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Notizie di Giu 2019
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
WHO 06/06/2019 Repubblica Democratica del Congo
Mentre l’epidemia di malattia da virus Ebola (EVD) ha sorpassato i 2.000 casi, gli indicatori nelle ultime due settimane evidenziano i primi segnali di una diminuzione dell’intensità di trasmissione. Ciò fa seguito ad un periodo di miglioramento della sicurezza e pertanto di accesso alle comunità, che ha permesso alle equipe di risposta di operare più liberamente. Ogni settimana delle due ultime settimane epidemiologiche, sono stati segnalati in totale 88 casi confermati, in diminuzione rispetto al picco di 126 casi per settimana osservato in aprile. La diminuzione nell’incidenza di nuovi casi è stata più notevole nelle aree hotspot, come le zone sanitarie di Katwa, Mandima e Beni. Allo stesso tempo, sono incoraggianti i miglioramenti nel numero di casi fra i contatti registrati prima dell’insorgenza (dal 30% di tre settimane fa fino al 55% la scorsa settimana), e il minor numero di casi dovuto a trasmissione in strutture sanitarie comunitarie (dal 31% nella prima settimana di aprile 2019 al 9% durante l’ultima settimana di maggio 2019). Nonostante ciò, entrambi gli indicatori sono al di sotto del valore sperato. L’epidemia continua a essere limitata a 12 zone sanitarie attive nelle province di Nord Kivu e Ituri.
Al 4 giugno 2019, sono stati segnalati in totale 2.025 casi di EVD, di cui 1931 confermati e 94 probabili. In totale sono stati segnalati 1.357 decessi (tasso di mortalità del 67%), di cui 1.263 in casi confermati. Dei 2.025 casi confermati e probabili in cui era disponibile il dato relativo a genere ed età, il 58% (1.170) erano di genere femminile e il 29% (589) erano bambini di età inferiore a 18 anni. Il numero di operatori sanitari colpiti è salito a 110 (5% dei casi totali).
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Raccomandazione
WHO 11/06/2019 Uganda
Il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno confermato un caso di Malattia da Virus Ebola in Uganda. Sebbene precedentemente vi siano state numerose allerta, si tratta del primo caso confermato in Uganda durante l’epidemia in corso, nella confinante Repubblica Democratica del Congo.
Il caso confermato è un bambino di 5 anni della Repubblica Democratica del Congo che ha viaggiato con i suoi genitori il 9 giugno 2019. Il bambino e i familiari sono entrati in Uganda dal posto frontaliero di Bwera e hanno chiesto assistenza medica all’ospedale di Kagando, dove l’operatore sanitario ha identificato Ebola come una possibile causa eziologica. Il bambino è stato trasferito all’Unità di Trattamento per Ebola (ETU) di Bwera. La conferma è stata fatta in data odierna dall’Istituto di Virologia Ugandese (UVRI). Il bambino sta ricevendo trattamento di supporto presso l’ETU di Bwera ed è stato attivato il monitoraggio dei contatti.
Il Ministero della Salute e l’OMS hanno inviato un’equipe di risposta rapida a Kasese per identificare altre persone a rischio, e per assicurare che siano monitorate e assistite, qualora iniziasse la sintomatologia. L’Uganda ha precedente esperienza nella gestione di epidemie causate da Ebola. In preparazione di un possibile caso importato durante l’attuale epidemia in RDC, l’Uganda ha vaccinato circa 4700 operatori sanitari in 165 strutture sanitarie (incluso la struttura in cui il bambino è assistito); è stato intensificato il monitoraggio della malattia e gli operatori sanitari hanno ricevuto una formazione su come riconoscere i sintomi della malattia. Sono state attivate le Unità di Trattamento per Ebola. In risposta a questo caso, il Ministero sta intensificando l’educazione delle comunità, il supporto psicologico e inizierà la vaccinazione per le persone che sono venute in contatto col paziente e per gli operatori sanitari a rischio che non sono stati vaccinati precedentemente.
La Malattia da Virus Ebola è una malattia grave diffusa tramite il contatto con i fluidi corporei (quali vomito, feci o sangue) di una persona malata. I primi sintomi sono simili a quelli di altre malattie e pertanto richiedono personale sanitario e comunitario vigile, specialmente nelle aree in cui vi è trasmissione di Ebola, per poter fare diagnosi. I sintomi iniziano improvvisamente e includono:
 febbre
 affaticamento
 dolori muscolari
 mal di testa
 mal di gola
Alle persone che sono state in contatto con perone affette dalla malattia viene offerta la vaccinazione e viene richiesto di monitorare il proprio stato sanitario per 21 giorni per verificare che non abbiano contratto la malattia.
