uganda
Il Ministero della Salute dell'Uganda ha riportato un cluster di una malattia non diagnosticata, con un elevato tasso di mortalità, nel distretto di Manafwa, nella regione orientale. L'evento è stato inizialmente individuato grazie a un report informale di sorveglianza, secondo il quale sarebbero stati colpiti 14 bambini, con 8 decessi e 6 ricoveri. La malattia è stata riferita come caratterizzata da febbre alta ed ematuria.
Al 26 maggio 2018, un'indagine preliminare sul focolaio, condotta dalla squadra nazionale di risposta rapida, ha identificato 19 casi, inclusi 6 decessi. L'evento ha avuto inizio il 19 maggio, quando il primo caso del cluster si è ammalato, e la maggior parte dei casi (11) si è verificata tra il 18 e il 25 maggio. I pazienti, tutti bambini di 10 anni o meno, si presentavano con febbre elevata, dolori addominali, ematuria, segni di anemia, ittero e altri sintomi sistemici. Questa condizione, di solito responsiva al trattamento antimalarico e antibiotico, è stata riferita come ricorrente in tutti i pazienti, con 7 casi su 19 che avevano presentato episodi acuti già dal 2016. L'età dei pazienti è compresa tra 1 e 10 anni, con una media di 4 anni e una mediana di 5. La maggior parte dei casi ha cominciato a presentare episodi di malattia tra uno e due anni, con un caso che ha contratto la malattia fin dai 6 mesi. La maggior parte dei pazienti (14/19) è rappresentata da maschi.
Nel sub-distretto di Manafwa sono state colpite 3 delle 10 sub-contee: Bugobero (8 casi), Busukuya (8) e Bukusu (3).
Degli 11 campioni di sangue prelevati ed analizzati, 9 sono risultati positivi agli RDT per la malaria da P. falciparum, mentre due erano negativi. Tutti e 6 i pazienti deceduti avevano l'RDT positivo per la malaria.
La malattia ha un elevato tasso di mortalità ed appare cronica, con frequenti ricadute. Le indagini preliminari hanno formulato un'ipotesi di lavoro di febbre emoglobinurica, una complicanza della malaria, caratterizzata da massiccia emolisi con il conseguente rilascio di emoglobina nei vasi e nelle urine, spesso associata ad insufficienza renale.
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ProMED 09/06/2018
Meningoencefalite amebica
Pakistan
PROVINCIA DI SINDH, città di Karachi: segnalati i primi 2 casi fatali di meningoencefalite amebica del 2018. Si tratta di un uomo di 40 anni deceduto nel mese di maggio e di una ragazza di 16 anni, residente nel quartiere di Nazimabad, deceduta nel mese di giugno.
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ECDC 08/06/2018 Situazione Mondiale
Da aprile 2012 al 7 giugno 2018, a livello mondiale, le autorità sanitarie hanno riportato in totale 2.243 casi di infezione da MERS CoV, inclusi 837 decessi. Dal 5 maggio 2018 sono stati riportati 14 nuovi casi in Arabia Saudita, inclusi 12 casi nella città di Najran, che appartengono al medesimo nucleo abitativo e il cui caso zero ha avuto contatto con cammelli.
Il 16 maggio 2018 gli Emirati Arabi Uniti hanno riportato a WHO un caso confermato in laboratorio di MERS-CoV. Si tratta di un uomo di 78 anni, che possiede un allevamento di cammelli che visita di frequente.
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WHO 01/06/2018
Morbillo
Africa
ALGERIA: dal 25 gennaio all'11 marzo 2018 un focolaio di morbillo ha causato 2.320 casi sospetti, inclusi 5 decessi in 13 villaggi: El Oued, Ouargla, Illizi, Tamanrasset, Biskra, Tebessa, Relizane, Tiaret, Constantine,-Tissemsilt, Medea, Alger e El-Bayadh.
CIAD: dall'1 gennaio al 30 maggio 2018 sono stati riportati 474 casi di morbillo, inclusi 31 casi confermati e 18 decessi. Di questi, 74 casi e 4 decessi sono stati segnalati durante la settimana 21. Cinque distretti, Gama, Bokoro, Ati, Am Dam e Goz Beida, si trovano attualmente in una fase epidemica.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO:
dall'1 gennaio al 4 marzo 2018 sono stati riportati a WHO 3.404 casi di morbillo, inclusi 30 decessi, ma il focolaio è in corso dall'inizio del 2017, con un totale di 48.326 casi e 563 decessi segnalati fino a questo momento.
ETIOPIA: dall'1 gennaio al 29 maggio 2018 il paese ha registrato 2.003 casi sospetti, inclusi 539 casi confermati, ma l'epidemia è in corso dall'inizio del 2017 con un totale di 4.011 casi riportati lo scorso anno. Le regioni più colpite sono Somali, Amhara e SNNPR.
GUINEA: dall'1 gennaio al 6 maggio 2018 si sono registrati 1.113 casi di morbillo, inclusi 267 casi confermati e 9 decessi. Le zone più colpite sono quelle di Kankan, Conakry e Faraneh.
KENYA: dal 19 febbraio al 7 maggio 2018 segnalati 141 casi, inclusi 11 casi confermati e un decesso, nelle contee di Wajir (39) e Mandera (102).
LIBERIA: dall'1 gennaio al 20 maggio 2018 segnalati 2.789 casi sospetti, inclusi 177 casi confermati e 12 decessi.
MALI: dall'1 gennaio al 29 aprile 2018 segnalati 800 casi, inclusi 246 casi confermati. Sono colpiti diversi distretti nei comuni di Bougouni, Koutiala, Kolondieba, Tombouctou, Dioila, Taoudenit e Kalabancoro.
MAURITIUS: dal 19 marzo al 20 maggio 2018 sono stati riportati 40 casi confermati autoctoni di morbillo, di cui il 60% nella fascia di età tra 0 e 15 e il rimanente 40% nella fascia tra 26 e 40 anni. I casi sono concentrati nelle aree nord e nord-ovest dell'isola.
UGANDA: dal 24 aprile 2017 al 30 aprile 2018 segnalati 2.143 casi di morbillo, inclusi 610 casi confermati. Epidemie di morbillo sono stati dichiarati in 26 distretti: Amuru, Butambala, Butebo, Buyende, Gomba, Hoima, Iganga Isingiro, Jinja, Kaliro, Kampala, Kamuli, Kamwenge, Kayunga, Kyegegwa,Kyotera, Kabarole, Kalungu, Luwero, Lwengo, Mbale, Mityana,Mpigi, Namutumba, Ngora e Wakiso.
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ECDC 08/06/2018
Morbillo
America
Secondo WHO dall'1 gennaio al 19 maggio 2018, 11 paesi della Regione delle Americhe hanno riportato 1.194 casi di morbillo: Antigua e Barbuda (1 caso), Argentina (3 casi), Brasile (173), Canada (11), Colombia (25), Ecuador (7), Guatemala (1), Messico (4), Perù (2), Stati Uniti (63), e Venezuela (904).
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ECDC 08/06/2018
Morbillo
Europa
BELGIO: secondo TESSy, nel periodo gennaio-aprile 2018, riportati 29 casi.
FRANCIA: dall'1 gennaio al 27 maggio 2018 riportati 2.306 casi. Dall'inizio del focolaio a novembre 2017, riportati 2.364 casi, incluso un decesso. Un caso è stato importato dalla Guinea Francese. In generale l'epidemia mostra un trend discendente in tutto il paese e nella regione della Nuova Aquitania, che ha riportato circa la metà dei casi. Focolai attivi di morbillo sono stati segnalati in Bretagna, Valle della Loira Centrale, Haut de France, Normandia, Paesi della Loira e Provence-Alpes-Cote d'Azur. L'incidenza più elevata è nei bambini di età inferiore ad un anno. Tra i casi riportati, il 22% ha richiesto il ricovero e l'88% non era vaccinato o era vaccinato in modo incompleto.
FINLANDIA: dall'1 gennaio al 7 giugno 2018 ha riportato 4 casi.
GRECIA: dall'1 gennaio al 17 maggio 2018 riportati 2.097 casi, inclusi 2 decessi. Dall'inizio del focolaio, nel maggio 2017, il paese ha riportato 3.065 casi, inclusi 1.789 casi confermati. Sono anche stati segnalati 4 decessi tra i casi confermati. La maggior parte dei casi si è verificata nella Grecia meridionale, tra i bambini di etnia Rom e tra gli adulti di origine greca, tuttavia si è osservato un aumento dei casi anche nella Grecia settentrionale.
IRLANDA: dall'1 gennaio al 26 maggio 2018, ha riportato 61 casi confermati.
ITALIA: dall'1 gennaio al 30 aprile 2018 il paese ha riportato 1.258 casi, inclusi 4 decessi e 53 casi in operatori sanitari. 208 casi sono stati riportati nel mese di gennaio, 289 a febbraio, 356 a marzo e 405 ad aprile. I casi sono stati segnalati da 18 regioni, le più colpite sono state Sicilia (652 casi), Lazio (158), Calabria (114), Campania (77) e Lombardia (74). L'età media dei casi è 24 anni. Dei 1.289 casi, 268 sono bambini al di sotto dei 5 anni e 84 erano di età inferiore ad un anno. Il 91.6% dei casi non era vaccinato al momento dell'infezione.
PORTOGALLO: dall'1 gennaio al 28 maggio 2018 sono stati riportati 112 casi confermati e altri 26 casi sono in attesa dei risultati di laboratorio. Tra i casi confermati, 111 sono adulti e 89 sono operatori sanitari. La maggior parte (107) è stata segnalata nell'area nord del paese.
ROMANIA: dall'1 gennaio al 4 giugno 2018 segnalati 3.284 casi, inclusi 18 decessi. Dall'inizio del focolaio, ad ottobre 2016, i casi confermati sono stati in totale 13.871, inclusi 55 decessi.
