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Notizie di Gen 2020
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
CDC di Atlanta 31/01/2020
2019 Nuovo coronavirus (2019 - nCoV)
Situazione Mondiale
CDC sta monitorando strettamente un focolaio di malattia respiratoria causata da un nuovo coronavirus denominato “2019-nCoV”, che si è verificato per la prima volta in Cina, nella città di Whan City, provincia di Hubei e continua ad espandersi. Le Autorità Sanitarie Cinesi hanno riportato migliaia di casi in Cina, con una trasmissione da persona a persona in molte parti del paese. Le infezioni da 2019-nCoV, la maggior parte correlate a viaggi a Wuhan, sono riportate anche in un numero crescente di località internazionali. Gli Stati Uniti hanno riportato il primo caso confermato il 30 gennaio 2020.
Il 30 gennaio 2020 la Commissione di Emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale di WHO ha dichiarato l’epidemia una “emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale” (PHEIC).
I coronavirus sono una vasta famiglia di virus presenti neri pipistrelli e comunemente presenti anche in differenti specie animali, inclusi cammelli, bestiame, gatti.
Raramente i coronavirus animali possono infettare l'uomo e diffondersi nella popolazione, come accaduto per MERS e SARS e come avviene ora per 2019-nCoV.
Sorgente e trasmissione di 2019-nCoV
Le Autorità Cinesi sono state le prime a pubblicare l'intero genoma del 2019-nCoV sul database GenBankexterna e sul portale Global Initiative on Sharing All Influenza Data (GISAIDexternal icon), atto che ha facilitato l'identificazione del virus. CDC ha pubblicato il genoma di 2019-nCoV rilevato in pazienti in USA su GenBank.
2019-nCoV è un betacoronavirus simile a MERS e SARS, tutti hanno origine dai pipistrelli. Si suppone che anche la recente emergenza di quest’ultimo coronavirus sia correlata ad un reservoir animale.
Attualmente la principale via di trasmissione, sulla base dei dati disponibili, è rappresentata dai casi sintomatici.
Fin dall’inizio, molti dei pazienti avrebbero avuto contatti con un grande mercato di pesce e di animali a Wuhan, suggerendo una trasmissione da animale a uomo. Tuttavia successivamente un crescente numero di pazienti ha riportato di non aver avuto esposizione a mercati di animali, facendo supporre una trasmissione da persona a persona. Le Autorità Cinesi hanno comunicato che in Cina esiste una trasmissione sostenuta da persona a persona. Una trasmissione simile è stata segnalata anche in USA ed altri paesi. Inoltre sono stati riportati casi, rari, di trasmissione da persone asintomatiche.
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Raccomandazione
WHO 01/01/2020 Nigeria
In Nigeria si sono verificate successive epidemie di febbre gialla, con un aumento di circa tre volte del numero di casi confermati nel 2019, rispetto al 2018, circostanza che suggerisce l’intensificazione della trasmissione del virus della febbre gialla.
Inoltre, sono stati segnalati casi in zone del paese che hanno avuto casi confermati per la prima volta dall’inizio dell’epidemia a settembre 2017. Dal 1° gennaio al 10 dicembre 2019, sono stati segnalati in totale 4.189 casi sospetti di febbre gialla, da 604 delle 774 Aree di Governo Locale (LGAs) in tutti i 36 stati e dal Territorio della Capitale Federale in Nigeria.
Su 3.547 campioni totali prelevati, 207 sono risultati positivi al test IgM per febbre gialla effettuato nei laboratori della rete nigeriana. Inoltre 197 campioni provenienti da 19 stati sono stati confermati positivi alla RT-PCR. Il tasso di mortalità per tutti i casi (includendo sospetti, probabili e confermati) è del 5,1%, mentre del 12,2% per i soli casi confermati.
Il sessantotto percento (134) dei casi confermati totali (197 casi) è stato segnalato da quattro stati, Bauchi, Katsina, Edo e Ebonyi. I casi nello stato di Edo sono diminuiti dopo l’effettuazione di una campagna di vaccinazione alla fine del 2018. Dal 1° gennaio al 10 dicembre 2019, sono stati segnalati 115 casi confermati in totale e 23 decessi da Bauchi (62 casi), Katsina (38 casi) e Benue (15 casi). Questi casi sono risultati positivi ai test RT-PCR effettuati nei laboratori nazionali e/o ai test RT-PCR e ai test sierologici effettuati presso il laboratorio di referimento regionale, Istituto Pasteur di Dakar (IPD). Sono in corso ulteriori indagini epidemiologiche.
L’OMS raccomanda la vaccinazione contro la febbre gialla a tutti i viaggiatori internazionali di età superiore a 9 mesi che si recano in Nigeria, poiché esistono evidenze di trasmissione persistente o periodica del virus della febbre gialla. La Nigeria inoltre richiede un certificato di vaccinazione contro la febbre gialla a tutti i viaggiatori in arrivo da paesi a rischio di trasmissione di febbre gialla, d’età superiore ad un anno.