Il vaccino in studio utilizzato in RDC e dagli operatori sanitari e di prima linea in Uganda sinora è stato efficace nel proteggere le persone dalla malattia, ed è stato inoltre utile nelle persone malate a migliorare le probabilità di sopravvivenza. Il Ministero raccomanda fortemente alle persone identificate come contatti di adottare questa misura protettiva.
I trattamenti terapeutici in studio e la terapia di supporto, insieme all’assistenza sanitaria precoce nei casi sintomatici, migliorano le probabilità di sopravvivenza.
Il Ministero della Salute ha adottato le seguenti misure per contenere la diffusione della malattia nel paese.
L’amministrazione distrettuale e il consiglio locale nell’area affetta hanno ricevuto istruzioni per assicurare che qualsiasi persona nella comunità con segni e sintomi di Ebola sia riportata immediatamente agli operatori sanitari, riceva informazioni e sia sottoposta ai test di laboratorio.  Il Ministero della Salute sta attivando unità nel distretto affetto e negli ospedali di riferimento per la gestione dei casi, qualora dovessero verificarsi.
 Le attività di mobilitazione sociale sono in via di intensificazione e vengono distribuiti materiali educativi.
Non vi sono altri casi confermati in nessuna parte del Paese.
Il Ministero sta lavorando coi partner internazionali coordinati dall’OMS.
Il Ministero della Salute raccomanda al pubblico e agli operatori sanitari di cooperare strettamente, di essere vigili e di supportarsi reciprocamente nel fornire aiuto a chiunque sia sintomatico perché possa ricevere immediatamente assistenza. Il Ministero continuerà ad aggiornare il pubblico sulla situazione e i nuovi sviluppi.
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Raccomandazione
WHO 13/06/2019 Repubblica Democratica del Congo
L’epidemia di Malattia da Virus Ebola (EVD) in Repubblica Democratica del Congo (DRC) continua a mostrare un decremento nel numero di nuovi casi negli hotspot quali le zone sanitarie di Katwa, Beni e Kalunguta. Tuttavia, in altre aree quali Mabalako e Butembo, continuano moderati tassi di trasmissione. Con trasmissione di EVD in corso nelle comunità in 12 zone sanitarie nelle province di Nord Kivu e Ituri, fattori quali i persistenti ritardi nell’individuazione dei casi, circa un terzo dei casi deceduti al di fuori dei centri di trattamento o di transito per Ebola, ed elevata mobilità della popolazione, rappresentano un alto rischio di diffusione geografica sia all’interno della DRC che nei paesi confinanti. Ciò è stato evidenziato dalla recente esportazione di casi in Uganda – il primo caso confermato individuato all’esterno delle province di Nord Kivu e Ituri dall’inizio dell’epidemia circa 10 mesi fa. Per ulteriori informazioni, consultare il comunicato OMS relativo a Malattia da Virus Ebola in Uganda.
Il decremento settimanale dell’incidenza di nuovi casi è stato segnalato in diverse zone sanitarie, tuttavia, in altre, si è osservato un aumento o una continuazione dell’epidemia. Nei 21 giorni fra il 22 maggio e l’11 giugno 2019, 62 aree sanitarie in 12 zone sanitarie hanno segnalato nuovi casi, che rappresentano il 9% delle 664 aree sanitarie nelle province di Nord Kivu e Ituri. In questo periodo sono stati segnalati in totale 212 casi confermati, la maggioranza dei quali provenivano dalle zone sanitarie di Mabalako (33%, n=69), Butembo (18%, n=39), Katwa (14%, n=30) Mandima (11%, n=23) e Beni (9%, n=20). Casi singoli confermati sono stati segnalati anche dalle zone sanitarie di Rwampara e Komanda la scorsa settimana dopo che era trascorso un prolungato periodo dall’ultimo caso segnalato, con entrambi i casi che si sono infettati negli hotspot menzionati precedentemente. All’11 giugno 2019, sono stati segnalati in totale 2084 casi di EVD, di cui 1990 confermati e 94 probabili. In totale sono stati segnalati 1405 decessi (tasso di mortalità del 67%), di cui 1311 in casi confermati. Dei 2084 casi confermati e probabili in cui era disponibile il dato relativo a genere ed età, il 57% (1194) erano di genere femminile e il 29% (605) erano bambini di età inferiore a 18 anni. I casi continuano ad aumentare fra gli operatori sanitari, con il totale cumulativo degli infetti salito a 118 (6% dei casi totali).