REGNO UNITO: tra l'1 gennaio e il 27 maggio 2018 l'Inghilterra e il Galles hanno riportato 1.346 casi sospetti e confermati di morbillo.
BULGARIA: dall'1 gennaio al 13 maggio 2018 segnalati 4 casi di morbillo.
REPUBBLICA CECA: dalla settimana 1 alla settimana 21/2018, sono stati riportati 25 casi di morbillo nella Boemia Centrale. I casi sono 3 bambini di età inferiore ai 4 anni, un adolescente e 21 adulto. Nessuno dei bambini era vaccinato, l'adolescente era vaccinato e due adulti non avevano potuto essere vaccinati. Nella capitale Praga dall'1 gennaio al 25 maggio 2018, sono stati riportati 83 casi. Di questi, 25 sono bambini al di sotto degli 8 anni e 58 sono adulti. Dei 25 bambini, 5 erano più giovani dell'età raccomandata per la vaccinazione, 13 avevano rifiutato o rimandato la vaccinazione, 5 sono stati vaccinati in Ucraina e 2 sono nati all'estero ed hanno uno stato vaccinale ignoto.
GERMANIA: dall'1 gennaio al 31 maggio 2018 riportati 240 casi.
UNGHERIA: dall'1 gennaio al 27 maggio 2018 segnalati 16 casi.
SLOVACCHIA: tra il 7 e il 28 maggio 2018 segnalati 4 casi di morbillo nel distretto di Michalovce, 3 dei quali importati dal Regno Unito. I casi hanno un'età compresa tra i 12 e i 19 anni e non erano vaccinati.
SPAGNA: dall'1 gennaio al 27 maggio 2018 riportati 136 casi, di cui 85 dalla regione di Valencia e 21 dalla Catalogna.
SVEZIA: segnalati 23 casi dall'inizio del 2018.
SVIZZERA: dall'1 gennaio al 27 maggio 2018 segnalati 23 casi.
POLONIA: dall'1 gennaio al 30 maggio 2018 i casi segnalati di morbillo sono stati 68.
ALBANIA: secondo i mass media, al 2 maggio 2018 sono stati riportati 729 casi, soprattutto tra i bambini e gli adulti nati tra gli anni 70 e 80 e non vaccinati.
RUSSIA: dall'1 gennaio al 30 aprile 2018 riportati 1.149 casi. Il trensd è in crescita, con la maggior parte dei casi riportati nella città di Mosca. Nel 2017 il paese aveva registrato 725 casi.
SERBIA: tra ottobre 2017 e il 29 maggio 2018 riportati 5.402 casi, inclusi 2.752 casi confermati e 15 decessi.
UCRAINA: dall'1 gennaio al 29 maggio 2018 riportati 18.144 casi, inclusi 8 decessi. Tra i casi, 7.378 erano adulti e 10.766 erano bambini. La maggior parte di essi è stata riportata dalle regioni di Ivano- Frakivsk, Zakarpatie, Lviv, Odessa e Chenivetsk, oltre che dalla città di Kiev.
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WHO 11/06/2018
Morbillo
Brasile
In Brasile è in corso un’epidemia di morbillo. Dal 1° gennaio al 23 maggio 2018, sono stati segnalati 995 casi (Stato di Amazonas, n=611, e Stato di Roraima n=384). Di questi casi, 114 sono stati confermati dal laboratorio (30 in Amazonas e 84 a Roraima), inclusi due decessi. Ottanta-tre casi sono stati scartati e per 798 sono in corso le indagini.
Nello Stato di Amazonas, sono stati segnalati 611 casi sospetti dal 1° gennaio al 23 maggio 2018, 30 dei quali sono stati confermati, 63 scartati e per 518 sono in corso le indagini. Nello Stato di Roraima, sono stati segnalati 384 casi sospetti, 84 dei quali sono stati confermati, 20 scartati e per 280 sono in corso le indagini2. Degli 84 casi confermati, 58 sono venezuelani (69%), 24 brasiliani (28,6%), uno in una persona della Guyana (1,2%) e 1 argentino (1,2%). Di tutti i casi confermati, 34 sono indigeni. Due decessi per morbillo si sono verificati fra i venezuelani del municipio di Boa Vista.
Le date d’insorgenza dell’esantema dei casi confermati in entrambi gli Stati varia dal 4 febbraio al 2 aprile 2018. La Fondazione Oswaldo Cruz (Fiocruz/RJ) ha condotto un’analisi, nell’ambito della quale hanno identificato il genotipo D8 per tutti i casi confermati dal laboratorio, identico a quello dell’epidemia verificatasi in Venezuela nel 2017.
È importante considerare i risultati di laboratorio devono ancora pervenire per 798 casi sospetti per i quali sono in corso le indagini. Nelle prossime settimane si potrebbe assistere ad un aumento esponenziale dei casi confermati.
Attività di sanità pubblica
Le attività implementate includono:
-- Gli stati di Roraima e Amazonas hanno iniziato una campagna di vaccinazione diretta alle fasce d’età da sei mesi fino a 49 anni.
 -- È stata rafforzata la sorveglianza epidemiologica, con ricerca attiva e retrospettiva istituzionale dei casi, ricerca dei contatti e monitoraggio dei contatti.
 -- Rafforzamento della rete dei laboratori.
 -- Implementazione di una strategia di comunicazione del rischio.
 -- Formazione degli operatori sanitari nella gestione dei casi.
Valutazione del rischio dell’OMS
Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce gli individui suscettibili di tutte le età e, a livello globale, rimane una causa di morte fra i bambini. Il virus del morbillo è trasmesso tramite le goccioline emesse dalla bocca, dal naso o dalla gola delle persone infette. I sintomi iniziali, che generalmente compaiono 10-12 giorni dopo l’infezione, includono febbre alta, generalmente accompagnata da uno o più dei seguenti sintomi: scolo nasale, occhi arrossati, tosse e piccole macchioline bianche all’interno della bocca. Diversi giorni dopo, si sviluppa l’esantema, iniziando sul viso e sulla parte superiore del collo e gradualmente diffondendosi verso il basso.
Un paziente è infettante da quattro giorni prima dell’inizio dell’esantema a quattro giorni dopo la comparsa dell’esantema. Non esiste un trattamento specifico antivirale per il morbillo, e la maggior parte delle persone guarisce entro due tre settimane. La gestione dei casi include la somministrazione di vitamina A e antipiretici, e trattamento antibiotico e antidiarroico, se necessario. Fra i bambini malnutriti e le persone con aumentata suscettibilità, il morbillo può causare gravi complicazioni, incluso cecità, encefalite, diarrea grave, infezioni all’orecchio, e polmonite. Il morbillo può essere prevenuto con la vaccinazione. In paesi con basse coperture vaccinali, le epidemie tipicamente si verificano ogni due tre anni e generalmente durano per uno tre mesi, sebbene la loro durata possa variare in dipendenza delle dimensioni della popolazione, dell’affollamento e dello stato immunitario della popolazione.
La Regione delle Americhe era stata dichiarata libera dal morbillo a settembre 2016, tuttavia, sporadicamente, possono verificarsi epidemie causate da casi importati da altre regioni.
Il rischio di diffusione a livello nazionale in Brasile rimane elevato a causa della situazione epidemiologica e dell’elevata trasmissibilità. Le principali difficoltà sono le coperture vaccinali fra gli immigrati e la capacità dei laboratori diagnostici nelle strutture locali. A causa della trasmissione in corso, sono in via di implementazione strategie vaccinali e altre attività per controllare l’epidemia da parte delle autorità locali e federali del Brasile. A livello regionale, l’impatto potenziale è considerato elevato a causa delle performance dei programmi di vaccinazione di routine e delle capacità di prevenzione e controllo in altri paesi della Regione.
Raccomandazioni dell’OMS
Il 1° settembre 2017, l’Organizzazione Panamericana della Sanità / Organizzazione Mondiale della Sanità (OPS/OMS) ha condiviso le informazioni su questa epidemia con gli Stati Membri e li ha allertati riguardo al rischio di una possibile epidemia da casi importati di morbillo, e della possibilità di reintroduzione della malattia in aree con bassa copertura vaccinale. Alla luce delle continue segnalazioni di casi importati di morbillo da altre Regioni e dell’epidemia in corso nelle Americhe, l’OPS/OMS sollecita gli Stati Membri a:
-- vaccinare per mantenere una copertura del 95% con la prima e seconda dose di vaccino contro morbillo, parotite, rosolia (MMR);
 -- vaccinare i gruppi a rischio (in assenza della documentazione vaccinale o di immunità contro il morbillo e la rosolia), quali gli operatori sanitari, le persone occupate nel turismo e nei trasporti (hotel e catering, aeroporti, tassisti, ecc.) e i viaggiatori internazionali;
 -- mantenere una riserva di vaccino contro morbillo e rosolia (MR) e di siringhe per il controllo dei casi importati in ogni paese della Regione;
 -- rafforzare la sorveglianza epidemiologica del morbillo per l’immediata individuazione di tutti i casi sospetti di morbillo nelle strutture sanitarie pubbliche e private ed assicurare che i campioni siano ricevuti da laboratori entro cinque giorni dal prelievo;
 -- rispondere rapidamente ai casi di morbillo importati attraverso l’attivazione di equipe di risposta rapida per prevenire il ristabilirsi di trasmissione endemica. Quando un’equipe di risposta rapida è stata attivata, deve essere assicurato il coordinamento continuo fra il livello locale e nazionale, con canali di comunicazione permanenti e fluidi fra tutti i livelli (nazionale, subnazionale e locale).
Per ulteriori informazioni:
PAHO/WHO Program: Measles – WHO Health Topic: Measles
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ECDC 15/06/2018
Morbillo
America
Secondo WHO dall'1 gennaio al 2 giugno 2018, 11 paesi della Regione delle Americhe hanno riportato 1.685 casi di morbillo: Antigua e Barbuda (1 caso), Argentina (3 casi), Brasile (114), Canada (11), Colombia (26), Ecuador (12), Guatemala (1), Messico (4), Perù (2), Stati Uniti (84), e Venezuela (1.427). Il numero dei casi riportati risulta superiore a quello relativo al medesimo periodo del 2017.
