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CLIMA


I cambiamenti climatici sono intesi come significative variazioni di temperatura, precipitazioni, ventosità ed altri eventi meteorologici, che perdurino per decenni o più a lungo.

Le evidenze attestano come il clima stia cambiando, in particolare per aumento della temperatura, con conseguente potenziale incremento di eventi meteorologici estremi a livello globale. Cicloni tropicali più violenti, ondate di calura più vigorose e durature, siccità più frequente ed intensa, precipitazioni più pesanti ed assidue, inondazioni, aumento del livello del mare ed aggravamento dell’inquinamento atmosferico sono alcune delle possibili conseguenze del riscaldamento globale.

I cambiamenti climatici, oltre ad influenzare gli equilibri della natura, incidono sulla diffusione di molte malattie infettive, in particolare quelle trasmesse attraverso l’acqua o tramite artropodi, in relazione all’aumento delle temperature ed alla perdita della biodiversità. Vi sono malattie infettive che hanno modificato o varieranno la loro distribuzione spaziale, temporale (stagionalità), o le loro caratteristiche di virulenza , in relazione ai correnti o previsti cambiamenti climatici ed ecologici.

Gli effetti delle modificazioni delle condizioni climatiche non si verificano ovunque con la stessa intensità, alcuni luoghi sono più sensibili e pertanto presentano un tasso di infezioni dirette o indirette molto più elevato, tuttavia l’estensione geografica delle aree a rischio, in cui alterazioni dei fattori ambientali possono favorire la diffusione di infezioni scarsamente presenti o assenti, si sta espandendo.

Le principali malattie che risentono dei cambiamenti climatici ed ecologici, comprendono: malattie trasmesse da vettore (zanzare, zecche, sandfly, moscerini) e da roditori, malattie trasmesse dall’acqua, infezioni trasmesse per via aerea, malattie veicolate dagli alimenti e zoonosi.


Epidemie


Nel corso degli ultimi anni, in seguito a fenomeni atmosferici particolarmente intensi , o al protrarsi di alterazioni ambientali in determinate regioni, si sono verificati rispettivamente eventi epidemici particolarmente gravi in aree endemiche e focolai di infezioni emergenti o riemergenti in aree non ritenute a rischio.

In costante aumento le epidemie di dengue classica, nelle regioni del Sud-Est Asiatico e del Sud America, con incremento dei focolai di dengue emorragica/grave; incremento dei focolai epidemici di dengue e chikungunya nei Caraibi, Oceano Indiano, Oceano Pacifico; riemergenza della dengue in alcune aree della Florida e comparsa di focolai in Portogallo (Madeira).

Emergenza/riemergenza di West Nile virus (WNV) negli anni recenti nelle regioni temperate dell’Europa, in Nord Africa e Nord America. Variazioni nella distribuzione della malaria, con espansione in alcune zone, sia in relazione alla latitudine che all’altitudine (altipiani del Kenya e dell’Etiopia); comparsa di focolai in Grecia.
Epidemie di febbre della Valle di Rift in Kenya e Somalia. Incremento dell’incidenza della Borreliosi di Lyme in diversi Paesi Europei e negli Stati Uniti.
Incremento del tasso di infezioni da Hantavirus negli Stati Uniti. Costante aumento dei casi di malattie diarroiche e colera in diverse regioni dell’Africa e dell’Asia; insorgenza di focolai epidemici di colera nella regione dei Caraibi (Haiti, Repubblica Dominicana, Messico, Cuba). Focolai di meningite meningococcica costanti nell’Africa Sub-Sahariana (paesi della “african meningitis belt”).




Raccomandazioni


Si consiglia di prestare particolare attenzione al verificarsi di fenomeni atmosferici che possano essere causa di emergenza o riemergenza di determinate malattie nelle regioni colpite.
Le raccomandazioni di profilassi devono essere riconsiderate nelle situazioni in cui si verifichino alterazioni del clima, in quanto il rischio di trasmissione di malattie quali la malaria, le febbri trasmesse da artropodi o le infezioni veicolate dall’acqua, può aumentare in concomitanza di tali eventi.



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