Raccomandazioni dell’OMS
I vaccini contro la febbre gialla approvati dall’OMS sono sicuri, altamente efficaci e forniscono una protezione contro l’infezione che dura per tutta la vita. Nel contesto dei viaggi internazionali, l’emendamento all’allegato 7 del Regolamento Sanitario Internazionale (IHR 2005) modifica il periodo di validità del correlato certificato internazionale di vaccinazione contro la febbre gialla, e la protezione fornita dalla vaccinazione contro l’infezione da febbre gialla da dieci (10) anni a tutta la vita della persona (viaggiatore) vaccinata. Di conseguenza, dall’11 luglio 2016, sia per i certificati esistenti che per quelli nuovi, la rivaccinazione o una dose di richiamo di vaccino contro la febbre gialla non possono essere richiesti ai viaggiatori internazionali come condizione d’ingresso in uno Stato Parte, indipendentemente dalla data in cui il loro certificato internazionale di vaccinazione è stato emesso inizialmente.
Il 1° luglio 2019, l’OMS ha aggiornato le aree a rischio di trasmissione di febbre gialla e le corrispondenti raccomandazioni per la vaccinazione dei viaggiatori internazionali. La lista di paesi a rischio e le raccomandazioni riviste per la vaccinazione contro la febbre gialla sono disponibili sul sito web dell’OMS: International travel and health (ITH) (pagina web del Ministero della Salute http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=655&area=Malattie infettive&menu=viaggiatori) L’OMS incoraggia i Paesi Membri a prendere tutte le iniziative necessarie per informare i viaggiatori del rischio e delle misure preventive, inclusa la vaccinazione. I viaggiatori dovrebbero inoltre conoscere i sintomi e segni della febbre gialla ed essere istruiti a recarsi immediatamente da un medico in caso di insorgenza della sintomatologia. I viaggiatori che ritornano in Nigeria con possibile viremia elevata possono rappresentare un rischio per l’instaurarsi di un ciclo autoctono di trasmissione di febbre gialla in aree in cui è presente un vettore competente.
In base alle informazioni disponibili su questa epidemia, l’OMS non raccomanda alcuna restrizione ai viaggi o al commercio con la Nigeria.
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Raccomandazione
ProMED 09/01/2020 Burundi
WHO ha riportato un progressivo incremento dei casi di malaria in tutti i 46 distretti del Burundi.
Dall'inizio dell'anno 2019 sono stati riportati 8.392.921 casi di malaria, inclusi 3.113 decessi. La popolazione stimata del paese è 11.53 milioni nel 2019.
La malaria è stata una piaga per il paese negli anni recenti. World Vision International riporta dal 2015, più di 19.7 milioni di casi di malaria.
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Raccomandazione
Istituto Superiore di Sanità Regione Lombardia Ass. Sanità 10/01/2020 Italia
Nelle ultime settimane in diversi comuni nel territorio fra Bergamo e Brescia, in Lombardia, sono stati riscontrati cinque casi di meningite, che hanno causato la morte di due persone. Il rischio di ulteriori contagi è stato ridotto grazie all’intervento della autorità sanitarie locali.
Tutti i casi di meningite in Lombardia si sono verificati nella stessa area geografica nell’arco di un mese ma «poiché le autorità sanitarie stanno intervenendo in modo rapido e massivo, il focolaio può essere circoscritto evitando quindi un’epidemia su larga scala».
Per condividere le attività intraprese, riporta l’Iss, che supporta la diagnosi e la genotipizzazione dei campioni, il 7 gennaio si è tenuta una riunione della task force attivata da ministero della Salute e con l’occasione è stata ripercorso il succedersi dei casi.
Il primo ha manifestato i primi sintomi il 2 dicembre 2019 e la persona, deceduta il giorno successivo, non era vaccinata contro il meningococco di tipo C. Anche il secondo caso, non letale, apparteneva allo stesso genotipo del primo caso e la persona non risultava vaccinata: a seguito di questo, l’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo ha avviato la chemioprofilassi per i contatti stretti dei pazienti e una campagna di vaccinazione di massa nell’area interessata. Il terzo caso è stato segnalato il 21 dicembre 2019 ed è risultato positivo al meningococco C e allo stesso ceppo dei primi due casi. Il quarto caso ha manifestato i primi sintomi il 2 gennaio 2020 ed è deceduto il 3 gennaio, sempre per infezione da Men C. Il quinto caso registrato invece, non è correlato ai primi quattro essendo stato causato da meningococco di sierogruppo B.
Bisogna sottolineare che poiché il vaccino inizia ad avere efficacia dopo 15-20 giorni dalla sua somministrazione, potrebbero verificarsi nuovi casi fino a quando la vaccinazione della popolazione locale non cominci a dare i suoi effetti. È importante inoltre considerare che nel caso del meningococco la vaccinazione è particolarmente indicata come forma di prevenzione poiché nel caso di infezione i tempi tra l’esordio dei sintomi e lo sviluppo della malattia sono molto rapidi.