BRASILE: è in corso un'epidemia di morbillo. Dall'1 gennaio al 23 maggio sono stati riportati 995 casi sospetti (611 dallo stato di Amazonas e 384 da quello di Roirama). Di questi casi, 114 sono stati confermati, inclusi 2 decessi (30 nello stato di Amazonas e 84 in quello di Roirama), 83 casi sono stati esclusi e 798 rimangono in corso di investigazione.
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WHO 20/06/2018
Morbillo
Giappone
Il 16 maggio 2018, l'IHR Focal Point nazionale (NFP) del Giappone ha notificato a WHO un focolaio di morbillo in corso nel paese. Il 20 marzo 2018 un viaggiatore straniero ha ricevuto una diagnosi di morbillo nella prefettura di Okinawa e in seguito ulteriori casi di morbillo sono stati riportati nella prefettura e poi da altre prefetture. Alla luce di questa situazione, il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare ha diffuso due note di allerta. Il trend delle notifiche e dei report di nuovi casi di morbillo dalla prefettura di Okinawa sono entrambi in discesa nelle ultime settimane (la data di esordio del caso più recente è stata il 10 maggio). La prefettura di Okinawa ha dichiarato ufficialmente concluso il focolaio l'11 giugno, dopo che erano trascorse 4 settimane dall'ultimo caso.
Dall'1 gennaio al 20 maggio 2018, sono stati diagnosticati 161 casi di morbillo, inclusi 145 casi confermati in laboratorio (99 di morbillo e 46 di morbillo modificato). Ottantanove casi sono maschi e 72 sono femmine, l'età media è di 29 anni (range: 0-58 anni). I casi sono stati riportati dalle prefetture di Okinawa (88 casi), Aichi (25), Fukuoka (17), Tokyo (11), Saitama (6), Ibaraki e Kanagawa (3 casi ciascuna), Yamanashi e Osaka (2 casi ciascuna), Chiba, Shizuoka, Hyogo, and Yamaguchi (un caso ciascuna). La località in cui si sospetta che sia avvenuto il contagio è il Giappone per 136 casi, un paese estero per 12 casi ed è sconosciuta per 13 casi. Tra i casi totali, finora, sono state ricevute dal sistema di sorveglianza nazionale le informazioni su 30 casi, riguardanti il genotipo del virus isolato; ad esclusione di un caso con un ceppo vaccinale, 25 appartenevano al genotipo D8 e quattro al genotipo B3.
Casi importati di morbillo continuano a verificarsi in Giappone. Il paese ha eliminato con successo la trasmissione endemica del virus e da marzo 2015 mantiene questo stato grazie ad un'elevata copertura vaccinale ed una rapida individuazione e risposta ad ogni caso di morbillo. Nel 2016 la copertura vaccinale era del 97% per la prima dose e del 93% per la seconda; le indagini sierologiche hanno confermato che la percentuale di individui con evidenza di anticorpi anti-morbillo (titolo > o = a 16 con il test di agglutinazione) rimane al 95% o maggiore a livello nazionale.
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ECDC 21/06/2018
Morbillo
Croazia
Tra la metà di maggio e la metà di giugno 2018 le autorità sanitarie della Croazia hanno segnalato un focolaio di morbillo, con 12 casi di cui 11 adulti. Due casi hanno acquisito l'infezione all'estero, uno in Kosovo e uno in Francia. Si tratta del primo focolaio di morbillo registrato nel paese nel 2018.
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ECDC 01/06/2018 India
Il 19 maggio 2018, le autorità sanitarie dello stato di Kerala hanno riportato 3 decessi dovuti al Nipah virus, nel distretto di Kozhikode, a sud dello stato di Kerala. I 3 decessi fanno parte di un cluster famigliare; in seguito è stato riportato il decesso di un operatore sanitario che aveva assistito la famiglia. Tre dei 4 casi sono stati confermati in laboratorio mediante real-time RT-PCR e IgM ELISA.
Le indagini sul focolaio, al 31 maggio 2019, hanno permesso di individuare 17 casi confermati e 9 casi sospetti, nei distretti di Kozhikode e Malappuram. Tra i casi confermati, 15 sono deceduti (tasso di mortalità = 88.2%).
Nipah virus (NiV) è un virus altamente patogeno della famiglia delle Paramyxoviridae, genere Henipavirus. E' stato identificato per la prima volta nel 1999 durante un focolaio in Malesia e Singapore. Da allora numerosi focolai di infezione da NiV sono stati riportati nell'Asia meridionale e sud-orientale, la maggior parte segnalati dal Bangladesh. Prima di questo focolaio, in India se ne sono verificati altri due, nel 2001 e nel 2007, entrambi nello stato del West Bengal, ai confini con il Bangladesh.
WHO considera NiV come una minaccia emergente prioritaria. La via di trasmissione più frequente è rappresentata dalle secrezioni ed escrezioni dei pipistrelli della frutta, serbatoio naturale del virus. E' stata riportata anche la trasmissione da uomo a uomo in contesto ospedaliero. Anche i maiali possono essere infettati e in Malesia e Singapore le infezioni umane erano associate al contato coi maiali.
Il tasso di mortalità è generalmente elevato, tra il 9 e il 75%. Il trattamento è solo di supporto e non esistono vaccini.
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ProMED 03/06/2018 India
STATO DI KERALA: al 3 giugno 2018 i decessi per infezione da Nipah virus sono arrivati a 19.
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WHO 05/06/2018 India
Il 19 maggio 2018, sono stati riportati tre decessi correlati ad infezione da Nipah virus, nel distretto di Kozhikode, Kerala State, India. I tre decessi appartengono ad un cluster famigliare ed un quarto decesso è stato successivamente riportato in un operatore sanitario che aveva prestato cure alla famiglia nell'ospedale locale.
I test di laboratorio da tamponi faringei e da campioni di sangue e urine dei quattro pazienti sospetti sono stati effettuati presso il National Institute of Virology in Pune; tre dei quattro sono stati confermati positivi per Nipah virus (NiV) tramite real-time polymerase chain reaction (RT-PCR) e IgM Elisa per NiV. Il team investigativo sul campo ha trovato pipistrelli in un pozzo d'acqua abbandonato nei pressi di una nuova casa dove la famiglia aveva pianificato di trasferirsi dopo la ristrutturazione. Un pipistrello è stato catturato ed inviato presso il National Institute of Virology di Pune, per i test di laboratorio.
Al 28 Maggio 2018, come risultato di ulteriori investigazioni e ricerca dei contatti, 15 persone sono risultate positive per NiV nei distretti di Kozhikode e Malappuram, Kerala State. Dei 15 casi confermati in laboratorio, due sono stati ricoverati e tredici sono deceduti, incluso un operatore sanitario.
Al 28 maggio, sono stati riportati 13 decessi: tre dal distretto di Malappuram e dieci dal distretto di Kozhikode. Un caso deceduto, il caso indice, potrebbe non essere stato testato, ma è stato correlato epidemiologicamente ad un caso confermato. Sono stati identificati 16 casi sospetti attraverso la ricerca dei contatti, posti sotto osservazione in attesa degli esami di laboratorio e almeno 753 casi addizionali, inclusi operatori sanitari, posti sotto osservazione.
I test di laboratorio sono svolti presso il Manipal Institute of Virus Research and the National Institute of Virology di Pune; i laboratori sono dotati di avanzati test RT-PCR.
Nel corso dell'attuale epidemia sono stati osservati casi di sindrome da distress respiratorio ed encefalite.
Questa è la prima epidemia di NiV nello stato del Kerala e la terza verificatasi in India, la precedente era stata riportata nel 2007.
Risposta di sanità pubblica
Risposta Governativa
-- Un team centrale multidisciplinare del National Centre for Disease Control è stato inviato in Kerala per le indagini e la risposta al focolaio. E' stata intrapresa la ricerca dei contatti. La prevenzione dell'infezione e le misure di controllo sono state rafforzate nelle strutture sanitarie.
-- La sorveglianza delle sindromi febbrili acute e della sindrome encefalitica acuta (AES) è stata innalzata in tutto lo stato ed è stata rafforzata la sorveglianza a livello ospedaliero e comunitario.
-- Il Virus Research Diagnostic Laboratory al Manipal Hospital e il National Institute of Virology stanno conducendo i test di laboratorio per la conferma dei casi.
-- Il governo sta coordinando i vari settori relativi alle zoonosi, fauna selvatica, allevamenti di animali, salute umana, medici, pneumologi, neurologi e settore privato.
-- I messaggi sulla comunicazione del rischio sono stati inviati alla comunità, alla popolazione, agli stakeholders e ai partners. Il Ministero della Salute e del Benessere della famiglia (MoHFW) ha condiviso le linee guida elaborate dal National Centre for Disease Control con stati e stakeholders e le ha postate sul sito web del MoHFW.
Risposta del WHO
WHO è in contatto con le autorità nazionali e continua a monitorare strettamente questo evento.
A fronte della richiesta del MoHFW, WHO ha condiviso materiali, specialmente materiale relativo alla comunicazione del rischio su Nipah virus, incluso quello usato in Bangladesh.
Il MoHFW sta conducendo indagini preliminari e potrebbe richiedere che WHO supporti la risposta.
Il MoHFW sta coordinando un'indagine multi-dimensionale e potrebbe richiedere il supporto di WHO.
Gestione del rischio di WHO
L'infezione da NiV è una zoonosi emergente rilevante rispetto alla salute pubblica nella regione WHO del Sud-Est Asiatico, con un elevato tasso di mortalità, stimato tra il 40 ed il 75%; tuttavia questo tasso può variare in relazione alle capacità locali di sorveglianza epidemiologica e gestione clinica. NiV è stato riconosciuto per la prima volta nel 1998-1999 durante un focolaio tra allevatori di suini in Malesia e Singapore. Non sono stati riportati altri focolai in Malesia o Singapore dal 1999. NiV è stato riscontrato per la prima volta in India e Bangladesh nel 2001; da allora si sono verificati quasi ogni anno focolai in Bangladesh. La malattia è stata identificata periodicamente nell'est dell'India (2001, 2007).
