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Notizie di Ott 2021
Fonte Malattia Paese Situazione e Protezione
Ministero degli Affari Esteri Italiano 01/10/2021 Guinea
Il 16 settembre 2021, il Ministero della Salute della Guinea ha dichiarato la fine dell'epidemia di malattia da virus di Marburg (MVD) nella prefettura di Guéckédou, nella regione di Nzérékoré. In conformità con le raccomandazioni dell'OMS, la dichiarazione è stata fatta 42 giorni dopo la sepoltura sicura dell'unico paziente confermato segnalato in questo focolaio. Questo è stato il primo caso di malattia da virus di Marburg segnalato in Guinea. Durante l'epidemia, è stato identificato in totale un caso confermato deceduto (CFR=100%) e 173 contatti, inclusi 14 contatti definiti ad alto rischio in base all'esposizione. Di questi, 172 sono stati seguiti per un periodo di 21 giorni, e nessuno di loro ha sviluppato sintomi. Un contatto ad alto rischio è stato perso per al follow-up.
Valutazione del rischio dell'OMS
La malattia da virus di Marburg (MVD) è una malattia a rischio epidemico associata ad alti tassi di mortalità (CFR 24-90%). Nel decorso precoce della malattia, la diagnosi clinica di MVD è difficile da distinguere da altre malattie febbrili tropicali, a causa delle somiglianze nei sintomi clinici. Le diagnosi differenziali da escludere includono la malattia da virus Ebola, la malaria, la febbre tifoide, la leptospirosi, l'infezione da rickettsie e la peste. La MVD si trasmette per contatto diretto con sangue, fluidi corporei e/o tessuti di persone infette o animali selvatici (es. scimmie e pipistrelli della frutta).
Il villaggio colpito si trova in una remota area forestale situata al confine con la Sierra Leone, a circa 9 km da un principale valico di frontiera internazionale tra i due paesi. La vicinanza dell'area colpita a un confine internazionale, i movimenti transfrontalieri tra il distretto colpito e la Sierra Leone e la potenziale trasmissione del virus tra le colonie di pipistrelli e l'uomo hanno aumentato il rischio di diffusione transfrontaliera. Questi fattori suggerivano un alto rischio a livello nazionale e regionale e, dato che la prefettura di Guéckédou è ben collegata a Foya in Liberia e a Kailahun in Sierra Leone, questa epidemia ha richiesto una risposta immediata e coordinata con il sostegno dei partner internazionali. Il rischio associato all'evento a livello globale è stato valutato come basso.
Raccomandazioni dell’OMS
La trasmissione da persona a persona del virus Marburg è principalmente associata al contatto diretto col sangue e i fluidi corporei, inoltre è stata segnalata la trasmissione del virus Marburg durante l’assistenza sanitaria quando non sono state osservate le appropriate misure di controllo dell’infezione. Gli operatori sanitari che assistono pazienti con malattia da virus di Marburg sospetta o confermata devono applicare le precauzioni IPC standard e per evitare qualsiasi esposizione a sangue e/o fluidi corporei, nonché il contatto non protetto con l'ambiente eventualmente contaminato.
Ulteriori informazioni
 Disease Outbreak News – Marburg virus disease in Guinea, published on 9 August 2021  Health topic - Marburg virus disease
 Ebola and Marburg virus disease epidemics: preparedness, alert, control, and evaluation, interim version 1.2
 Field guideline: How to conduct safe and dignified burial of a patient who has died from suspected or confirmed Ebola virus disease
 Case definition recommendations for Ebola or Marburg virus diseases
 Marbug haemorrhagic fever - factsheet; Fièvre hémorragique de Marburg - Aide-mémoire. Relevé épidémiologique hebdomadaire, 80 (15), 135 - 138
 Organisation mondiale de la Santé. (2014). Définitions de cas recommandées pour la surveillance des maladies à virus Ebola ou Marburg : recommandation provisoire. Organisation mondiale de la Santé
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Raccomandazione
Ministero della Salute Italiano 01/10/2021 Nigeria
Da settembre 2017, sono stati segnalati casi di febbre gialla in diversi stati della Nigeria. Dal 1° gennaio al 31 agosto 2021, sono stati segnalati in totale 1.312 casi sospetti in 367 aree del governo locale (LGA) in 36 Stati e nel Territorio della Capitale Federale (FCT).