I dati della sorveglianza nazionale delle malattie invasive da meningococco mostrano che in Italia circola normalmente sia il meningococco di tipo C che il meningococco di tipo B (Men B). Sono infatti circa 200 i casi di meningococco registrati nel nostro Paese ogni anno. Il Men B (che colpisce maggiormente bambini e adolescenti) risulta il più diffuso seguito dal Men C (che colpisce prevalentemente giovani adulti e adulti). Dunque, nonostante la circolazione fisiologica dei batteri sia nota, quando ci si trova – come per il focolaio lombardo – di fronte a casi concentranti nel tempo e nello spazio è fondamentale che siano avviati interventi mirati e specifici di sanità pubblica.
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Raccomandazione
WHO 01/01/2020
Morbillo
Pacifico
I Paesi e le Aree delle Isole del Pacifico (PICs) stanno rispondendo ad epidemie di morbillo con casi segnalati per la prima volta dal 2014. Una ricomparsa di casi di morbillo è stata osservata in tutte le Regioni dell’OMS dal 2017. Nella Regione dell’Asia del Pacifico, epidemie di morbillo sono state segnalate da paesi in cui precedentemente il morbillo era stato eliminato (fra cui Australia, Cambogia, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea) e in paesi endemici con elevati tassi d’incidenza (fra cui Laos RPD, Malesia, Filippine, Tailandia e Vietnam).
Aggiornamento della situazione del morbillo nei Paesi e nelle Aree delle Isole del Pacifico (PICs):
Samoa
Il 16 ottobre 2019, il Ministero della Salute di Samoa (MoH) ha dichiarato un’epidemia di morbillo e lo stato d’emergenza è stato dichiarato il 15 novembre 2019. Dal 1° gennaio al 4 dicembre 2019, sono stati segnalati 4.217 casi confermati e sospetti in totale, inclusi 62 decessi associati al morbillo, con la maggioranza dei casi registrata fra i bambini d’età inferiore a 5 anni.
Nel 2018, OMS-UNICEF avevano stimato la copertura nazionale delle vaccinazioni di routine per la prima dose di vaccino contenente morbillo (MCV1) e per la seconda dose di vaccino contenente morbillo (MCV2) pari rispettivamente al 31% e al 13%.
Tonga
Il 22 ottobre, il Ministero della Salute di Tonga ha dichiarato un’epidemia di morbillo. Il primo cluster di casi si è verificato fra i giocatori adolescenti di rugby che si erano recati ad Auckland, Nuova Zelanda. L’epidemia è stata caratterizzata dalla trasmissione nelle scuole e ha colpito principalmente adolescenti di genere maschile e giovani adulti. L’ottantaquattro per cento (260) dei casi di morbillo è segnalato in persone d’età compresa fra 10 e 24 anni. Al 2 dicembre 2019, sono stati segnalati in totale 440 casi di morbillo confermati o sospetti e nessun decesso. La maggior parte dei casi è di genere maschile ed è stata registrata nell’Isola di Tongatapu. Non sono state segnalate morti correlate al morbillo.
Nel 2018, il Ministero della Salute di Tonga ha stimato la copertura nazionale delle vaccinazioni di routine per MCV1 e MCV2 essere superiore al 95% a Tonga.
Fiji
Dal 1° gennaio al 3 dicembre 2019, sono stati segnalati in totale 15 casi confermati di morbillo, 11 dei quali da, o legati a, casi nella subdivisione di Serua/Namosi, due da Suva e due dalla subdivisione di Rewa. Non sono stati segnalati decessi correlati al morbillo.
Nel 2018, OMS-UNICEF hanno stimato la copertura nazionale delle vaccinazioni di routine per MCV1 e MCV2 essere del 94% nelle Fiji.
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WHO 12/01/2020
Nuovo coronavirus
Cina
NUOVO CORONAVIRUS – CINA
L’11 e il 12 gennaio 2020, l’OMS ha ricevuto ulteriori informazioni dettagliate sull’epidemia di polmonite, dalla Commissione Sanitaria Nazionale.
L’OMS è rassicurato dalla qualità delle indagini in corso e dalle misure di risposta implementate a Wuhan, e dall’impegno di condividere regolarmente le informazioni.
Le evidenze suggeriscono fortemente che l’epidemia sia associata all’esposizione in un mercato ittico di Wuhan. Il mercato è stato chiuso il 1° gennaio 2020. Attualmente, non si sono verificate infezioni fra gli operatori sanitari e non vi è chiara evidenza di trasmissione interumana. Le autorità cinesi continuano il loro lavoro di sorveglianza intensiva e le misure di follow up, così come ulteriori indagini epidemiologiche.
Fra i 41 casi confermati, si è verificato un decesso. Questo decesso ha colpito un paziente con gravi condizioni mediche concomitanti.
Il 12 gennaio la Cina ha condiviso le sequenze genetiche del nuovo coronavirus, fatto molto importante perché altri paesi lo utilizzino per sviluppare kit diagnostici specifici.
Il cluster è stato segnalato inizialmente il 31 dicembre 2019, quando è stato informato l’Ufficio regionale dell’OMS. Le autorità cinesi hanno identificato un nuovo tipo di coronavirus (nuovo coronavirus, nCoV) che è stato isolato il 7 gennaio 2020. Sono stati effettuati test di laboratorio su tutti i casi sospetti identificati tramite la ricerca attiva dei contatti e una revisione retrospettiva. Sono stati esclusi come agenti eziologici altri patogeni respiratori, quali influenza, influenza aviaria, adenovirus, SARS-CoV, MERS-CoV.