Una limitata trasmissione interumana di NiV si può verificare tra i membri di una famiglia e tra gli operatori sanitari. I pipistrelli della frutta del genere Pteropus sono i naturali reservoirs di NiV e data la diffusa distribuzione delle specie e le migrazioni dei pipistrelli della frutta in India, il rischio di esposizione a NiV è elevato. Tuttavia pregressi focolai nei paesi colpiti hanno avuto un forte pattern stagionale ed una limitata distribuzione geografica.
Possibili vie di trasmissione includono il consumo di frutta parzialmente consumata dai pipistrelli, esposizione diretta a pipistrelli, o trasmissione interumana attraverso contatti stretti non protetti in comunità o ospedali. Molti casi dell'attuale focolaio si sono infettati attraverso contatti non protetti con persone infette.
Poiché l'India ha affrontato e messo sotto controllo focolai di Nipah virus in precedenza, il paese ha le capacità per rispondere rapidamente e verificare i casi tramite test di laboratorio. Al momento l'epidemia è localizzata e WHO ritiene che il rischio sia basso a livello nazionale e regionale.
Avvisi di WHO
Attualmente non vi sono trattamenti specifici disponibili per la malattia da Nipah virus e vi sono solo terapie di supporto. Terapia intensiva di supporto è raccomandata per trattare gravi complicanze respiratorie e neurologiche.
L'infezione da NiV può essere prevenuta evitando l'esposizione a maiali malati e pipistrelli in aree endemiche ed evitando il consumo di frutta parzialmente consumata dai pipistrelli infetti o bevendo succhi/linfa/punch di datteri crudi.
In ambito sanitario lo staff dovrebbe implementare in modo consistente le misure di prevenzione standard e le misure di controllo quando si prende cura dei pazienti, per prevenire le infezioni nosocomiali. Gli operatori sanitari che si prendono cura di un paziente sospetto dovrebbero immediatamente contattare esperti locali e nazionali per le indicazioni e l'allestimento dei test di laboratorio.
La ricerca è necessaria per meglio comprendere l'ecologia dei pipistrelli e di NiV. WHO non raccomanda restrizioni a viaggi o commerci in India sulla base delle attuali informazioni disponibili relative a questo evento.
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ProMED 11/06/2018 India
STATO DI KERALA, distretto di Kozhikode: secondo la stampa locale, il Ministero della Salute ha dichiarato sotto controllo l'epidemia di Nipah virus che ha causato 18 casi confermati, inclusi 16 decessi (13 nel distretto di Kozhikode e 3 in quello di Malappuram). Un ulteriore caso sospetto, precedente ai casi confermati, è anch'esso deceduto, per un totale di 17 casi fatali tra confermati e sospetti. Nessuna nuova infezione è stata segnalata a partire dal 17 maggio 2018.
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ProMED 14/06/2018 USA
IDAHO: segnalato un caso umano di peste silvestre in un bambino residente nella contea di Elmore, ma che potrebbe anche essersi contagiato durante un recente viaggio in Oregon.
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Global Polio Eradication 05/06/2018 Situazione Mondiale
ANNO 2018 -
Totale casi WPV: 10 - Afghanistan 8 - Pakistan 2 -
Totale casi cVDPV: 5 - Repubblica Democratica del Congo 4 - Nigeria 1 -
LISTA DEI PAESI AGGIORNATA AL 5 GIUGNO 2018
AFGANISTAN: nessun nuovo caso di WPV-1 è stato riportato la scorsa settimana. Il numero totale dei casi confermati per il 2018 rimane pari a 8. Invece è stato riportato un nuovo campione ambientale positivo per WPV-1 prelevato il 24 aprile nella provincia di Kunar.
PAKISTAN: la scorsa settimana è stato riportato un nuovo caso di WPV-1 portando a 2 il numero totale dei casi ufficialmente confermati per il 2018. Il caso più recente si è verificato nel distretto di Dukki, provincia del Belucistan, con esordio della paralisi il 15 aprile.
NIGERIA:il numero dei casi di WPV-1 del 2016 resta uguale a 4. Il caso più recente ha avuto esordio della paralisi il 21 agosto 2016, nell'area governativa locale (LGA) di Monguno, stato del Borno, un distretto già precedentemente colpito. Nessun caso di WPV-1 è stato segnalato nel 2017-2018. Invece circolazione del virus cVDPV2 nello stato di Jigawa è stata confermata da campioni ambientali positivi e da un caso di paralisi flaccida acuta, con esordio dei sintomi il 15 aprile 2018. In seguito alla notifica dei primi isolati ambientali nei mesi di gennaio e febbraio sono state intensificate le attività di vaccinazione in 13 aree a rischio (popolazione target: 55.000 bambini) e le attività di sorveglianza.
SUB-REGIONE DEL LAGO CHAD: la recente identificazione di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) nello stato di Borno, in Nigeria, determina un rischio di diffusione per la confinante sub-regione del Lago Chad. La prossima giornata di immunizzazione è prevista nei prossimi giorni.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: il numero totale dei casi per il 2018 rimane uguale a 4. Il caso più recente si è verificato nel distretto di Kikula, provincia di Haut Katanga, con esordio della paralisi il 19 febbraio. Il Ministero della Salute, con il supporto di WHO e di Global Polio Eradication, continua a mettere in atto la risposta al focolaio nelle province colpite, incluse attività di vaccinazione con il vaccino orale monovalente tipo 2 (mOPV2). Le attività di sorveglianza ed immunizzazione sono state rafforzate anche nei paesi confinanti.
CORNO D'AFRICA: nè cVDPV 3 nè cVDPV 2 sono stati isolati da casi di paralisi flaccida acuta in Somalia o Kenya. Il virus è stato isolato solo da campioni ambientali. I paesi interessati stanno implementando la risposta ad entrambi i ceppi di virus, secondo le linee guida internazionali. Sono state organizzate 3 attività di immunizzazione supplementari (SIA) su larga scala nelle regioni di Banadir, Lower Shabelle e Middle Shabelle in Somalia e ulteriori SIA sono in programma nelle altre zone colpite del Corno d'Africa. Sono state intraprese speciali attività di sorveglianza per individuare l'origine della circolazione virale.
SIRIA: il numero totale dei casi positivi di cVDPV 2 per il 2017 rimane pari a 74 e nessun caso è stato finora riportato per il 2018. Il caso più recente è stato segnalato nel distretto di Boukamal, con esordio della paralisi il 21 settembre 2017.
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PAHO 09/06/2018 Venezuela
Il 7 giugno 2018 l'IHR Regional Contact Point di WHO ha ricevuto un report non ufficiale sull'individuazione di un poliovirus vaccinale Sabin tipo 3, nel campione di un paziente venezuelano con paralisi flaccida acuta. L'8 giugno L'IHR national Focal Point del Venenzuela ha inviato a WHO/PAHO informazioni aggiornate.
Il caso è un bambino di 2 anni e 10 mesi, senza storia di vaccinazione, residente in una comunità indigena con bassa copertura vaccinale, nello stato di Delta Amacuro e con esordio della paralisi il 29 aprile 2018. Al 31 maggio la paralisi flaccida permane a livello di un arto inferiore. Un poliovirus vaccinale Sabin tipo 3 è stato isolato e tipizzato dal laboratorio nazionale di riferimento, Istituto Nazionale di Igiene Rafael Rangel, nel campione prelevato dal paziente il 30 maggio. Il campione è stato inviato al laboratorio regionale di riferimento per i test di conferma. Altri bambini della stessa comunità erano stati vaccinati con il vaccino orale bivalente ad aprile 2018.
Le indagini in corso hanno identificato una bambina di 8 anni, residente nella medesima comunità con una storia di almeno una dose di vaccino OPV trivalente, che presenta paralisi flaccida ad un arto inferiore. Nessun altro caso di AFP è stato finora identificato attraverso la ricerca attiva dei casi nella comunità.
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Global Polio Eradication 12/06/2018 Situazione Mondiale
ANNO 2018 -
Totale casi WPV: 11 - Afghanistan 8 - Pakistan 3 -
Totale casi cVDPV: 5 - Repubblica Democratica del Congo 4 - Nigeria 1 -
LISTA DEI PAESI AGGIORNATA AL 12 GIUGNO 2018
AFGANISTAN: nessun nuovo caso di WPV-1 è stato riportato la scorsa settimana. Il numero totale dei casi confermati per il 2018 rimane uguale a 8. Il caso più recente si è verificato nella provincia di Kandahar, con esordio della paralisi il 27 aprile 2018
PAKISTAN: la scorsa settimana è stato riportato un nuovo caso di WPV-1, portando a 3 il numero totale dei casi ufficialmente confermati per il 2018. Il caso più recente si è verificato nel distretto di Dukki, provincia del Belucistan, con esordio della paralisi il 18 maggio 2018.
NIGERIA:il numero dei casi di WPV-1 del 2016 resta pari a 4. Il caso più recente ha avuto esordio della paralisi il 21 agosto 2016, nell'area governativa locale (LGA) di Monguno, stato del Borno, un distretto già precedentemente colpito. Nessun caso di WPV-1 è stato segnalato nel 2017-2018. Invece circolazione del virus cVDPV2 nello stato di Jigawa è stata confermata da campioni ambientali positivi e da un caso di paralisi flaccida acuta con esordio dei sintomi il 15 aprile 2018. In seguito alla notifica dei primi isolati ambientali nei mesi di gennaio e febbraio sono state intensificate le attività di vaccinazione in 13 aree a rischio (popolazione target: 55.000 bambini) e le attività di sorveglianza.