Un totale di 45 campioni di sangue sono stati inviati all'Istituto Pasteur di Dakar (IPD) e 31 campioni sono risultati positivi al test di sieroneutralizzazione (PRNT). Di questi 31 casi positivi al PRNT, dodici avevano una storia di vaccinazione contro la febbre gialla. Sono stati segnalati due decessi tra i restanti 19 casi positivi al PNRT e non vaccinati (rapporto di mortalità: 11%). Questi 19 casi positivi al PRNT sono stati segnalati dagli stati di: Enugu (sette casi), Anambra (tre casi), Benue (tre casi), Delta (due casi), Oyo (due casi) Niger (un caso) e Osun (un caso). Sono in corso le indagini epidemiologiche sui casi positivi al PRNT.
La Nigeria ha documentato lacune nell'immunità della popolazione contro la febbre gialla. Secondo le stime dell'OMS-UNICEF 2020, la copertura vaccinale nazionale per la febbre gialla era del 54% nel 2020, al di sotto della soglia necessaria per proteggersi dalle epidemie, pari all'80%. Nei nove stati che hanno riportato casi positivi al PRNT, la copertura vaccinale di routine è diminuita tra il 2018 e il 2020 ed era inferiore all'80% nel 2020. Questi stati includono Anambra, Benue, Delta, Enugu, Imo, Niger, Ondo, Osun e Oyo. Sei stati hanno riportato una copertura inferiore al 50% (stati di Anambra, Delta, Enugu, Imo, Osun e Oyo).
Tra il 2019 e il 2020, sono state condotte campagne di vaccinazione preventiva di massa in sei dei nove stati. La copertura è risultata elevata (>90%) negli Stati di Delta e Ondo, ma inferiore (<80%) negli Stati di Anambra, Benue, Niger, Osun e Oyo. Inoltre, nello Stato di Enugu, nove su 17 LGA hanno organizzato campagne di vaccinazione di massa reattiva nel 2020, mentre nello Stato di Imo non sono state organizzate attività di vaccinazione di massa negli ultimi anni. Inoltre, la sorveglianza della febbre gialla non è ottimale.
Valutazione del rischio dell'OMS
La Nigeria è un paese ad alto rischio di febbre gialla ed è riconosciuto come un paese ad alta priorità per la strategia globale per l'eliminazione delle epidemie di febbre gialla (EYE). La ricomparsa della febbre gialla nel settembre 2017 in Nigeria è stata caratterizzata da epidemie in un'ampia area geografica. Una combinazione di vaccinazioni e strategie di controllo dei vettori è il mezzo più importante per prevenire l'infezione. La febbre gialla è endemica in Nigeria e, a causa della copertura vaccinale non ottimale nella maggior parte degli stati e a livello nazionale, il rischio di diffusione è elevato. Indagini entomologiche hanno confermato la presenza dei vettori Aedes aegypti e Aedes africanus in diversi stati del Paese. Data la bassa copertura vaccinale di routine, unita alle scarse prestazioni delle attività di immunizzazione di massa, indicano un rischio in corso nelle popolazioni suscettibili e, quindi, un rischio di grave impatto sulla salute pubblica.
L' ’OMS incoraggia i Paesi Membri a prendere tutte le iniziative necessarie per informare i viaggiatori del rischio e delle misure preventive, inclusa la vaccinazione. I viaggiatori dovrebbero inoltre conoscere i sintomi e segni della febbre gialla ed essere istruiti a recarsi immediatamente da un medico in caso di insorgenza di segni o sintomi suggestivi di infezione da febbre gialla. I viaggiatori viremici di ritorno possono rappresentare un rischio per lo stabilirsi di cicli locali di trasmissione di febbre gialla in aree dove è presente il vettore competente.
Le aree a rischio di trasmissione della febbre gialla e le relative raccomandazioni per la vaccinazione dei viaggiatori internazionali sono state aggiornate dall'OMS il 1° luglio 2020 e sono disponibili sul sito Web dell'OMS International Travel and Health.