Secondo le informazioni fornite all’OMS dalle autorità cinesi l’11 e il 12 gennaio, sono stati preliminarmente diagnosticati 41 casi di infezione da nuovo coronavirus nella città di Wuhan. Dei 41 casi segnalati, sette hanno una forma grave. In quest’occasione è stato segnalato il decesso, menzionato precedentemente, di un paziente con altre condizioni mediche concomitanti. Sei pazienti sono stati dimessi dall’ospedale. L’insorgenza dei sintomi nei 41 casi confermati di nCoV varia fra l’8 dicembre 2019 e il 2 gennaio 2020. Dal 3 gennaio 2019 non è stato individuato nessun nuovo caso. I segni clinici ed i sintomi segnalati consistono principalmente in febbre, con pochi casi che hanno presentato dispnea, mentre le radiografie del torace mostrano infiltrati polmonari invasivi bilaterali. Le autorità nazionali hanno informato che i pazienti sono stati isolati e sono trattati negli istituti medici di Wuhan.
Secondo le indagini epidemiologiche preliminari, la maggior parte dei casi lavorava o erano gestori o visitatori frequenti del Mercato ittico all’ingrosso di Hunan. Il governo segnala che non esiste una chiara evidenza che il virus si trasmetta facilmente da persona a persona.
Attualmente nessun caso di infezione di questo nuovo coronavirus è stato segnalato in altri luoghi diversi da Wuhan.
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WHO 14/01/2020
Nuovo coronavirus
Thailandia
Il 13 gennaio 2020, il Ministero della Sanità Pubblica (MoPH) della Thailandia ha riportato il primo caso importato confermato di infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV) da Wuhan, provincia di Hubei in Cina.
Il caso è una donna cinese di 61 anni, che vie a Wuhan. Il 5 gennaio 2020,ha sviluppato febbre con brivido, mal di gola e cefalea. L'8 gennaio 2020, ha preso un volo diretto per la Thailandia da Wuhan, insieme con cinque membri della famiglia, in un gruppo turistico di 16 persone. La viaggiatrice con malattia febbrile è stata identificata lo stesso giorno tramite la sorveglianza della temperatura, all'aeroporto di Suvarnabhumi Airport (BKK), in Thailandia, ed è stata ricoverata il giorno stesso e sottoposta ad accertamenti.
La paziente riferisce di aver visitato un mercato in Wuhan prima dell'insorgenza della malattia e non riferisce tuttavia di aver visitato il mercato ittico all’ingrosso di Huanan, dove è stata determinata la maggior parte dei casi. Campioni prelevati dalla paziente sono risultati positivi per coronavirus tramite RT-PCR il 12 gennaio 2020. L'analisi delle sequenze genomiche (effettuate da EMerging Infectious Diseases Health Science Center, Thai Red Cross Society (EID-TRC), Thai National Institute of Health (Thai NIH), Department of Medical Sciences) hanno confermato l'infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV). Al momento la paziente è in condizioni stabili in ospedale.
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WHO 15/01/2020
Nuovo coronavirus INFORMAZIONI
Cina
Coronavirus (CoV) sono una vasta famiglia di virus responsabili di malattie che vanno dal comune raffreddore, alla infezioni da MERS-CoV e SARS-CoV. Il nuovo coronavirus (nCoV) è un ceppo mai in precedenza identificato nell'uomo.
Coronavirus causano zoonosi, cioè malattie che sono trasmesse dagli animali all'uomo. Indagini approfondite hanno trovato che SARS-CoV era trasmesso dal gatto-civetta all'uomo e MERS-CoV dai cammelli. Molti coronavirus circolano negli animali e non hanno ancora infettato l'uomo.
Maggiori informazioni:
https://www.who.int/health-topics/coronavirus
Il 31 dicembre 2019, l'Ufficio Regionale di WHO in Cina ha ricevuto informazioni relative a casi di polmonite da causa sconosciuta, rilevati nella città di Wuhan, provincia di Hubei. Un nuovo coronavirus (2019-nCoV) è stato identificato come responsabile delle infezioni, dalle autorità cinesi il 7 gennaio.
Il 10 gennaio, WHO ha pubblicato le linee guida ad interim per tutti i paesi, su come prepararsi ad affrontare l'infezione.
Le manifestazioni dell'infezione comprendono sintomi respiratori, quali febbre, tosse, mancanza di fiato e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi compaiono polmonite, sindrome respiratoria acuta severa, insufficienza renale e morte.
Sulla base della attuali informazioni, WHO non raccomanda restrizioni a viaggi o commerci. I paesi sono invitati a rafforzare i preparativi per far fronte all'emergenza, in linea con il Regolamento Sanitario Internazionale (2005). Sono raccomandate le precauzioni standard per prevenire l'infezione, quali regolare lavaggio delle mani, coprire bocca e naso in caso di tosse e starnuti, cuocere accuratamente cibo e uova. Evitare il contatto con persone che hanno sintomi di malattia respiratoria, quali tosse o starnuti.