SUB-REGIONE DEL LAGO CHAD: la recente identificazione di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) nello stato di Borno, in Nigeria, determina un rischio di diffusione per la confinante sub-regione del Lago Chad. La prossima giornata di immunizzazione è prevista nei prossimi giorni.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: il numero totale dei casi per il 2018 rimane pari a 4. Il caso più recente si è verificato nel distretto di Kikula, provincia di Haut Katanga, con esordio della paralisi il 19 febbraio. Il Ministero della Salute, con il supporto di WHO e di Global Polio Eradication, continua a mettere in atto la risposta al focolaio nelle provincie colpite, incluse attività di vaccinazione con il vaccino orale monovalente tipo 2 (mOPV2). Le attività di sorveglianza ed immunizzazione sono state rafforzate anche nei paesi confinanti.
CORNO D'AFRICA: nè cVDPV 3 nè cVDPV 2 sono stati isolati da casi di paralisi flaccida acuta in Somalia o Kenya. Il virus è stato isolato solo da campioni ambientali. I paesi interessati stanno implementando la risposta ad entrambi i ceppi di virus secondo le linee guida internazionali. Sono state organizzate 3 attività di immunizzazione supplementari (SIA) su larga scala, nelle regioni di Banadir, Lower Shabelle e Middle Shabelle in Somalia e ulteriori SIA sono in programma nelle altre zone colpite del Corno d'Africa. Sono state intraprese speciali attività di sorveglianza per individuare l'origine della circolazione virale.
SIRIA: il numero totale dei casi positivi di cVDPV 2 per il 2017 rimane pari a 74 e nessun caso è stato finora riportato per il 2018. Il caso più recente è stato segnalato nel distretto di Boukamal, con esordio della paralisi il 21 settembre 2017.
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WHO 15/06/2018 Situazione Mondiale
Diffusione internazionale di poliovirus: aggiornamento delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità maggio 2018
In occasione della 17° riunione del Comitato di emergenza del regolamento sanitario internazionale, svoltasi il 30 aprile 2018, il Direttore Generale dell’OMS, condividendo le valutazioni del Comitato di Emergenza, ha aggiornato le disposizione per i Paesi sottoposti a Raccomandazioni temporanee per la persistenza di circolazione di poliovirus. Fonte di grave preoccupazione è il rilevamento di un focolaio di cVDPV2, insieme alla recente individuazione di cVDPV3 mediante campionamento ambientale, in Somalia. Seguendo le indicazioni del Comitato, per i Paesi sottoposti a Raccomandazioni Temporanee, occorre applicare le seguenti misure di profilassi internazionale:
Stati infetti da WPV1 , cVDPV1 e cVDPV3.
Attualmente Afghanistan, Pakistan, Nigeria, Somalia.
Per questi paesi occorre:
- Assicurarsi che i residenti e i visitatori a lungo termine (> quattro settimane) di tutte le età ricevano una dose di vaccino antipolio inattivato (IPV) o attenuato bivalente (bOPV) tra le quattro settimane e i 12 mesi prima di un viaggio internazionale.
- Assicurarsi che coloro che intraprendono viaggi urgenti (cioè entro quattro settimane), che non abbiano ricevuto una dose di bOPV o IPV nei precedenti 12 mesi, ricevano una dose di vaccino antipolio al momento della partenza; questo comporterà comunque dei benefici, in particolare per i viaggiatori frequenti.
- Assicurarsi che ai viaggiatori sia fornito un Certificato Internazionale di Vaccinazione o Profilassi nella forma specificata nell'Allegato 6 del RSI per registrare la loro vaccinazione contro la poliomielite - Limitare la partenza di viaggiatori internazionali sprovvisti di certificato internazionale di vaccinazione conforme;
- Intensificare gli sforzi transfrontalieri per aumentare la copertura vaccinale dei viaggiatori che attraversano la frontiera e delle popolazioni transfrontaliere ad alto rischio.
Le suddette misure devono essere osservate fino a quando non sarà documentata l’interruzione della trasmissione del virus in tutti i casi di infezione e nelle aree ad alto rischio.
Stati infetti da cVDPV2, con potenziale rischio di diffusione internazionale.
Attualmente DR Congo, Kenya, Nigeria, Repubblica Araba Siriana, Somalia. Per questi Paesi occorre:
- Effettuare la richiesta di dosi di vaccino mOPV2 dalla scorta globale sulla base delle raccomandazioni del Advisory Group sul vaccino mOPV2.
- Assicurarsi che i residenti e i visitatori a lungo termine (>quattro settimane) ricevano una dose di IPV (se disponibile nel paese) dalle quattro settimane ai 12 mesi prima di un viaggio internazionale;
- Assicurarsi che coloro che intraprendono viaggi urgenti (cioè entro quattro settimane), che non abbiano ricevuto una dose di vaccino nei precedenti 12 mesi, ricevano una dose di vaccino antipolio al momento della partenza.
- Assicurarsi che ai viaggiatori sia fornito un Certificato Internazionale di Vaccinazione o Profilassi nella forma specificata nell'Allegato 6 del RSI per registrare la loro vaccinazione contro la poliomielite;
- Intensificare la cooperazione regionale e il coordinamento transfrontaliero per migliorare la sorveglianza e vaccinare i rifugiati, i viaggiatori e le popolazioni transfrontaliere, secondo il parere del Advisory Group.
Le suddette misure devono essere osservate fino a quando non sarà documentata l’interruzione della trasmissione del virus in tutti i casi di infezione e nelle aree ad alto rischio.
Stati non più infetti da WPV1 o cVDPV, ma che rimangono vulnerabili alla reinfezione da WPV o cVDPV
Cameroon (ultimo caso Luglio 2014), Repubblica dell’Africa centrale (ultimo caso dicembre 2011), Chad (ultimo caso giugno2012), Niger (ultimo caso Novembre 2012).
Per questi paesi occorre:
- Rafforzare urgentemente l'immunizzazione di routine per aumentare l'immunità della popolazione. - Migliorare la qualità della sorveglianza, anche prendendo in considerazione l'introduzione di metodi supplementari quali la sorveglianza ambientale, per ridurre il rischio di trasmissione WPV1 e cVDPV non rilevati, in particolare tra le popolazioni vulnerabili e mobili ad alto rischio.
- Intensificare gli sforzi per garantire la vaccinazione delle popolazioni mobili e transfrontaliere, degli sfollati interni, dei rifugiati e di altri gruppi vulnerabili.
- Migliorare la cooperazione regionale e il coordinamento transfrontaliero per garantire la rapida individuazione del virus WPV1 e del virus cVDPV e la vaccinazione dei gruppi di popolazione ad alto rischio.
Tanto premesso, allo scopo di minimizzare il rischio di reintroduzione del poliovirus in Italia e, quindi, di garantire la sicurezza sanitaria della popolazione, si ritiene opportuno ribadire le raccomandazioni di immunoprofilassi già emanate con la circolare del 14 giugno 2017. In particolare si rammenta di verificare, in tutti i viaggiatori provenienti da Paesi affetti – (attualmente DR Congo, Kenya, Nigeria, Repubblica Araba Siriana, Somalia o che dovessero diventare tali per il cambiamento del profilo epidemiologico), lo stato vaccinale nei confronti della polio, che dovrà essere documentato da certificato di vaccinazione valido.
In caso di:
a) soggetti che dichiarino di non essere mai stati vaccinati: effettuare la vaccinazione antipolio (ciclo completo);
b) soggetti sprovvisti di adeguata documentazione e/o con stato vaccinale dubbio: somministrazione di almeno 1 dose di vaccino anti-polio.
A coloro che dovessero recarsi in Paesi affetti – (attualmente DR Congo, Kenya, Nigeria, Repubblica Araba Siriana, Somalia -o che dovessero diventare tali per il cambiamento del profilo epidemiologico) per motivi di lavoro, studio, vacanza, etc. e rimanervi per lungo tempo (cioè > 4 settimane) di:
a) portare un valido certificato di vaccinazione contro la poliomielite, redatto sul modello di certificato internazionale allegato al Regolamento sanitario Internazionale 2005 (modello consultabile e scaricabile dal link.
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_3066_listaFile_itemName_4_file.pdf);
c) effettuare una dose di vaccino inattivato (IPV), tra 4 settimane e 12 mesi precedenti a viaggi internazionali;
d) garantire che coloro che intraprendono viaggi urgenti (cioè entro 4 settimane), che non hanno ricevuto una dose di IPV nelle precedenti 4 settimane (fino a 12 mesi), ricevano una dose di vaccino antipolio, almeno al momento della partenza, in quanto fornirà ugualmente dei benefici, in particolare per i viaggiatori frequenti
I viaggiatori in questione dovrebbero inoltre essere informati circa la possibilità che, in assenza di documentazione (certificato antipolio su modello di certificato internazionale) potrebbero essere sottoposti, in accordo con le raccomandazioni temporanee dell’OMS, a vaccinazione antipolio al momento della partenza dal Paese affetto.
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Global Polio Eradication 19/06/2018 Situazione Mondiale
Questa settimana sono giunte 3 notifiche preliminari di casi di poliomielite. PAPUA NUOVA GUINEA: in seguito all'identificazione il mese scorso di un caso di AFP dal quale è stato isolato VDPV-1, il sequenziamento genetico di due VDPV-1 da contatti non famigliari del caso di AFP, ha confermato che il virus sta circolando e può ufficialmente essere classificato come cVDPV-1. Il Dipartimento Nazionale della Salute sta strettamente collaborando con i partners GPEI per lanciare una risposta completa.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: è giunta la notifica preliminare di un caso di cVDPV-2 dalla provincia di Ituri, nel nord-est del paese, vicino al confine con l'Uganda. Secondo i risultati delle indagini preliminari, ancora in corso, il bambino ha avuto l'esordio della paralisi il 5 maggio 2018 ed ha una storia di viaggio recente in Haut Katanga. Il sequenziamento genetico indica che il caso è collegato al focolaio in corso nell'area di Haut Lomami/Tanganika/Haut Katanga.