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Raccomandazione
Ministero della Salute Italiano 13/10/2021 Venezuela
Il 1° ottobre 2021, il National Focal Point (NFP) dell'IHR per il Venezuela ha segnalato sette casi confermati di febbre gialla che sono stati indagati tra il 23 e il 24 settembre 2021. Tutti e sette i casi sono stati confermati dall'Istituto Nazionale di Igiene Rafael Rangel mediante RT-PCR. Sei dei sette casi segnalati non erano vaccinati. Di questi, tre erano asintomatici e quattro hanno sviluppato segni e sintomi tra il 20 e il 24 settembre, tutti presentavano febbre e uno dei casi presentava anche cefalea, dolore retrooculare, artralgie ed eruzioni cutanee. Il probabile luogo dell'infezione era una località rurale a sud della municipalità di Maturín, nello stato di Monagas, che si trova nella regione nord-orientale del Venezuela. Ad oggi, non sono stati segnalati decessi tra i casi confermati. Inoltre, tra l'11 agosto e il 1° ottobre 2021, in Venezuela sono state segnalate 10 epizoozie tra primati non umani (NHP) nell'ambito della sorveglianza nazionale di routine. Sette epizoozie sono state localizzate nello stato di Monagas (nei comuni di Maturin e Aguasay (70 km dal comune di Maturin) e tre nello stato di Anzoátegui (comune di Freites, 159 km dal comune di Maturin). Due delle epizoozie sono state confermate dal Laboratorio di Riferimento Nazionale (LNR) mediante RT-PCR entrambe notificate nello stato di Monagas e otto (cinque di Monagas e tre di Anzoátegui) sono stati confermati da un legame epidemiologico (data la relazione spazio-temporale con epizoozie confermate in laboratorio). Le epizoozie confermate sono state identificate a 35 km e 150 km dall'area urbana di Maturín nello stato di Monagas.
Valutazione del rischio dell'OMS
La febbre gialla è una malattia emorragica virale acuta causata dal virus della febbre gialla (YFV) ed è trasmessa da zanzare infette del genere Haemagogus e Sabethes, nonché dalla specie di zanzara urbana Aedes aegypti. La febbre gialla infetta gli esseri umani e i primati non umani (NHP) e ha il potenziale per diffondersi rapidamente e causare un grave impatto sulla salute pubblica nelle popolazioni non immunizzate. La vaccinazione è il mezzo più importante per prevenire l'infezione poiché la malattia è prevenibile con una singola dose di vaccino contro la febbre gialla che fornisce immunità per tutta la vita.
Il Venezuela è considerato ad alto rischio di febbre gialla con trasmissione del virus endemica ed è un paese prioritario per la strategia globale Eliminare le epidemie di febbre gialla (EYE). La copertura vaccinale non è ottimale, e ciò implica un rischio elevato di trasmissione e amplificazione della febbre gialla tra le popolazioni non vaccinate.
L'aumento del numero di casi umani e di epizoozie dall'agosto 2021 è preoccupante a causa di un'elevata circolazione virale persistente.
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Raccomandazione
Ministero della Salute Italiano 10/10/2021 Repubblica Democratica del Congo
L'8 ottobre 2021, il Ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha comunicato un nuovo caso confermato in laboratorio di malattia da virus Ebola (EVD) nell'area sanitaria di Butsili, zona sanitaria di Beni, provincia del Nord Kivu. Un focolaio di EVD ha già colpito la provincia del Nord Kivu all'inizio di quest'anno; tale focolaio è stato dichiarato concluso il 3 maggio 2021.
Il caso è un maschio di 3 anni che, all'inizio di ottobre, ha sviluppato sintomi quali debolezza fisica, perdita di appetito, dolore addominale, difficoltà respiratorie, feci scure e sangue nel vomito. E’ deceduto il 6 ottobre. Il caso confermato viene osservato dopo tre decessi (due bambini e il loro padre), vicini del caso. Questi tre pazienti sono morti il 14, 19 e 29 settembre dopo aver sviluppato sintomi compatibili con l'Ebola; tuttavia nessuno di loro è stato testato per EVD.
