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Notizie di Mar 2019
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
WHO 07/03/2019 Repubblica Democratica del Congo
L’epidemia da malattia da virus Ebola (EVD) sta continuando con un’intensità moderata. Katwa e Butembo rimangono le zone che causano maggiori preoccupazioni, mentre simultaneamente, piccoli cluster continuano a verificarsi in diverse regioni geograficamente disperse. Durante gli ultimi 21 giorni (13 febbraio – 5 marzo 2019) sono stati segnalati 76 nuovi casi confermati e probabili da 31 aree sanitarie di 9 zone sanitarie (figura 1), che comprendono: Katwa (44), Butembo (17), Mandima (6), Masereka (3), Kalunguta (2), Beni (1), Vuhovi (1), Kyondo (1), and Rwampara (1). Il cluster emergente nella zona sanitaria di Mandima si sta verificando in un villaggio precedentemente non colpito, con cinque casi recenti collegati epidemiologicamente mentre il sesto caso probabilmente è stato esposto all’infezione a Butembo; rimane ancora un elevato rischio di ulteriore diffusione. Allo stesso modo, i recenti casi (due confermati e uno probabile) a Maseka derivano da una catena di trasmissione di Butembo. Questi eventi evidenziano l’importanza che le equipe di risposta rimangano attive in tutte le aree, incluso quelle con bassa incidenza, per individuare rapidamente nuovi casi e prevenire l’ulteriore trasmissione.
Al 5 marzo, sono stati segnalati 907 casi di EVD1 (841 confermati e 66 probabili), il 57% (514) dei quali erano di genere femminile e il 30% (273) erano bambini di età inferiore a 18 anni.
Cumulativamente, i casi sono stati segnalati da 121 delle 301 aree sanitarie presenti in 19 zone sanitarie delle province Nord Kivu e Ituri. In totale, sono stati segnalati 569 decessi (tasso di mortalità 63%) mentre 304 pazienti sono stati dimessi dai Centri di Trattamento per Ebola (ETCs).
Sebbene attualmente si stia assistendo a una tendenza decrescente nell’incidenza dei casi, l’elevato numero di decessi nelle comunità segnalati fra i casi confermati e il relativo basso numero di nuovi casi fra i contatti sottoposti a sorveglianza, i persistenti ritardi nell’individuazione e isolamento negli ETC (legati anche ai recenti episodi di violenza), e difficoltà nell’immediata segnalazione e risposta ai casi probabili potrebbero aumentare il rischio di ulteriori catene di trasmissione nelle comunità affette e di continua diffusione.
A seguito degli attacchi a due ETCs a Katwa e Butembo, i pazienti sono stati temporaneamente trasferiti presso il Centro di Transito di Katwa. Il 2 marzo, l’ETC di Butembo è stato riabilitato e ha ripreso ad effettuare i trattamenti dei pazienti di EVD. Le equipe di risposta stanno progressivamente riprendendo le attività in tutte le aree affette ad eccezione di due aree sanitarie dove la sicurezza e la resistenza delle comunità rimangono problematiche.
Attività di sanità pubblica
Per ulteriori informazioni dettagliate sulle attività di risposta di sanità pubblica del MoH, dell’OMS e dei partner, consultare l’ultimo rapporto situazionale pubblicato dall’Ufficio Regionale dell’OMS per l’Africa.
 Ebola situation reports: Democratic Republic of the Congo
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WHO 04/03/2019 Oman
Dal 12 al 18 febbraio 2019, il Punto di Contatto Nazionale del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI 2005) dell’Oman ha segnalato otto ulteriori casi di infezione da Sindrome Respiratoria Medio-Orientale da Coronavirus (MERS-CoV). Quattro casi sono stati segnalati dal governatorato South Sharquia, mentre quattro casi sono stati segnalati dal governatorato North Batinah, dove recentemente è stato identificato un cluster di MERS-CoV. I dettagli di questi ulteriori otto casi sono disponibili nell’allegato foglio excel, consultabile al link seguente:
MERS-CoV cases reported from 12 through 18 February 2019 xlsx, 17kb
Dal 27 gennaio 2019 sono stati segnalati in Oman 13 casi di infezione da MERS, di cui nove da North Batinah (cinque casi sono stati segnalati precedentemente nel comunicato dell’OMS dell’11 febbraio 2019) e quattro da South Sharquia.
Attualmente è in corso un’indagine anamnestica relativa all’esposizione ai fattori di rischio noti, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia in tutti gli otto casi.
Dal 2012 al 18 febbraio 2019, il numero totale di casi confermati dal laboratorio di MERS notificati a livello globale all’OMS è 2.357, inclusi 820 decessi associati. La prima infezione da MERS è stata segnalata in Oman nel 2013. Da allora, sono stati notificati 24 casi in totale e sette decessi.