SOMALIA: è giunta la notifica preliminare di 2 casi di cVDPV-3 e di un caso con evidenze della presenza di entrambi cVDPV3-3 e cVDPV-2, oltre che di un campione ambientale positivo per cVDPV-3. Il caso di cVDPV-2, segnalato dalla regione di Hiran, provincia di Bolo Burti, ha avuto l'esordio della paralisi l'11 maggio. Si tratta di un bambino che è anche infettato con cVDPV-3 e non è chiaro quale dei due virus abbia causato la paralisi. Questo è il primo caso di paralisi che coinvolge cVDPV-2 in questo focolaio. I due casi di cVDPV-3 provengono entrambi dal distretto di Warsheikh, regione di Middle Shabelle, con esordio della paralisi il 16 e il 23 maggio. Sono i primi casi di cVDPV-3 individuati in questo focolaio.
CASI UFFICIALMENTE NOTIFICATI
ANNO 2018 -
Totale casi WPV: 11 - Afghanistan 8 - Pakistan 3 -
Totale casi cVDPV: 5 - Repubblica Democratica del Congo 4 - Nigeria 1 -
LISTA DEI PAESI AGGIORNATA AL 19 GIUGNO 2018
AFGANISTAN: nessun nuovo caso di WPV-1 è stato riportato la scorsa settimana. Il numero totale dei casi confermati per il 2018 rimane uguale a 8. Il caso più recente si è verificato nella provincia di Kandahar, con esordio della paralisi il 27 aprile 2018. Invece sono stati riportati 3 nuovi campioni ambientali positivi per WPV-1, uno prelevato nella provincia di Fata il 19 maggio, uno nel distretto di Peshawar, provincia di Khyber Pakhtunkhwa, il 24 maggio e uno nel distretto di Quetta, provincia del Belucistan, il 28 maggio.
PAKISTAN:la scorsa settimana non è stato riportato alcun nuovo caso di WPV-1 e il numero totale dei casi ufficialmente confermati per il 2018 rimane uguale a 3. Il caso più recente si è verificato nel distretto di Dukki, provincia del Belucistan, con esordio della paralisi il 18 maggio 2018. Sono stati invece riportati 2 nuovi campioni ambientali positivi per WPV-1, uno prelevato a Kandahar il 28 maggio e uno nel distretto di Jalalabad, provincia di Nangarhar, sempre il 28 maggio.
NIGERIA: il numero dei casi di WPV-1 del 2016 resta uguale a 4. Il caso più recente ha avuto esordio della paralisi il 21 agosto 2016, nell'area governativa locale (LGA) di Monguno, stato del Borno, un distretto già precedentemente colpito. Nessun caso di WPV-1 è stato segnalato nel 2017-2018. Invece circolazione del virus cVDPV2 nello stato di Jigawa è stata confermata da campioni ambientali positivi e da un caso di paralisi flaccida acuta, con esordio dei sintomi il 15 aprile 2018. In seguito alla notifica dei primi isolati ambientali nei mesi di gennaio e febbraio sono state intensificate le attività di vaccinazione in 13 aree a rischio (popolazione target: 55.000 bambini) e le attività di sorveglianza.
SUB-REGIONE DEL LAGO CHAD: la recente identificazione di poliovirus selvaggio tipo 1 (WPV1) nello stato di Borno, in Nigeria, determina un rischio di diffusione per la confinante sub-regione del Lago Chad. La prossima giornata di immunizzazione è prevista nei prossimi giorni.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: il numero totale dei casi per il 2018 rimane uguale a 4. Il caso più recente si è verificato nel distretto di Kikula, provincia di Haut Katanga, con esordio della paralisi il 19 febbraio. Il Ministero della Salute, con il supporto di WHO e di Global Polio Eradication, continua a mettere in atto la risposta al focolaio nelle province colpite, incluse attività di vaccinazione con il vaccino orale monovalente tipo 2 (mOPV2). Le attività di sorveglianza ed immunizzazione sono state rafforzate anche nei paesi confinanti.
CORNO D'AFRICA: nè cVDPV 3 nè cVDPV 2 sono stati isolati da casi di paralisi flaccida acuta in Somalia o Kenya. Il virus è stato isolato solo da campioni ambientali. I paesi interessati stanno implementando la risposta ad entrambi i ceppi di virus, secondo le linee guida internazionali. Sono state organizzate 3 attività di immunizzazione supplementari (SIA) su larga scala nelle regioni di Banadir, Lower Shabelle e Middle Shabelle in Somalia e ulteriori SIA sono in programma nelle altre zone colpite del Corno d'Africa. Sono state intraprese speciali attività di sorveglianza per individuare l'origine della circolazione virale.
SIRIA: il numero totale dei casi positivi di cVDPV 2 per il 2017 rimane pari a 74 e nessun caso è stato finora riportato per il 2018. Il caso più recente è stato segnalato nel distretto di Boukamal, con esordio della paralisi il 21 settembre 2017. Continua la campagna di vaccinazione con IPV in corso nel governatorato di Raqqa ed anche la città di Raqqa è stata raggiunta per la prima volta dal vaccino IPV, che ha consentito l'immunizzazione di 7.215 bambini tra i 2 e i 23 mesi.
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ECDC 08/06/2018 Russia
Dal 6 al 31 maggio 2018 in Russia si sono registrati 98 casi di rabbia negli animali. La maggior parte dei casi si è verificata nelle regioni di Volgograd, Kursk, Mosca e Belgorod. Gli animali colpiti sono volpi (33), cani (23) e gatti (21).
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ProMED 11/06/2018 Israele
DISTRETTO DEL NORD, area di Hamat Gader: dal 3 al 10 giugno 2018 sono stati identificati e uccisi 3 sciacalli infatti dal virus della rabbia, uno dei quali ha attaccato 3 visitatrici. Dall'inizo del 2018 Israele ha notificato a OIE 51 casi confermati di rabbia negli animali, 4 cani, 37 sciacalli, un tasso, 7 bovini, una pecora e un cavallo.
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ProMED 11/06/2018 Kenya
Le contee di Siaya e Kisumu hanno segnalato un aumento del numero di vittime dei cani randagi, potenzialmente affetti da rabbia e una scarsa disponibilità del trattamento post-esposizione.
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ProMED 11/06/2018 Malesia
STATO DI SARAWAK: segnalato un nuovo decesso umano per rabbia. Si tratta di una donna residente nel distretto di Serian, morsicata il 20 aprile da un cane adottato poche settimane prima e deceduta il 31 maggio.
Dall'inizio del focolaio, dichiarato a luglio 2017, lo stato di Sarawak ha riportato 11 casi umani di rabbia, 10 dei quali fatali, 205 casi nei cani e 12 nei gatti.
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ProMED 11/06/2018 Viet Nam
Sono stati segnalati i decessi per rabbia di 2 bambini, di 12 e 9 anni nelle province di Hoa Binh e Lang Son. Entrambi sono stati morsi o graffiati da cani domestici infetti.
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ECDC 21/06/2018 Russia
Secondo i mass media una quarantena di due mesi è stata imposta in 3 villaggi della regione di Lipetsk, in seguito all'identificazione di animali infetti. I villaggi colpiti sono quelli di Kalikino nel distretto di Dobrovský (a circa 360 km da Mosca), Gudovka nel distretto di Stebaevskogo (450 km da Mosca) e Sencovo. La scorsa settimana casi di rabbia negli animali sono stati individuati anche nella regione di Mosca.
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ECDC 01/06/2018
Resistenza agli Antibiotici
Europa
La nuova combinazione antibiotico/inibitore delle beta-lattamasi ceftazidime-avibactam (CAZ-AVI) è stato approvato dalla FDA degli Stati Uniti a febbraio 2015 e immesso sul mercato statunitense nell'aprile 2105. CAZ-AVI è attivo contro batteri ESBL e contro alcuni tipi di enterobatteriacee resistenti ai carbapenemi (CRE), per esempio i ceppi produttori di KPC e OXA48, ma non contro quelli produttori di NDM e VIM. La capacità di CAZ-AVI di inibire le CRE produttrici di KPC è molto importatnte, perchè queste sono le carbapanemasi di gran lunga prevalenti in Europa e nel resto del mondo. CAZ-AVI è un'opzione efficace per il trattamento di pazienti infetti con bacilli gram-negativi multi-farmaco resistenti.
Tuttavia due articoli, di Giddens et al. e di Gaibani et al., hanno riportato l'emergere di resistenza a CAZ-AVI in K. pneumoniae già resistente ai carbapenemi, sviluppata durante il trattamento di infezioni con questo farmaco, rispettivamente negli Stati Uniti e in Europa.
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ECDC 08/06/2018
Resistenza agli Antibiotici
Europa
SITUAZIONE DELLE ENTEROBATTERIACEE RESISTENTI AI CARBAPENEMI (CRE) NEI PAESI DELL'UE/EEA
K.pneumoniae: i dati dell'European Antimicrobial Resistance Surveillance Network (EARS-net) per il 2016, mostrano ampie differenze nelle percentuali nazionali della resistenza ai carbapenemi in isolati, invasivi (la maggior parte derivati da emocolture), con un range compreso tra 0 e 66.9% a seconda del paese. La percentuale media pesata per la popolazione nell'UE/EEA fluttua tra l'8.2 % (2013) e il 6.1% (2016), senza un trend statisticamente significativo. Trend in crescita nella resistenza ai carbapenemi per il periodo 2013-2016 sono stati osservati in Grecia e Portogallo, mentre il trend è stato in discesa nella Repubblica Ceca, in Estonia e in Ungheria.
E.coli: i dati di EARS-net per il 2016 mostrano un asituazione epidemiologica diversa, con una percentuale media pesata molto più bassa (0.1%) e percentuali nazionali comprese tra 0 e 1%. Tra il 2013 e il 2016 un leggero trend in discesa, da 0.2 a 0.1%, è stato osservato nella media delle percentuali nazionali pesata per la popolazione dell'UE/EEA.