Valutazione del rischio dell'OMS
Secondo le informazioni disponibili, i tre casi sospetti e il caso confermato sono stati ricoverati in diverse strutture sanitarie in cui le misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) potrebbero non essere state ottimali, il che aumenta il rischio di diffusione. Inoltre, i casi sospetti sono stati sepolti senza seguire protocolli di sepoltura sicuri e dignitosi. Infine, come accennato in precedenza, i casi provengono da una zona sanitaria che si trova nella città densamente popolata di Beni. Pertanto, esiste il rischio che l'EVD si diffonda ad altre zone sanitarie.
La ri-emergenza dell'EVD è un importante problema di salute pubblica nella RDC e ci sono lacune nella capacità di preparazione e risposta alle epidemie del paese. Una confluenza di fattori ambientali e socioeconomici, tra cui povertà, sfiducia nella comunità, sistemi sanitari deboli e instabilità politica, sta accelerando il tasso di comparsa dell'EVD nella RDC.
Un'altra sfida che mette alla prova le risorse già limitate, è la concomitante epidemia di COVID-19. Il primo caso confermato di COVID-19 è stato registrato nella RDC il 14 marzo 2020. Al 5 ottobre 2021, la RDC aveva segnalato 57 197 casi confermati di COVID-19 e 1 087 decessi.
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Raccomandazione
Ministero della Salute Italiano 01/10/2021 Repubblica Democratica del Congo
All'inizio di luglio 2021, è stato segnalato un sospetto focolaio alla Divisione sanitaria della provincia di Tshopo, nella regione nord-orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Vi è stato un aumento dei decessi tra persone che presentavano sintomi quali febbre, mal di testa e torcicollo e alcune con diarrea sanguinolenta. Campioni di sangue e feci sono stati raccolti e testati per la malattia da virus Ebola, la shigellosi e la salmonellosi, risultati negativi presso il laboratorio dell'Istituto nazionale per la ricerca biomedica (INRB) a Kinshasa.
E’ stato posto un sospetto di meningite e, al 16 settembre, un totale di 37 campioni di liquido cerebrospinale (CSF) sono stati inviati al laboratorio dell'INRB a Kinshasa. Di questi, sette sono stati inviati all'Istituto Pasteur di Parigi il 1° settembre, ed è stato confermato mediante PCR che si trattava di Neisseria meningitidis il 6 settembre. Ulteriori test (sierotipizzazione) sono stati condotti su questi campioni dal 6 al 13 settembre, ed è stato identificato il sierogruppo W. Anche i restanti 30 campioni dovrebbero essere inviati all'Istituto Pasteur di Parigi. I test di sensibilità agli antibiotici hanno mostrato che questo ceppo di meningococco era suscettibile al ceftriaxone.
Al 18 settembre 2021, nella zona sanitaria di Banalia sono stati segnalati un totale di 608 sospetti, inclusi 12 casi confermati di meningite e 161 decessi (tasso di mortalità del 26%). Tra questi casi, il 68% (416/608) ha 15 anni o più. Inoltre, 16 delle 20 aree sanitarie della zona sanitaria di Banalia hanno segnalato almeno un caso sospetto di meningite.
Valutazione del rischio dell'OMS
Dal 2015, la Repubblica Democratica del Congo ha segnalato un numero elevato di casi sospetti di meningite. Parti del paese si trovano all'interno della fascia africana della meningite, dove la meningite batterica è endemica e presenta anche epidemie, con circa 6000-10.000 casi sospetti segnalati ogni anno. Tuttavia, solo una percentuale molto piccola (0-2%) dei casi viene confermata in laboratorio ogni anno. Dal 1 gennaio al 1 agosto 2021, la Repubblica Democratica del Congo ha riportato un totale cumulativo di 3.842 casi sospetti, inclusi 189 decessi, con un tasso di mortalità del 5%. A livello regionale, il rischio è valutato moderato a causa dei movimenti transfrontalieri tra le popolazioni della Repubblica Centrafricana e la provincia di Tshopo, e più di 100 siti minerari a Banalia dove vivono persone delle province limitrofe e della Repubblica Centrafricana che viaggiano per lavoro. Le misure transfrontaliere contro il COVID-19 possano limitare i viaggi e anche migliorare l'individuazione di casi sintomatici. Il rischio a livello globale è valutato basso.