Il numero globale riflette il numero totale di casi confermati dal laboratorio segnalati sinora all’OMS in base al RSI. Il numero totale di decessi include i decessi dei quali l’OMS è attualmente a conoscenza, a seguito di follow-up con i paesi membri affetti.
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WHO 05/03/2019
Pseudomonas Aeruginosa
Messico
Il 12 febbraio 2019, l’Organizzazione Panamericana della Salute/Organizzazione Mondiale della Salute (OPS/OMS) ha ricevuto una segnalazione relativa ad un’infezione di un sito chirurgico causata da Pseudomonas aeruginosa antibiotico-resistente dopo procedure invasive effettuate a Tijuana, Messico. Alla data dell’11 febbraio, sono stati identificati in totale 20 casi, di cui 16 confermati e 4 sospetti, in nove stati degli Stati Uniti.
Secondo la definizione di caso del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie degli Stati Uniti (US CDC), un caso confermato è definito come P. aeruginosa resistente ai carbapenemi produttore di metallo-beta-lattamasi di Verona (VIM-CRPA) isolato da un paziente che è stato sottoposto a una procedura invasiva in Messico, nel mese precedente il prelievo del campione positivo per VIM-CRPA. Un caso sospetto è un CRPA non disponibile per il test specifico o in attesa del test specifico prelevato da un paziente che è stato sottoposto a una procedura invasiva in Messico nel mese precedente il prelievo del campione.
Dei 20 casi totali, due sono stati segnalati retrospettivamente e la data di prelievo dei campioni risale al 2015 e al 2017, mentre per i rimanenti 18 casi la data di prelievo dei campioni è compresa fra il 5 settembre 2018 e il 24 gennaio 2019. Tutti i casi si sono verificati in viaggiatori che hanno ricevuto assistenza medica in strutture sanitarie di Tijuana, Messico. Fra tutti i casi, quindici hanno segnalato di aver subito interventi chirurgici, principalmente per perdere peso, presso l’ospedale Grand View. Metà dei casi hanno segnalato di aver utilizzato la stessa agenzia di viaggio per turismo sanitario, situata negli Stati Uniti, per coordinare i loro gli interventi chirurgici in Messico. Sebbene la maggior parte dei pazienti provenisse dagli Stati Uniti e dal Canada, quest’agenzia di viaggi per turismo sanitario ha segnalato di aver assistito pazienti provenienti da altri paesi, diretti all’Ospedale Grand View dal 1 agosto 2018.
Tredici casi in totale sono stati ospedalizzati negli Stati Uniti per complicazioni associate con l’infezione VIM-CRPA conseguente alle procedure invasive in Messico; la maggior parte era affetta da un’infezione del sito chirurgico. Un paziente con un’infezione ematica e diverse co-morbilità sottese è deceduto. Dei 17 casi per cui erano disponibili informazioni su genere ed età, il 14% (82%) erano di genere femminile, con età compresa fra 29 e 62 anni.
Un’indagine locale presso l’Ospedale Grand View ha identificato gli strumenti riutilizzabili non appropriatamente sterilizzati come possibile rischio, seppure di piccole dimensioni, di trasmissione di infezioni per via ematica fra i pazienti.
Il 9 gennaio 2019, US-CDC ha emanato un’informativa per i viaggiatori relativa ai casi di infezione da P. aeruginosa resistente, correlati ad interventi chirurgici presso l’Ospedale Grand View di Tijuana, Messico, raccomandando ai residenti US di non sottoporsi a interventi chirurgici (per obesità o di altro tipo) presso l’Ospedale Grand View, finché non sarà confermato che l’infezione da VIM-CRPA non si sta più diffondendo nella struttura ospedaliera. Il 22 gennaio 2019, US-CDC ha emanato una notifica in cui si raccomanda alle persone che si sono sottoposte ad interventi chirurgici presso l’Ospedale Grand View il 1 agosto 2018 o successivamente, di consultare il proprio provider di assistenza medica per sottoporsi ai test per i seguenti patogeni trasmessi per via ematica: virus dell’epatite B, virus dell’epatite C e virus dell’immunodeficienza umana (HIV).