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ProMED 10/06/2018
Resistenza agli Antibiotici
USA
Ad ASM Microbe, il meeting annuale dell' American Society for Microbiology, tenutosi dal 7 all'11 giugno 2018 ad Atlanta.un gruppo di ricercatori dell' Emory Antibiotic Resistance Center hanno presentato il primo ceppo di KPC (Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi) ipermucoso che presenta anche eteroresistenza alla colistina e una maggiore virulenza.
Il ceppo è stato isolato da un paziente residente negli Stati Uniti.
L'eteroresistenza, ovvero la presenza nel ceppo di una piccola sub-popolazione che esprime la resistenza è difficile da individuare con i metodi standard e questo isolato era stato classificato come sensibile con i test di suscettibilità tradizionali. Tuttavia è stato dimostrato che la presenza di eteroresistenza può determinare il fallimento della terapia antibiotica.
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ProMED 10/06/2018
Resistenza agli Antibiotici
Viet Nam
Uno studio condotto tra novembre 2017 e febbraio 2018 nel villaggio di Nguyen Xa village, provincia di Thai Binh, ha individuato ceppi di E.coli resistenti alla colistina nella flora residente del 71.4% degli abitanti. Da 98 partecipanti sani sono stati isolati 70 ceppi resistenti alla colistina, di cui 69 provvisti dei geni mcr1 e/o mcr3. Solo un isolato resistente non conteneva alcun gene mcr1-5. La MIC della colistina per gli isolati mcr+ è risultata di 8 mg/ml. Il 91.4% degli isolati resistenti alla colistina era anche multi-farmaco resistente ovvero mostravano resistenza ad almeno un composto in 3 o più classi di antibiotici. Lo studio è stato presentato ad ASM Microbe, il meeting annuale dell'American Society for Microbiology, tenutosi dal 7 all'11 giugno 2018 ad Atlanta.
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ECDC 01/06/2018
Rischi sanitari in eventi di massa
Russia
FIFA World Cup, Russia 2018
Prima di recarsi in Russia per i Mondiali di calcio, FIFA World Cup 2018, che si svolgeranno dal 14 giugno al 15 luglio 2018, i visitatori dovrebbero assicurarsi di essere in regola con le vaccinazioni, secondo le raccomandazioni vaccinali del proprio paese di residenza.
Ciò è particolarmente importante per la protezione contro malattie quali difterite, epatite A, epatite B, morbillo, infezione da meningococco, parotite, pertosse, poliomielite, rosolia e tetano.
Come per altri eventi di massa, durante FIFA World Cup 2018 in Russia, i visitatori potrebbero essere esposti ad un maggior rischio di malattie gastrointestinali e malattie prevenibili con la vaccinazione.
Il rischio di malattie gastrointestinali può essere ridotto applicando le misure igieniche standard, quali regolare lavaggio delle mani con sapone, bere acqua sicura (in bottiglia, clorata, o fatta bollire), mangiare cibi perfettamente cotti, lavare accuratamente frutta e verdura con acqua sicura. Ai visitatori viene raccomandato l'uso del condom con partner nuovi o casuali, al fine di ridurre il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmesse, incluso HIV.
I viaggiatori che necessitano di ospedalizzazione in EU dopo un ricovero in Russia dovrebbero documentare la precedente ospedalizzazione al fine di non rimandare i possibili accertamenti di recenti infezioni correlate all'ospedalizzazione. L'insorgenza di focolai di malattie prevenibili con le vaccinazioni destano particolare preoccupazione durante gli eventi di massa, ma non vi sono indicazioni che il rischio sia superiore al normale. L'adeguata immunizzazione in anticipo è un mezzo efficace per prevenire il contagio e l'eventuale diffusione di infezioni prevenibili con la vaccinazione. Esiste la possibilità che i viaggiatori possano importare o esportare malattie trasmissibili. La sorveglianza delle malattie diffusibili in Russia e nei paesi Europei in cui rientrano i viaggiatori ed i partecipanti ai mondiali di calcio dovrebbe essere sufficiente per determinare il rischio in anticipo e prevenire o ridurre l'impatto di eventuali focolai epidemici.
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ProMED 17/06/2018
Rotavirus
Australia
TERRITORIO DEL NORD: dalla fine di maggio alla metà di giugno sono stati riportati 23 casi di infezione da Rotavirus, soprattutto tra i bambini.
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ECDC 01/06/2018
Salmonellosi
Regno Unito
Il 22 maggio 2018 il Regno Unito (PHE) ha riportato un cluster di 115 casi di Salmonella sierotipo Agona, con isolati strettamente correlati tra loro, mediante analisi WGS. Tutti gli isolati cadono in un cluster microbiologico a singolo linkage di 5 SNPs. La maggior parte dei casi riportati è stato campionato nel 2018 (53) e nel 2017 (37), ma il primo caso del cluster è stato riportato ad aprile 2014. Il pattern temporale appare relativamente compatibile con un picco di segnalazioni nei mesi di aprile e maggio di ciascun anno. I casi appartenenti all'outbreak sono distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Inoltre, tra il 2015 e il 2018, 19 casi di Salmonella Agona, con isolati strettamente correlati al cluster WGS del Regno Unito, sono stati riportati da Danimarca (2), Finlandia (1) e Irlanda (16). Mentre i casi di Danimarca e Finlandia non sono associati a viaggi, i pazienti irlandesi hanno riferito una storia di viaggio nel Regno Unito nei giorni precedenti l'esordio dei sintomi.
Più del 60% dei casi sono donne. L'età media dei 129 casi per i quali sono disponibili informazioni, è di 39 anni (range 21-65).
Sono in corso indagini sulla fonte e sul veicolo dell'infezione.
La Svezia ha segnalato un aumento dei casi di Salmonella Agona nel 2017, rispetto agli anni precedenti, tuttavia le indagini non hanno identificato un sospetto veicolo di trasmissione comune. Nel 2018 sono stati riportati 4 casi nello stesso nucleo abitativo.
Belgio, Germania e Spagna non hanno segnalato alcun aumento nelle notifiche di S.Agona, fino a questo momento del 2018. Estonia, Grecia, Lussemburgo, Norvegia e Slovenia non hanno riportato isolati strettamente correlati al ceppo dell'outbreak o notifiche di S.Agona nel 2018.
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ProMED 10/06/2018
Salmonellosi
Svezia
Dall'inizio di maggio 2018 sono stati identificati 13 casi di salmonellosi causati da un tipo di Salmonella Typhimurium con un insolito profilo MLVA ( MLVA 2-17-NN-211). Si ritiene che i casi, 7 uomini e 6 donne di età compresa tra i 10 e gli 85 anni, segnalati da 7 contee, siano autoctoni. E' in corso un'indagine per individuare la fonte delle infezioni.
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CDC 10/06/2018
Salmonellosi
USA
Dal 16 novembre 2017 al 10 maggio 2018 un focolaio di Salmonella enterica sierotipo Braenderup ha causato 35 casi confermati in 9 stati, inclusi 11 ricoveri. In base alle indagini preliminari le infezioni sembrano correlate al consumo di prodotti a base di uova fresche provenienti dall'azienda Rose Acre Farms nella contea di Hyde, North Carolina. Il prodotto sospetto è stato ritirato dal mercato.
Al 24 maggio 2018, il focolaio di salmonellosi legato al consumo di Kratom, ha causato 199 casi in 41 stati e sono stati individuati 6 diversi sierotipi di salmonella: Salmonella I 4,[5],12:b:, Salmonella Heidelberg, Salmonella Javiana, Salmonella Okatie, Salmonella Weltevreden e Salmonella Thompson. Sono stati riportati almeno 50 ricoveri e nessun decesso.
Dal 30 aprile al 28 maggio 2018 un focolaio di S.enterica sierotipo Adelaide ha causato 60 casi in 7 stati, inclusi 31 ricoveri. In base alle indagini preliminari le infezioni sembrano correlate al consumo di melone pre-tagliato prodotto dalla ditta Caito Foods LLL di Indianapolis, Indiana. Il prodotto sospetto è stato ritirato dal mercato.
Da febbraio all'1 giugno 2018 sono stati segnalati 124 casi di salmonellosi causati da diversi sierotipi. I casi, che includono 21 ricoveri, e sono stati riportati da 36 stati, sono tutti correlati al contatto con pollame vivo (polli e anatre provenienti da diverse fonti) mantenuto in pollai domestici.
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CDC 15/06/2018
Salmonellosi
USA
CDC e FDA stanno investigando su un'epidemia di infezioni da S.enterica sierotipo Mbandaka, che da marzo al 14 giugno 2018 ha causato 73 casi in 31 stati, inclusi almeno 24 ricoveri. Le evidenze epidemiologiche indicano che la probabile causa delle infezioni è il consumo di cereali per la colazione della marca Kellogg's Honey Smacks cereal. Il lotto sospetto è stato ritirato dal mercato.
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ProMED 21/06/2018
Salmonellosi
Australia
STATO DI SOUTH AUSTRALIA: recentemente sono stati confermati 21 casi di salmonellosi, correlati al consumo di germogli di erba medica (alfa-alfa) prodotti nel South Australia.
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CDC 21/06/2018
Salmonellosi
USA
Secondo CDC, al 19 giugno 2018, i casi di Salmonella enterica sierotipo Adelaide, correlati al consumo di melone pre-tagliato prodotto dalla ditta Caito Foods LLL di Indianapolis, sono arrivati a 70 in 7 stati, inclusi 34 ricoveri. Il caso più recente ha avuto l'esordio dei sintomi il 3 giugno.
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ProMED 18/06/2018
Sindrome encefalitica acuta (AES)
India
STATO DI BIHAR, distretto di Muzaffarpur: nell'estate del 2018, due ospedali pediatrici hanno riportato 35 casi sospetti di sindrome da encefalite acuta, inclusi 6 decessi.