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WHO 16/01/2020
Nuovo coronavirus
Giappone
Il Ministero della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociali del Giappone, ha informato oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di un caso confermato di nuovo coronavirus (2019-nCoV) in una persona che aveva viaggiato a Wuhan, Cina. È il secondo caso confermato di 2019-nCoV che è stato diagnosticato fuori dalla Cina, dopo la conferma di un caso in Tailandia il 13 gennaio. Considerando i modelli di viaggio globali, sono probabili ulteriori casi in altri paesi.
I coronavirus sono una grande famiglia di virus responsabili di malattie che variano dal comune raffreddore a malattie più gravi quali la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome acuta respiratoria grave (SARS). Il 2019-nCoV è un nuovo ceppo precedentemente non identificato negli esseri umani.
Molto deve ancora essere compreso sul nuovo coronavirus, che è stato identificato in Cina per la prima volta all’inizio di questo mese. Non si conosce abbastanza sul 2019-nCoV per trarre conclusioni definitive su come si trasmette, sulle manifestazioni cliniche della malattia, o sull’estensione della zona in cui si è diffuso. Anche la fonte rimane sconosciuta.
L’OMS incoraggia tutti i paesi a continuare le attività di preparazione. Il 10 gennaio, l’OMS ha pubblicato informazioni su come monitorare i casi, trattare i pazienti, prevenire ulteriore trasmissione nosocomiale, mantenere le scorte necessarie, e comunicare col pubblico sul 2019-nCoV. Le informazioni includono raccomandazioni su come applicare misure di igiene delle mani e di igiene respiratoria, e pratiche sicure per alimenti e mercati. L’OMS sta preparando e aggiornando queste informazioni in consultazione con la rete di esperti globale.
Le raccomandazioni provvisorie dell’OMS e altre informazioni sui coronavirus possono essere consultate al seguente link:
https://www.who.int/health-topics/coronavirus
L’OMS raccomanda di non applicare alcuna restrizione al commercio o ai viaggi in base alle informazioni disponibili. Se i viaggiatori sviluppano sintomatologia respiratoria prima, durante o dopo il viaggio, dovrebbero recarsi da un medico e informarlo del viaggio.
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WHO 17/01/2020
Nuovo coronavirus
Giappone
Il 15 gennaio 2020, Il Ministero della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociali del Giappone (MHLW) ha segnalato un caso importato confermato dal laboratorio di 2019-nuovo coronavirus (2019-nCoV) proveniente da Wuhan, Provincia di Hubei, Cina.
Il caso è un uomo, in classe d’età 30-39 anni, abitante in Giappone.
Il caso ha viaggiato a Wuhan, Cina, a fine dicembre e ha sviluppato febbre il 3 gennaio 2020 mentre si trovava a Wuhan. Non ha visitato il mercato ittico all’ingrosso di Huanan o nessun altro mercato di animali vivi di Wuhan. Ha indicato di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da polmonite.
Il 6 gennaio, ha effettuato il viaggio di ritorno in Giappone ed è risultato negativo ai test per influenza, presso la clinica locale in cui si è recato lo stesso giorno.
Il 10 gennaio 2020, a causa del protrarsi della sintomatologia consistente in tosse, mal di gola e febbre, si è recato in un ospedale locale dove la radiografia del torace ha evidenziato una situazione anomala con infiltrati polmonari. È stato ricoverato in ospedale lo stesso giorno ed è rimasto febbrile fino al 14 gennaio. Il 14 gennaio, il dottore che lo assisteva ha notificato il caso all’autorità pubblica locale tramite il sistema di sorveglianza per “Malattie Infettive Gravi Non Identificate”.
Sono stati prelevati campioni ed inviati all’Istituto Nazionale di Malattie Infettive (NIID), dove sono stati effettuati due volte PCR e sequenziamento, evidenziando un quantitativo molto limitato di RNA di 2019-nCoV il 15 gennaio 2020.
Il 15 gennaio, il caso era afebbrile ed è stato dimesso dall’ospedale. Attualmente, è tornato a casa, dove si trova in condizioni stabili.
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Ministero della Salute Italiano 21/01/2020
Nuovo coronavirus
Italia
Interventi del Ministero della Salute su coronavirus 2019-nCoV.
In Italia è attiva una rete di sorveglianza sul nuovo coronavirus (2019-nCoV). La situazione è monitorata dal Ministero della Salute che è in contatto continuo con le autorità sanitarie internazionali. Al momento WHO/OMS ed ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ritengono la probabilità di introduzione del virus nell'Unione Europea moderata.
In ogni caso, a partire da giovedì 23 gennaio, data in cui è previsto il prossimo volo diretto dalla città di Wuhan all’aeroporto di Roma Fiumicino, il Ministero ha predisposto l’attivazione di un canale sanitario con controllo della temperatura attraverso scanner. È prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri, una volta sbarcati.
Sono previsti, infine, aggiornamenti costanti sulla sezione del portale www.salute.gov.it dedicata al coronavirus 2019-nCoV.
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WHO 21/01/2020
Nuovo coronavirus
Repubblica di Corea
Il 20 gennaio 2020, il National IHR Focal Point (NFP) della Repubblica di Corea ha riportato il primo caso di nuovo coronavirus. Il caso è una donna di 35 anni, di nazionalità cinese, residente a Wuhan.