Prendendo in considerazione questi recenti avvenimenti, il Direttore Generale dell’OMS convocherà il Comitato d’Emergenza previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale (IHR) il 14 giugno 2019. Il gruppo indipendente di esperti di sanità pubblica fornirà il proprio punto di vista al Direttore Generale sul fatto che l’evento rappresenti un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC). Se l’evento rappresenta una PHEIC, il Direttore Generale emanerà delle Raccomandazioni Temporanee, che generalmente sono misure sanitarie volte a ridurre la diffusione internazionale di Ebola e ad evitare interferenze non necessarie con il traffico internazionale. Una dichiarazione sulla riunione del Comitato e sulle sue raccomandazioni sarà pubblicata sul sito dell’OMS immediatamente dopo la riunione.
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WHO 13/06/2019 Uganda
L’11 giugno 2019, il Ministero della Salute ugandese (MoH) ha confermato un caso di Malattia da Virus Ebola (EVD) nel distretto di Kasese, in Uganda. Il paziente è un bambino di 5 anni della Repubblica Democratica del Congo (DRC) che ha viaggiato con i suoi familiari dalla zona sanitaria di Mabalako in DRC, dopo aver partecipato, il 1° giugno 2019, al funerale di suo nonno (caso di EVD confermato il 2 giugno 2019). Il 10 giugno 2019, il bambino e i familiari sono entrati nel paese attraverso il posto frontaliero di Bwera e si sono recati all’ospedale di Kagando per assistenza medica, dove gli operatori sanitari hanno identificato Ebola come possibile agente eziologico. Il bambino è stato trasferito all’Unità per il Trattamento di Ebola (ETU) di Bwera per la gestione del caso. La conferma di virus Ebola è stata fatta l’11 giugno 2019 presso l’Istituto Ugandese di Ricerca Virale (UVRI), e il bambino è deceduto nelle prime ore del 12 giugno 2019. Due ulteriori casi sospetti, una donna di 50 anni (nonna del primo caso) e un bambino di 3 anni (fratello minore del primo caso), parte dei membri familiari che hanno viaggiato insieme col primo bambino confermato sono ugualmente stati ammessi nella stessa ETU e sono stati confermati per EVD dall’UVRI il 12 giugno 2019. La donna di 50 anni è morta nella notte fra il 12 e il 13 giugno. Sono stati identificati altri 27 contatti e posti sotto monitoraggio. Gli operatori sanitari delle due strutture sanitarie in cui il bambino è stato assistito erano stati vaccinati precedentemente.
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WHO 13/06/2019 Uganda
L’11 giugno 2019, il Ministero della Salute ugandese (MoH) ha confermato un caso di Malattia da Virus Ebola (EVD) nel distretto di Kasese, in Uganda. Il paziente è un bambino di 5 anni della Repubblica Democratica del Congo (DRC) che ha viaggiato con i suoi familiari dalla zona sanitaria di Mabalako in DRC, dopo aver partecipato, il 1° giugno 2019, al funerale di suo nonno (caso di EVD confermato il 2 giugno 2019). Il 10 giugno 2019, il bambino e i familiari sono entrati nel paese attraverso il posto frontaliero di Bwera e si sono recati all’ospedale di Kagando per assistenza medica, dove gli operatori sanitari hanno identificato Ebola come possibile agente eziologico. Il bambino è stato trasferito all’Unità per il Trattamento di Ebola (ETU) di Bwera per la gestione del caso. La conferma di virus Ebola è stata fatta l’11 giugno 2019 presso l’Istituto Ugandese di Ricerca Virale (UVRI), e il bambino è deceduto nelle prime ore del 12 giugno 2019. Due ulteriori casi sospetti, una donna di 50 anni (nonna del primo caso) e un bambino di 3 anni (fratello minore del primo caso), parte dei membri familiari che hanno viaggiato insieme col primo bambino confermato sono ugualmente stati ammessi nella stessa ETU e sono stati confermati per EVD dall’UVRI il 12 giugno 2019. La donna di 50 anni è morta nella notte fra il 12 e il 13 giugno. Sono stati identificati altri 27 contatti e posti sotto monitoraggio. Gli operatori sanitari delle due strutture sanitarie in cui il bambino è stato assistito erano stati vaccinati precedentemente.