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ProMED 18/06/2018
Vaiolo bovino
Regno Unito
GALLES: un pediatra ha segnalato un caso umano di vaiolo bovino in un ragazzo di 15 anni, residente nell'area di Wrexham-Cheshire. Il contagio potrebbe essere dovuto al contatto con i vitelli a cui il paziente dava da mangiare, ma anche con altri animali selvatici e domestici che possono contrarre e trasmettere l''infezione, inclusi gatti, felini selvatici, canidi e roditori. Si tratta del primo caso riportato in Galles da circa 15 anni.
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WHO 05/06/2018
Vaiolo delle scimmie
Camerun
Dal 30 aprile al 30 maggio 2018, sono stati segnalati alla Direzione per il Controllo delle Malattie Epidemiche e Pandemiche (DLMEP) 16 casi in totale (1 confermato e 15 sospetti) di vaiolo delle scimmie. Tali casi sono localizzati in cinque distretti del Camerun: distretto sanitario di Njikwa (6 casi sospetti e 1 caso confermato), distretto sanitario di Akwaya (6 casi sospetti), distretto sanitario di Biyem-Assi (1 caso sospetto), distretto sanitario di Bertoua (1 caso sospetto), e distretto sanitario di Fotokol (1 caso sospetto).
Il 14 maggio, uno dei 16 casi è risultato positivo al test RT-PCR effettuato presso il Centro Pasteur del Camerun. Il caso apparteneva al distretto sanitario di Njikwa. Il caso confermato è un uomo di 20 anni con sintomi clinici caratterizzati da febbre, esantema cutaneo generalizzato vescicolo-pustoloso e linfonodi ingrossati senza anamnesi di viaggi o contatto con animali sospetti di essere infetti da vaiolo delle scimmie.
L’età dei 16 casi varia da 1 mese a 58 anni, con un’età mediana di 13 anni. Circa la metà dei casi è di sesso maschile, con 9 uomini e 7 donne. Inoltre, tutti i casi mostravano esantema cutaneo e febbre. Non sono stati segnalati decessi.
Risposta di sanità pubblica
L’OMS ha attivato attività di coordinamento, operative e di pianificazione quali pilastri del loro meccanismo di risposta.
-- Il 15 maggio 2018, si è tenuto il primo incontro di coordinamento presso il Ministero della Salute (MOH) per discutere e definire le attività di risposta prioritarie. Durante questo incontro, è stato attivato il Sistema di Gestione degli Incidenti (IMS).
-- È stato predisposto un Piano d’Azione per l’evento che dettaglia gli interventi e le necessità delle diverse sezioni di risposta (coordinamento, pianificazione, operazioni, logistica, comunicazione). -- Al 30 aprile 2018, è in corso di attuazione un’indagine epidemiologica dei casi.
-- È stata realizzata la formazione degli operatori sanitari sul controllo delle infezioni (utilizzo dei dispositivi di protezione personale e igiene delle mani). Sono state condivise le informazioni relative all’isolamento dei casi, gestione dei casi sintomatici e tecniche di lavaggio delle mani.
-- Sono stati prodotti materiali per la comunicazione del rischio e un piano della comunicazione (aumento delle conoscenze del pubblico sulle misure di precauzione idonee a prevenire l’infezione da vaiolo delle scimmie).
-- Il 22 maggio, il Centro Regionale per la Prevenzione e il Controllo delle Epidemie (CERPLE) ha organizzato incontri di follow-up, durante i quali il personale del distretto sanitario di Njikwa ha fornito un aggiornamento sulle attività di campo e altri importanti feedback. Hanno partecipato i delegati di OMS e UNICEF.
Valutazione del rischio dell’OMS
Il vaiolo delle scimmie, una zoonosi rara, si verifica sporadicamente nelle aree forestali dell’Africa centrale e occidentale. È stato riscontrato per la prima volta nelle scimmie in Africa nel 1958. La malattia è causata da un orthopoxvirus che può dare una sintomatologia simile a quella del vaiolo umano (eradicato nel 1980), tuttavia il vaiolo delle scimmie nelle persone è meno grave. La malattia è auto-limitante con una sintomatologia che generalmente si risolve entro 14-21 giorni. Il trattamento è solo di supporto. Il virus è trasmesso attraverso il contatto diretto con sangue, fluidi corporei e lesioni cutanee/mucose di una persona infetta o di animali, principalmente roditori o scimmie africani. La trasmissione secondaria da persona a persona è limitata, tuttavia può verificarsi a seguito di esposizione ad essudato orofaringeo infetto e contatto con persone infette durante la fase esantematica della malattia o con materiali contaminati. Non esiste un trattamento specifico o un vaccino per le infezioni da vaiolo delle scimmie, tuttavia i focolai epidemici possono essere controllati. Il riscontro del vaiolo delle scimmie in Camerun sottolinea la necessità di mantenere un elevato livello di vigilanza e di aumentare le conoscenze della popolazione locale sulla malattia. Sono importanti le attività di comunicazione e educazione delle persone su come prevenire l’infezione evitando il contatto con gli animali selvatici, particolarmente i roditori e i primati. Gli operatori sanitari dovrebbero applicare le precauzioni standard quando si occupano di pazienti sintomatici e porli in isolamento. I casi sono segnalati da aree rurali dove le attività occupazionali quali allevamento e caccia aumentano il rischio di trasmissione animale-persona.
L’OMS continuerà a valutare la situazione epidemiologica e sostenere l’implementazione di misure di prevenzione e risposta in collaborazione con i governi nazionali e i partner.
Raccomandazioni dell’OMS
Le persone in contatto con animali potenzialmente infetti da vaiolo delle scimmie sono quelle a rischio più elevato. Durante le epidemie di vaiolo delle scimmie, il fattore d’infezione più significativo è l’aerosol respiratorio e il contatto diretto con i fluidi corporei, le lesioni cutanee del paziente o gli oggetti quali gli abiti recentemente contaminati dalle secrezioni del paziente o dagli essudati delle lesioni. In assenza di un trattamento specifico o di un vaccino, l’unico modo di ridurre l’infezione nelle persone consiste nell’aumentare le conoscenze delle persone sui fattori di rischio, quali lo stretto contatto con animali selvatici, inclusi i roditori, e nell’educare le persone relativamente alle misure che possono adottare per ridurre l’esposizione al virus. È importante implementare le misure di sorveglianza e l’identificazione rapida dei nuovi casi per contenere l’epidemia. I messaggi educativi di sanità pubblica dovrebbero focalizzarsi sui seguenti rischi:
-- ridurre il rischio di trasmissione dagli animali alle persone. Nelle regioni endemiche, le iniziative per prevenire la trasmissione dovrebbero focalizzarsi nell’evitare di consumare o di toccare animali malati o che vengono trovati morti nell’ambiente. Dovrebbero essere indossati guanti e altri indumenti protettivi appropriati quando si maneggiano animali malati o i loro tessuti infetti;
-- ridurre il rischio di trasmissione da persona a persona. Le persone infette da vaiolo delle scimmie dovrebbero essere poste in isolamento e dovrebbero essere applicate misure di prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie che ospitano pazienti infetti. Dovrebbero essere limitati i contatti fisici stretti con persone infette da vaiolo delle scimmie e dovrebbero essere indossati guanti, maschere facciali e indumenti protettivi durante l’assistenza alle persone malate in qualsiasi luogo siano ricoverate. È importante lavarsi le mani dopo aver assistito o essersi recati in visita da una persona malata.
Il personale sanitario che assiste pazienti affetti da infezione sospetta o confermata da virus del vaiolo delle scimmie o che maneggia i campioni prelevati, dovrebbe applicare le precauzioni standard per il controllo delle infezioni.
Poiché l’epidemia in questa fase è localizzata in un’area relativamente remota e scarsamente popolata, il rischio di diffusione è limitato. In base alle informazioni disponibili, l’OMS raccomanda di non applicare alcuna restrizione ai viaggi o al commercio con il Camerun.
Ulteriori informazioni sul vaiolo delle scimmie sono disponibili al link seguente:
 - WHO factsheet on monkeypox
Per approfondire:
http://www.who.int/csr/don/05-june-2018-monkeypox-cameroon/en/
http://www.who.int/csr/disease/monkeypox/
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ProMED 17/06/2018
Vibrio parahaemolyticus
USA
ALABAMA: segnalato un caso di infezione dei tessuti molli causato da V. parahaemolyticus. La paziente è una donna residente e Robertsdale, che ha contratto l'infezione sulla spiaggia comunale di Fairhope.
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ECDC 15/06/2018
Vibrio spp.
Europa
Le condizioni ambientali per la crescita di batteri del genere Vibrio nel Mar Baltico nei prossimi giorni sono considerate adatte ad un livello da medio a elevato, in alcune aree costali di Danimarca, Germania, Polonia, Lituania e Kaliningrad (Russia).
Per le temperature nel mar Baltico consultare il sito:
http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/anim_full.html
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ECDC 21/06/2018
Vibrio spp.
Europa
Al 21 giugno 2018 le condizioni ambientali per la crescita di batteri del genere Vibrio nel Mar Baltico nei prossimi giorni sono considerate adatte ad un livello da medio a elevato in alcune aree costali di Danimarca, Germania, Polonia, Lituania e Kaliningrad (Russia).
Per le temperature nel mar Baltico consultare il sito:
http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/anim_full.html
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ProMED 15/06/2018
Virus Powassan
USA
STATO DI NEW YORK, contea di Columbia: è stato segnalato un caso di infezione da virus Powassan in un residente della contea che si sta ristabilendo. Il virus, trasmesso all'uomo dalle zecche della specie Ixodes scapularis, è endemico, ma non frequente, nello stato di New York che finora ha notificato a CDC 29 casi in totale, tutti sporadici.
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ProMED 21/06/2018
Virus Usutu
Francia
CITTA' DI MONTPELLIER: è stato segnaalto per la prima volta nel paese un caso di infezione umana da virus Usutu. Il paziente è un uomo tra i 30 e i 40 anni che presentava sintomi di una paralisi facciale e si è completamente ristabilito.
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