Ha sviluppato sintomi quali febbre, brivido e dolori muscolari, il 18 gennaio mentre si trovava a Wuhan. Si è recata in un ospedale locale a Wuhan ed inizialmente è stata posta diagnosi di raffreddore. Il 19 gennaio alla paziente è stata riscontata febbre (38.3 °C) all'arrivo all'Incheon International Airport. La paziente è stata trasferita in ospedale in isolamento. E' risultata positiva per nuovo coronavirus, tramite RT-PCR il 20 gennaio, confermato al sequenziamento genico presso il Korea Centers for Disease Control and Prevention (KCDC).
Il caso non riferisce di aver visitato al cn mercato, incluso il mercato ittico di Huanan, né di aver avuto contatti con un caso confermato di 2019-nCoV o con animali selvatici nella città di Wuhan.
Il caso è attualmente in isolamento ed è in condizioni stabili.
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CDC 24/01/2020
Nuovo coronavirus
Situazione Mondiale
Localizzazione dei casi confermati di 2019-nCoV:
China
Hong Kong
Macau
Taiwan
Australia
France
Japan
Malaysia
Nepal
Singapore
Thailand
The Republic of Korea
United States
Vietnam
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ECDC 24/01/2020
Nuovo coronavirus
Situazione Mondiale
Dal 31 dicembre 2019 al 24 gennaio 2020, sono stati riportati 897 casi confermati di infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV), inclusi 15 operatori sanitari e 26 decessi. I casi sono stati riportati da:
Cina (878), Hong Kong (2), Macau (2), Taiwan (1), Thailandia (4), Giappone (2), Sud Corea (2), USA (1), Singapore (3), Vietnam (2), Nepal (1), Francia (2).
Al 24 gennaio 2020, tutti i casi riportati fuori dalla Cina hanno una storia di viaggio recente a Wuhan e almeno uno ha avuto contatto con un caso proveniente da Wuhan. Dei 26 decessi, tutti in Cina, 24 provenivano dalla provincia di Hubei, uno dalla provincia di Heilongjiang e uno dalla provincia di Hebei.
Maggiori informazioni: ECDC 2019-nCoV website.
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Ministero della Salute Italiano 31/01/2020
Nuovo coronavirus
Italia
Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (2019- nCoV) come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica.
La maggior parte dei casi si sono verificati nella città di Wuhan, alcuni in altre città della Cina con storia di viaggi a Wuhan. Si sono verificati casi anche tra il personale sanitario venuto a stretto contatto con i pazienti. Casi importati si sono verificati in altri Paesi.
La valutazione dell'OMS
Il 30 gennaio l'OMS ha dichiarato l'epidemia di Coronavirus in Cina emergenza di sanita pubblica di interesse internaziona.
La valutazione del rischio da parte dell'OMS:
• molto alto in Cina
• alto nella regione
• alto a livello globale
L'Italia ha bloccato il 30 gennaio con un'Ordinanza del ministro della Salute tutti i voli da e per la CIna, oltre a quelli provenienti da Wuhan, già sospesi dalla Cina. L’OMS ha raccomandato lo screening delle uscite negli aeroporti come parte di una serie completa di misure di contenimento.
La situazione in Italia
Primi due casi di Coronavirus in Italia, una coppia di turisti cinesi, confermati il 30 gennaio dall'Istituto Spallanzani, dove sono stati ricoverati in isolamento dal 29 gennaio. La situazione è sotto controllo. Attivata tempestivamente la sorveglianza sanitaria per le persone venute in contatto con la coppia ricoverata allo Spallanzani. Scattate tutte le misure previste sia per alcune persone dell'albergo di Roma dove alloggiavano sia per altri turisti tutti asintomatici che ad oggi non destano preoccupazione.
Nel nostro Paese è attiva una rete di sorveglianza sul nuovo coronavirus (2019-nCoV) e sono stati attivati controlli e screening sotto il coordinamento della task force ministeriale.
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WHO 31/01/2020
Nuovo coronavirus
Situazione Mondiale
Situazione al 30 gennaio 2020
Ultimo report OMS
Globale
• 7.818 casi confermati per il nuovo coronavirus (2019-nCoV) nel mondo
Cina
• 7.736 casi confermati
• 1.2167 sospetti
• 1.370 gravi
• 170 morti
Altri Paesi
• 82 casi confermati in 18 Paesi
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WHO 01/01/2020 Africa
Nel 2019 Sono state segnalate epidemie da circolazione di poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale (cVDPV2) in diversi paesi dell’Africa occidentale, dell’Africa centrale e del Corno d’Africa. Questo comunicato fornisce un aggiornamento della situazione sulle epidemie di cVDPV2 in corso in paesi recentemente infetti in Africa. Non è stato riscontrato alcun virus selvaggio nel continente da settembre 2016.