Ulteriori informazioni
 Fact sheet on meningitis
 WHO AFRO (2018): Standard operating procedures for surveillance of meningitis preparedness and response to epidemics in Africa; (in French)
 Meningococcal meningitis
 Control of epidemic meningococcal disease
 WHO (2015): Rapid guide for health authorities managing meningitis epidemics (in French)
 WHO DRC office sitrep (in French)
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Raccomandazione
Ministero della Salute Italiano 01/10/2021 Arabia Saudita
Tra il 12 marzo e il 31 luglio 2021, il Focal Point nazionale per il RSI dell'Arabia Saudita ha segnalato altri quattro casi di infezione da sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus (MERS-CoV), tra cui un decesso associato. I casi sono stati segnalati da tre regioni, tra cui Riyadh (due casi), Hafar Albatin (un caso) e Taif (un caso). È stato segnalato anche un decesso da un caso segnalato in precedenza (caso n. 7, vedere le notizie sull'epidemia di malattia pubblicate il 14 aprile) che è deceduto il 20 marzo. Dal 2012, l'Arabia Saudita ha segnalato 2178 casi confermati di MERS-CoV con 810 decessi.
Raccomandazioni dell’OMS
Sulla base della situazione attuale e delle informazioni disponibili, l'OMS sottolinea nuovamente l'importanza di una forte sorveglianza da parte di tutti gli Stati membri per le infezioni respiratorie acute e di esaminare con attenzione eventuali ricorrenze insolite.
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Raccomandazione
Ministero della Salute Italiano 01/10/2021 India
Il 4 settembre 2021, il Dipartimento della salute dello stato del Kerala ha segnalato un caso isolato di malattia da virus Nipah nel distretto di Kozhikode, nello stato del Kerala, in India. La malattia da virus Nipah ha un tasso di mortalità relativamente elevato ed è una zoonosi emergente rilevante per la salute pubblica nelle regioni dell'OMS del Sud-est asiatico e del Pacifico occidentale. Questo è il quinto focolaio della malattia in India.
Il 29 agosto, un ragazzo di 12 anni ha sviluppato febbre e la famiglia ha cercato assistenza in una struttura sanitaria locale. Il 31 agosto il paziente è stato trasferito in diversi ospedali a causa del peggioramento delle sue condizioni. Il 1° settembre le condizioni del paziente hanno continuato a peggiorare e la famiglia ha chiesto il suo trasferimento in un altro ospedale di Kozhikode.
Il 3 settembre, campioni di plasma, siero e liquido cerebrospinale sono stati inviati al National Institute of Virology di Pune, in India. Il 4 settembre, la presenza del virus Nipah nel plasma, nel liquido cerebrospinale e nei campioni di siero è stata confermata mediante RT-PCR e gli anticorpi IgM sono stati confermati nel campione di plasma dal test sierologico ELISA. Il 5 settembre, il paziente è deceduto e lo stesso giorno sono state eseguite sepoltura sicura e cremazione a Kozhikode. A partire dal 6 settembre, le indagini epidemiologiche hanno identificato i contatti, inclusi operatori sanitari e familiari stretti, che sono stati messi in quarantena.
Valutazione del rischio dell'OMS
La malattia da virus Nipah è una zoonosi emergente rilevante per la salute pubblica nelle regioni del Sud-est asiatico e del Pacifico occidentale dell'OMS, dove sono diffusi i pipistrelli frugivori del genere Pteropus, l'ospite naturale del virus. Il virus è stato identificato per la prima volta durante un focolaio in Malesia nel 1998 e tutti i successivi focolai si sono verificati in alcune parti dell'Asia (India, Bangladesh, Malesia e Singapore). La trasmissione può avvenire per contatto diretto con animali infetti, per consumo di prodotti alimentari contaminati o per stretto contatto con una persona infetta. Il rapporto di mortalità varia dal 40 al 100%. Questo evento è un caso isolato e il rischio è basso a livello nazionale e basso a livello regionale.