Il 13 febbraio 2019, l’Agenzia di Sanità Pubblica del Canada (PHAC) ha emanato un comunicato di sanità pubblica relativo ai viaggiatori canadesi che possono essere stati esposti a batteri antibiotico-resistenti, a seguito di interventi chirurgici a Tijuana, Messico. Inoltre, i viaggiatori canadesi che si sono sottoposti a procedure presso l’Ospedale Grand View a Tijuana, possono anche essere a rischio di infezioni trasmesse per via ematica quali HIV, virus dell’epatite B e virus dell’epatite C. A causa della possibile esposizione a questi rischi sanitari, PHAC ha raccomandato che i pazienti che si sono sottoposti a interventi chirurgici preso l’Ospedale Grand View o in altre strutture sanitarie di Tijuana, e che mostrano segni di infezione – quali febbre, arrossamento, pus o gonfiore della ferita chirurgica – si rivolgano immediatamente al loro provider sanitario. I pazienti dovrebbero riferire al medico il loro viaggio in Messico e tutti gli interventi chirurgici e sanitari che hanno ricevuto mentre si trovavano all’estero.
Valutazione del rischio dell’OMS
Negli Stati Uniti, alcune persone con infezione da P. aeruginosa resistente, insorta dopo essersi sottoposti a procedure invasive (es. chirurgiche, endoscopiche) in Messico, hanno segnalato di essersi sottoposti a trattamenti in diverse strutture sanitarie di Tijuana. Una struttura, l’ospedale Grand View, è associata con un’epidemia in corso di infezione da P. aeruginosa produttore di VIM. Le persone che si sono sottoposte a interventi presso questa struttura sanitaria possono essere infette o a rischio di sviluppare infezioni da P. aeruginosa produttore di VIM. Esiste il rischio che pazienti che rientrino nel loro paese diffondano P. aeruginosa, particolarmente in ambiente sanitario. Un’unica agenzia di viaggi per turismo sanitario situata negli Stati Uniti ha segnalato di aver inviato individui provenienti da diversi Paesi all’Ospedale Grand View dal 1 agosto 2018, pertanto anche persone provenienti da ulteriori paesi possono essere affette.
L’OMS continua a monitorare la situazione epidemiologica e rivedere la valutazione del rischio in base alle più recenti informazioni disponibili.
Raccomandazioni dell’OMS
L’OMS incoraggia lo scambio di informazioni relative a questo evento epidemico con le autorità di sanità pubblica e i clinici, per permettere l’immediato riconoscimento di potenziali casi che possano essere correlati a questo focolaio. L’OMS raccomanda di implementare le misure di prevenzione e controllo delle infezioni, descritte nelle “Linee guida per la prevenzione e il controllo delle Enterobatteriacee resistenti ai carbapenemi, Acinetobacter baumannii e Pseudomonas aeruginosa nelle strutture sanitarie”, per prevenire la disseminazione di micro-organismi multi-resistenti nelle strutture sanitarie, disponibili al seguente link:
Guidelines for the prevention and control of carbapenem-resistant Enterobacteriaceae, Acinetobacter baumannii and Pseudomonas aeruginosa in health care facilities
Poiché l’antimicrobico resistenza è in aumento a livello globale, anche nella Regione delle Americhe, l’OMS incoraggia gli Stati Membri ad aumentare le iniziative per l’individuazione precoce di microorganismi resistenti e a implementare azioni di prevenzione e controllo per contenere la diffusione della resistenza antimicrobica. La sorveglianza è una componente chiave della prevenzione e controllo dell’antimicrobico resistenza e dovrebbe essere rafforzata insieme alle capacità di laboratorio, per supportare l’individuazione di infezioni causate da batteri resistenti ai carbapenemi e di utilizzare tali informazioni per le attività di prevenzione e controllo delle infezioni e per la gestione degli antimicrobici. Le politiche di trattamento farmacologico dovrebbero basarsi sia sui test di suscettibilità agli antibiotici quando possibile, sia sulle informazioni epidemiologiche locali relative all’antimicrobico resistenza in caso di prescrizione di un trattamento empirico. I clinici dovrebbero ricevere aggiornamenti sulle raccomandazioni di trattamento poiché queste evolvono per i mutamenti molto dinamici dell’antimicrobico resistenza.
L’OMS non raccomanda l’applicazione di restrizioni generali ai viaggi o al commercio col Messico, in base alle informazioni disponibili per questo evento.
Per ulteriori informazioni:
 PAHO/WHO. Antimicrobial Resistance.
 PAHO/WHO. Infection Prevention and Control.
 U.S. Centers for Disease Control and Prevention. US-CDC. Travel Notices: Drug-Resistant Infections in Mexico, Alert – Level 2, Practice Enhanced Precautions. Updated 28 January 2019.
 PHAC. Public Health Notice – Information for Canadians who have received or are considering medical procedures in Mexico. 13 February 2019.
 US-CDC. Pseudomonas aeruginosa in Healthcare Settings. Updated 9 March 2018.
 The burden of health care-associated infection worldwide.
 Report on the Burden of Endemic Health Care-Associated Infection Worldwide. 2011.
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