A – Africa Occidentale e sub-regione del Bacino del Lago Chad (LCB)
In Africa occidentale e nella sotto-regione del Lago Chad continua a diffondersi un’epidemia di cVDPV2 originata nello stato di Jigawa, Nigeria. Dopo l’individuazione di questa epidemia in Camerun, Ghana, Benin e Repubblica del Niger all’inizio del 2019 e nel 2018, il virus è attualmente stato riscontrato in Chad, Togo e Costa d’Avorio.
Chad
Il 16 ottobre 2019, è stato isolato cVDPV2 da un bambino d’età inferiore ai 5 anni con paralisi flaccida acuta (AFP,) nella sotto-prefettura di Mandelia, nella provincia di Chari Baguirmi, Chad occidentale al confine col Cameroon. L’insorgenza della paralisi si è avuta il 9 settembre. Sono stati prelevati campioni il 16 e 17 settembre 2019. È stato riportato che il virus isolato era geneticamente diverso da Sabin 2 con 32 nucleotidi modificati. L’area geografica affetta non ha partecipato in precedenza ad una campagna di vaccinazione con vaccino orale monovalente di tipo 2 (mOPV2).
Al 28 ottobre 2019, è stato segnalato nel paese un caso di cVDPV2. Secondo le stime sulla vaccinazione di routine dell’OMS-UNICEF, la copertura con vaccino inattivato contro la polio (IPV) nei bambini di età inferiore ad un anno è stimata essere del 41% nel 2018.
Togo
Il 15 ottobre 2019, è stato isolato cVDPV2 da un bambino d’età inferiore a 5 anni con AFP nel distretto Est-Mono nella provincia di Plateaux, ai confini col Benin ad est e col Ghana ad ovest, con inizio della paralisi il 13 settembre 2019. Sono stati prelevati campioni il 18 e 19 settembre 2019. Il virus isolato era geneticamente diverso da Sabin 2 con 35 nucleotidi modificati. L’area geografica affetta non ha precedentemente partecipato ad una campagna di vaccinazione con mOPV2.
Questo è il primo focolaio mai segnalato di cVDPV2 nel paese ed è geneticamente correlato al focolaio originato nello stato di Jigawa, in Nigeria. Al 28 ottobre 2019, è stato segnalato un caso di cVDPV2 nel paese. Secondo le stime dell’OMS-UNICEF sulla vaccinazione di routine, la copertura con IPV nei bambini d’età inferiore ad un anno è stimata essere del 20% nel 2018 per ritardi nell’introduzione nel calendario delle vaccinazioni di routine a ottobre 2018. L’ultimo poliovirus selvaggio indigeno è stato segnalato nel 1999.
Costa d’Avorio
È stato segnalato un campione ambientale positivo per cVDPV2 da Adjame-Plateau-Attecoube nella provincia di Abidjan. Il campione è stato prelevato il 26 settembre 2019. Questo campione positivo è collegato al focolaio nello stato di Jigawa, in Nigeria.
B. Africa orientale e meridionale
Zambia
In Zambia, è stato isolato cVDPV2 da un bambino d’età inferiore ai cinque anni con AFP e insorgenza della paralisi il 16 luglio 2019, a Chiengi nella provincia di Luapula, Zambia, ai confini con la provincia Haut Katanga della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Come parte dell’indagine, sono stati prelevati 34 campioni dai contatti stretti e dai membri della comunità il 24 e il 29 luglio 2019 e il virus isolato è risultato geneticamente diverso da Sabin 2 con 9 nucleotidi modificati. Due dei campioni prelevati da contatti della comunità sono risultati positivi per VDPV2 il 17 settembre 2019, con 9 e 10 nucleotidi modificati e geneticamente collegati al caso indice. L’area geografica affetta non ha precedentemente partecipato ad una campagna di vaccinazione con mOPV2.
L’attuale focolaio di cVDPV2 è il primo focolaio segnalato in Zambia. Al 28 ottobre 2018, il paese ha segnalato un caso di cVDPV2. La vaccinazione con IPV è stata introdotta in Zambia a giugno 2018 a causa di scarsità globale del vaccino, e secondo le stime dell’OMS-UNICEF sull’immunizzazione di routine, la copertura con IPV nei bambini d’età inferiore ad un anno è stimata essere del 36% nel 2018. L’ultimo caso di poliovirus selvaggio indigeno è stato segnalato nel 1995.
Inoltre, focolai di cVDPV2 sono stati segnalati in altri paesi in Africa centrale e nel Corno d’Africa. Questi paesi includono la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica Centrafricana, l’Angola, l’Etiopia, la Somalia, il Kenya. Infine, un focolaio di cVDPV2 è stato segnalato anche in Mozambico.
Raccomandazioni dell’OMS
È importante che tutti i paesi, in particolare quelli con elevato numero di viaggi e contatti con paesi e aree colpiti da polio, rafforzino la sorveglianza per i casi di AFP, per individuare rapidamente qualsiasi nuova importazione di virus e facilitare una risposta rapida. Tutti i paesi, territori ed aree dovrebbero mantenere elevate coperture vaccinali di routine a livello distrettuale per ridurre le conseguenze di qualsiasi nuova introduzione di virus.