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WHO 06/06/2019 Camerun
Il 23 maggio 2019, l’OMS ha ricevuto la notifica tramite la Rete Globale di Laboratori sulla Polio (GPLN) dell’individuazione di circolazione di poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale (cVDPV2) in un campione ambientale prelevato il 20 aprile 2019 in un ospedale nel Camerun settentrionale, ai confini con lo stato di Borno in Nigeria e col Chad. In questa regione, la copertura vaccinale nel 2018 per vaccino con poliovirus inattivato (IPV1) e vaccino orale con poliovirus (OPV3) era rispettivamente del 73% e del 72%. Il virus è stato individuato solo in un campione ambientale – sinora non sono stati individuati casi associati di paralisi.
Il sequenziamento genetico conferma che l’isolato è associato con l’epidemia di cVDPV2 in corso nella confinante Nigeria, originata nello stato di Jigawa e che si è diffusa ad altre aree della Nigeria, e internazionalmente alla Repubblica del Niger nel 2018.
Attività di Sanità Pubblica
Il Ministero della Salute e le autorità sanitarie locali hanno partecipato alle attività di risposta all’epidemia di cVDPV2 in Nigeria e nella sotto-regione del lago Chad (Chad, Camerun, Niger e Nigeria) fornendo vaccino orale monovalente per la polio di tipo 2 (mOPV2). È in corso un’approfondita indagine sull’episodio con il sostegno dei partner dell’Iniziativa Globale per l’Eradicazione della Polio (GPEI) che comprende la valutazione dell’estensione della circolazione di questo ceppo, l’identificazione delle carenze immunitarie a livello sub-nazionale e il supporto alle iniziative per rafforzare la sensibilità della sorveglianza a livello sub-nazionale.
Valutazione del rischio dell’OMS
Questo evento evidenzia il rischio di ulteriore diffusione internazionale di cVDPV2 dalla Nigeria e dal resto della regione del lago Chad, per i numerosi spostamenti della popolazione, per le carenze del livello di immunità sub-nazionale e di sorveglianza nella regione del lago Chad. L’individuazione di questo ceppo cVDPV2 sottolinea l’importanza di mantenere elevati livelli di copertura delle vaccinazioni di routine contro la polio a tutti i livelli, per minimizzare il rischio e le conseguenze di qualsiasi circolazione di poliovirus.
L’OMS continuerà a supportare l’indagine in corso e la valutazione del rischio delle autorità nazionali.
Raccomandazioni dell’OMS
È importante che tutti i paesi, in particolare quelli con elevato numero di viaggi per paesi e aree colpiti da polio, rafforzino la sorveglianza per i casi di paralisi flaccida acuta (AFP) per individuare rapidamente i casi importati e facilitare una risposta rapida. Tutti i paesi dovrebbero mantenere elevate coperture vaccinali di routine a livello distrettuale per ridurre le conseguenze di qualsiasi nuova introduzione di virus.
La pubblicazione dell’OMS Viaggi Interazionali e Salute (http://www.who.int/ith/en/) raccomanda che tutti i viaggiatori che si recano in aree affette da polio siano completamente vaccinati contro la polio. I residenti (e le persone in visita per oltre 4 settimane) provenienti da aree infette dovrebbero ricevere un’ulteriore dose di OPV o IPV nel periodo compreso fra 4 settimane e 12 mesi prima del viaggio. Secondo le raccomandazioni del Comitato d’Emergenza convocato in base al Regolamento Sanitario Internazionale (2005), gli sforzi per limitare la diffusione internazionale del poliovirus rimangono un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC). I paesi affetti da trasmissione di poliovirus sono soggetti a Raccomandazioni Temporanee emanate nell’ambito della PHEIC, che richiedono che un’epidemia di poliovirus sia dichiarata un’emergenza di sanità pubblica nazionale e che tutti i viaggiatori internazionali siano vaccinati. Allo stesso modo, i paesi a rischio di esportare poliovirus dovrebbero assicurare la vaccinazione di tutti i viaggiatori internazionali prima della partenza.
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