Raccomandazioni dell’OMS
Sebbene non siano disponibili vaccini o trattamenti autorizzati, sono stati sviluppati anticorpi monoclonali sperimentali per trattare la malattia da virus Nipah per uso compassionevole. È raccomandata la terapia intensiva per il trattamento delle complicazioni respiratorie e neurologiche gravi. Esistono evidenze della malattia da virus Nipah in diverse specie di animali domestici tra cui cani, gatti, capre, pecore e cavalli. La malattia da virus Nipah può essere prevenuta evitando l'esposizione a pipistrelli e animali malati nelle aree endemiche, evitando il consumo di frutta parzialmente mangiata dai pipistrelli ed evitando di bere succo di palma da dattero grezzo. Il rischio di infezione e trasmissione internazionale tramite frutta o prodotti a base di frutta, come ad esempio il succo di palma da dattero grezzo contaminati con urina o saliva di pipistrelli infetti, può essere prevenuto lavando accuratamente e sbucciando la frutta prima del consumo. Nelle strutture sanitarie, il personale dovrebbe implementare costantemente misure standard di prevenzione e controllo delle infezioni durante la cura dei pazienti per prevenire le infezioni nosocomiali. È necessaria una sepoltura sicura e dignitosa per tutti i casi confermati e sospetti di malattia da virus Nipah.
Ulteriori informazioni
 WHO Nipah virus Fact Sheet
 WHO Geographic Distribution of Henipaviruses and fruit bats
 WHO Aide–memoire on Standard Precautions in health care
 World Organisation for Animal Health (OIE), What is Nipah Virus
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Raccomandazione
Ministero della Salute Italiano 01/10/2021 Madagascar
Il 29 agosto 2021, il Dipartimento di sanità pubblica, sorveglianza epidemiologica e risposta del Ministero della salute del Madagascar ha ricevuto un'allerta dal distretto sanitario di Arivonimamo, regione dell'Itasy, in merito a un sospetto decesso comunitario e 15 casi sospetti di peste polmonare.
Entro il 30 agosto, 25 casi sospetti di peste polmonare sono stati notificati alle autorità sanitarie del distretto di Arivonimamo, regione Itasy, di cui sei decessi (tre decessi in comunità e tre presso la struttura sanitaria di Miandrandra) e 19 ricoverati presso la struttura sanitaria di Miandrandra. Un totale di 20 campioni (8 di espettorato e 12 di sangue) sono stati raccolti lo stesso giorno per la conferma di laboratorio presso l'Istituto Pasteur del Madagascar.
Al 15 settembre 2021, sono stati notificati un totale di 20 casi sospetti e 22 confermati di peste. L'età media dei casi è di 36 anni (da 3 a 74 anni), 22 casi sono maschi e 20 femmine. I casi segnalati sono localizzati geograficamente in due regioni non confinanti: Itasy (3 comuni colpiti nel distretto di Arivonimamo) e Haute Matsiatra (1 comune colpito nel distretto di Ambalavao). Entrambe le regioni sono note aree endemiche di peste e durante l'epidemia del 2017 sono state fortemente colpite, con Ambalavao come epicentro principale.
Tra i casi confermati, 19 si sono presentati clinicamente come peste polmonare e tre come peste bubbonica. Otto decessi si sono verificati tra i casi confermati (2 tra i casi di peste bubbonica e 6 tra i casi di peste polmonare) portando a un rapporto di mortalità del 37% (8/22). Di questi, 4 erano maschi e 4 femmine, 3 si sono verificati a livello comunitario e 5 presso strutture sanitarie.
Complessivamente, sono stati identificati 1.064 contatti stretti di casi, seguiti e sottoposti a chemioprofilassi con cotrimossazolo o doxiciclina.
Le autorità sanitarie, in collaborazione con l'Istituto Pasteur del Madagascar, hanno effettuato la sorveglianza degli animali nel distretto di Arivonimamo durante le prime indagini il 30 agosto. I risultati preliminari hanno mostrato la presenza to di Yersinia pestis, il batterio responsabile, nell'1,3% dei ratti, superando la soglia di allerta dell'1%, mentre il rapporto tra il numero totale di pulci raccolte dai ratti catturati sul numero totale di ratti catturati era 1,7, e non ha superato la soglia di allerta superiore a 5. Valutazione del rischio dell'OMS
La peste è endemica in Madagascar e ogni anno vengono segnalati casi in forma bubbonica e polmonare. La stagione favorevole alla trasmissione della malattia dura generalmente da settembre ad aprile. I casi sono solitamente segnalati negli altopiani centrali del Paese, situati ad un'altitudine di oltre 700 metri.