La pubblicazione dell’OMS Viaggi Interazionali e Salute (http://www.who.int/ith/en/) raccomanda che tutti i viaggiatori che si recano in aree affette da polio siano completamente vaccinati contro la polio. I residenti (e le persone in visita per oltre 4 settimane) provenienti da aree infette dovrebbero ricevere un’ulteriore dose di OPV o di vaccino inattivato contro la polio (IPV) nel periodo compreso fra 4 settimane e 12 mesi prima del viaggio.
Secondo le raccomandazioni del Comitato d’Emergenza convocato in base al Regolamento Sanitario Internazionale (2005), gli sforzi per limitare la diffusione internazionale del poliovirus rimangono un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC).
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Raccomandazione
WHO 09/01/2020 Africa
Sono state segnalate epidemie da circolazione di poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale (cVDPV2) in diversi paesi dell’Africa occidentale, dell’Africa centrale e del Corno d’Africa (per ulteriori informazioni consultare il comunicato pubblicato il 06/08/2019 N° 74). Aggiornamento della situazione sulle epidemie di cVDPV2 in corso in paesi recentemente infetti in Africa. Non è stato riscontrato alcun virus selvaggio nel continente da settembre 2016.
A – Africa Occidentale e sotto regione del Bacino del Lago Chad (LCB)
In Africa occidentale e nella sotto-regione del Lago Chad continua a diffondersi un’epidemie di cVDPV2 originata nello stato di Jigawa, Nigeria. Dopo l’individuazione di questa epidemia in Camerun, Ghana, Benin e Repubblica del Niger all’inizio di quest’anno e nel 2018, il virus è attualmente stato riscontrato in:
Chad, Togo e Costa d’Avorio.
B. Africa orientale e meridionale
Zambia
In Zambia, è stato isolato cVDPV2 da un bambino d’età minore di cinque anni con AFP e insorgenza della paralisi il 16 luglio 2019 a Chiengi nella provincia di Luapula, Zambia, ai confini con la provincia Haut Katanga della Repubblica Democratica del Congo (RDC).
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Raccomandazione
WHO 05/01/2020
Polmonite di origine sconosciuta
Cina
POLMONITE AD EZIOLOGIA SCONOSCIUTA – CINA
Il 31 dicembre 2019, l’Ufficio regionale dell’OMS in Cina è stato informato rispetto al riscontro di casi polmonite ad eziologia sconosciuta, nella città di Wuhan, provincia di Hubei, Cina.
Al 3 gennaio 2020, sono stati segnalati all’OMS 44 pazienti in totale, con polmonite da eziologia sconosciuta, dalle autorità nazionali cinesi. Dei 44 casi segnalati, 11 sono gravemente ammalati, mentre i rimanenti 33 pazienti sono in condizioni stabili. Secondo le informazioni diffuse dai media, il 1° gennaio 2020 è stato chiuso il mercato di Wuhan per disinfezione e sanificazione ambientale.
L’agente eziologico non è ancora stato identificato. Il 1° gennaio 2020, l’OMS ha chiesto ulteriori informazioni alle autorità nazionali per effettuare la valutazione del rischio.
Le autorità nazionali hanno informato che tutti i pazienti sono in isolamento e sono curati presso le istituzioni mediche di Wuhan. I segni e sintomi clinici consistono principalmente in febbre, con pochi pazienti affetti da difficoltà respiratorie, mentre le radiografie al torace mostrano lesioni invasive in entrambi i polmoni.
Secondo le autorità, alcuni pazienti erano operatori o venditori presso il mercato ittico di Huanan. In base alle informazioni preliminari dell’equipe investigativa cinese, non è stata segnalata evidenza di significativa trasmissione interumana e non si sono verificati casi fra gli operatori sanitari.
Valutazione del rischio dell’OMS
Esistono limitate informazioni per determinare il rischio complessivo di questo cluster di polmonite ad eziologia sconosciuta. Il collegamento riferito ad un mercato all’ingrosso del pesce e di animali vivi potrebbe indicare un collegamento con l’esposizione ad animali. I sintomi segnalati dai pazienti sono comuni a diverse malattie respiratorie, e la polmonite è un evento frequente in inverno; tuttavia, il verificarsi di 44 casi di polmonite che necessitano di ospedalizzazione e formano un cluster spaziale e temporale deve essere considerato con prudenza.
La città di Wuhan, con una popolazione di 19 milioni, è la capitale della provincia di Hubei, con una popolazione di 58 milioni di persone. L’OMS ha chiesto ulteriori informazioni sui test di laboratorio effettuati e sulle diagnosi differenziali considerate.
Raccomandazioni dell’OMS
In base alle informazioni fornite dalle autorità nazionali, sono tuttora valide le raccomandazioni dell’OMS sulle misure di sanità pubblica e sulla sorveglianza dell’influenza e delle gravi infezioni respiratorie acute.
L’OMS non raccomanda alcuna misura specifica per i viaggiatori. In caso di sintomi suggestivi di malattia respiratoria sia durante che dopo il viaggio, i viaggiatori dovrebbero rivolgersi a un medico e informare del loro viaggio il personale sanitario.
L’OMS raccomanda di evitare qualsiasi restrizione ai viaggi e al commercio con la Cina in base alle informazioni attualmente disponibili su questo evento.
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