Ulteriori informazioni
 Plague fact sheet
 Plague health topic
 WHO guidelines for plague management
 CDC fact sheet
 REVUE APRÈS ACTION DE LA RÉPONSE D’URGENCE À LA FLAMBÉE ÉPIDÉMIQUE DE PESTE PULMONAIRE, 2 AU 6 JUILLET 2018 – ANTANANARIVO
 Surveillance of murin plague in the urban areas of Antananarivo
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Raccomandazione
Ministero della Salute della Bolivia 22/10/2021 Ukraina
Il 2 ottobre 2021, l'OMS è stata informata dell'isolamento del poliovirus nei campioni di un caso di paralisi flaccida acuta (PFA) in Ucraina. Il caso è una bambina di 17 mesi, con paralisi comparsa il 3 settembre. Il poliovirus di tipo 2 è stato confermato il 1° ottobre dal Laboratorio di Riferimento Regionale (LRR) di Helsinki, in Finlandia, e l'ulteriore sequenziamento genetico presso lo stesso laboratorio, ha confermato il poliovirus di tipo 2 vaccino derivato (VDPV2) il 6 ottobre. Lo stesso virus è stato isolato anche in sei fratelli sani del caso. La famiglia proviene dalla provincia di Rivne, nel nord-ovest dell'Ucraina. Il sequenziamento genetico indica che il virus è strettamente legato a un isolato ambientale in Tagikistan. l'attuale focolaio è stato classificato come VDPV2 circolante (cVDPV2). In precedenza, nel 2015 in Ucraina era stato segnalato un focolaio di VDPV di tipo 1 circolante (cVDPV1) che ha provocato due casi. L'ultimo VDPV segnalato è stato classificato come VDPV2 nella provincia ucraina di Odessa nel 2016. Il virus isolato dal caso attualmente segnalato a Rivne non è correlato all'epidemia del 2015 o agli isolati del 2016.
Nel 2020, la copertura vaccinale nazionale con tre dosi di vaccino antipolio (POL3) in Ucraina era pari all'83%.
Valutazione del rischio dell'OMS
Il rischio di diffusione nazionale è valutato elevato a causa dei tassi di copertura vaccinale storicamente bassi in Ucraina e delle discrepanze rilevate a livello subnazionale. Sebbene la sorveglianza della PFA sia abbastanza sensibile da rilevare i casi di paralisi, la trasmissione del poliovirus può passare inosservata.
Il rischio di diffusione internazionale di questo virus è attualmente valutato basso a causa della copertura vaccinale relativamente elevata e delle infrastrutture sanitarie nei paesi vicini.
Raccomandazioni dell’OMS
È importante che tutti i paesi, in particolare quelli con frequenti viaggi e contatti con paesi e aree colpite dalla polio, rafforzino la sorveglianza dei casi di PFA.
La pubblicazione dell’OMS Viaggi Interazionali e Salute (https://www.who.int/travel-advice) raccomanda che tutti i viaggiatori che si rechino in aree affette da polio siano completamente vaccinati contro la polio. I residenti (e i visitatori per più di 4 settimane) provenienti da aree infette dovrebbero ricevere una dose aggiuntiva di vaccino orale (OPV) o di vaccino inattivato contro la polio (IPV) nel periodo compreso fra 4 settimane e 12 mesi prima del viaggio.
I paesi colpiti dalla circolazione di poliovirus sono soggetti a raccomandazioni temporanee emesse dal Comitato di emergenza del Regolamento sanitario internazionale sui poliovirus, a causa della dichiarata emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (PHEIC). L'ultimo rapporto del Comitato è dell'agosto 2021 (https://www.who.int/news/item/20-08-2021-statement-of-the-twenty-ninth-polio-ihr-emergency-committee).
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Raccomandazione
ECDC 01/10/2021
SARS-CoV-2
Situazione Mondiale
Dalla settimana 36 del 2021 alla settimana 37, sono stati riportati 4.248.275 nuovi casi di infezione da COVID-19 e 63175 nuovi decessi.
Dal 31 dicembre 2019 alla settimana 37 del 2021, sono stati riportati 229.415.774 casi di infezione da COVID-19, con 4.699.359 decessi.
Nella Regione EU/EEA alla settimana 37 del 2021, sono stati riportati 37.863.314 casi, con 764.710 decessi.
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Raccomandazione